Sembra vivere apertamente in questo tempo in uno stato di guerra dichiarata, un aspro confronto ideologico culturale messo in atto da un sistema liberal-capital-democratico la cui emanazione sovranazionale si contrappone con le sue armi finanziario-economiche contro tutto ciò che è nazionale, tutto ciò che identità, tutto ciò che è spirito, tutto ciò che riguarda una storia, un popolo, in sintesi una nazione in tutte le sue componenti. I nodi sono giunti, amaramente al pettine, la crisi sistemica di un’epoca che è durata tutto un dopoguerra, sta mostrando le sue nefaste fattezze di un moloch che apoliticamente sembra dare i colpi di coda tipico di un essere che sta agonizzando in quanto in realtà si sta evidenziando più che mai il suo tramonto.
I popoli e le nazioni sono nel mezzo di questa tempesta che si concreta in una macelleria sociale costruita ad arte dai burocrati-banchieri che si ergono a difensori di un sistema antinazionale e fautore delle politiche economiche bancarie usocratiche.
La democrazia tanto decantata da una classe politica indottrinata è stato soltanto un pretesto per il liberal capitalismo arrembante per conquistare nel tempo fette di potere che gli stessi impunemente gli hanno lasciato. Intanto l’antipolitica, questo fenomeno usurante ha invaso, più o meno tutto il mondo occidentale, creando il distacco tra il mondo reale del cittadino medio e la classe politica la quale lautamente arroccata nel suo cantone da prebende e privilegi di varia natura, ha protetto e garantito a un mondo infernale quale è quello bancario-usocratico di anestetizzare il mondo dei mortali, quello dei cittadini alla schiavitù programmata ed eterodiretta. Nel frattempo assitiamo a all’indottrinamento o meglio all’imbecillimento delle coscienze attraverso il potere esercitato dalla televisione che al popolino promana programi spazzatura soprattutto pomeridiani e con telegiornali divenuti una sorta di spettacolarizzazione del traculento e del gossip più becero.
La vita quotidiana come abbiamo più volte evidenziato in tutti i nostri interventi e nei nostri ancora aperti spazi di libertà è divenuta un espediente di questo sistema per sperimentare quelle logiche di potere che stanno riportando la società all’epoca della manifestazione del capitalismo di tipo classico pre-rivoluzione industriale. Il lavoro anziché essere fonte di edificazione e eccrescimento etico-spirituale dell’individuo, sta divenendo lentamente, con l’abbattimento di ogni tipo di tutela e ammortizzatore, l’emblema dello schiavismo classico. E non importa alle facce di bronzo in doppio petto dei banchieri delle proteste, delle manifestazioni, delle opposizioni dei vari movimenti; i diktat del potere capitalista-bancario vanno eseguiti senza indugi e senza alcun tipo di ostacoli. L’opinione pubblica, tant’è, che viene orientata a vedere e consisderare ogni tipo di contrarietà come una demonizzazione che è deteleteria al proprio interesse. Ecco che allora gli esponenti del sovranazionale, i rappresentanti della troika, BCE-FMI-UE, bancario-capitalista avanzano imperterriti con i loro dogmi pseudo liberal democratici: LIBERALIZZAZIONI, AUSTERITA’,CRESCITA,SPREAD, MANOVRE FINANZIARIE, e quant’altro.
Noi anacronisticamente ai tempi rispondiamo apertamente e con determinazione con le nostre posizioni ideologiche e culturali che si rifanno a quei valori nazionale e patriottici da cui discende l’emanazione di uno Stato sociale etico fondato sul lavoro, ma soprattutto sull’uomo e sulle sue capacità e rifiutiamo quelle politiche economiche fondate sull’endemicità del debito determinato da monete e titoli che altro non sono carta straccia. Espriamiamo questo perchè l’uomo e la società che la compone è un essere vivo con delle capacità che si estrinsecano nelle loro fattezze più meravigliose e intendiamo con la nostra azione rivendicare questa natura di proverbiale bellezza. Benchè ciò che si efferma può ritenersi un ovvietà, soprattutto per coloro che di ebetetismo si riempiono il cuore e il cervello, per noi obiettivamente in questo tempo di crisi e di disfacimento morale, non è da considerarsi tale e lo rivendichiamo con determinazione. Non ci interessano le dicotomie frutto degli stantii schemi ideologici dell’arco costituzionale, siamo sempre dalla parte delle idee, dalla parte dei valori, in sintesi dalla parte di quell’uomo che desidera essere libero.
Non abbassiamo la coscienza allo stato attuale, lottiamo all’unisono alla sfida della vita in quest’epoca in cui uomini chiamano altri uomini a raccolta contro quell’impero del male che vuole schiavizzarlo e porlo in una condizione di annichilimento. Siamo qui, a renderci fautori di quella Linea Retta che ci fa gridare dal profondo dell’animo: LIBERI, SOCIALI E NAZIONALI.
In alto i cuori!!!!
C.E.





















I nuovi resistenti dell’epoca moderna a dispregio deli imperatori tecnocrati fautori di uno pseudo modernismo democratico…In alto i cuori!!!!