RNCR – RSI

La pagina del

Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I.

R.N.C.R – R.S.I.

R.S.I. CONTINUITA’ IDEALE

MOVIMENTO POLITICO CULTURALE

segreteria: c/o

Gianni Rebaudengo, via Montenero 14 – 10024 Moncalieri TO

Tel. e Fax: 011/6406370 ~ Cell. 347/9227544 ~ E-mail: pina.cardia@fastwebnet.

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RAGGRUPPAMENTO NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI R.S.I. - CONTINUITÀ IDEALE
   Ieri,  10 febbraio,  si è svolto il Giorno del ricordo dedicato al martirologio delle foibe. E come l’anno scorso, si è ripetuto il rito distratto, per pochi intimi, delle commemorazioni ufficiali, con l’eccesione del Presidente del Senato presente a Basovizza. Il Presidente della Repubblica ha aperto il rito con un discorso di estrema vaghezza, nell’oblio più assoluto di ogni preciso riferimento ai carnefici slavi, comunisti, e ai sistemi adottati contro militari, civili, uomini, donne e bambini nell’indiscriminato massacro. Eguale oblio sulla collaborazione dei partigiani comunisti italiani nel rastrellamento delle vittime. Sulla stessa lunghezza d’onda la restante sparuta nomenklatura. 
   Ieri, il Raggruppamento ha ricordato le migliaia di giuliani, dalmati e istriani infoibati soltanto perché italiani e con loro le centinaia di soldati della RSI che in quei giorni di follia omicida hanno perso la vita nel disperato tentativo di respingere quella marea slava che già nel 1943, con la resa dell’8 settembre, aveva sperimentato l’assassinio di massa di italiani con le foibe.
   Ricordiamo i Bersaglieri del Mussolini, gli Alpini del Tagliamento e i marò della Decima che hanno santificato col loro sangue le terre di Dalmazia, Istria e Venezia Giulia. E ancora  ricordiamo l’esodo dei 350.000 italiani costretti ad abbandonare le loro case di fronte alla pulizia etinica degli sgherri di Tito.
   Di tutto questo, di questa sanguinosa pagine di storia, non c’è cenno sui testi scolastici di questa Repubblica nata dalla Resistenza, con la maggior parte dei giovani che non sa nemmeno che cosa siano le foibe. Al Raggruppamento come istituzione e agli Italiani ancora degni di questo nome il compito di continuare a raccontare l’intera verità su quanto è accaduto, sulle complicità e i silenzi di decenni, testimoniando una memoria che altrimenti è fatalmente destinata a svanire in un tempo ormai prossimo.
Gianni Rebaudengo – Presidente RNCR RSI –  C.I.

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 LA FEDERAZIONE DEL RNCR RSI-CONTINUITA’ IDEALE
DI NAPOLI
INCHINA LA SUA BANDIERA ALLA PROPRIA PRESIDENTE,
AUSILIARIA DELLA RSI MADA PENNELLA,
ANDATA AVANTI
IL 30 DICEMBRE 2011.

I vice presidenti
Andrea Arpaja e Lidio Aramu

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Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I.

R.S.I. Continuità Ideale

Natale 2011
   In questi giorni che precedono il Natale e l’Anno Nuovo,  il nostro pensiero di combattenti repubblicani superstiti, unitamente ai più giovani di Continuità Ideale, si volge riverente e commosso a tutti quei nostri fratelli e sorelle che negli stessi giorni del lontano dicembre 1944, sotto la bandiera della Rsi si opponevano in armi agli invasori anglo-americani e alle bande slave, pagando un alto contributo di sangue. Un contributo che col nuovo anno sarebbe diventato ancora più pesante nella difesa dei confini orientali e con Gorizia rimasta italiana. Il nostro sia dunque un Natale che riassuma la sua essenza spirituale e di incancellabile ricordo, ieri come oggi orgogliosi della nostra storia e che riesca a sconfiggere quel sapore di festa amara che grava sull’intera Nazione italiana diventata ormai libero terreno di caccia per filibustieri e banchieri di tutte le risme.
Il Presidente Nazionale
Gianni Rebaudengo
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4 Novembre 2011

Oggi 4 Novembre, la Repubblica italiana celebra in sordina (in giornata lavorativa) il Giorno delle Forze Armate lasciando nell’oblio più assoluto i soldati della Repubblica Sociale Italiana caduti per la Patria sui diversi fronti. 

E come sempre accade nella circostanza, c’è chi parla di «memoria condivisa» e di «conciliazione nazionale». Ma bene in evidenza e in netta contraddizione, viene negato qualsiasi riconoscimento al valore e alle ragioni dei combattenti sconfitti, col veleno resistenziale sparso a piene mani.

Agli immemori e ai falsificatori della storia vogliamo rammentare che è soltanto per il sacrificio di combattenti della RSI che due nostre regioni, ai confini Orientale e Occidentale, sono rimaste italiane, sbarrate agli invasori. I combattenti superstiti della RSI, mentre rivolgono un pensiero riconoscente agli oltre 600.000 fratelli caduti per l’unificazione nazionale nella Grande Guerra, rinnovano in questo giorno, nella continuità storica della nazione italiana, il fiero e commosso ricordo dei commilitoni caduti contro gli invasori anglo-americani e la sovversione interna.

Idealmente, sulle loro tombe spiccano i versi di Walt Whitman: «Viva tutti i soldati sconfitti e tutti gli Eroi schiacciati dal nemico nella battaglia perduta. Perchè la sconfitta non può togliere la gloria»

Il Presidente Nazionale

Gianni Rebaudengo

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16 Ottobre 2011 -

Ieri a Pozzolengo in provincia di Brescia si é svolto regolarmente il nostro Congresso Nazionale. L’assemblea dei delegati delle numerose Federazioni provinciali ed autonome – per l’occasione presieduta dal Camerata Maurizio Canosci – ha sancito la rielezione per maggioranza diretta ad alzata di mano del Presidente uscente Combattente Gianni Rebaudengo, del vicepresidente Combattente Stelvio Dal Piaz e della presidente di Continuità Ideale Camerata Pina Cardia; per votazione a scrutinio é stata anche eletta la nuova Direzione Nazionale, il presidente della Commissione Accettazione e Disciplina Camerata Tosin ed il presidente del Collegio dei revisori dei conti Camerata Michelini.

Direzione Nazionale eletta al congresso di Pozzolengo di ieri 16 ottobre 2011:

Pina Cardia (AT), Stelvio Dal Piaz (AR), Valeriano Androni (PD), Luciano Sonego (TV), Patrizio D’Arco (VB), Giuseppe Luciani (FE), Luciano Perocchio (TO), Maurizio Canosci (AR), Fabiano Bariani (Cerano), Omar Pisanello (VE).

E’ stato infine approvato il Regolamento accessorio allo Statuto con l’o.d.g. di affidare alla Direzione Nazionale alla sua prima riunione la correzione di alcuni punti emersi dal dibattito congressuale.

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8 Settembre 1943: data del tradimento e dell’ignominia che soltanto il ritorno al combattimento dei soldati della RSI è riuscito in parte a riscattare di fronte al mondo. Soldati che sotto le insegne della Repubblica Sociale Italiana hanno mantenuto fede alla parola data e hanno difeso sino all’ultimo giorno i nostri confini orientali e occidentali dalle bande slave e dai franco-americani pagando un altissimo contributo di sangue, ingigantito poi dagli atroci massacri della liberazione.

   Sconfitti militarmente ma non vinti, i soldati superstiti della Rsi e i fratelli minori di Continuità Ideale rinnovano in questo giorno la loro fedeltà ai valori permanenti di riscatto nazionale e di progresso sociale interpretati dalla Repubblica di Mussolini.

   Agli esegeti di una criminale capitolazione apportatrice dello sfacelo nazionale, affidiamo lo squallido privilegio di essere servi, oggi come ieri.

08.09.2011

Gianni Rebaudengo

Presidente RNCR-RSI

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In questi giorni abbiamo assistito ad un polverone mediatico circa un progetto di legge che secondo alcune prime interpretazioni avrebbe consentito anche alle Associazioni di reduci della Repubblica Sociale Italiana di usufruire di contributi statali. Immediata la vibrante protesta dell’ANPI e del PD nonché della comunità israelita di Roma nei confronti dell’iniziativa parlamentare avente come presentatore e relatore due deputati del PDL. Una protesta nata dal generico termine belligeranti contenuto nel testo e riferito alle Associazioni dei reduci quale essenziale caratteristica per accedere ai contributi, e che secondo il fronte dei protestatari non escludeva tassativamente i combattenti della RSI. Una protesta, con dichiarazioni fiume, che veniva ovviamente accolta con l’assicurazione che nel testo non si voleva in nessun modo riferirsi ai repubblichini e che la controversa dizione sarebbe stata comunque mutata in legittimamente belligeranti. Quel legittimamente a sanare qualsiasi dissidio nel redivivo CLN.

Non entriamo nel merito della chiosatura semantica, il nostro status di combattenti della RSI, oltre che in campo internazionale, l’abbiamo già ottenuto da tempo con una sentenza del Supremo Tribunale Militare. Come del resto non ci interessa approfondire il tema sui contributi statali: come combattenti repubblicani appartenenti al RNCR-RSI siamo noi stessi a rifiutare, anche per pura ipotesi, qualsiasi tipo di elemosina da parte di un sistema politico-istituzionale che per noi rappresenta l’anti-Italia. Questo per chiarezza, fiduciosi che nessuno tra noi si sia lasciato prendere all’amo da tanta rara stupidità.

Ora e sempre, siamo quelli che siamo.

01.06.2011

Gianni Rebaudengo

Presidente Nazionale RNCR-RSI

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25 aprile 2010

Comunicato della Presidenza.

C’è chi intende trasformare il 25 Aprile in una ‘Festa di tutti gli Italiani’, secondo la formula dei ‘valori condivisi’ trasversale alle forze politiche di regime. E come ‘valori’, ovviamente, vengono evocati quelli che scaturiscono, appunto, dalla data emblematica del 25 Aprile, giorno della cosiddetta ‘liberazione’. Da parte nostra, quali combattenti superstiti della Repubblica Sociale Italiana, il 25 Aprile rimane la data simbolo di esecuzioni singole e collettive, sevizie incluse, che a guerra finita hanno coinvolto decine di migliaia di uomini e donne, civili e militari in una autentica carneficina. Una mattanza che mai, in oltre sessant’anni, è stata oggetto da parte dell’Italia ufficiale di un pur minimo atto di riconoscimento se non di contrizione per tanto sangue innocente versato. Tutto regolare. Come se tutte quelle vittime passate al tritacarne antifascista rappresentassero un ininfluente e accidentale dato statistico anziché un preordinato progetto (i documenti probatori non mancano) di sterminio. Questo è per noi il 25 Aprile, senza se e senza ma, forti del nostro buon diritto di testimoniare il sacrificio di tanti fratelli e sorelle caduti nella «primavera di sangue», accomunandovi nel ricordo le migliaia di soldati repubblicani caduti contro gli eserciti invasori. Come ho già detto e scritto più volte, in uno spirito di fedeltà assoluta , non commerciabile, ad un’ Idea che riteniamo la più rivoluzionaria del XX secolo. Un 25 Aprile che rappresenta per noi un retaggio di estremo dolore ma insieme data di orgogliosa appartenenza.

Gianni Rebaudengo Presidente Nazionale R.N.C.R. – RSI

E a proposito di attuali polemiche sulla famigerata proposta di legge presentata da qualche parlamentare poco attento ribadiamo il contenuto di un lancio di agenzia del Presidente del Raggruppamento:

25 APRILE: REDUCI RSI, NO A EQUIPARAZIONE CON I PARTIGIANI
REBAUDENGO, PACIFICAZIONE NAZIONALE SOLO CON VERITÀ STORICA DA TUTTE LE PARTI Roma, 27 apr. – (Adnkronos) – La proposta di legge che avrebbe equiparato partigiani e repubblichini «era contestata da tutte le parti, a cominciare da noi. Siamo stati combattenti di un esercito regolare e quindi non vogliamo usufruire di una legge che ci equipara ai partigiani italiani». Gianni Rebaudengo, presidente del Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci della Rsi, commenta così all’ADNKRONOS l’annunciato ritiro della Pdl che mette sullo stesso piano partigiani e repubblichini. «Si potrà parlare di una pacificazione nazionale quando verrà fuori la verità storica su tutto quello che è avvenuto in quegli anni. Da 60 anni vengono dette tutte le cose possibili e immaginabili nei nostri confronti, mentre dall’altra parte ci è voluto il libro di un antifascista, Giampaolo Pansa, per cominciare a svelare alcuni aspetti della Resistenza, per far emergere le prime fessure in un mondo di silenzio. Se si vuole la pacificazione in nome di una comune identità -prosegue Rebaudengo- allora scopriamo le carte, ma senza colpi di spugna per una sola parte». (Mac/Pn/Adnkronos) 27-APR-09 15:19 NNN