Al Presidente della Repubblica italiota.

Paese bizantino e levantino, dimora di Papi e sede di una fede millenaria, crocevia di intrighi e misteri, l’Italia ha nel suo dna un marchio del tutto particolare che si manifesta di continuo un po’ ovunque: nei comportamenti della gente comune, negli uffici delle pubbliche amministrazioni e nei vertici della politica e dello Stato. Sarà forse la presenza di un pastore di anime, exemplum vitae per molti, – peraltro dimentico del voto di carità e povertà e del suo ruolo primigenio di custode di anime – che un altro difetto di questa nostra disgraziata terra non stenta a farsi largo tra la melma dell’immenso pantano in cui ci siamo ridotti a vivere. Ed è il peggiore dei difetti, quello che ti fa assaporare la bassezza del genere umano, quello che ti fa imbestialire perché si scontra con la logica spesso semplice e limpida delle cose. E’ l’ipocrisia eretta a sistema. Il 2 agosto, giorno del trentennale della strage di Bologna, essa ha toccato livelli indecenti, scivolando con la sua untuosità politicamente trasversale sopra tutti quelli che hanno pagato un prezzo altissimo per quell’immane tragedia. E’ passata sopra la memoria di giovani vite stroncate senza una ragione, sopra il dolore di chi è rimasto in vita, sopra la sete di verità dei parenti, sopra i perseguitati politici accostati al fatto o incolpati ingiustamente e sopra il sacrosanto diritto di ciascun italiano di conoscere una volta per tutte la verità.

Perché non sono riusciti a tacere i soliti giullari di corte? Perché invece di tirare fuori dal cassetto il discorso ormai stantio degli anni precedenti e dei suoi predecessori la prima carica dello Stato, giunto ormai ad un’età in cui qualche bilancio sul proprio operato bisognerebbe farlo, non ha chiesto pubblicamente l’apertura dei dossier sui quali esiste un inconcepibile segreto di Stato? Signor Presidente, ci chiediamo e Le chiediamo che senso abbia continuare a tenere il segreto di Stato su eventi nefasti per i quali tutti – Lei compreso – spende parole di esecrazione e cordoglio? Ma soprattutto ci sembra estremamente ipocrita continuare a stracciarsi le vesti quando Ella stesso ha avuto la possibilità da Ministro degli Interni di contribuire – se avesse voluto – ad aggiungere qualcosa di indubbiamente utile alla causa della verità. Chi, se non Lei, avrebbe potuto aprire il cassetto giusto?

E invece no! Ha fatto comodo che le cose siano rimaste come sono ancora. Ha fatto comodo a Lei che in epoca di guerra fredda era il Ministro degli Esteri ombra dei governi ombra del PCI, così come ha fatto comodo ad un suo predecessore alla somma carica dello Stato, che della colonia Italia è stato per tanto tempo uno dei proconsoli in nome e per conto dello zio Sam. E che dire di un Bersani che partecipa in piazza Maggiore a Bologna ad una manifestazione ma dimentica di avere dalla sua parte un certo signor D’Alema che a suo tempo fu tanto prodigo a scagliare bombe su Belgrado quanto restio ad aprire certi dossier sulle bombe di casa nostra ?

Sinceramente c’è ben poco da dire, se non che ci siamo rotti veramente le scatole di essere presi per i fondelli da tutti gli ipocriti giullari di questa colonia di un impero in disfacimento.- Allo stesso modo siamo arcistufi di sentir gracchiare presidenti di associazioni, dei quali comprendiamo umanamente il dolore ma detestiamo lo stupido livore, che continuano ad affermare di voler la verità ma che, comunque, hanno la certezza che la strage è stata una “strage fascista” (vedasi discorso di Bolognesi). Pure Lei, signor Bolognesi, c’è o ci fa ? Se quella che Lei definisce “strage fascista” è tale perché accetta senza ombra di dubbio (e ce ne sono molti di dubbi) le responsabilità dei condannati Fioravanti, Mambro e Ciavardini, non si capisce perché continui a chiedere verità sui presunti mandanti? La logica vorrebbe che se la strage è stata una “strage fascista” e gli unici fascisti in tutta questa storia o sono stati assolti dopo svariati gradi di giudizio o sono stati condannati, allora gli esecutori e i mandanti sono le stesse persone, ovvero i tre condannati con sentenza passata in giudicato.

Ma se, come Lei afferma, i mandanti non sono mai stati individuati, non le viene il sospetto che i tre condannati altro non sono che i capri espiatori facilmente impallinabili di un movimento sotterraneo di forze ben diverse e di certo lontane anni luce da quel marchio di fabbrica che lei e quelli come lei vogliono per forza affibbiare? Se a depistare furono i vertici dei servizi segreti di questa repubblica nata dall’antifascismo – e su questo aspetto vi è certezza –  non le viene il dubbio che la matrice di quell’orrenda strage abbia altre origini politiche o strategiche? Anche ammettendo che Fioravanti, Mambro e Ciavardini, ovvero gli unici fascisti condannati, all’epoca già ricercati in tutta Italia, siano stati quelli che materialmente hanno portato la borsa alla stazione di Bologna, ci spieghi il signor Bolognesi come mai ufficiali superiori del calibro di Musumeci e Belmonte si sarebbero prodigati per depistare la vicenda se non per ragioni politiche e strategiche che non potevano certo essere state loro ordinate che da livelli di comando ad essi superiori.? Livelli che non potevano essere fascisti !! A meno che per “fascisti” il sig. Bolognesi, seguendo la teoria leninista che tali sono tutti i “nemici del popolo” (come Trozky), non bolli con quello che egli considera un epiteto di sommo spregio gente appartenente a Logge segrete, a servizi più o meno deviati (?), a potentati economici di varia estrazione e via dicendo.

In tal caso tiriamo un sospiro di sollievo e ci capacitiamo del vero problema: “ Lei, signor Bolognesi è uno dei tanti ipocriti di cui dicevamo. Con l’aggravante di non aver mai aperto un buon libro di Dottrina Fascista.

A MARGINE DI QUESTO CONTRIBUTO, IL CENTRO STUDI SOCIALISMO NAZIONALE INTENDE ESSERE VICINO E SOLIDALE CON L’AMICO, IL CAMERATA, L’INTELLETTUALE, IL PERSEGUITATO POLITICO PROFESSOR PAOLO SIGNORELLI, ANCORA UNA VOLTA INGIUSTAMENTE ACCOSTATO ALLA VICENDA DELLA STRAGE DI BOLOGNA ATTRAVERSO UNO SPEZZONE DELLA TRASMISSIONE BLU NOTTE ANDATA IN ONDA SU RAITRE LA SERA DEL 2 AGOSTO SCORSO, COSI’ COME CI SENTIAMO SOLIDALI CON L’UNICO ANCORA CARCERATO – CIAVARDINI – ALL’EPOCA SOLO DICIASSETTENNE, CHE ATTENDE CON DIGNITA’ CHE VENGA ALLA LUCE CIO’ CHE IL SEGRETO DI STATO CONTINUA A TACERE.

GRAZIE PAOLO!!

Fernando Volpi

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