STORIE SEMISERIE DI SALTIMBANCHI E FIGLIOL PRODIGHI

Grazie al suo splendido teatro, la città di Taormina è da sempre uno dei palcoscenici prediletti per la rappresentazione delle più celebri tragedie dell’antichità classica. Sarà per questi augusti trascorsi o forse perché la patria d’elezione (sic!) di un noto esponente politico siciliano o forse anche per i tempi che corrono, che purtroppo l’antica città greca ha dovuto misurarsi suo malgrado con un qualcosa che poco aveva a che vedere con Eschilo o Sofocle. La commedia all’amatriciana, messa in piedi giorni fa da uno dei tanti figliol prodighi berlusconiani , al secolo Storace Francesco, è certamente più consona ai tempi di oggi, seppur il tutto si sia risolto all’interno delle quattro mura di un teatro che, per fortuna, non era lo splendido esempio di architettura che nostri più illuminati antenati ci hanno tramandato. Invero, passare dalla tragedia alla tragicomica sarebbe stato troppo !
Dicevamo dei figliol prodighi. Già…..la parabola calza a pennello per la due giorni che La Destra ha inscenato la scorsa settimana. Solo che piuttosto che chiamarla parabola sarebbe più opportuno definire il tutto per quello che è: squallido trasformismo. Come definire altrimenti l’operazione Taormina, visto che il Buon Pastore, chiamato a chiuderne i “lavori”, ha pubblicamente dichiarato di voler assegnare un ministero ai nuovi alleati, prima nemici ?
E’ ben noto a tutti, ma come al solito molti hanno la memoria corta, che per colui che ha inventato il supermercato della politica, nel non lontano 2008 l’allora partito di Storace (appunto La Destra) si sperticò in invettive e contumelie varie, rivolte in particolar modo all’entourage berlusconiano, reo di aver messo al bando il loro partito dal cartello elettorale che avrebbe portato alla nascita del PDL. Sono passati appena due anni ma in realtà sembra che sia stato un secolo. Tanto è vero che nel frattempo la candidata premier de La Destra alle ultime politiche, la signora Santanchè Daniela, ha pensato bene di mandare a quel paese chi l’aveva candidata (e poi votata!), mettersi un marchio nuovo di zecca sul suo capiente posteriore ed intrupparsi con le armate che fino a qualche giorno prima aveva denigrato ma che nel frattempo avevano vinto le elezioni. Risultato? Operazione di trasformismo ributtante ma poltrona certa: la signora Santanchè ottiene una nomina a sottosegretario pur senza essere stata eletta in Parlamento.
I casi della vita ora vogliono che il Buon Pastore farà rincontrare due figliol prodighi che l’avevano mandato a quel paese e che poi, in una escalation di purismo ideale si erano mandati reciprocamente a quel paese anche tra loro. A sancire questi ritorni di fiamma non poteva che esserci una madrina che di fiamma se ne intende, ovvero un’altra signora in del panorama destraiolo italiano, quella signora Assunta Stramandinoli, meglio nota come donna Assunta Almirante, che in altri e migliori tempi non avrebbe nemmeno fatto la direttrice delle massaie rurali del suo paese. Mentre oggi si trova a dar consigli proprio a Lui, al Buon Pastore delle anime perse. Forse per dargli qualche dritta su come tenere a bada gli utili idioti che lei stessa ha allevato.
E rinunciamo volentieri ad ogni ulteriore riflessione sulla desaparecida Floriani Alessandra, sull’opportunista Alemanno Gianni, sui furbetti Meloni Giorgia, La Russa Ignazio e Matteoli Altero: tutta gente che a forza di saltare qua e la’ ha quasi subito una mutazione antropogenetica e si dice che abbiano le gambe più simili ai canguri che agli esseri umani
Solo una parola, invece, per il signor Fini Gianfranco e tutto il suo entourage di guitti: AMEN !

NUVOLA ROSSA

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