QUANDO I FALSI MORALISTI SI TRAVESTONO DA MORALIZZATORI

E l’Italia si indignò. Una partita sospesa, decine di emittenti televisive fisse sui “teppisti”, commentatori tv che “incitano” la Polizia ad entrare nel settore per far rispettare la legge, Opinionisti ignoranti a tal punto da scambiare il gesto Nazionalista Serbo delle tre C (Patria, Ortodossia, Famiglia) per un insulso “perdiamo 3 a zero…” il tutto in un quadro surreale di una serata in cui un “gioco” è diventato più importante della dignità di una Nazione da sempre umiliata, stuprata e mutilata. I duemila ragazzi Serbi che martedì sera assiepavano la “gabbia” di Marassi vanno inquadrati non come sostenitori della loro Nazionale di Calcio ma come Avanguardia Legionaria di un Popolo che può e deve sfruttare ogni palcoscenico internazionale per portare alla ribalta istanze e battaglie sapientemente messe a tacere dall’Internazionale del Pensiero Unico che spadroneggia in lungo e in largo per questo martoriato Continente. E così compaiono bandiere Albanesi bruciate, striscioni inneggianti al Kosovo “Cuore della Serbia”, parole d’ordine intrise di sangue, di guerra, di umiliazioni subite dai Serbi a causa di un Occidente arrogante e imperialista, che ha saputo costruire ad hoc scenari d’altri tempi in grado di colpire l’opinione pubblica per poter giustificare un’invasione, un bombardamento, una devastazione e una riduzione al silenzio incondizionato di una Nazione e processarne i suoi patrioti come “Criminali di Guerra”.

La bufala di Srebrenica e altre Prime Time sono Cose già viste, dal Golfo del Tonchino alla flotta del Pacifico lasciata sapientemente all’ancora a Pearl Harbour, dalle Armi di Distruzione di massa mai esistite di Saddam Hussein ai Boeing senza ali che finiscono miracolosamente addosso al Pentagono, il posto più sicuro del sistema solare. E non mi si venga a parlare di fosse comuni o di pulizie etniche perché alla Nato delle fosse comuni in Kosovo non gliene fregava niente. Non s’è mai visto tanto zelo dell’Onu o della Nato, in Ruanda, in Sudan, in Tibet, in Palestina. I diritti umani sono la maschera dietro cui nascondere porcate, cosi come la guerra al terrorismo serve a giustificare le guerre in Afghanistan o Iraq che servono solo per i pozzi e i gasdotti.
L’aggressione alle Serbia e la creazione a tavolino di uno stato, musulmano, indipendente in kosovo facevano parte di un disegno strategico chiarissimo. Fra l’altro tutto l’oppio prodotto in Afghanistan da quando gli USA controllano le piantagioni, passa per il Kosovo e viene distribuito in Europa.
quindi evitiamo di toccare l’argomento pulizia etnica che non c’entra nulla.

E’ anche una questione di memoria storica, cosa in cui il popolo Italiano difetta non da ora, da un popolo che in 24 ore diventa da Mussoliniano ad antifascista non si può pretendere che si ricordi che solo una decina di anni fa l’Italia partecipò con grande enfasi alla guerra Nato su Belgrado, 78 giorni di bombardamenti di un paese sovrano, senza mandato ONU, in violazione delle norme di diritto internazionale (nonchè dell’art. 11 della nostra Costituzione) oltre alle vittime, le tonnellate di uranio impoverito provocarono tra la popolazione un incremento del 25% degli aborti spontanei, del 15% delle malformazioni nei feti, del 17% di leucemie e tumori, ma dieci anni per l’Italiano borghese e benpensante sono troppi per ricordare uno scempio tale, rutto libero, poltrona, partita e “the show must go on”.

Memoria storica che non difetta invece ai Nazionalisti Balcani visto che a quanto pare non sono molti i sette secoli trascorsi dal 1389 nella quale i Serbi persero la battaglia della Piana dei Merli contro gli ottomani, ma il raffronto dei due sentimenti di orgoglio, e dignità nazionale (Italiano e Serbo)è talmente impari da risultare piuttosto imbarazzante per i moralisti nostrani.

In conclusione avete ragione voi, lo spettacolo è stato deprimente, per la marmaglia benpensante è inammissibile che una partita così importante venga sospesa perché i “delinquenti” Serbi ne fanno di ogni, per chi invece tende a guardare un po’ al di la di ciò che vogliono farci vedere è motivo di soddisfazione e di rivincita vedere che un popolo fiero, perseguitato e umiliato da tutti, trova la forza, in diversi modi, più o meno ortodossi, per reagire, lottare, rischiare carcere e massacri pur di dire al mondo che la Serbia vive malgrado i giochi sporchi dei padroni del mondo, malgrado gli arresti, i governi fantocci e l’etichettatura dei sui patrioti come “criminali di guerra”.

Kosovo Je Srbija e oggi, siamo un po’ tutti Serbi.

Alessio Zanatta

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