LA SCELTA INEQUIVOCABILE DEL CENTRO STUDI.

La scelta del Centro Studi é stata sempre univoca sin dal momento in cui la componente di sinistra nazionale, poi denominata Socialismo Nazionale per non ingenerare confusioni semantiche, all’interno del Fronte Nazionale  decise conclusa la sua esperienza in quel movimento abortito da scelte elettoralistiche fuorvianti; rendere culturalmente fruibile – incrementandone la corretta conoscenza – la continuità ideale del processo innovatore della partecipazione organica del Lavoro alla costruzione complessiva dell’identità di Popolo che assume in sé la sovranità nazionale e che non può prescindere dal bagaglio storico e politico innescato dal Fascismo e dai fascismi europei conseguenti, preso in blocco senza distinguo e volontà di farne “spezzatino” adattabile a mode, momenti e/o interessi particolari.

Su questa LINEA RETTA non intendiamo arretrare di un passo anche e soprattutto in una fase come quella attuale in cui emergono tentativi, per noi maldestri, di modificare a piacimento l’essenza di  “ANDARE OLTRE” in qualunquistici agglomerati senza ideali capaci di essere trasversali alla sinistra ed alla destra solo in funzione di ammucchiate invereconde ai fini di  un consenso parlamentare (vedi FLI), oppure – anche peggio – di bloccare una nuova rivoluzione popolare sulle ridotte di rivisitazioni impresentabili di opposti estremismi in nome di “valori” destri vetero reazionari o sinistri vetero marxisti.

Soprattutto ribadiamo la nostra assoluta volontà di non accettare alcun compromesso con il meccanismo blasfemo dei “ludi cartacei” di tipo politico (elezioni parlamentari e regionali) verificando solo l’opportunità in contesti strettamente territoriali (amministrazione di piccoli comuni) l’opportunità o meno di volta in volta di dare modo a nostri militanti (solo se ne vale realmente la pena)  di farsi carico di una rappresentanza della propria comunità in seno ai consigli comunali.

Certo sta alla nostra intelligenza e capacità espressiva negli aspetti formali di comunicazione, così come alla nostra intransigente volontà di manifestare contenuti realmente alternativi al sistema implodente, riuscire a non chiuderci in nuove torri eburnee aprendo senza pregiudizi ad ogni serio antagonismo  ed indipendentemente dalla sua originaria radice, fermo restando che sin da ora dichiariamo altrettanto irricevibile qualsiasi arrogante pregiudizio nei confronti dei nostri ideali di riferimento che non nascondiamo essere il sindacalismo rivoluzionario interventista, l’esperienza legionaria della Carta del Carnaro, i Fasci di Combattimento, le Squadre di Azione, il corporativismo, i Fascismi europei, la Repubblica Sociale Italiana.

Il fine strategico é la necessità di arrivare con la socializzazione dell’economia e della società alla realizzazione compiuta dello Stato Nazionale del Lavoro e per esso non temiamo confronti paritari con altre esperienze perché quel fine strategico non é né “fazioso” né “partigiano” ma Nazionale e Comunitario e chiunque lo abbraccia diventa un compagno di lotta ed un camerata di trincea.

Questo lo spirito con cui lavoriamo per cui riteniamo valida la strada intrapresa di una “confederatio” che deve dare un Progetto per portare la pietra al cantiere di un movimento politico di Liberazione Nazionale; ma se questa via mostrasse deviazionismi e semafori di troppo al nostro modo di essere quello che siamo dichiariamo sin da subito che per quanto ci riguarda noi andremo comunque avanti in direzione dell’orizzonte e senza più guardare chi rimane indietro a tratteggiare sui sofismi, nell’assoluto rispetto delle singole opinioni.

La Presidenza del C.S.S.N.

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