19.12.2010. Nasce la CONFEDERAZIONE DELLE COMUNITA’ DI POPOLO

E’ stata posta la pietra angolare. Attraverso l’Unione di Volontà come scritto qualche tempo fa é intendimento nostro e di altri Uomini Liberi superare l’impasse venutosi a creare dopo un certo promettente avvio per situazioni tristi e contingenti che hanno portato probabilmente anche a delle incomprensioni spesso non comprensibili. Da qui in avanti torniamo ad essere anche Azione oltre che Pensiero tralasciando volutamente ormai alle nostre spalle ogni intendimento polemico con altre persone (che continuiamo a voler credere camerati di trincea e compagni di lotta), che anzi cercheremo nei limiti delle nostre possibilità raziocinanti – in sede privata – di smussare e far cadere nel vuoto dell’oblìo.

Troppo importante é la posta in gioco di voler riprendere in mano il nostro destino e di chi vorrà seguirci lungo il periglioso stretto sentiero della non omologazione, della ribellione civile contro l’assedio del sistema liberalcapitalista sempre più in crisi, per dover buttare energie, sentimenti, capacità e visione romantica in inutili diatribe perniciose solo per l’affermazione dei principi, delle idealità e dei postulati dottrinari che possono invece essere l’ultima granitica difesa per tutte le nostre “Gentes” di fronte ai prevedibili devastanti colpi di coda del moloch in agonia.

Cosa chiediamo; semplicemente partecipazione, solidarietà, disciplina interiore, militanza e coraggio, tanto coraggio.

Ma se si é concretamente e sensibilmente uniti in una comunitaria intesa trascendente al di là ed oltre la singola individualità egoistica e presuntuosa che certamente ogni carattere ha di per sé ma che doverosamente deve essere sacrificata al bene dell’insieme che é la caratteristica che deve prevalere tra chi sente l’appartenenza alla “stirpe” (spiritualmente intesa) che nel corso dei millenni ha portato Civiltà, non si può pensare di fermarsi o distogliersi su distinguo in fin dei conti risibili oltreché inesistenti nei fatti.

Il coraggio che si chiede é in fondo quel coraggio che porta ognuno di noi tutti i giorni a sopravvivere in uno schema strutturale che non appartiene alle nostre corde ed alla nostra visione dell’ Essere, portato com’é solo a identificare l’Avere quale unico parametro di vita possibile mentre noi tutti sappiamo che é possibile una alternativa, é realizzabile, é praticabile ed ha sempre dato buoni frutti nell’organica partecipazione di ogni individuo alla creazione di una supremazia comunitaria che é la Nazione e che diviene saldatura indistruttibile di coesione nella fase strutturale di uno Stato Nazionale del Lavoro – che rende Liberi – non barattabile ad alcun compromesso con visioni economiciste schiavizzanti.

Ad ognuno ora portare la propria solida “pietra al cantiere” senza tentennamenti; il lavoro é lungo, faticoso ed estenuante ma al contempo esaltante nel suo fine mistico per noi e per le generazioni future dei nostri figli e dei figli dei nostri figli.

In Alto i Cuori !

Le Presidenze di C.S.S.N. e  C.H.

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