EVROPA ULTIMO CANTO.

Per gentile concessione del qotidiano RINASCITA riproponiamo una interessante recensione di Silvia Garneri Sequi riguardante una produzione poetica di un Italiano che si ritrova nella nostra volontà di Lotta, ed a cui va tutto il nostro plauso. Invitiamo chiunque ad acquistare il libro.

UNO è lo pseudonimo di un lavoratore pugliese che predilige, da sempre, anteporre l’opera all’autore. Con questo attivismo impersonale non ha nessun tentativo di celarsi, perché UNO rappresenta se stesso, un sé che fa parte del tutto.
La sua opera “IL VUOTO. Emozioni, pensieri, parole”, edita da Edizioni del Grifo, rappresenta e descrive il percorso di un uomo, di uomo “integrale” inteso non nell’accezione attuale dell’uomo “economico”, bensì di uomo in quanto figlio, padre, lavoratore.
Il percorso di questo uomo, fortemente ed intimamente europeo, racchiude numerosi aspetti che toccano l’evoluzione dell’uomo, passando per ideali politici e sentimenti d’amore.
La poesia “EVROPA, ultimo canto”, rappresenta un inno perché ciò che è stato possa ritornare ad essere: dallo smarrimento e dalla confusione attuali, l’augurio è che l’Europa possa rinascere. E l’Europa è intesa nell’accezione più nobile del termine, quindi la sua storia razziale, etnico-culturale e spirituale. Per il Nostro, l’Europa rappresenta la casa spirituale, la sua essenza più intima. Nella poesia “Verrà l’america”, si avverte un grido di dolore per la nostra anima che si sta americanizzando, e l’america rappresenta la sentinella che lancia l’allarme.
In mezzo a queste due poesie si inserisce “IL VUOTO”, che fa riferimento ad una mancanza, ad una privazione perché “ci hanno alienati dalla nostra visione spirituale del mondo” ma, nonostante questa privazione, “il vuoto” si trasforma in un augurio. Le sue poesie auto-esplicative richiamano immagini, e queste immagini sono impregnate di sentimento per l’identità e l’essenza europea.
“Nauta” richiama un percorso da comunista, vissuto, sviscerato. Ma quelle idee non ti appartenevano, eppure dovevi comunque farle tue, per poi comprendere che non le sentivi intimamente dentro di te. Perché bisogna imparare vivendo, scegliendo, errando a volte. E dagli errori elaborati e metabolizzati, con le giuste correzioni apportate, si ritorna ad una visione del mondo, quella dell’Europa agli Europei, con tutta l’energia spirituale che la e li caratterizza.
In “Assorbiti” si evince quanto l’ideologia dominante imperi sul libero pensiero, e quindi l’attenzione sia tutta rivolta all’apparire piuttosto che all’essere. La poesia “Beograd’s people”, descrive il bombardamento delle “intelligenti” bombe della Nato sulla popolazione serba. Il Nostro, durante un servizio di un telegiornale, ha assistito alle ciniche domande di un giornalista che domandava ad un cittadino serbo la sensazione che stava provando in quel momento drammatico, “quando cadono le prime bombe, si resta allibiti, rabbia e paura affollano l’io. Ma si può far poco, se non guardare da una panchina nel parco, le colonne d’acqua che si alzano dal fiume, quando, non centrano ponti o case, le bombe”.
L’Autore ha avvertito una sensazione di protezione del popolo serbo nei confronti del proprio futuro, e quindi dei propri figli perché possano crescere liberi, liberi di realizzarsi secondo la loro Essenza. “Perché i nostri figli rappresentano il nostro futuro, e questo vale per i popoli di tutto il mondo”.
IL VUOTO
Emozioni, pensieri, parole
UNO
Edizioni del Grifo – edizionidelgrifo@gmail.com  tel/fax 0832454358

Euro 10,00 se ordinato in qualsiasi libreria dando i riferimenti della casa editrice oppure richiedendolo a loro direttamente per mail o fax – con l’aggiunta di Euro 8 per spese di spedizione – in contrassegno.

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