AGLI AMICI DI RINASCITA.

Gentile Direttore, leggiamo in un Vs. articolo in data 20 gennaio 2011 nella  pagina “Analisi”, a firma Emanuele Liut, sul quotidiano da Lei diretto questo paragrafo che ci riguarda direttamente :

“Ma se FN la conoscevamo già, cosa dire dei nostri “cugini”, del sempre movimentato e attento spazio del Socialismo Nazionale, del quale abbiamo modo di apprezzare alcune ottime e volonterose, ma rare, personalità? Anche qui, per altri motivi, le cose inquietanti si sprecano.

Vediamo che anche loro “se avessero potuto organizzarsi, se avessero una stabile organizzazione, se avessero potuto fare la conta (sic!)…” se avessero, se avessero, se avessero… si presenterebbero alle prossime elezioni! La cosa ha dell’incredibile, ma è significativa. Perchè si parla tanto di lotta al sistema e poi non si riesce a controllare la fregola di entrarci? Anche quando le significative possibilità di fare qualcosa in tal senso – posto che possa avere un senso agire dall’interno -, non solo sono minime, ma addirittura controproducenti? Se significa, necessariamente, finire inglobati nel solito pastone nazionalpopolare da prefisso telefonico e finire succubi dei pescecani burocratici che già troppo spesso controllano la nostra vita e il nostro respiro?”

Senza voler avere alcuna intenzione polemica ma solo per precisare gradiremmo sapere quando é stato da noi intesa la partecipazione ad elezioni di tipo politico a breve/medio termine, in autonomia o in qualche “cartello” (non entriamo nel merito di FN che non é cosa che ci riguarda), e documenti che lo attestino (quel virgolettato non ci appartiene). In ipotesi di studio a lungo termine invece non poniamo pregiudiziali solo ad una eventuale capacità organizzata di divenire (come la Storia insegna) l’entità capace di rovesciare il sistema anche attraverso le regole del Nemico laddove fosse strada percorribile rispetto ad altre.
Nel frattempo però ci diamo da fare attivamente per creare una Unione di Volontà , denominata Confederatio – Confederazione Comunità di Popolo, che si sposa alquanto con la determinazione dell’articolista:

“Qui è ora di cambiare passo; è ora di alzare il livello di scontro e di uscire dalle paludi stagnanti che fin troppo spesso hanno ammazzato ogni anelito all’autentica differenza.” (continuiamo a leggere nel Vs. articolo);
ma purtroppo constatiamo che questo piano di Lotta non sembra vedere però al momento né la partecipazione del Vs. quotidiano, né quella di Emanuele Liut, né quelle di “sinistra nazionale” di cui il Vs. quotidiano vuole essere voce.
Insomma le critiche le accettiamo se sono costruttive ed utili per allargare il campo dei “compagni di battaglia”, “dei camerati di trincea”. Ma se sono semplicemente sfogatoi che non portano certo “ad  alzare il livello di scontro” ma a determinare i soliti scazzi tra chi é più “rivoluzionario” continueremo a perdere tempo. TUTTI.
Con simpatia ma senza “volersi bene per forza” (che certo noi hyppies non siamo !)

Vi salutiamo.

Maurizio Canosci
Portavoce Centro Studi Socialismo Nazionale

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