UN ALTRO COLPO ALL’ITALIANITA’.

Ieri il ministro Bondi per salvarsi dall sfiducia individuale ha pensato bene di cautelarsi anche con l’appoggio della Sudtiroler Volkspartei (una astensione che in Senato tecnicamente vale come voto a favore) ingraziandoseli con concessioni riguardo al contestato – dai “tiroler” – Monumento alla Vittoria fatto erigere da Mussolini nel 1926 a ricordo imperituro del sacrificio di sangue italiano nella prima guerra mondiale per il ristabilimento dei confini sacri della Nazione. Non sufficientemente soddisfatto, e nonostante che il voto astensionistico numericamente era irrilevante, si é pure impegnato anche a far sparire dalla piazza in cui é collocato il monumento all’Alpino di Brunico (con possibile nuova destinazione ad una caserma) ed un altorilievo del Duce a cavallo ancora a Bolzano.

Insomma dopo le concessioni sempre alla stessa minoranza linguistica relative alla gestione del Parco dello Stelvio (spese per non avere contro la pattuglia Svp nella sfiducia al governo), una ulteriore dimostrazione di subordinazione da parte di rappresentanti lo Stato Italiano ad un gruppo etnico che, ricordiamo, al tempo del referendum indetto per l’italianità o la germanizzazione (sulla base degli accordi sanciti il 14.5.1938 che riconosceva ufficialmente il diritto italiano del confine al Brennero) scelse per quasi l’85%  la seconda opzione salvo rimanere (solo in 75.000 si trasferirono effettivamente in Germania) a rompere gli zebedei alla popolazione di maggioranza italiana non appena al governo di Roma post bellico subentrò una classe dirigente pavida, ignavia e con un presidente del consiglio già parlamentare dell’assemblea austriaca …..!!! (De Gasperi).

Negli anni ’50, fortunatamente, un partito politico (solo e senza appoggi) fu in grado attraverso la sua organizzazione giovanile di ristabilire per un pò di tempo un ordine italiano attraverso “campi ginnici” nelle vallate più restie ma questa azione di salvaguardia  nazionale andò scemando lentamente per evidenti ragione di limitatezza materiale, nel mentre a Roma gli inetti si sbracavano anche sui territori italiani della penisola balcanica con i famigerati “trattati di Osimo”……..

Ora il pdl, il cosiddetto partito che vorrebbe rappresentare nell’immaginario collettivo l’idea del centrodestra tutto Dio, Patria e Famiglia, dimostra palesemente che nemmeno é in grado di mantenere fede a tale trinomio nonostante gli strepiti inutili dei dirigenti locali nell’Alto Adige e la solita piazzata della nipote della Loren.

Sembrerebbero cose piccole di fronte ai molteplici problemi di natura sociale ed economica e politica che ci attanaglia ma é dalle piccole cose che si scivola nell’indifferenza, nell’apatia e nel menefreghismo per cui perdere un pezzettino di “identità nazionale” (in cui i simboli sono importanti se memoria storica collettiva) al giorno significa perdere coscienza passo dopo passo dell’appartenenza ad una Stirpe.

Ecco perché oggi é consentito agli apolidi (ed ai loro manutengoli) di costringerci sempre di più ad accettare dogmi universali di “memorie” allogene funzionali a renderci maggiormente derelitti senza Terra, senza Tradizione e probabilmente senza Libertà.

 

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4 risposte a UN ALTRO COLPO ALL’ITALIANITA’.

  1. Antonio Faro ha detto:

    … Che dire siamo ormai al paradosso, dello stesso paradosso. Un paese (Nazione francamente preferisco evitarlo) che si nutre di “gossip” parapolitico, che si scalda solo nei “circhi” televisivi, rappresentato da una classe politica (tutta) inetta, marcia e paraculo degli interessi atlantisti e dei loro burattinai. Da una settimana, ininterrottamente, ci rompono sistematicamete i coglioni su qualsiasi spazio mediatico con la giornata della “memoria” e nessuno, dico nessuno, ha osato minimamente ricordare di quanti stermini e di quali altre nefandezze si sono macchiati i difensori della democrazia e i loro compari con la kippah (si scrive cosi?). Vergogna, soprattutto ai finti rivoluzionari, vergogna a chi si indigna e sbraita se Berlusconi parla di gay e poi ammutolisce se il nano appoggia le sanzioni all’Iran. Vergogna a chi parla di mutuo sociale e poi va a braccetto con le forze reazionarie partecipando al balletto del potere. Penso sia arrivato il momento, per dirla con Junger, di passare al bosco e aspettare, per dirla con Evola, in una sorta di “apolitia”, il momento opportuno per agire, togliendosi così più di un sassolino dalle scarpe.
    Sempre vigile, sempre pronto, sempre fedele.
    A noi
    Antonio Faro

  2. Maurizio Canosci SN ha detto:

    Caro Antonio, ti ringrazio per il tuo commento e per la tua affermata volontà di “militia”.
    Eja

  3. Fernando Volpi SN ha detto:

    Non ci sono commenti da fare o forse ce ne sarebbero troppi……mi limito a dire e a ricordare che il sig. Bondi Sandro (solo sig. e poco on.) è uno di quei ex dirigenti comunisti che ben compresero (Frattocchie docet) la lezione che già nel 1944 Togliatti, su ordine di un certo Stalin, seguì pedissequamente: allearsi anche con il peggior nemico pur di essere anti italiani. COMPLIMENTI SIG. BONDI SANDRO !!

  4. istorian ha detto:

    questa è la dimostrazione dove possono arrivare Papi…e i suoi pretoriani…

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