MAI NELLE MANI DI QUESTA GENTE.

Il catastrofico sisma che ha colpito il Giappone ripropone un tema sul quale poco ci siamo soffermati ma che dovremmo maggiormente considerare. Stiamo parlando della sicurezza delle centrali nucleari e, in genere, della politica energetica che a questo aspetto è correlata. Lo sconvolgimento tellurico giapponese ha gravemente danneggiato una delle 53 centrali di quel paese, facendo ipotizzare (sono lanci di agenzia dell’ultima ora da prendere con le molle) una catastrofe non dissimile da quella di Chernobyl o, nella migliore delle ipotesi, seconda solo a quella della ex Unione Sovietica.

In Italia è solo di qualche mese fa la decisione di questo pessimo governo (tra le altre cose grazie al tangentista Scajola) di riprendere il discorso nucleare, lanciando il progetto per la realizzazione di almeno cinque centrali nucleari entro i prossimi 15-20 anni. Dire che il nucleare è una soluzione che ci piace sarebbe dire una menzogna, ma poiché stiamo parlando dell’Itaglia, ovvero del paese de noattri (e non si indignino i nazionalisti della venticinquesima ora pronti con la bandierina per il 17 di marzo perché chi scrive ha storia di vero nazionalismo da vendere), siamo fermamente convinti (e non da oggi) che le lobbies angloamericane dei petroldollari non possono continuare a tenere per i testicoli tutto il mondo grazie al fatto di detenere il controllo sull’estrazione del greggio e pure la stampa del biglietto verde con il quale poi si devono acquistare i loro barili. Tutti sanno e noi pure siamo fermamente consapevoli che si deve cominciare sul serio una politica energetica alternativa al petrolio. Ma non con le chiacchiere, bensì con i fatti.

Ecco allora che l’opzione nucleare avrebbe una sua precisa ragion d’essere. Avrebbe….già ! Se non fosse che in Italia il terremoto che ha colpito il Giappone avrebbe con ogni probabilità spazzato via il novanta per cento degli edifici. E la riprova ce l’abbiamo con il nostro ultimo sisma, quello dell’Abruzzo, dove, al confronto, un piccolo peto della terra ha distrutto mezza regione e fatto morire trecento persone, schiacciate anche sotto fabbricati di recente costruzione, eretti senza l’utilizzo del cemento grazie a quel malaffare tutto italiano che speculerebbe pure sulle culle dei neonati. Viene dunque da chiedersi: ma in una paese come il nostro, ci dobbiamo fidare di far costruire bombe atomiche attorno alle case? Ci dobbiamo fidare di una classe politica che negli ultimi trenta anni non ha mai visto (?) che la malavita organizzata trasformava il territorio di intere regioni in pattumiere per le sostanze più nocive che si siano mai prodotte? Ci dobbiamo fidare di una classe politica e di una magistratura che hanno sempre ignorato catastrofi silenti come quelle di Porto Marghera o dell’amianto in Piemonte?

Scusate la franchezza, ma non ci fidiamo proprio per niente. E l’ultima boutade di questo indegno governo di nani e ballerine ce ne da ampia conferma con il provvedimento preso giorni fa per bloccare lo sviluppo delle energie alternative e in particolare del fotovoltaico. Lo stesso sottosegretario Miccichè ne ha parlato con disgusto alludendo nemmeno troppo velatamente alle pressioni subite dai ministri Prestigiacomo e Romani affinchè si chiudessero i rubinetti all’energia pulita. Ovviamente nulla sui nomi di chi ha esercitato pressioni, ma se a dirlo è stato un membro del governo c’è sicuramente da credergli e forse possiamo anche immaginare da quali ambienti possano essere venute.

Tutto questo conferma la nostra tesi che a simili indegni rappresentanti di un popolo non si possono e non si debbono affidare le sorti di una nazione.

Nuvola Rossa

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6 risposte a MAI NELLE MANI DI QUESTA GENTE.

  1. Antonio Faro ha detto:

    Tutto vero, tutto chiaro, caro Camerata, appoggio pienamente i tuoi concetti. Siamo nella mani di personaggi assolutamente fuori luogo in ogni campo, degni solo di comparire davanti alle telecamere come tronisti o come squallidi figuranti. Di contro un’opposizione inesistente, assolutamente garantista che da oltre sessantacinque anni mangia a quattro ganasce, salvo poi scendere in piazza a sbandierare ipocriti atteggiamenti, tutti votati ad un antifascismo posticcio e di facciata. Chi poteva fare la differenza, per cultura storica, si è lasciato attrarre dalle sirene della politica becera, mostrandosi in tutto e per tutto nella propria pochezza e meschinità, ora abbracciando ipotetiche alleanza atlantiste, ora difendendo gli interessi di coloro i quali si sono sempre dimostrati i veri nemici della Nostra Sacra Idea. E’ importante adesso che Noi si rimanga uniti, concetrati e soprattutto determinati verso il passo che permetterbbe a questo paese di voltare pagina, alieni soprattutto a provocazioni provenienti da qualsiasi area politica, buone solo ad arrestare i processi innovativi e le vere rivoluzioni.
    Eja

  2. Fernando Volpi SN ha detto:

    Tronisti, figuranti e meretrici…..è vero, hai ragione! Qualche giorno fa parlando dei nuovi alleati di questo governo secessionista ed antiitaliano (i destro terminali di Storace) dicevo che il luogo dove dovrebbero ritrovarsi sono i postriboli ed i vespasiani. Mai tanta ipocrisia e tanto schifo si è prodotto in questi ultimi trenta anni……dire deprimente è dire poco.
    In alto i cuori

  3. Luka78 ha detto:

    Articolo giusto e veritiero del sentore che si ha di certa, anzi, di TUTTA, la ( cosiddetta ) “classe dirigente”.

    Per carità, far costruire le centrali nucleari agli amici degli amici dei parenti e dei nipoti ai quali, grazie ai voti e favori, assicurare un tornaconto economico di milioni d’Euro.

    A parte che sarebbe bello andare oltre il nucleare, però, visto che non tutta l’energia può essere prodotta in Italia, non mi dispiacerebbe vedere la mia nazione produrre una pur minima energia con una commistione tra nucleare ( se tanto deve essere necessario ) ed energie rinnovabili.

  4. Maurizio Canosci SN ha detto:

    Non siamo “antinucleari” ideologici é evidente ma siamo realistici nel comprendere che il nucleare comporta problemi seri di gestione di rifiuti (le cosiddette scorie) che durano per secoli e dunque la difficoltà dello stockaggio delle stesse comporterebbe un approfondito esame di costi/ricavi in termini social-ambientali (e non solo economici) e pericoli immani nelle occasioni gravi di eventi naturali, come il Giappone sta purtroppo dimostrando che qualsiasi altro evento catastrofico non si trascina per decenni (se salta una diga muoiono subito migliaia di persone ma non continuano a morirne successivamente altre senza soluzione di continuità per i malefici post evento, tanto per fare un esempio).
    Dunque trovare una soluzione innanzitutto di compatibilità in un uso diversificato tra energie rinnovabili e quelle “di consumo” (nucleare compreso se limitate a zone compatibili); ma soprattutto una revisione globale del modello predatorio di società che consuma senza llimite senza avere alcuna capacità di controllo e gestione delle risorse che stanno finendo, se non sono già ……!
    Un modello di sviluppo compatibile alle reali esigenze dell’Uomo che declassi il profitto e renda plausibile una concezione di “benessere” che é tutt’altra cosa dal “ben….avere”….!

  5. Luka78 ha detto:

    Ben detto, Maurio, a forza di parlare dei problemi ( sacrosanti ) del nucleare, ci dimentichiamo una cosa fondamentale che tu hai ben descritto nella frase:

    una revisione globale del modello predatorio di società che consuma senza llimite senza avere alcuna capacità di controllo e gestione delle risorse che stanno finendo, se non sono già ……!
    Un modello di sviluppo compatibile alle reali esigenze dell’Uomo che declassi il profitto e renda plausibile una concezione di “benessere” che é tutt’altra cosa dal “ben….avere”….!

    Alla base di tutto ci dovrebbe essere un cambiamento nel nostro stile di vita, evitando di avere il massimo che poi si traduce in superfluo.
    Sta ad ognuno di noi affinchè il futuro possa essere evoluzione dell’uomo in una società sì evoluta sul lato tecnologico che ci potrebbe facilitare la vita, ma soprattutto sul lato sociale e umano.

  6. Fernando Volpi SN ha detto:

    Stimolante dibattito quello che si è aperto. Degno di quello che siamo, ovvero un Centro Studi, un luogo dove si incontrano teste pensanti e non neuroni (pochi) all’ammasso. Direi che il problema sollevato dal nostro presidente è IL PROBLEMA per definizione ed è quello che comporta tutto il resto come una inevitabile ricaduta. Purtroppo il consumare per il consumare è diventato non solo stile di vita imposto dal costume ma imposizione subliminale necessaria affinchè il sistema continui o tenti di continuare la sua folle corsa verso la “crescita” infinita. Dove vorrà portarci questa crescita non si sa. Forse a cambiare auto ogni anno o a comprare un telefonino ogni tre mesi…..la cosa pare alquanto inverosimile! Sta di fatto, però, che oggi come oggi tutti i governi nazionali dei cosidetti paesi evoluti preferiscono le catastrofi naturali alle crisi economiche. Se le agenzie di rating internazionale, nelle loro preveggenze trimestrali, decretano che l’Italia è meno affidabile del solito, apriti cielo e spalancati terra!! La sinistra che è all’opposizione, ormai votata all’economicismo, spara a zero sul governo; la destra liberista che è al governo minimizza e critica il sistema del turbocapitalismo finanziario (come fa spesso Tremonti). Se al governo ci fosse la sinistra, sarebbe lei a criticare in nome di un’economia sociale di cui finge di essere paladina, mentre la destra difenderebbe a spada tratta le centrali dell’intelligence finanziario. Insomma siamo alla cortocircuitazione della politica dietro la spinta dell’economia finanziarizzata. La strada è dura …… veramente dura! Soprattutto per le generazioni future.

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