GUERRA IN LIBIA O TERZO CONFLITTO MONDIALE !?

E’ iniziato il terzo conflitto mondiale e nessuno se ne é ancora accorto ma presto tutti saranno costretti, loro malgrado, a comprenderlo in via diretta.

Questo perché dietro all’azione in atto di tipo militare legata ad evidenti necessità di accaparramento di importanti riserve di fonti energetiche fossili secondo uno schema strettamente egoistico che di fatto decreta la fine dell’unione europea, una grande invasione nemica é cominciata e nessuno ha ancora chiaro come poterla fermare perché é un’avanzata di uomini apparentemente inermi.

Questo lo stato dell’arte a cui nessuno che abbia poteri decisionali (e dunque dimostra in realtà di non averne alcuno perché semplice esecutore di ordini altrui) può o vuole imporre un indirizzo diverso.

Ciò che sta avvenendo a Lampedusa é l’avanguardia di ciò che si prospetta per tutto il territorio italiano nei prossimi mesi; quel rapporto ormai raggiunto di 1:1 per cui per ogni cittadino lampedusano si contrappone un africano significa che in caso di sommossa per qualunque ragione (anche solo per una bottiglia d’acqua), la battaglia é già persa dal momento che la maggioranza degli sbarcati sono soprattutto maschi e giovani rispetto ad una popolazione autoctona che comprende anziani, donne e bambini.

E se si accetta di distribuirli in ogni regione italiana ciò significherà che la “testa di ponte” dell’invasione sarà salda e continuo serbatoio perché l’avanzata assuma i contorni di una vittoria annunciata e di una de-italianizzazione della nostra Terra.

Potremmo anche sembrare catastrofisti ma qualcuno allora ci dimostri il contrario !

La soluzione necessaria é l’immediato reimbarco delle migliaia di sopravvenuti tunisini e la loro conduzione alla terra d’origine dove in realtà non c’é alcuna guerra in corso. Perché se l’esempio che daremo, che stiamo dando, é quello di essere il “ventre molle” di un continente ormai inerme dietro le prime avanguardie si raduneranno milioni di individui che dalle regioni subsahariane alimenteranno giorno dopo giorno fisicamente l’occupazione dell’Italia prima e dell’Europa poi.

Questo é il frutto avvelenato di una incapacità endemica del sistema liberalcapitalista a creare giustizia sociale mentre sfrutta lo sfruttabile per poi buttare in discariche a cielo aperto le “scorie” prodotte (i disperati); che prima ha destrutturato i popoli europei nel mentre depauperava il continente africano per infine far collassare con la massa di diseredati l’Europa.

Questa é la politica dissennata e folle dell’arroganza di chi crede di essere superbamente superiore al Trascendente con l’idolatra adorazione del “vitello d’oro” ma di cui avranno una volta ancora da pentirsene amaramente

Italia, Europa; svegliatevi !!!

Il Veterano.

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10 risposte a GUERRA IN LIBIA O TERZO CONFLITTO MONDIALE !?

  1. Lupo Alfa ha detto:

    ed intanto………………………….:
    Da: INFOPAL

    Gli Stati Uniti hanno fatto ricorso al proprio diritto di veto, contrastando la risoluzione di condanna delle attività dello Stato di Israele in terra di Palestina (le colonie illegali, ndr).

    La risoluzione di condanna era appoggiata da circa 130 Paesi, e dai 15 Stati membri del Consiglio di sicurezza, tuttavia il voto è stato annullato dal veto degli Stati Uniti.
    Sono Stati aventi diritto a veto, insieme agli Usa, anche Francia, Cina, Russia e Gran Bretagna.
    Le prime dichiarazioni. L’ambasciatore Usa presso l’Onu, Susan Rice, ha fatto sapere che, rammaricato per il rifiuto incontrato nelle misure per un compromesso, proposte precedentemente dagli Usa, il suo Paese non ha avuto altra scelta all’infuori del veto.
    “La risoluzione avrebbe allontanato dalla realtà una soluzione basata su mutui negoziati. Gli Usa respingono le attività coloniali di Israele in Cisgiordania, ma le Nazioni Unite non rappresentano il foro appropriato per risolvere il decennale conflitto”.

    Per Rice, insomma, esiste una qualche autorità dell’Onu, ma, così decretando, il suo Paese dimostra di non riconoscerne la legittimità del ruolo di mediatore internazionale nella risoluzione dei conflitti.

    “Gli Stati Uniti preferiscono un approccio diretto alle questioni cruciali tra israeliani e palestinesi”. Forse le colonie non lo sono per la diplomazia americana, e quest’idea si ritrova anche nelle dichiarazioni rilasciate a poche ore dal voto dal Segretario di Stato Usa, Hilary Clinton, durante una conferenza stampa di fronte ai senatori statunitensi.
    “In passato, l’intervento delle Nazioni Unite ha dimostrato di essere debole e inefficiente. L’America sostiene uno Stato palestinese che garantisca a Israele di vivere in frontiere sicure e che possa intrattenere relazioni pacifiche con il resto dei Paesi della regione mediorientale”.

    Subito dopo l’esito del voto, Francia, Gran Bretagna e Germania hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui hanno reiterato la condanna delle colonie israeliane e hanno incoraggiato una soluzione basata sui due Stati, ribadendo il sostegno alla ripresa dei negoziati sullo status finale, nell’ottica di accogliere lo Stato di Palestina tra i membri Onu entro settembre 2011.
    Da parte sua, Yasser ‘Abed Rabbo, segretario generale dell’Organizzazione di liberazione della Palestina (Olp), ha affermato: “Da ora sarà necessario rivalutare l’intero processo negoziale”.

    I palestinesi hanno ricordato alla comunità internazionale che, proprio attraverso le sue attività coloniali in terra di Palestina, Israele sta creando una colonizzazione de facto della loro terra e che, di conseguenza, si è molto vicini a precludere la fattibilità della realizzazione concreta dello Stato palestinese.
    Israele, invece, chiede ai palestinesi di tornare al tavolo negoziale, stando alle dichiarazioni del portavoce agli Esteri, Yigal Palmor, il quale, analogamente all’ambiguità delle dichiarazioni di Rice, afferma di “non ritenere utile il Consiglio di sicurezza Onu per assicurare pace e stabilità nella regione”.

    Soddisfazione per il veto Usa è stata espressa da Israele agli Usa, dove anche, l’Aipac (The American Israel public Affairs Committee -http://www.aipac.org/), ha salutato il decisivo intervento americano.

    Commentando l’esito del voto, la “Human Rights Watch”, invece, ha posto in evidenza la pericolosità dell’azione statunitense: “E’ una lesione del potere esecutivo della legge internazionale”.
    Le varie Convenzioni di Ginevra, di cui Israele è parte contraente, proibiscono all’occupante il trasferimento di popolazione civile nel territorio occupato. Esattamente quello che Israele fa con le illegali colonie in Palestina.

  2. Luka78 ha detto:

    Giusto, Veterano, dici bene; credo che tanta gente non abbia compreso, a parte la gravità di andare a bombardare una nazione, il rischio di questa grande massa di immigrati che si stanno e si riverseranno sull’Italia.

    Non ci voleva un mago per immaginare che con i bombardamenti sarebbe aumentato il flusso immigratorio. Eppure, sembra che si cada dalle nuvole.

    Naturalmente, con rispetto parlando, la maggior parte di chi scappa per approdare in Italia, lo fa per sfruttare l’occasione. Basta fare caso alla “qualità” di chi scappa: gente giovane, in forza, NON denutriti, con cellulari e vestiti decentemente. E TUTTI maschi.

    E a me, il tutto, genera fastidio; la mia, la NOSTRA nazione non può trasformarsi in terra di conquista, in terra da USARE perchè ci si infila in mezzo ad altri che, FORSE, hanno paura dell’instabilità della propria nazione, per fare i propri comodi e basta. Infischiandosene dei problemi che immigrazioni di massa possono generare.
    A me non va!

    L’avere dell’aiuto in caso di difficoltà è un conto, fare i furbi NO, non va! Ma a loro non frega, perchè sanno, o comunque “intuiscono”, che in Italia tutto è dovuto e si può fare. “Percepiranno” anche che l’Italia non ti manderà indietro subito, che in Italia ci sarà sempre un certo numero di cittadini che avrà pena per te e che alla fine, potresti anche farla franca. Male che andrà, ti dedicherai a lavoretti in nero nei cantieri, in qualche frutta e verdura di qualche connazionale, e via così. E dopo qualche anno, ci potrebbe scappare pure il permesso. E con quei politici che si dicono di sinistra, potrebbe uscirci anche la cittadinanza italiana. Senza avere fatto un emerito cazzo per l’Italia!
    Che pacchia!

  3. Etneo 88 ha detto:

    Io penso che questo conflitto interno della Libia debba essere risolto dal popolo stesso, se questa rivoluzione sarà così forte da instaurare un nuovo governo che questo avvenga… ogni popolo deve essere sovrano di se stesso, la sorte sia in mano ai Libici! si può essere pro o contro Gheddafi ma non può, non deve essere un intervento esterno dei soliti sciacalli “benefattori” a instaurare dall’alto un governo locale che faccia i loro interessi, questa scena l’abbiamo già vista diverse volte nel corso della storia e si ripeterà sempre… noi obbediamo prestiamo il nostro suolo, i nostri uomini e in piu’ ci becchiamo tutti gli immigrati! I nostri soli problemi dovrebbero esssere:
    1) respingere l’invasione clandestina
    2) far rientrare le forze armate in patria perchè una guerra è in atto ai nostri confini 3) riallacciare i rapporti economici che purtroppo ci legano a questo paese solo dopo la stabilizzazione del nuovo governo libico.

  4. Daniele ha detto:

    Quando processiamo alla Corte dell’AJA Bush, il “premio nobel per la pace” Obama per crimini di guerra in Iraq e Afghanistan fatti a suon di bombe al fosforo e uranio impoverito così come fanno i loro amici sionisti a danno del popolo palestinese?Chissà perchè la NO FLY ZONE ad Israele che da 60 anni pratica incursioni aeree, bombardamenti, violazioni dei diritti civili dei palestinesi, deportazioni ecc. non la applicano mai. Pura ipocrisia.
    L’ONU e la NATO sono strumenti al servizio degli interessi plutocratici e dell’imperialismo atlantico

  5. Antonio ha detto:

    Ma in fondo tutto ciò ce lo siamo meritati (noi come italiani ed europei), perchè se da un lato si continuano a violare i diritti di popoli che vogliono determinare i loro destini, dall’altro si rimane indifferenti a tanta ipocrisia…. “E’ così l’ha detto la TV”. Ci indigniamo con le orde di disperati che sbarcano sul nostro suolo, ma non ci importa nulla se Israele reprime con la violenza la dignità di un popolo che lotta per la propria terra. Prima lecchiamo il culo al Rais, e ci scusiamo per avere esportato si un pò di civiltà con l’impero Fascista, e in seguito abbassiamo i pantaloni ai nostri padroni, appoggiando l’attacco in Libia, vuoi o non vuoi facciamo sempre la figura dei voltagabbana. Ma tanto, finchè avremo gente che segue con trepidazione le sorti dei “naufraghi famosi” o si mette in fila per acquistare l’ultimo modello di cellulare, finchè le associazioni cattoliche copriranno clandestini, criminali, tossici, con la scusa di una pelosa carità cristiana, non andremo lontano… in fondo ce lo siamo meritati è la sorte che tocca ai traditori di ogni specie.

    P.S. Anche in questo caso i soliti accostamenti al “Grande Reich” si sprecano, il minchione di turno li ha paragonati alle truppe alleate che stanno in queste ore attaccando la Libia.
    Provo imbarazzo al solo pensiero di quei giovani eroi morti, e coperti poi d’infamia, per un idea che voleva l’ Evropa libera dal duplice cancro comunista e liberal-capitalista.
    Per tutti loro
    Sieg Heil

  6. Maurizio Canosci SN ha detto:

    In effetti il “doppiopesismo” imperante ormai é vomitevole; alcune risoluzioni ONU sono praticamente rese effettive quasi prima ancora che siano determinate mentre altre rimangono polverosi esempi dell’inutilità degli “organismi internazionali”…..
    Per quanto attiene al problema della transumanza attuale e futura (perché non si ferma se non si prendono decisioni forti che nessuno é grado di prendere considerando la nullità delle cosiddette “leadership”) é evidente solo un fatto; che molti sono coloro che sfruttano la situazione .
    Ebbene questi andrebbero impiccati per primi sugli alberi più alti !
    Altresì evidente che i Popoli (sia quelli costretti alla transumanza, sia quelli costretti a subirla) se non ritrovano avanti tutto la Dignità di cacciare tutti “i mercanti dal tempio” meritano quello che sta avvenendo.
    Certo nel mezzo ci stiamo pure noi che abbiamo una Coscienza ed una Etica assolutamente differente ma questo é il tempo datoci ed allora cerchiamo almeno di essere esempio, stimolo, spina nel fianco per ogni inetto ed ogni potente fino a che sarà possibile una nuova Vittoria.

  7. Etneo 88 ha detto:

    SIEG HEIL

  8. Fernando Volpi SN ha detto:

    sono curioso di vedere se con dieci, cento Lampedusa, dove ci saranno cento nordafricani ogni cento italiani, i grassi ed ipocriti borghesi che popolano la nostra disgraziata terra cominceranno ad uscire dalle loro tane o rimarranno dietro le tende a sbirciare, pavidi come sempre. Quasi quasi spero che le cose vadano a finire proprio così……..tanto peggio, tanto meglio.

  9. Antonio Faro ha detto:

    Hai colto il segno Fernando! Usando una metafora calcistica, quando un allenatore o una cordata societaria non vanno affatto, si spera in un tracollo perchè al più presto si possa cambiare tutto e ripartire da zero! Vediamo se anche stavolta si nasconderanno dietro alibi catto-umanitari per celare la loro codardia, o se i sinistri divenuti, dopo anni di “battaglie” libertarie, puritani e suscettibili continueranno a sventolare la bandiera dell’uguaglianza e della lotta di classe internazionalista. Mi manca solo una bella bibita, così mi godrei quasto spettacolo fino all’ultimo, Noi in questo momento osserviamo dal bosco l’andamento degli avvenimenti, e quando sara giunto il momento….
    In alto i cuori

  10. IL GHIBELLINO ha detto:

    E’ vero Antonio……aspettiamo di vedere il cadavere putrefatto scorrere lungo il fiume. Per primo vorrei vedere quello dei vari Borghezio, Bossi, Maroni, Castelli, Calderoli e compagnia cantante……..FRONTE ANTILEGHISTA!!!

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