UN CAMBIO DI PASSO ?

Di fronte alle immagini che provengono da Lampedusa diventa evidente il disagio che sta montando in quel lembo di territorio italiano all’estremo confine con il continente africano così come sta crescendo, inutile negarlo, anche in noi la rabbia di essere in pratica ormai un popolo impotente, senza più alcuna capacità reattiva.

A questo punto sorge la necessità di comprendere noi tutti che evidentemente siamo ad un bivio importante della nostra esistenza non solo umana ma anche politica; in definitiva come dobbiamo porci rispetto alla sfida epocale che ci attende.

E’ indubbio che l’invasione in movimento (e che é solo al principio) ha una origine che non é di oggi perché é il frutto avvelenato di quella prima invasione a mano armata prodotta nel secondo conflitto mondiale dalle forze anglo-americane contro i regimi socialisti nazionali dell’Europa del ‘900. Una invasione reale, concreta, fatta di morte e distruzione con l’avallo dei traditori della Nazione (massoneria illuminista, comunismo internazionalista e gerarchia  ecclesiale universalista) che ha portato quella malattia virale chiamata comunemente “democrazia” oggi ben più delineata nella logica globalizzatrice della società multirazziale e multiculturale infarcita di economicismo e consumismo amplificata dagli strumenti di comunicazione dell’era tecnologica avanzata.

Pertanto non ci si può naturalmente esimere dal continuare la denuncia del peccato originale e dei suoi “untori” che anziché risolvere alla radice il problema endemico della migrazione dei Popoli attraverso una più equa redistribuzione delle ricchezze e delle risorse tenta di spegnere i fuochi con la benzina dei bombardamenti “umanitari” e della pelosa ipocrisia della “fraterna accoglienza”.

Ciònondimeno l’emergenza diventa prima di tutto, ora, riuscire a salvare il salvabile che significa difesa della nostra terra, difesa della nostra cultura e civiltà (che sono anche legate a tradizioni religiose consolidate e radicate) e – al bando la prudenza ! – della nostra etnia.

Allora dobbiamo decidere se rimanere metapoliticamente attivi solo su di un piano strettamente socio-culturale oppure se necessita un cambio di passo e di tattica e risporcarci le mani anche con la politica attiva purché ben delineata e basata in ogni caso su tre punti cardine:

S0vranità monetaria, politica e militare dell’Europa dei Popoli e delle Nazioni;

socializzazione dell’economia e dello stato;

difesa etnica nel contesto di Sangue e Suolo;

pur in una ottica di priorità che preveda innanzitutto:

a) il contrasto ad ogni islamizzazione fondamentalista (cosa ben diversa da un pan-arabismo che al contrario ci troverebbe consenzienti ad un rapporto di reciprocità e di cooperazione), così come anche una ferma condanna di ogni prepotenza sionista che é alla base dell’islamizzazzione fondamentalista crescente.

b) il contrasto ad ogni ipotesi divisoria para-secessionista dell’Identità Italica e di chi la propugna anche attraverso modalità “federaliste” non contemplabili giuridicamente e storicamente in uno Stato Nazione;

c) il contrasto ad ogni ulteriore spinta liberista in campo economico soprattutto nell’industria di tipo strategico (telecomunicazioni, energia, difesa);

d) il contrasto all’egemonia ed alla occupazione colonial-militare dell’invasore atlantista che ha negli Stati Uniti d’America il suo gendarme armato e conseguente contrasto alla presenza fisica sul nostro territorio di basi militari yankees.

Per questo tipo di scelta serve un dibattito ampio e che non si fermi solo alla realtà del Centro Studi che é impegnato in un progetto confederale e con le altre associazioni di Confederatio vorrà confrontarsi. Intanto iniziamo a discuterne qui.

Lupo Alfa

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10 risposte a UN CAMBIO DI PASSO ?

  1. ivan ha detto:

    per me bisogna entrare in questa politica corrota e rovesciarla.formare un movimento nazional socialista forte di idee e mettere ok tutti questi partiti e politicanti corroti e servi u.s.a

  2. Giacomo Ciarcia (SN) ha detto:

    Sono d’accordo a entrare in politica attiva per portare avanti quei punti sopracitati che inutile ridirlo condivido pienamente….il problema è che in che senso e a che livello sporcarci le mani?

  3. Fernando Volpi SN ha detto:

    Mi trovo d’accordo, ma per esperienza fatta sono convinto che si debba partire dal basso ovvero dagli enti locali. Pensare di far politica con uno o due parlamentari che starebbero a fare i magnoni a Roma significa davvero partire male o non partire affatto. E’ sul terrritorio che si deve lavorare……Lega docet, purtroppo

  4. Fernando Volpi SN ha detto:

    Sono d’accordo…..ma ad una condizione: quella di ripartire dal basso con la politica fatta sul territorio con persone di assoluta fede e fiducia. Per esperienza fatta ritengo che questo sia l’unico modo per diventare realtà operativa nel tempo…..non mandando un altro magnone a Roma che poi si farà romanizzare dai salotti e dalle sibille, salvo poi sparire e rivederselo in qualche lista di destra o sinistra. Così mai e poi mai!!!

  5. Maurizio Canosci SN ha detto:

    Il tema riguarda soprattutto la validità o meno per una realtà confederale nel suo insieme (dunque non solo il CSSN) di trovare eventuali spazi di confronto e collaborazione all’interno di realtà più strutturate e più confacenti al “gioco democratico” ma con questo per ora senza fare nomi o supposizioni che non ci sono; semplicemente capire quanto la piccola nave corsara confederata può entrare in contatto – anche in modo trasversale – con le flotte che veleggiano nel mare della politica italiota.
    E se questo tipo di attività “corsara” può tornare utile per la crescita dell’equipaggio confederato……..

  6. wids72 ha detto:

    Indubbiamente siamo concordi nel concepire i punti dell’articolo sopra esposti; principalmente dobbiamo comprendere il nostro effettivo spazio di operatività nel contesto politico sociale attuale. Ripartire dal popolo, ovvero, dalle comunità locali comunali è un primo passo; la formazione, l’educazione, la diffusione a mezzo stampa locale può essere uno spiraglio apertoper le coscienze delle menti cosidette “libere” di qualunque colore ideologico. Scadenze elettorali, secondo me, non debbono essere la priorità, bensì concentrarsi su quelle forme di espressione pocanzi citate per farsi conoscere sui vari territori di appartenenza. Siamo qui dibattiamo confrontandoci!!! In alto i cuori!!!

  7. DB ha detto:

    Ciò che avviene a Lampedusa tra breve potrebbe riguardare l’Italia intera, non è questione di anni, continuando con questi ritmi in pochi giorni, settimane o mesi l’invasione potrebbe concretizzarsi.
    L’Italia sta assistendo da spettatrice senza dare alcun aiuto reale agli Italiani di Lampedusa, così come l’Europa sta lasciando sola l’Italia al suo destino; dall’Europa delle banche posso aspettarmi questo comportamento ma non dagli Italiani.
    Le nostre forze militari stanno servendo i vecchi nemici in una guerra che non ci riguarda e non stanno difendendo i sacri confini.
    Il 17 marzo sono stati festeggiati i 150 anni di unità nazionale e 2 giorni dopo abbiamo dichiarato guerra alla Libia, in perfetta coerenza con lo spirito di indipendenza nazionale che ha animato i discorsi dei vari politicanti durante questa ricorrenza.
    Complimenti alla colonia Italia e ai suoi rappresentati!
    Quello che sta succedendo è chiaro a tutti, a prescindere dalle ideologie politiche, questa volta si rischia forte e se non reagiremo FISICAMENTE ne pagheremo le conseguenze.
    Cosa stiamo aspettando?
    Sicuramente stiamo aspettando che in ogni città italiana si arrivi alla stessa situazione di Lampedusa.
    Allora non dobbiamo aspettare molto.
    Spero di sbagliarmi, spero che le mie siano soltanto delle sciocche e infondate paure…
    Con la speranza di poter partecipare attivamente alla difesa del mio popolo e della mia nazione, vi faccio i miei più sentiti “saluti camerateschi”.

  8. Maurizio Canosci SN ha detto:

    DB, rispondo a te e così rispondendo agli altri che cameratescamente sono intervenuti; probabilmente – e non sto scherzando – presto potrebbe essere necessario ripristinare la Linea Gustav se non addirittura la Linea Gotica. E’ giunto certamente il momento di iniziare a far crescere una rete organizzata ed efficiente di Uomini Liberi che sappiano innanzitutto far comprendere ai più che il problema in atto sta a monte e cioé nel sistema internazionale dell’USURA che provoca lo strangolamento dei Popoli (a partire proprio da quelli più derelitti) che di conseguenza muove masse migratorie destabilizzanti per altri Popoli. Dunque muovere le coscienze perché ognuno sul proprio Suolo inizi ad abbattare le caste partitocratiche al servizio di quell’USURA.
    E poi naturalmente iniziare ad avere concettualmente coscienza della utilità di essere in grado di autodifendersi rispetto al caso ingovernabile……

  9. Maurizio Canosci SN ha detto:

    “caos”

  10. istorian ha detto:

    davide, dobbiamo creare prima una rete di uomini “pensanti” e non fare come FN che sono andati la in 15
    e 2 giorni dopo è andato Papi Chulo ed è tutto finito.
    si tratta di analizzare prima gli eventi senza commettere errori.

    Le tue paure sono anche le nostre, non ti credere…siamo fra i pochi che tengono alla comunità nazionale,
    ma non dobbiare nè fare il gioco degli ANTIFA nè prendere posizioni simil reazionarie.

    quindi creare una rete di persone che condividano i nostri ragionamenti.
    qui si rischia sempre di passare dalla padella nella brace.

    eja

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