SEMPRE IN LINEA DI COMBATTIMENTO.

“Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista”. Bobby Sands

30 anni sono passati da quel 5 maggio in cui a Bobby Sands (vero nome Robert Gerard Sands, in irlandese Roibeard Gearói Ó Seachnasaigh) cedeva il fisico, provato da 66 giorni di sciopero della fame morì di inedia nell’ospedale della prigione di Long Kesh, conosciuta col nome di Maze, nei pressi di Lisburn, sede dei famigerati blocchi H.

Ma in quello stesso momento viveva in eterno lo Spirito del Soldato Politico, socialista e nazionale, che subisce il martirio per difendere la dignità propria e del suo Popolo nell’anelito di libertà che non é quella che si impone con la “democrazia”, ma che si vive coronando il sogno di appartenere ad una identità radicata nella Tradizione del sangue e del suolo dei Padri che nessuna usurocrazia apolide potrà mai distogliere dalla coscienza degli Uomini Liberi.

La “sovranità nazionale”, questa parola ormai disconosciuta oggi in Italia ed in tutta Europa, l’unica formula che può e deve essere riconquistata con la lotta delle avanguardie delle comunità militanti attraverso i fulgidi esempi degli Eroi di tutti i tempi.

Camerata di trincea, compagno di lotta, Roibeard Gearói Ó Seachnasaigh:

P R E S E N T E  !

Presidenza C.S.S.N.

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