NUOVE VETTE PER NUOVI SCENARI.

Sembra trascorso un secolo da quando il dott. Messalla arringava la platea fiduciosa di un partito che, nato dalle macerie di una nota città termale, si trovò subito immerso nei vortici della politica da supermercato, giunta oggi al suo apice senza nemmeno che la gente si indigni più di tanto. L’uomo aveva il credito e l’appoggio di tanti speranzosi militanti di vecchia data ma anche di molti giovani che auspicavano l’apertura di una stagione nuova per la politica italiana e, soprattutto, per una certa area della politica italiana, da sempre ghettizzata e da tempo autosclerotizzatasi su vecchie posizioni di trito reazionar-nostalgismo, ormai in procinto di operare una mutazione genetica che covava subdolamente dagli anni settanta. L’uomo parlava di nuovi orizzonti, di linee di vetta del pensiero, il nostro, pronto per essere il volano di una rivoluzione culturale e sociale alla quale avrebbero aderito molti dei delusi provenienti dalle file dell’ex partito comunista.

Ad ogni occasione, che fosse un comitato centrale del partito o una manifestazione, un comizio o un’intervista, il dott. Messalla ribadiva quei concetti come se gli stessi dovessero diventare in pochi anni la grancassa di un movimento al quale si aprivano scenari importanti in un momento di crisi totale della partitocrazia italiana. Ed erano concetti importanti, che infiammavano molti di quelli che lo ascoltavano (almeno così sembrava!): erano cose che fino ad allora si erano dette e sentite, ma solo a mezza bocca, e tanto per tenere i piedi su due staffe o per accontentare i soliti rompiscatole cultori di “eresie” impraticabili.

Insomma, con il dott. Messalla sembrava davvero che quella rivoluzione copernicana del pensiero cui si erano impegnati uomini come Berto Ricci e Beppe Niccolai, ma anche tanti anonimi militanti, fosse veramente la nuova frontiera, le cui linee di vetta avrebbero portato quel Movimento a diventare il catalizzatore di un nuovo risorgimento italiano dopo la melma di tangentopoli e dei vecchi partiti di regime.

Poi è cominciata pure lì la parentopoli romana, sono iniziati i dissidi personali ed infine i contatti e la laida svendita al supermercato di Arcore: dirigenti periferici che, in ossequio alla linea ufficiale del partito, tuonavano contro l’avanzante berlusconismo mentre il vertice si accordava per ottenere vantaggi strettamente personali: un posto da ministro per un affine molto prossimo, una lauta ricompensa di fine carriera per il dott. Messalla. Insomma una storia di ordinaria meschinità in perfetto stile italiota.

Qualcuno si chiederà: ma perché dopo un decennio questo qui rinvanga certe cose? Cosa c’entra tutto questo oggi? C’entra, eccome se c’entra. C’entra per il semplice motivo che dopo quella esperienza naufragata per trenta vili denari, consegnando a movimenti come la Lega o l’Italia dei Valori il monopolio di una certa protesta antisistema che si poteva benissimo guidare su e da posizioni nostre, ogni tanto si fa sotto qualche aspirante trascinatore che pensa di avere le carte in regola per riprendere quel tipo di discorso. Dal nostro modesto ma attento pulpito di osservatori e di conoscitori di certe dinamiche non vogliamo lanciare anatemi preconcetti contro nessun buon volenteroso, seppur di difficoltà quasi insormontabili ne individuiamo allorquando ci poniamo il quesito su chi potrebbe essere l’Uomo Nuovo in questione.

Il perché di questo nostro pessimismo l’abbiamo detto tante altre volte, ma continueremo a ripeterlo, se non altro per rinfrescare la memoria ad un uditorio spesso incline a minimizzare certi eventi e a sopravalutare certe figure. Intendiamo dire che siamo fermamente convinti che allo stato attuale delle cose non vi sia nel modo più assoluto una figura umana al vertice o contigua ad un ben determinato movimento politico o d’opinione in grado di interpretare ed eventualmente attuare i principi cardine di quella che era ed è la nostra buona battaglia, principi che si riassumono in due parole ben precise: SOCIALISMO E NAZIONE.

Sul significato intrinseco di queste due parole, che aprono scenari tanto ardui ed innovativi quanto potenti e mirabili , sono decine le sigle e gli omuncoli che blaterano giornalmente da piccoli pulpiti o avvalendosi di un mezzo prezioso ma fuorviante quale può essere solo internet o facebook . A tutta questa gente armata solo di mouse rivoluzionario torniamo a ripetere – e lo faremo instancabilmente fino alla noia – che il percorso di coloro che hanno scelto per mille ragioni la strada intrapresa a suo tempo dal dott. Messalla non hanno diritto di cittadinanza alcuna nell’Olimpo del pensiero Socialista Nazionale: non possono permettersi di rendere spurio o drogato o inquinato un pensiero che affonda le sue radici nelle idee di Pisacane, di Corridoni, di Marinetti, di Mussolini, di D’Annunzio, di Ricci, di Niccolai e ora nelle nostre. Non è questione di essere presuntuosi o di voler mettere il copyright su un principio! E’ solo che arrivati al 2011 è ora che ognuno abbia la forza di prendere la sua strada e scegliere di che morte morire! Senza rancore per nessuno.

Chi auspica l’edificazione di una “grande destra” (già nel web circola da giorni un nuovo prodotto grafico in questo senso) che contenga tutte le sigle di chi si richiama con gradazioni diverse a certi principi eminentemente di destra, come il filo-atlantismo e l’ alleanza con la Lega Nord, si accomodi pure e ben volentieri. Purchè il tutto serva una volta tanto a fare chiarezza. Chi invece sceglierà di lottare per una Patria libera dalle basi Nato, affrancata dalla moneta dei banchieri, svincolata dagli impegni di Maastricht e Schengen, convinta che la Lega Nord sia un movimento antitaliano e fortemente decisa a riconoscere in Israele un nemico della Pace nel Mondo, allora quelle persone avranno scelto una strada diametralmente opposta alla prima. Avranno scelto di sorvolare le NOSTRE Linee di Vetta senza infingimenti e senza retro pensieri, convinti che quella è la strada che i nostri Maggiori ci hanno indicata: sarà quella la direzione di chi vuole un Capo e non un kapò, una Nazione con un Popolo e non un paese con una popolazione, una Patria libera e non un protettorato USA.

La scelta è libera ma dovuta e gli uomini degni di questo nome la devono fare: O SVETTARE O GALLEGGIARE !

NUVOLA ROSSA

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