IL POTERE DEI BISCAZZIERI ED IL SILENZIO DEI BURATTINI.

Hanno provato in tutti i modi a convincerci che questo era il migliore dei mondi possibili e con la caduta del muro di Berlino in molti ci hanno creduto e ne sono stati convinti e fanatici assertori. Almeno fino a ieri! Per anni i soloni delle magnifiche sorti progressive atto secondo (il primo atto targato falce e martello si sa come è finito!) ci hanno propinato il loro verbo liberista, forti e tronfi che il fallimento comunista spianava definitivamente la strada ad uno splendido futuro senza limiti di orizzonte. Il libero mercato di tutti i servizi e prodotti, compresi quelli finanziari, è l’unico modo per garantire competitività, qualità e garanzia per i consumatori, affermavano uomini come Tremonti e Martino non più tardi di una quindicina di anni fa!

E dai, tutti dietro a belare la loro fede liberista, compresi quelli che per ragioni di coerenza storica ed ideale avrebbero fatto meglio a starsene muti per almeno una decina di anni. E Oggi? Oggi ti guardi intorno e te li ritrovi ancora tra i piedi (per non dire di peggio): le loro analisi e le loro parole sono state smentite dalla storia in soli tre-quattro lustri ma loro continuano a chiacchierare e pontificare. Tremonti si è scoperto da qualche anno protezionista ed arringa come e più di prima, altri come lui denunciano i mali di quella pirateria finanziaria che sta mettendo in ginocchio il mondo intero ma non hanno il coraggio di dire apertamente quali sono le soluzioni per provare ad uscirne. E dire che le conoscerebbero anche molto bene!

E allora bravi i nostri splendidi analisti della venticinquesima ora! Quelli dell’”io l’avevo detto ” che escono fuori dal comodo guscio solo quando c’è da rifarsi una verginità dopo una vita trascorsa a fare i marchettari della politica. Questa gente non meriterebbe di essere presa in considerazione nemmeno se si candidasse alla presidenza della Pro-loco di Trepalle, altro che al Parlamento o a scaldare cattedre universitarie.

Fatta questa doverosa introduzione si rende necessario passare ad un’ analisi di quello che è accaduto e sta accadendo in giro per il mondo in questa torrida estate, tra assalti speculativi e default veri o minacciati di stati sovrani. Cominciamo con il collasso finanziario che lo stato americano del Minnesota ha dovuto dichiarare lo scorso 13 luglio: si sono chiusi uffici pubblici e servizi al cittadino, gli stipendi non sono stati pagati e non si sa se e quando verrà ripristinata la normalità. Nel momento in cui scriviamo queste note la situazione non è mutata e si è superato il record di durata del fenomeno rispetto a qualche anno addietro. In poche parole uno stato intero della Nazione più potente del Mondo ha dichiarato fallimento. E di situazioni prossime a quella del Minnesota ce ne sarebbero altre oltreoceano, per non parlare dell’Europa, dove Irlanda e Portogallo sono al limite del default.

Prima riflessione: come è possibile che la nazione più ricca e potente del pianeta abbia al suo interno stati in bancarotta? Risposta: è ben possibile e i cittadini non devono che ringraziare venti anni di economia di guerra delle amministrazioni Clinton, Bush e Obama. Lor signori, senza distinzione alcuna di casacca, hanno dato fondo a tutto il possibile ed anche di più pur di mantenere in piedi un’economia di guerra che oggi sta volgendo inevitabilmente il suo lato più oscuro a milioni di uomini e donne che hanno creduto alla panzana della democrazia da esportazione. Per ingrassare a dismisura dieci, forse venti, grandi gruppi finanziari ed industriali, per accattivarsi le simpatie di quella cleptocrazia usuraia ed ingorda che vive alla grande solo quando si sganciano bombe, prima Clinton, poi Bush e la sua corte neocon ed oggi Obama, sono riusciti nell’opera di mettere in ginocchio la loro nazione. Ma non è solo questo, chè se a farne le spese fossero solo gli americani si potrebbe tranquillamente stringere le spalle e trincerarsi dietro un salomonico ben gli sta.

Accade invece che le ricadute delle metastasi sistemiche made in USA si ripercuotono inevitabilmente su tutte le economie legate al dollaro (praticamente quelle del mondo intero), dove più dove meno l’effetto traino si sta propagando. Ecco quindi che per l’ingordigia parossistica di una cerchia ristrettissima di cleptocrati e per l’incapacità della politica di porre un freno alla speculazione della finanza legata a stati permanenti di guerra, oggi si rischia di affondare tutti nella peggiore delle crisi che si siano mai viste in era moderna. Noi lo diciamo da decenni che questo modello economico di crescita fittizia, ovvero svincolato dai canoni classici della produzione reale di beni e servizi utili a tutti ed indissolubilmente legato alle alchimie della finanza fattucchiera di Wall Strett e della City avrebbe portato prima o poi all’implosione del sistema. Senza essere Ministri come Tremonti o Governatori della BCE come Draghi, e neppure cattedratici di grido ci abbiamo azzeccato! Pura fortuna fra testa o croce? Nossignori, solo quel buon senso, che ormai è merce sempre più rara.

E’ lo stesso buon senso che senza se e senza ma ci fa dire quello che gente come Tremonti o Draghi o molti della loro cerchia di burocrati burattini dovrebbero dire all’unisono se solo avessero un pizzico di coraggio e la coscienza del padre di famiglia.

Cosa dovrebbero dire alla gente?

Primo: le agenzie private di rating (Moodys, Standard and Poor, ecc.) non avranno più alcun titolo di certificare con i loro diktat la credibilità finanziaria di stati o aziende che vanno poi collocare sul mercato i loro titoli; a farlo dovranno essere solo apposite agenzie create consortilmente dai ministeri economici degli stati sovrani.

Secondo: messa al bando su scala mondiale di tutte le operazioni finanziarie speculative fatte con il sistema della leva finanziaria, ovvero quelle che permettono di muovere oceani di denaro sulla base di vere e proprie scommesse.

Terzo: ritorno ad una finanza legata al controvalore aureo dei titoli e della massa monetaria emessa. Quarto: ritorno al ruolo primigenio da parte delle banche e degli istituti finanziari, ovvero all’incentivazione della crescita economica delle nazioni dietro un equo margine di profitto come si deve ad ogni azienda che lavora. Quinto: fine del signoraggio sulla moneta, ritorno della moneta nelle mani degli stati nazionali attraverso la nazionalizzazione delle banche centrali, che avranno il compito di controllare i movimenti finanziari delle banche private.

E’ forse troppo? Oggi sicuramente si, ma di certo è questione di buona volontà! Altre strade però non ci sono e di questo sono perfettamente consapevoli chi dovrebbe riunirsi attorno ad un tavolo e cominciare a discutere sul come porre fine ad un sistema che lascia intravedere solo un finale: sempre più miseria ed incertezza per masse enormi di persone e sempre più potere e denaro nelle mani di pochi eletti, padroni delle sorti di tutti gli altri. Senza dimenticarsi di un problema in più che ancora in pochi osano evocare: cosa dirà il colosso demografico e militare cinese, che detiene una fetta enorme dei titoli di stato americani, se un giorno qualcuno dovesse dirle che il frutto della sua crescita è andato in fumo come carta straccia? Ingoieranno il rospo e alzeranno semplicemente le spalle?

Con l’impegno di tornare sull’argomento, invitiamo il Ministro Tremonti a pensare a questa ultima nostra valutazione! Anche se, casomai si giungesse a quel punto, la sua opinione e quelle dei suoi sodali varrebbero veramente molto poco.

FERNANDO VOLPI

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Commenti e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a IL POTERE DEI BISCAZZIERI ED IL SILENZIO DEI BURATTINI.

  1. wids72 ha detto:

    E noi solidali intimamente ad un idea che rettamente intende sbaragliare quella dicotomia destra/sinistra della quale oramai ne abbiamo rinnegato l’infimo inganno dell’usocrazia plutocratica atlantista…Rivendichiamo con fervore la sovranita nazionale, sociale, monetaria ed economica…In alto i cuori!!!

  2. Roberto ha detto:

    I miei complimenti a Fernando Volpi per l’articolo che condivido al 100%. Sono concetti che da tempo avevo in mente pari pari. Un articolo che dovrebbe avere un’ampia circolazione per essere letto da più persone possibile. Io, nel mio piccolo mi darò da fare. Grazie Fernando e grazie di esistere al Centro Studi Socialismo Nazionale. In alto i cuori!!!

  3. Sigfrido Provaroni ha detto:

    Ottimo Fernando !
    Il socialismo nazionale è l’unica via percorribile alternativa al sistema che porta alla morte dell’uomo.
    Eja

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...