FF.AA. AL FEMMINILE IN R.S.I. E CASERME A LUCI ROSSE IN QUESTA “ITAGLIA”.

La morte violenta di una giovane madre ha fatto emergere situazioni a dir poco scabrose all’interno di un ambiente, quello militare, che di problemi – dato il particolare momento – ne dovrebbe manifestare ma di ben altra natura. Qualcuno potrebbe anche sostenere: è il segno dei tempi !

A noi non deve bastare questa qualunquistica risposta perché, nel frattempo, tanti bravi ragazzi non vengono confermati in servizio sulla base di valutazioni a quiz che poco dimostrano sulle capacità e sulle attitudini morali e comportamentali.
Fatta questa breve premessa voglio ricordare che, sul piano storico, l’ingresso ufficiale e paritetico dell’elemento femminile nelle nostre FF.AA. si è verificato con molto ritardo, senza gradualità, senza una specifica preparazione e, soprattutto, sulla spinta di un femminismo rampante fondato su di una aperta competizione con gli uomini.

Sulla base dei fatti emersi recentemente, e che si tenta addirittura di far passare mediaticamente per “normalità” è, viceversa, più che evidente che esistano carenze valutative al momento della selezione, mancanza di norme disciplinari e regolamentari specifiche, inadeguatezza ed incapacità gestionale nella filiera di comando. Non é ammissibile che all’interno delle caserme vengano tollerate situazioni che compromettono fortemente il prestigio e la onorabilità della Forza Armata e delle sue componenti umane.

Nel merito voglio riportare quanto ebbe a scrivere una Ausiliaria del Servizio Ausiliario Femminile ( SAF ) della R.S.I., quando si profilò la concreta eventualità che le donne potessero arruolarsi nelle FF.AA.:

<<Oggi sembra che finalmente, anche in Italia, le donne potranno entrare a pieno titolo nelle caserme, anche se in un contesto storico e sociale profondamente cambiato e con motivazioni sicuramente diverse da quelle irripetibili che animarono noi che ci arruolammo sotto la Bandiera della R.S,I.

Noi volemmo indossare il grigioverde per riscattare l’onore tradito e per difendere validamente quegli ideali – Italia, Repubblica, Socializzazione – ai quali eravamo misticamente state preparate ed educate. La risposta entusiastica delle donne alla chiamata della Patria fu anche l’espressione della loro gratitudine ad un Regime che, per la prima volta dall’unità d’Italia, aveva attribuito alla donna un ruolo sociale importante nella vita della comunità nazionale riconoscendole dignità e ruolo complementare (e non competitivo ! ) al ruolo maschile. Collaborazione, quindi, e non lotta, secondo il principio fascista che la lotta danneggia i contendenti mentre la collaborazione ne esalta le capacità e le attitudini. L’esperimento delle “donne in caserma”, inizialmente ostacolato dalle alte gerarchie militari (che poi dovettero ricredersi e fare pubblica ammenda !) si rivelò altamente positivo. Ancora oggi i nostri Camerati della R.S.I. ricordano con grande rispetto ed ammirazione le ragazze che combatterono al loro fianco la dura battaglia, nei ruoli previsti dal ferreo regolamento etico-disciplinare, e che pagarono duramente quanto e più di loro alla fine della guerra. L’ottusa ed antistorica determinazione di distruggere tutto ciò che il Fascismo aveva creato, ha fatto sì che si interrompesse quella esperienza e si determinasse così una situazione che renderà adesso quanto mai arduo l’inserimento delle ragazze. Infatti l’impatto della donna in caserma è iniziato in tutti i paesi in modo graduale, come deve essere per ogni situazione che altera schemi consolidati nel tempo. Se l’esperimento R.S.I.  fosse continuato nell’Italia postbellica, dopo alcuni anni – come è accaduto negli altri paesi – il fatto che le donne fossero ammesse pariteticamente anche nelle Accademie militari e potessero assumere ruoli di comando, sarebbe stato considerato del tutto naturale. Adesso, a mio parere, qualche serio problema sorgerà. Le ragazze tengano sempre presente che per superare gli ostacoli di varia natura che si presenteranno loro dovranno rivelarsi eccezionali sotto ogni punto di vista. Dovranno comunque sempre tenere presente che, quando per la prima volta le donne vanno ad occupare posizioni e ruoli che sono stati tradizionalmente appannaggio maschile per secoli, non possono permettersi mediocrità e debolezze sotto alcuna forma e sotto ogni aspetto e dovranno conquistarsi il rispetto con comportamenti irreprensibili e i galloni  dovranno conquistarseli non attraverso meccanismi burocratici ma con la consapevolezza del ruolo, con La fermezza, la determinazione e l’intelligenza di cui le donne sono capaci quando fermamente lo vogliono. Noi Ausiliarie della R.S.I. auguriamo di tutto cuore alle ragazze intenzionate ad entrare nelle FF.AA. di

conseguire quel prestigio che ci siamo guadagnate durante il servizio ed anche dopo, come donne, come cittadine, come spose e come madri>>

Queste le riflessioni e i consigli di una Ausiliaria che, purtroppo, non c’è più. Era una Ausiliaria che ancora sperava in una Italia che, purtroppo, anch’essa non c’è più. !

Stelvio Dal Piaz

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