INGIUSTIZIA E’ FATTA.

Ingiustizia è fatta ! I provvedimenti presi dal governa serviranno a stressare gli italiani ma risulteranno inefficaci ai fini del risanamento del bilancio e aumenteranno il tasso di disoccupazione perché nessun incentivo è previsto per la ripresa produttiva. Sono provvedimenti che portano direttamente ad una fase recessiva e finiscono per garantire soltanto gli speculatori che continueranno ad impossessarsi, a prezzi stracciati, degli ultimi gioielli di famiglia.

Infatti, l’appello è quello delle privatizzazioni, delle liberalizzazioni, della deregolamentazione totale al fine di lasciare campo libero agli squali in agguato delle ultime prede. Le alternative proposte dalle opposizioni sono sempre nell’ambito del sistema capitalistico finanziarizzato, per cui si tratta solo di alzare la gonna o abbassare le mutande, come suol dirsi.

La nostra originaria proposta politicamente scorretta prevede, viceversa, la soppressione dell’istituto regionale, come primo provvedimento costituzionale urgente. Nel merito vogliamo ricordare agli immemori che la data d’inizio della perdita del controllo sul bilancio statale, corrisponde alla istituzione delle regioni che, tra l’altro, furono organizzate senza una legge quadro che ne prevedesse le competenze specifiche. Tanto è vero che iniziò fin da subito il contenzioso tra lo Stato e le diverse regioni, con il risultato di intasare l’attività degli organismi amministrativi e costituzionali competenti a dirimere le dispute nei vari livelli di giudizio.

Nel momento in cui vennero istituite, l’organizzazione statuale italiana, aveva soltanto bisogno di attuare un intelligente decentramento amministrativo in modo da semplificare la vita al cittadino e contestualmente renderlo più partecipe alla vita dello Stato. Aver creato organismi politici sulla falsariga del parlamento nazionale, è servito soltanto a soddisfare le ambizioni delle seconde e terze file della partitocrazia. Venti regioni, di cui alcune a statuto speciale, ha significato moltiplicare i centri di spesa, centri che sono stati poi sottoposti a controllo politico e non di sana, corretta ed onesta amministrazione.

Comunque il provvedimento che, unico ed in tempi brevissimi, potrebbe risolvere in maniera graduale il problema del debito pubblico sarebbe quello di riprendere il controllo della Banca d’Italia, come del resto già prevede la legge n. 262 del 28-12-2005, legge rimasta inattuata con la complicità di tutta la classe politica di governo e di opposizione.

Provvedimento che anche il circo mediatico fa finta di ignorare. Primo effetto immediato sarebbe quello che il “signoraggio”, di cui lucra adesso la Banca d’Italia privata sull’emissione della moneta europea, andrebbe a beneficio del Tesoro. Ulteriore passo conseguente sarebbe rappresentato dalla possibilità di emettere moneta di Stato parallela all’euro e destinata alla circolazione interna (quindi, una moneta senza incremento del debito !), in modo da incentivare la ripresa produttiva anche attraverso il finanziamento di opere pubbliche necessarie allo sviluppo, retribuire con questa moneta quegli incrementi di stipendio e di salario dei lavoratori dipendenti ( adesso bloccati per anni !), alleggerire il tasso di disoccupazione e, soprattutto, poter così uscire dalla morsa dell’usura della Banca centrale europea.

In successione, riprendere l’idea di uscire dalla moneta unica e, quindi, svincolarsi dai lacciuoli del Trattato di Maastricht e ripristinare i dazi doganali di importazione a difesa dei nostri prodotti e del nostro lavoro. Nel merito vogliamo anche ricordare agli immemori che quando era in circolazione la vecchia lira, tutto costava la metà.

Comprendiamo che le nostre proposte richiedano coraggio, autonomia di governo e consapevolezza della situazione da parte di tutto il popolo italiano; ma è l’unica soluzione possibile per uscire dal tunnel. L’alternativa è quella di rimanere, nonostante tutte le rinunce imposte ed i previsti sacrifici lacrime e sangue, sotto schiaffo della speculazione internazionale apolide che potrà tranquillamente continuare a decidere a proprio esclusivo vantaggio del destino politico ed economico dell’Italia e della sorte degli italiani.
Ci sono momenti nella storia dei popoli e delle nazioni, in cui certe decisioni non possono più essere delegate ad una classe dirigente che ha ampiamente dimostrato incapacità, corruzione e attitudine ai servilismo; è il popolo, nella sua compattezza, nella sua consapevolezza e nella sua responsabilità anche verso le future generazioni, che deve riprendere in mano il pallino della Storia. Se dimostra di essere pavido, incapace, masochista, diviso ed indeciso sulle scelte e sulle iniziative da prendere (che, ovviamente, non possono che essere scelte rivoluzionarie nel significato etimologico dei termine !), allora è giusto che, lo stesso popolo, cada in schiavitù ed esca dalla Storia con il marchio dell’infamia e dell’ignominia (vedi 8 settembre 1943 !). Anche in tale infausta situazione – sia ben chiaro – noi Socialisti Nazionali non ci arrenderemo senza prima aver tenacemente combattuto la nostra battaglia di riscatto nazionale e sociale. Come dimostrano in questo momento i prigionieri politici irlandesi, la battaglia per la libertà si può combattere anche se richiusi negli infami carceri di sua maestà britannica.

Stelvio Dal Piaz

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8 risposte a INGIUSTIZIA E’ FATTA.

  1. Davide ha detto:

    Noi conosciamo sola la cifra “ufficiale” del debito pubblico, non immaginiamo neanche lontanamente a quanto ammonti; ogni stampa di qualsiasi cartastraccia (in quanto priva di riserva aurea) chiamata euro indebita il popolo del valore scritto sulla banconota più l’interesse.

    Il sistema, continuando a nasconderci chi è l’effettivo “Male Assoluto”, ci proporrà soluzioni sempre più antisociali e antinazionali, e il popolo, la cui unica colpa è non aver focalizzato chi è il nemico principale, continuerà a lavorare per pagare un debito che cresce a livello esponenziale.

    Non mi stupirei se tra le tante soluzioni proponibili per risanare questa crisi, creata “dall’internazionale usuraia”, le nostre menti brillanti della politica aumentassero le ore di lavoro a 9, 10, ecc., rendendoci sempre più schiavi del lavoro per pagare il debito.

    Sarebbe l’ennesimo sconvolgimento dello Stato Sociale creato da Benito Mussolini, che istituì la giornata lavorativa di 8 ore nel 1923. Anche in questo caso il popolo accecato dal problema del debito accetterebbe la soluzione proposta.

    Dobbiamo tornare ad essere Uomini e non pecore matte…
    L’unico scopo del denaro è facilitare il commercio; la moneta è nata per subentrare al baratto, appartiene alla “comunità di popolo” che decide di adottarla e che gli dà valore nel momento stesso in cui l’accetta.
    Nessun “privato usuraio legalizzato” ha il diritto di arricchirsi sulla stampa tipografica del denaro.
    Stampiamoci i nostri “biglietti di carta” da soli e rintroduciamo il baratto per commerciare con coloro che vogliono rimare schiavi delle banche centrali private.

  2. wids72 ha detto:

    Vorrei sottolineare all’attenzione di tutti i lettori l’esempio dell’islanda che dopo una crisi economica devastante causata dall’usura apolide internazionalista si è liberata nel giro di tre anni dai lacciuoli del sistema capitalistico speculativo. Il popolo islandese si è ripreso laa sua storia, le sue tradizioni, la sua forza vitale di essere comunità e aha cacciato a pedate gli autori servili che hanno causato la crisi. Ora stanno riscrivendo una costituzione ad hoc per un popolo libero cosciente di se stesso. Purtroppo la propaganda europea democratica servile ai diktat degli usurai apolidi tacciono di fronte a questo evento che scatenerebbe la rivolta delle coscienze, non saprei propriamente quali considerato il livello di idiozia del popolo bue “democratico”. Noi siamo qui, come un manipolo di combattenti in tricea a dichiarare che la verità rende l’uomo libero e che non ci piegheremo di fronte all’ingnominia e l’infamia di chi gestisce le leve economiche e finanziarie del mondo per renderci degli schiavi…In alto i cuori!!!!

  3. Roberto Laficara ha detto:

    Questa classe politica è delegittimata dai fatti scaturiti dalle azioni che a titolo eminentemente privato hanno imposto al popolo, ma una nazione è tale solo se riconosciuta dal suo popolo e le sue strutture di governo ed amministrative sono tali solo se legittimate dal popolo. Riprendiamoci la nostra libertà di uomini ed italiani, riprendiamoci le nostre origini, ricostruiamo la nostra nazione, contro il “signoraggio privato”, contro le catene dei mercati speculativi, contro chi ci ha occupato con le armi, contro la complicità dei vili e servili collaborazionisti, traditori del loro stesso popolo che oggi ci conducono verso la distruzione.
    Mai schiavi.

    Roberto

  4. gjovi ha detto:

    lettura perfetta della situazione e di quello che dovrebbe farsi. Purtroppo constato che la maggior parte di persone fa veramente fatica a capire, spesso si ha l’impressione che non voglia far fatica ( ragionare costa fatica ).

  5. rick ha detto:

    banca d’italia, moneta interna, dazi, no euro. E via le basi nato. Poche ma chiare direttive da parte del nostro faro. Avanti

  6. Anonimo ha detto:

    concordo con RICK pochi punti ma forti!..le battaglie di retroguardia…lasciamole ad altri!….

  7. Anonimo ha detto:

    é sempre un piacere leggere Stelvio per la concretezza e lungimiranza!…werwolf

  8. francesco ha detto:

    Il popolo bue è ormai imbolsito e debosciato dopo decenni di regime mercantile. La massa si accontenta di poter continuare a consumare compulsivamente nei commerciali. Solo una profonda presa di coscienza delle masse può salvare l’italia dal potere usuraio.

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