L’ENNESIMA CAPORETTO.

Questo fine settimana rimarrà agli annali della storia patria come una delle tante Caporetto della decenza. La cronaca politica è da bollettino di guerra, di quelli peggiori. Il nauseabondo governo Berlusconi incassa la sua 51° fiducia con il solito irrisorio scarto di voti, accompagnato dagli strepiti irati del PD che perde pezzi quanto e più dell’odiato avversario tanto da far urlare come un ossesso la Rosy Bindi, sorpresa ad apostrofare alcuni suoi colleghi radicali con epiteti da battuta al cinghiale.

In compenso anche il sorriso del premier appare sempre più di plastica, frutto di una inconfessabile consapevolezza che è quella di chi vede la propria parabola ormai sotto la linea del non ritorno: il suo stesso viso denota irrimediabilmente i segni del tempo, cui poco possono fare i truccatori personali sempre al seguito fin dentro l’aula di Montecitorio.

Stiamo assistendo ad una debacle generale del nostro paese e forse ancora in molti non se ne rendono conto. Una debacle che non è solo negli epiteti della Bindi ai suoi collegi di partito, nello stucco veneziano sulla faccia di Berlusconi o nell’affossamento della credibilità all’estero del sistema Italia, ma in quello che accade proprio oggi, nell’immediatezza di quell’ennesima fiducia votata per puntellare un governo cui non credono nemmeno gli stessi ministri che lo compongono. Cosa è se non una Caporetto della decenza la nomina di due nuovi sottosegretari e due viceministri all’indomani di una fiducia strappata a suon di prebende? Che dire di Ministeri che praticamente spariscono come quello per l’Ambiente con la decurtazione del 90% (!) delle assegnazioni o quello dell’Interno dove chiudono interi commissariati di PS o non ci sono i soldi per fare il pieno alle volanti?

Dire Caporetto è dir poco: chiudono i ministeri ma aumentano i ministri! Da commedia del grottesco! Senza dimenticarsi che un certo signor Scajola – quello della casa al Colosseo che non sapeva di possedere – ha già detto chiaramente che ora si rende necessario un allargamento dell’esecutivo! Insomma, vuol rientrare dentro la mangiatoia dopo qualche mese di forzata tranquillità. Non hanno nemmeno un minimo di pudicizia: è gente – questa qua – che sa di essere sopra le parti e non si vergogna proprio di niente! Anzi, ti sbatte in faccia la sua arroganza, ben certa che il suo deretano è sempre più al sicuro di quello dell’impotente spettatore del tg o del frastornato lettore di quotidiani.

Ma nella Caporetto di questa Italia ci vogliamo pure mettere gli “indignati” globali che, finanziati da personaggi ben noti della speculazione finanziaria internazionale, strappano un plauso niente di meno che da un certo Mario Draghi (sissignori proprio quel Mario Draghi lì), seguono con le bandiere rosse in mano personaggi come Diliberto e diventano i burattini di chi li ha già presi per mano. Ci chiediamo e vi chiediamo: ma se a pagare le indignazioni in giro per il Mondo è uno dei più grandi speculatori del pianeta, se il futuro Governatore della BCE vi incoraggia e se Diliberto vi guida, non vi viene in mente che la vostra indignazione è fortemente strumentalizzata e molto mal utilizzata? Se non riuscite a capirlo e non prenderete le dovute contromisure, allora vorrà dire che la Caporetto sarà totale, perché dopo essersi impadroniti dei vostri slogans, i senza volto di sempre avranno carpito anche le vostre più intime aspettative di un cambiamento che mai ci sarà.

FERNANDO VOLPI

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