FIEREZZA ROSSOBRUNA.

A qualche giorno dai “fattacci” della manifestazione ”indignata” assistiamo alla cronaca di una violenza annunciata, prevedibile, che desta stupore nell’ignaro cittadino solo per i fatti oggettivi, mentre questo dovrebbe riflettere sul perché tali fatti sono accaduti, sul perché oggi, in un mondo dove le istituzioni sanno tutto di tutti, non sia prevedibile, e quindi arginabile, un fenomeno di violenza del genere. Ormai ci trattano come dei mentecatti, senza rispetto, ma è quel che ci meritiamo dato che all’ intelligenza ed al ragionare da uomini liberi, la massa preferisce la furbizia, l’opportunismo ed individualismo.

Si è lasciato svolgere tutto come da copione, con vantaggio per tutti, compresi i veri criminali internazionali ad iniziare dal “nostro” Draghi loro referente, col solo piccolo problema collaterale di qualche misero cittadino che si è vista bruciare l’auto o distruggere il negozio; nulla di grave in fondo, tanto prima o poi sarebbe comunque rimasto in mutande per opera di questo stato fantoccio.

Finalmente il business mediatico ha nuove tragiche notizie per andare avanti settimane; i tg possono riempire il loro inutile spazio con qualcosa di “indignante”, soppiantando le cronache di Amanda, Scazzi e tutta la sagra dell’inutile, con la cronaca della altrettanto inutile giornata del 15. I programmi di intrattenimento ed approfondimento (ma sarebbe bene dire di sprofondamento) possono offrire il loro inutile servizio per una passerella di politicanti da strapazzo e parassiti sociali, di opinionisti imbecilli, di finti disperati che hanno “vissuto” l’esperienza. Provo veramente disgusto nel vedere facce ipocrite e voci commoventi di giornalai e presentatori da avanspettacolo che, come da antica battuta, sono braccia rubate all’agricoltura, e forse ancor meno.

I politici possono mostrare la propria indignazione, c’è chi approfittata meschinamente per dare colpe ad un governo (chiamiamolo così…), come se fosse possibile fare diversamente con quello eventuale “opposizione” al servizio degli atlantici e delle lobby economiche forse ancor più di quello di “destra”.
Anche quel galantuomo di Draghi ha appoggiato la manifestazione aggiungendo qualche parolina magica che la finanza è il capro espiatorio. E no, maledetto ! La finanza è l’unica responsabile di quanto accade nel mondo intero !

Tutti hanno tratto beneficio da questa violenza, ad iniziare da chi ovviamente l’ha voluta, cioè proprio da quella finanza internazionale che in questa maniera getta discredito sull’idea stessa alla base della manifestazione.
In realtà, è proprio la finanza apolide la vera responsabile della globalizzazione, dell’impoverimento di paesi ricchi di risorse e ridotti alla fame, impoverimento che innesca i flussi migratori verso il ricco (ancora per poco) occidente, dello sradicamento culturale dei popoli.

Allora noi appoggiamo l’indignazione rossa dei “compagni” (ammesso che quattro spinellari dei centri sociali possano essere identificati con la fallita ideologia comunista), la cui idea di base di lotta alle lobby finanziarie è condivisibile, condividiamo anche la protesta di quella estrema destra che contrappone per la solita sterile dicotomia un incazzatura nera, ma siamo fermamente fieri di non appartenere ne alla corrente “rossa” che con il suo appoggio incondizionato alla multirazzialità facilità quella globalizzazione che dice di voler combattere, ne alla corrente “nera” che pur avendo capito il problema, durante l’azione politica di tutti i giorni si autoghettizza. Due facce sistemiche di un fallimento nazionale ed europeo.

Allora, si ricordi ogni giorno alla massa quali sono i responsabili veri che portano allo sfracello la nazione lasciando rischiare la vita a dei padri di famiglia in divisa a combattere contro dei criminali foraggiati da loro stessi.

Noi rossobruni lo abbiamo sempre fatto e lo faremo finchè ad ardere non saranno cassonetti ed auto, ma gli animi di un ritrovato popolo alla ricerca di una vera libertà che il regime democratico non gli ha saputo dare.
Noi rossobruni sempre oltre !

Alessio Provaroni.

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