MATTEO RENZI. LA ROTTAMAZIONE DEL PD INIZIA DAGLI USA

Finalmente, ci siamo. Matteo Renzi è ormai pronto a scendere in campo e scalda i motori per il suo definitivo lancio a livello nazionale. Solo pochi giorni fa, dopo qualche propedeutica intervista a destra e manca, e dopo le solite passerelle televisive dove fare sfoggio di tanta sicumera politica, il twitter-cinguettatore politico per eccellenza ha annunciato la sua nuova roboante iniziativa per cambiare l’Italia. Tra il 28 e il 30 ottobre a Firenze, ha cominciato dunque a ripetere in maniera ancora più efficace l’iniziativa dell’anno scorso, ossia la Seconda Convention dei Rottamatori.
Nel frattempo diverse cose sono cambiate. Ormai Renzi non si nasconde più e si propone come vero e proprio motore di cambiamento del Partito Democratico e va muro contro muro conto la nomenklatura brizzolata delle Botteghe Oscure. L’intento di questa tre giorni di fine ottobre è chiaro: proporre un programma da esportare a livello nazionale in funzione di candidatura alle primarie del Pd.
Ma a noi interessa un altro aspetto, che temiamo molti non osservino. A livello mediatico nazionale, ai più, deve essere sicuramente sfuggita una trasferta “particolare” fatta da Renzi nelle scorse settimane. Intorno al 19 settembre, infatti, il sindaco si è recato in viaggio a Washington, formalmente per presentarsi alla National Geographic Society alla ricerca di sovvenzioni per la scoperta del presunto dipinto di Leonardo da Vinci intitolato “la Battaglia di Anghiari” che dovrebbe celarsi dietro un muro di Palazzo Vecchio. Per effettuare il ritrovamento dovrebbe servire uno sforzo finanziario di almeno 2 milioni di dollari (!!!) e chi meglio del National Geographic può sponsorizzare questo evento perché, si sa, oltreoceano sono molto sensibili alla figura di Leonardo, ma è altrettanto risibile poter pensare che Renzi soggiorni 4 giorni negli Usa soltanto con questo scopo filantropico.
E’ quindi molto probabile che il Rottamatore si sia recato negli Stati Uniti per cercare (e trovare sponsor e finanziatori) per il grande salto politico. Nulla di illegale sia chiaro. Ma non è questo il nostro punto di vista. L’importanza di questo viaggio sta nel fatto che non è nemmeno passato inosservato negli stessi Usa dove addirittura il New York Times ha dedicato un articolo al viaggio di Renzi. Articolo che segue di pochi mesi quello pubblicato dal Los Angeles Times lo scorso luglio e intitolato “Florence, Italy, undergoes a new Renaissance”. In compenso del viaggio a Washington sul sempre aggiornatissimo sito “avisoaperto.it” praticamente nessuna traccia.
Quest’ultima passerella a stelle e strisce è ora più che mai sintomatica, visto che ormai il “cinguettatore” sembra sempre più lanciato ai vertici del Partito democratico.
Ma quali potrebbero essere gli sponsor? Eccoli qui… d’oltreoceano… doc.
Un po’ di notizie dal recente passato.
Per chi vive a Firenze, Matteo Renzi non è prima di tutto il “Novello Rottamatore”, ma ovviamente, è soprattutto il sindaco della città. Per chi, come noi, ha da sempre un occhio di riguardo agli eventi che riguardano la assoluta mancanza di sovranità nazionale vigente in Italia, non resta difficile da due anni a questa parte, osservare le sue mosse propagandistiche, strategie ben architettate che vanno ben oltre quelle necessarie e scontate sul territorio comunale, ma che vedono invece protagonisti governi ed istituzioni di mezzo mondo.
Matteo Renzi negli scorsi mesi è salito alla ribalta delle cronache per la carica esplosiva delle sue continue esternazioni circa la necessità di “rottamare” i vertici del Partito democratico, volontà continuamente sbandierata a televisioni e giornali, tanto da meritarsi la degna caricatura di taluni comici ben in voga. A tal riguardo, stucchevole fu il teatrino mediatico dello scorso autunno che lo vide protagonista nei confronti della senatrice Finocchiaro. Renzi, ospite di Lucia Annunziata nella trasmissione-salotto di Rai3, usò parole chiare e senza mezzi termini: “La Finocchiaro è in Parlamento dal 1987, e se vuole glielo chiedo per piacere, così non sono, come sostiene, un maleducato… ma se ci fa la cortesia di lasciare il posto a una giovane precaria, a una ricercatrice, a una mamma di famiglia, forse è meglio che restare per 25 anni alla Camera o al Senato… quindi, concludendo, chi ha fatto tre mandati in Parlamento non si aggrappi alla sedia…” La replica della Finocchiaro non si fece attendere: “Renzi cerca la polemica, ma non sfugga il problema. Gli ho dato del maleducato, l’altro giorno, perché non si usa il termine “rottamare” quando si tratta di persone”. Scintille rosse… anzi, meglio dire, rosa sbiadito.
Ma da dove deriva tanta sicumera che contraddistingue i comportamenti a livello nazionale dello sbraitante e ipermediatico sindaco di Firenze? Semplice, a parer nostro, esistono degli appoggi “atlantici” che stanno spingendo Renzi a costruire quella che sarà il futuro Centrosinistra Atlantico della Terza Repubblica.
Negli ultimi mesi, traendo spunto direttamente dalla fonte primaria, ossia proprio dal sito ufficiale, abbiamo osservato alcuni eventi che hanno visto come protagonista Renzi, e non abbiamo potuto fare a meno di notare alcune “strane coincidenze”. Scorriamo una prima carrellata, in rigoroso ordine cronologico, di quelli che sono stati alcuni esempi a supporto della nostra tesi:
21.02.2009. Il Time: “E’ Renzi l’Obama italiano”.
Matteo Renzi, il trentaquattrenne trionfatore alle primarie del Pd a Firenze e candidato alla poltrona di sindaco nelle elezioni del prossimo giugno, potrebbe essere l’Obama italiano. Lo sostiene un articolo del Time secondo cui il giovane presidente della Provincia di Firenze è la migliore chance per il Partito democratico di uscire dalla crisi in cui è piombato dopo le dimissioni del leader Walter Veltroni. Oltre alla giovane età, atipica nel panorama politico italiano, come il presidente degli Stati Uniti Renzi, scrive il Time, ha fatto largo uso di Internet e Facebook per riuscire a trionfare alle primarie. E, come Obama, Renzi ostenta un atteggiamento pragmatico nei confronti della politica. “Sono un politico, non faccio miracoli – ha detto spesso – Ho soltanto cercato di lavorare ogni giorno un po’ meglio”. Figlio di un piccolo imprenditore toscano, Renzi è un cattolico praticante ma ha già dichiarato, secondo il Time, che non permetterà al Vaticano di “guidare la sua politica”. Rispetto al presidente americano Renzi è qualche volta “turbolento” ed ha ancora “una faccia da bambino”, scrive il Time che tuttavia lo aveva già messo in copertina nel 2006 come esponente della nuova generazione di politici in contrapposizione agli allora candidati alle elezioni, Prodi e Berlusconi, che sfioravano i 70 anni. (LA STAMPA, 21/02/2009)
08.07.2009. Matteo Renzi non ospita il premier cinese Hu Jintao: “Ci ha cenato insieme in prefettura, su invito del ministro Sandro Bondi. Ma niente accoglienza a Palazzo Vecchio: il sindaco Matteo Renzi decide di non invitare nella sede del governo comunale Hu Jintao. (…) Palazzo Vecchio neppure lo vede, il presidente cinese. Per un paio di giorni il sindaco Renzi risponde picche alle ripetute richieste di intervista della Ctv, la televisione di stato cinese. La decisione di non invitarlo è però presa: ‘La Cina è un paese che non rispetta i diritti umani, mi associo alle parole di Napolitano’, spiega senza tanti giri di parole. E a chi, su Facebook, nota il contrasto tra la stretta di mano offerta il giorno prima a Shirin Ebadi, l´iraniana premio Nobel per la pace 2003, e l´incontro previsto con Hu Jintao, il sindaco risponde sempre su Facebook: ‘Non ricevo nessuno, vado ad una cena in prefettura, ma non ricevo nessuno in Palazzo Vecchio’.
21.10.2010. Renzi si reca da Obama alla Casa Bianca: “Per portare Obama a Firenze il sindaco Matteo Renzi parte con una stretta di mano, uno spilletta d’oro con il giglio, una bottiglia di Mormoreto, Igt prodotto dai Frescobaldi, e la fama dei ristoranti della città. Ma il canale diplomatico per convincere il presidente degli Stati Uniti a partecipare ad uno degli eventi dell’anno Vespucciano, nel 2012, è ovviamente un altro, e non può che passare dal Quirinale. Ieri però l’incontro tra Obama e Renzi, di un minuto, c’è stato. ‘Really? You are the mayor of Firenze (in italiano, ndr)? Wonderful, the city with the best restaurants in the world’, ha detto Obama a Renzi. Cioè: ‘Davvero? Sei il sindaco di Firenze? La città con i migliori ristoranti del mondo’, come aveva già detto al Corriere della Sera in una intervista durante la campagna elettorale. (…) Ma a cosa serve davvero e perché Renzi ha spinto così per ottenere un “primo contatto” con la Casa Bianca? Renzi è uno dei tre sindaci non statunitensi invitati a Washington al pranzo dell’associazione dei primi cittadini Usa: insieme a lui, quello di Città del Messico ma soprattutto quello di Hiroshima, Tadatoshi Akiba, presidente dell’associazione Mayors for Peace, nata per spingere al disarmo nucleare e a processi di pace “dal basso”. Il sindaco di Firenze, già dal 2004, è uno dei dodici vicepresidenti dell’associazione internazionale nata in Giappone nel 1982. “Firenze è l’unica città europea invitata al pranzo dal Presidente Obama”, fa notare il sindaco su Facebook. A Washington, la delegazione fiorentina ha tenuto un incontro con la National art gallery per discutere di eventuali collaborazioni (da Empoli ha proposto di esporre un’opera fiorentina alla National) e studiare il modello di business collegato alla galleria. Oggi invece sarà la giornata newyorchese: saltata la visita al sindaco Bloomberg per l’incontro alla Casa Bianca, Renzi & C. incontreranno il rabbino capo di New York, Arthur Scheier, Marty Lypton, Chairman della New York University, e la Columbus Citizen Foundation, associazione italo americana che organizza il Columbus Day.
21.10.2010. Accordo da 250 mila dollari tra National Geographic e Comune: “Il Comune di Firenze ha stretto un accordo da 250 mila dollari con la National Geographic society, il più autorevole istituto geografico al mondo, che verte sulla promozione e valorizzazione della ricerca della ‘Battaglia di Anghiari’, famoso dipinto di Leonardo da Vinci andato perduto e che potrebbe celarsi dietro una parete del salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. L’accordo è stato firmato oggi a Washington dal sindaco Matteo Renzi, da Terry Garcia, vicepresidente esecutivo della National Geographic society, presente l’assessore alla cultura Giuliano da Empoli, e getta anche le basi per una futura collaborazione in vista dell’Anno di Amerigo, il 2012.”
16.02.2010. Firenze-Usa, Renzi alla festa del Presidents’ Day: “La collaborazione tra Firenze e gli Stati Uniti è consolidata e importante e l’amicizia con il vostro Paese è il nostro fiore all’occhiello”. Lo ha detto il sindaco Matteo Renzi, partecipando alla festa del ‘Presidents’ day’, organizzata dall’associazione Toscana-Usa, la festa viene celebrata ogni anno negli Stati Uniti nel terzo lunedì di febbraio e prende origine dalla celebrazione del compleanno di George Washington.”

04.07.2010. Independence Day, gli Stati Uniti festeggiano anche a Firenze: “Anche il sindaco Matteo Renzi ha partecipato, ieri, alla celebrazione dell’Independence Day, la festa per il 234esimo anniversario della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti. Oltre al sindaco Renzi, erano presenti, tra gli altri, la console generale degli Stati Uniti a Firenze Mary Ellen Countryman e il rettore dell’Università di Firenze Alberto Tesi.”

31.08.20010. Save Sakineh, Palazzo Vecchio si mobilita per la donna iraniana condannata alla lapidazione: “Un grande striscione con la foto di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per un presunto adulterio, è stato appeso al terrazzo di Palazzo Vecchio, dal lato di piazza Signoria. Oltre alla foto, sullo striscione compare la scritta ‘Save Sakineh’. E’ questo il modo in cui il sindaco Matteo Renzi, a nome della città, vuole protestare contro la decisione della condanna a morte della donna, 43 anni e due figli, accusata dal governo di Teheran di aver avuto rapporti adulteri anche se vedova e condannata dopo una confessione giudicata come estorta. (sic) Non è la prima volta che l’amministrazione si mobilita a favore del popolo iraniano: all’inizio del mandato venne esposto dallo stesso terrazzo un drappo verde per ricordare le vittime, soprattutto giovani e studenti, della repressione governativa in occasione delle contestate elezioni che hanno confermato al potere Ahmadinejad.”

Sarà un caso ma alcuni comportamenti molto “strong” (per dirla proprio all’ameregana) come nel caso dell’accoglienza a Hu Jintao o del bandierone esposto a Palazzo Vecchio per la bufala Sakineh ci sembrano troppo sopra le righe per essere definiti casi isolati. Senza contare la generosità filantropica del National Geographic che ci appare tutt’oggi alquanto strana, anche alla luce del recente viaggio americano.
Ma non finisce qui.
Di notevole rilevanza sono le dichiarazioni che Renzi rilasciò sul caso Marchionne-Cgil, solo alcuni mesi fa: “Io sto dalla parte di chi scommette sul lavoro, della Fiat, di Marchionne. È la prima volta che il Lingotto non chiede soldi agli italiani ma investe in Italia in un progetto industriale. È una rivoluzione. E che accade? Che di fronte a una sfida globale in Usa, Brasile, Europa c’è la Fiom che vuole sganciare l’Italia da una locomotiva. E il Pd tentenna, si preoccupa di sintonizzarsi con la Cgil. Una follia. Oggi il lavoro si difende con un riequilibrio imprescindibile che passa dalla produttività: chiedere al lavoratore uno sforzo in cambio di occupazione e investimenti. La Fiat oggi è il motore di questa innovazione: qui non si tratta di stare dalla parte di un uomo, si tratta di credere o no in un futuro industriale (…) Capisce? Stiamo parlando di Germania – Europa – non di Cina. La Fiat ci pone davanti al tema produttività, a uno scambio tra maggior lavoro e maggior salario, tra più sacrifici contro lavoro e investimenti. Chiedo al Pd: dov’è l’insulto ai lavoratori? Preferisco diritti certi a quelli teorici, che non hanno più senso e che mi faranno perdere il posto. Il tema della rappresentanza è sacrosanto, vale per i sindacati, per i partiti e per le stesse associazioni di categoria, a partire da Confindustria, ma è una questione laterale – è come guardare il dito e non la luna – rispetto a ciò su cui bisogna misurarsi: competere sui mercati e tentare di restare protagonisti del nostro destino economico. O vogliamo che i nostri figli facciano i cassintegrati o i badanti dei cinesi?”.

Renzi deve avere un conto aperto con la Cina. Ma che gli hanno fatto di preciso oltre che essere su un polo geopolitico diverso rispetto ai suoi amici ameregani?
Una vera e propria fobia quella di Renzi nei confronti della Cina.
Ma andiamo avanti.
Negli scorsi mesi questa “particolarità” si è estrinsecata in vari modi, fino ad arrivare anche ad eventi che hanno travalicato l’aspetto comico. Il sindaco di Firenze, è stato segnalato come nientepopodimenoche uno dei “venti eroi mondiali” (?!) in base ad una classifica stilata per il 2011 da Monocle, rivista internazionale fondata nel 2007 e che si occupa di cultura e design. Pensate che il Rottamatore è all’undicesimo posto di una Top 20 di Eroi Mondiali che hanno avuto un ruolo nel migliorare il mondo. Come abbiamo fatto a non accorgercene! Per giudicare lo spessore della classifica si possono osservare tra i presenti l’ambasciatore del Messico negli Usa, Arturo Sarukhan e il musicista americano, John Richards. Monocle esalta la sua classifica e le sue scelte: “I nostri eroi sono stati selezionati per i loro talenti e le abilità nel risolvere i problemi. Votato di recente come il sindaco più amato d’Italia – Renzi, 35 anni, è emerso come una stella in ascesa del partito democratico d’opposizione”. La rivista termina il suo articolo con queste parole: “Se c’è un Paese europeo che ha bisogno di una nuova classe politica, questo è l’Italia. Più Renzi, per favore”. Lungimiranti.
Un altro piccolo ma significativo passo in avanti verso la Firenze a stelle e strisce fu già fatto quando il National Geographic si era appropriato di un pezzo (attualmente mancante) della storia di Firenze. Abbiamo già ricordato il recente viaggio e il filantropico “contributo” di 250.000 dollari, ma qualche mese fa Terry Garcia, vicedirettore del National Geographic, parlando della Battaglia di Anghiari, il presunto dipinto scomparso di Leonardo, tra tarallucci e vino (ma forse anche qualcos’altro), ha ricevuto dal Rottamatore le Chiavi della Città, simbolico ma nemmeno troppo omaggio alla società che rappresenta. Le parole di Garcia sono già da padroncino: “Avremo tanti e molteplici ruoli. Supportiamo la missione del professor Maurizio Seracini e la sua metodologia che applica la tecnologia alla ricerca. Crediamo che questo consenta di aprire tante porte, lo sta già facendo. Un’altra ragione del nostro supporto alla ricerca è che National Geographic crede che sia importante comunicare le scoperte scientifiche a un vasto pubblico, un audience globale in più possibile. Vogliamo ispirare le persone”.
Il National Geographic vuole ispirare le persone (sic).
Ma il meglio di sé, Renzi l’ha comunque dato in occasione della querelle Marchionne – Cgil, vissuta sulla pelle degli operai di Mirafiori. Leggiamo due differenti dichiarazioni: “Marchionne è una persona interessante. Mi piace il suo atteggiamento riformista, ma non mi piace quando fa il furbo. La Fiat non può far finta di essere così per caso in Italia. La Fiat è quella grande azienda che per anni ha diviso gli utili con i propri azionisti e che ha allegramente condiviso le perdite con noi italiani. E rimuovere il passato è inaccettabile.” (Matteo Renzi, 29.10.2010) “Io sto dalla parte di Marchionne, dalla parte di chi sta investendo sul futuro delle aziende, quando tutte le aziende chiudono, è un momento in cui bisogna cercare di tenere aperte le fabbriche. Diciamo anche la verità: è la prima volta nella sua storia che la Fiat, anziché chiedere i soldi degli italiani con la cassa integrazione, prova a mettere dei quattrini per agganciare alla locomotiva americana Mirafiori e anche la struttura italiana. Quindi, senza se e senza ma, stiamo dalla parte di chi crea lavoro e ricchezza. Poi, naturalmente, rispettiamo i diritti dei lavoratori, ma che siano lavoratori, e non cassintegrati.” (Matteo Renzi, 11.01.2011)
Abbiamo voluto confezionare questo breve dossier per cercare di fornire al lettore una raccolta documentale fortemente critica, ma tremendamente reale della situazione. Speriamo di essere stati esaurienti. Valuteremo con attenzione le prossime mosse “nazionali e internazionali” di Matteo Renzi, perché ripetiamo, ci pare troppa la veemenza con cui si è scagliato negli ultimi mesi contro i vertici di un partito così complesso come il Partito democratico, usando una brutalità mediatica che non può non essere supportata da qualche potere forte, da apparire altrimenti come troppo avventata. E Renzi ci sembra tutto fuori che uno sprovveduto.
Intanto a voi lo spunto per verificare se le nostre ipotesi nel futuro verranno avvalorate. Che gli Stati Uniti siano influenti sugli affari interni italiani dal 1943 in poi è certamente notorio. Basta ricordarselo una volta al giorno. E basta rendersi conto che continuano a farlo in maniera continuativa in modo che la nostra Sovranità Nazionale sia definitivamente perduta.
Vi Lasciamo con un ultimo trafiletto che si potrebbe intitolare “estratti da una perla”.
21 gennaio 2010. Conferenza dei sindaci statunitensi a Washington, l’intervento del sindaco Renzi: “Cari amici e colleghi, sono molto onorato e orgoglioso di essere qui, con voi, stasera, a Washington DC. (…) È un grande onore per me lavorare a Palazzo Vecchio, nel Palazzo dove hanno lavorato e vissuto tante grandi personalità del passato. Ma è anche un grande onore per me essere qui, stasera, perché conosco il debito morale del popolo fiorentino verso gli Stati Uniti d’America. Ieri i vostri nonni hanno combattuto a Firenze, per aiutarci a riconquistare la libertà dopo 20 anni di regime. Oggi le vostre figlie e figli vengono a studiare a Firenze. Voi sapete che Firenze è la città che ha il maggior numero di università americane, al di fuori degli Stati Uniti. E non molto tempo fa, una azienda statunitense, la General Electric, ha acquisito la società più importante della nostra città come numero di dipendenti e fatturato, Nuovo Pignone, che ora è un leader mondiale nel settore del petrolio e del gas. Firenze ha uno straordinario patrimonio culturale: il David di Michelangelo, la Galleria degli Uffizi, il Duomo, la nostra Cattedrale, la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto. Ma ospita anche un piccolo cimitero, in un posto che si chiama “I Falciani”, dove riposano centinaia di soldati americani. Firenze è anche l’intelligenza delle ragazze e dei ragazzi di tutti gli Stati americani che vengono a portare il loro contributo, studiando per un periodo di tempo in città. Firenze è anche i lavoratori coraggiosi che in tempi di crisi continuano a credere nel futuro e a investire il loro talento. E Firenze è naturalmente anche il turista che decide di venire in riva all’Arno perché pensa che la bellezza di questa città sia da vedere e non solo da raccontare. Ci unisce un nome. Il vostro nome. Il nome di un Paese, il nome di un continente. Voi siete gli Stati Uniti d’America. L’uomo che ha dato il nome al vostro Paese era un fiorentino. Il suo nome è Amerigo Vespucci. Amerigo non ha scoperto l’America. Non è stato il primo ad arrivare qui. Ha avuto un ruolo più significativo e bello in questa storia. Ha dato il suo nome all’America e la consapevolezza di essere un Paese nuovo. Firenze e gli Stati Uniti condivideranno gli stessi valori per sempre…”

Che l’avanzata “atlantica” a Firenze fosse progredita forse ora apparirà in maniera più chiara anche ai lettori.

Il Ghibellino Rossobruno

(Socialismo Nazionale)

Pubblicato su Rinascita il 29 Ottobre 2011

Fonte: http://rinascita.eu/index.php?action=news&id=11219

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