SCHIAVI DELLO SPREAD…..!?

Non possiamo diventare schiavi dello spread ! Parliamoci chiaro e senza mezze parole: fino a qualche settimana fa chi sapeva cosa fosse questo maledetto spread ? E ancor oggi, in piena tormenta finanziaria, con l’Italia che sta arrancando con un piede e mezzo nella fossa per non sprofondare nel default (altro termine praticamente sconosciuto) ci chiediamo qual è la percentuale degli italiani che hanno sufficientemente chiari i concetti di spread e default. Senza dubbio, è bassissima !

E allora per incominciare a far capire qualcosa a chi deve e dovrà pagare le conseguenze di spread e default, diamo il loro vero nome a queste due “malattie” della contemporaneità che, come una volta faceva il vaiolo, svolgeranno quel ruolo di selezione in-naturale dal momento in cui gli adoratori del dio denaro e delle sue alchimie immonde hanno deciso di lanciare un attacco senza pari alle Nazioni e, di conseguenza, alle carni vive delle genti.

Spread e default altro non significano che differenziale e fallimento. Nel caso concreto dell’Italia – ma il discorso vale per qualsiasi altra nazione – in termini di economia monetaria e finanziaria i due concetti hanno questo legame: se il differenziale tra i buoni del tesoro decennali italiani sale rispetto agli omologhi tedeschi (quelli riconosciuti come più affidabili dai mercati) significa che l’Italia sta perdendo credibilità sui mercati finanziari. Detto in parole povere accade questo:  i titoli di stato italiani sono meno appetibili in quanto sempre più rischiosi per gli investitori esteri e dunque vi è difficoltà nel piazzarli sui mercati finanziari internazionali; li si possono vendere solo se si aumenta la loro remunerazione, ovvero alzando i tassi d’interesse. Quindi se si vuole garantire all’Italia la disponibilità di risorse necessarie per i suoi bisogni di cassa e per quelle da destinare agli investimenti di più grande respiro si devono promettere ai mercati internazionali remunerazioni che soddisfino il rischio che si corre nel comprare titoli italiani. Più si rende necessario alzare questi tassi, più aumenta il differenziale con quello del Tesoro tedesco che, al momento in cui si scrive, è intorno all’1% per i titoli decennali. Ma più si allarga questo differenziale, più aumenta il peso degli oneri finanziari che ogni anno l’Italia deve pagare ai suoi finanziatori, siano essi esteri che interni.

Il problema resta un problema più o meno grave fino a quando non si raggiunge un differenziale che gli esperti definiscono di non ritorno. Ciò si verifica nel momento in cui, ferme tutte le altre componenti della spesa interna quali stato sociale, pensioni, sanità, sostentamento della macchina pubblica, ecc. , le finanziarie annuali che lo Stato deve approntare serviranno solo a pagare quegli oneri finanziari maggiorati che il Tesoro si è obbligato a corrispondere pur di avere risorse. In pratica il sistema collassa quando con ogni finanziaria non si riuscirà più a pagare gli interessi passivi: in termini di soglia del tasso di interesse di non ritorno gli esperti al momento indicano per l’Italia il 7% sui BOT decennali. Nella giornata del 7 novembre, con un differenziale di 480 punti, si è praticamente giunti al 6,6%.

Dunque, con un differenziale rispetto ai Bund tedeschi tale da portare i BOT decennali a tassi di interesse del 7%, l’Italia rischia di andare in default, ovvero di non essere in grado di far fronte ai bisogni di cassa per mandare avanti la macchina dello stato: niente stipendi, niente pensioni, niente prestazioni sociali, ecc. Paradossalmente accade anche che gli investitori possano essere contenti del fatto che i tassi aumentino, sebbene un simile augurio se lo possono fare solo coloro che non vedono oltre il proprio naso. Questo perché l’investitore avrà sì una remunerazione maggiore sul capitale investito, ma se l’investitore è italiano avrà pure uno Stato che rischia il collasso e che per salvarsi sarà costretto ad aumentare la pressione fiscale (soprattutto quella indiretta ovvero quella che va subito nelle tasche della gente) che si ripercuoterà negativamente su tutto il tessuto sociale e produttivo della Nazione. Da ciò deriverà una diminuzione degli investimenti e dunque un aumento della disoccupazione, minor capacità di spesa per l’acquisto di beni e servizi con conseguente contrazione dei fatturati per le aziende e quindi minor gettito fiscale per le casse dello Stato.

Per farla breve, si verificherebbe un avvitamento in negativo di tutto il sistema economico per uscire dal quale diverrebbero necessarie misure strutturali che, poi, sono quelle che i tecnocrati della BCE chiedono a stati come l’Italia, la Spagna ed il Portogallo, ossia quelli meno solidi e più esposti agli attacchi della speculazione finanziaria.

E qui viene il bello (si fa per dire) della faccenda. Diciamocelo senza mezzi termini e spogliandoci quanto più possibile delle proprie convinzioni in materia di organizzazione della cosa pubblica: i provvedimenti delle ultime finanziarie non servono e non serviranno mai a risolvere un problema che ha radici lontane e che trova la sua ragion d’essere nel malcostume tutto italiano che ha portato il nostro Stato ad avere il debito pubblico pro-capite più alto al mondo. L’intera classe politica italiana degli ultimi trenta-quaranta anni ha le colpe di tutto questo. Allo stesso modo che ce l’hanno tutti coloro che ciecamente e supinamente hanno permesso a quelle classi politiche di proliferare come batteri patogeni sul tessuto nazionale. E’ perfettamente inutile andare oggi a cercare un nome o dei nomi che fungano da capri espiatori per la posterità: molto più semplicemente si può a ragione affermare che tutti coloro che si sono avvicendati al governo dell’Italia (centrale e periferico ben inteso!) hanno la loro buona razione di colpa. Tutti sapevano benissimo che prima o poi il nodo si sarebbe fatto inestricabile e che in un futuro più o meno prossimo un banale raffreddore avrebbe portato il corpo esausto del sistema sull’orlo del precipizio. Del resto il discorso è molto più semplice se si fa questo paragone: un capofamiglia che ha un mutuo per l’acquisto della casa sa che con la rata mensile che paga alla banca riesce ad erodere una certa quota capitale assieme ad una quota interessi: in tal modo giunge alla fine del periodo stabilito con l’azzeramento dell’una e dell’altra posta, ossia quota capitale e quota interessi. Ma questo non è accaduto al paese Italia dove per finanziare un sistema che mungeva a quattro palmenti le tette di mammona si è aumentato di continuo e a dismisura il monte capitale, riuscendo solo ad onorare le partite correnti degli interessi da rifondere. E così è nato il record dello stato più indebitato al mondo dove ogni cittadino, neonati compresi, ha sul groppone circa trentamila euro di debito.

Non è dato dunque sapere quanti italiani sanno che con le finanziarie da mattatoio che ogni anno ci attenderanno riusciremo – sempre se il differenziale non salirà – a pagare SOLO gli interessi di quella voragine debitoria che una classe politica indecente ha scavato dietro la schiena dell’intera Nazione.

MA IL DEBITO, QUELLO CHE CI TIENE LEGATI AGLI USURAI LEGALIZZATI DELLE BANCHE INTERNAZIONALI ED AGLI SPECULATORI SENZA VOLTO CHE GIOCANO A DOMINO CON LE VITE DI INTERE NAZIONI, QUELLO E’ SEMPRE LI, PRONTO A TORNARE IN BALLO QUANDO SI RIPRESENTA IL MOMENTO GIUSTO O QUANDO LO STROZZINO INTERNAZIONALE AVRA’ VOGLIA DI DIRIGERE I SUOI FAMELICI AFFARI CONTRO DI NOI. BEN SAPENDO CHE AVRA’ GIOCO FACILE CONTRO UN MEZZO MORIBONDO!

Non sono tinte fosche queste che abbiamo voluto rappresentare, ma la cruda ed indigeribile realtà. La riprova è sotto gli occhi di tutti: investimenti a zero per ricerca e sviluppo, zero per cultura ed istruzione, zero o quasi per sicurezza e tutela sociale. E la ragione è proprio li davanti: con questi differenziali i soldi ci sono e ci saranno a malapena per pagare gli interessi annui. A meno che non si metta mano a quegli interventi strutturali di cui si diceva sopra.

Ma questi interventi strutturali di che tipo dovranno essere? Beh…..se si segue il consiglio della UE si dovrebbero cominciare a vendere interi pezzi del patrimonio statale (cioè di tutti noi) attraverso il gioco delle privatizzazioni. In tal caso dovremo fare a meno per sempre di veri e propri pezzi di sovranità nazionale, visto che aziende del calibro di ENI, FINMECCANICA, POSTE ITALIANE sono a tutti gli effetti pezzi di Stato che, secondo le aspettative dei tecnocrati europei, dovrebbero diventar parte del portafoglio titoli dei soliti padroni del vapore in cambio di qualche manciata di miliardi  Come peraltro già successo con l’affare di Autostrade. Francamente l’idea, che piace molto ai burattinai di Bruxelles ed alla BCE perché farebbe felici i loro avidi padroni, è irricevibile per ogni persona di medio intelletto che abbia ancora a cuore le sorti del paese in cui vive e in cui vorrebbe crescere i propri figli: perché mai si dovrebbe accettare una simile debacle per far fronte a debiti che nessuno ha voluto e che sono serviti solo a finanziare il malcostume grassatore di governanti che dovrebbero finire in galera invece che papparsi vitalizi da nababbi? Altro consiglio della UE è quello di agire immediatamente sul sistema pensionistico. Già, ma come? Iniziando a dare la pensione a chi sta per trapassare? O facendo lavorare la gente come muli fino a quando non sono completamente rimbambiti pur di lasciare garantiti diritti acquisiti a milioni di baby pensionati e pensionati di comodo? No, a questa macelleria sociale non ci si può acconciare supinamente!

La soluzione c’è, ma non è semplice cosa da mandar giù come un bicchier d’acqua. Ma soprattutto richiederebbe uno scatto d’orgoglio ed un moto di coraggio che nessuno, di destra, sinistra o centro, avrà mai la forza di porre in essere. E questo semplicemente perché nessuna figura di questa classe politica e dirigenziale che ci governa da decenni ha le carte in regola per dire BASTA alle vessazioni usuraie di un sistema che li ha comprati tutti, dal primo all’ultimo. Chi mai potrà alzarsi una mattina e dire: “allora cari signori, per anni vi abbiamo permesso di fare il bello e brutto e tempo, ma da oggi lo Stato Italiano riprende le sue prerogative in materia di politica monetaria”? Chi mai avrà il coraggio fisico e politico di rivendicare il ritorno della Banca d’Italia in mano pubblica, avocando allo Stato le scelte sulla moneta? Chi mai vorrà e potrà rischiare la propria pelle per dire: “nossignori, la BCE è una banca privata che non riconosciamo e da oggi la moneta torna allo Stato”? Ma soprattutto chi vede oggi all’orizzonte un uomo che possa dire: “Noi non paghiamo debiti di carta straccia a nessuno, usciamo dall’Euro e preferiamo tornare a pane e cipolla ma con la volontà di affrancarci dai lacci usurai che ci stringono il collo”?

Francamente – e aggiungiamo purtroppo – di UOMINI così oggi non se ne vedono (basta leggere gli organigramma della Trilateral Commission e della Bildemberg) perché l’usura apolide dei senza volto li ha comprati tutti. Sono tutti allineati e coperti, impassibili come statue di cera, nel vedere che milioni di loro concittadini subiranno impotenti le conseguenze tragiche delle alchimie cartacee cucinate dagli stregoni del denaro fasullo. Quel denaro che genera potere e forza ai pochi eletti che ne sono padroni  e gestori e miseria strisciante ai milioni di poveri cristi depredati del diritto di avere una vita più o meno decente.

Per quello che potrà contare vale la pena ricordare a tutti gli attori protagonisti e non di questo film che NOI SIAMO QUI……A SORVEGLIARE, A PROPORRE E A CONDANNARE!  E QUANDO VERRA’ IL MOMENTO – PERCHE’ PRIMA O POI VERRA’ –  CI SAREMO ANCHE PER FARE I CONTI.

Fernando Volpi

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Una risposta a SCHIAVI DELLO SPREAD…..!?

  1. wids72 ha detto:

    Siamo qui, con le nostre conoscenze di uomini liberi chiamati ogni giorno nella quotidianità a tirare con determinazione e valore con la forza della fede i nostri impegni siano essi famiglia, lavoro, scuola o quant’altro e diciamo “basta” ogni istante predicando una verità celata da un democraticismo annaquato, usocrate, apolide, economicista e diabolico che ormai storpiante alle coscienze ne abbiamo piene le tasce e gli attributi!!!! Avanti cosi e In alto i cuori!!!!

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