NOI PENSIAMO AD UN’ALTRA EUROPA .

L’avevamo detto e ripetuto: l’Europa dei banchieri non ci piace, non ci appartiene, non ci rappresenta, non può essere il nostro avvenire.

Il suo modello è estraneo alla nostra tradizione culturale, è un vestito imposto dalla barbarie statunitense e dall’egoismo inglese. Dopo il crollo del muro di Berlino e l’implosione del sistema sovietico, molte aspettative aprirono il cuore degli europei. Gli accordi di Yalta erano saltati e si creò in molti l’illusione che l’Europa potesse riprendere il suo cammino in autonomia.

Non è stato cosi, perché superati gli accordi di Yalta, non fu posta adeguata attenzione che rimanevano in piedi i famosi “Otto punti” atlantici concordati nella prima quindicina di agosto del 1941 tra i due grandi criminali che rispondono al nome di Roosevelt e Churchill. Rileggendoli, i famosi Otto punti, a distanza di tanti anni ritroviamo i più torbidi aspetti della politica angloamericana e della sua volontà di predominio mondiale, nonché tutti gli elementi dell’egoismo e della egemonia anglosassone.

L’Europa dei banchieri nasce sotto l’egida del mondo oligarchico angloamericano e con la volontà di ingannare i popoli e intorbidare le coscienze. Dietro lo schermo della “libertà” e della “democrazia” gli anglosassoni sono riusciti a consolidare la loro egemonia sull’Europa riducendola al rango di colonia che, tra l’altro, vive sotto il ricatto costante del “gendarme israeliano”.

Mai come in questo momento di crisi morale e materiale appare chiara la posizione degli anglosassoni. Essi hanno una visione unipolare estremamente semplice del mondo, che può riassumersi in poche parole: il mondo è anglosassone, poi esistono anche gli altri esseri che conviene allevare con maggiore o minore cura nella misura in cui sono utili alla prosperità del mondo anglosassone.

Questa perversa concezione dei rapporti tra le nazioni e fra i popoli, risente dell’etica protestante che finisce per formare una mentalità affaristico-speculativa che è alla base dello stesso “sistema capitalistico”.

Soprattutto i protestanti ad orientamento calvinista assumono il concetto che l’arricchimento – comunque realizzato, anche in maniera illecita e usuraia – è il segnale terreno della benevolenza del “loro dio”, per cui qualsiasi pratica speculativa, trova addirittura una giustificazione di natura religiosa.

Anche su questo aspetto si fa leva, da parte dell’oligarchia nord-americana, per portare la bandiera degli Stati Uniti nei paesi considerati canaglia e non “amanti della pace”, come fissato al punto otto degli accordi atlantici dove sono previste addirittura le “guerre preventive”.

In questo perverso disegno egemonico, la solidarietà con la Gran Bretagna – campione della democrazia e sorella nelle comuni “libertà anglosassoni” – solidarietà influenzata anche da un certo puritanesimo calvinista che da sempre prevale nei più influenti ambienti nord-americani, è totale.

Pertanto, sia chiaro che, l’Europa che sogniamo di realizzare, dovrà pregiudizialmente escludere la Gran Bretagna. Sono secoli che l’Inghilterra ha svolto e svolge nei vari periodi, una costante politica antieuropea.

Dovrà viceversa includere la Russia, in una visione eurasiatica in grado di combattere e battere il tradizionale egoismo anglosassone. Le forze socialiste e nazionali rappresentative dei popoli europei, devono approfittare della crisi, che è crisi sistemica dei capitalismo finanziarizzato, per aprire la successione all’Europa dei banchieri e dell’usura.

Un’Europa, questa, esposta alla speculazione dei colossali monopoli della cupola plutocratica che sta provocando impoverimento generalizzato e diffuso, tensioni sociali e disastri economico-finanziari di lunga durata, D’altra parte dobbiamo tenere presente che i nord-americani non sono mai riusciti a comprendere la vita politica, sociale e culturale degli europei.
E’ il momento del riscatto orgoglioso dell’Europa delle nazioni, riunite su base federativa e fondata sui principi di un autonomo, originale, autentico socialismo europeo, aperto ad una più ampia visione geostrategica di dimensione eurasiatica.

Dobbiamo augurarci che l’Europa dei banchieri imploda, perché rappresenta l’Europa malamente invecchiata, corrotta e decadente, l’Europa della “moneta- debito” quale simbolo di una occupazione culturale oltrechè militare.

Dobbiamo ribellarci e ritrovare nella Storia, nella Cultura e nella Tradizione europea, la forza della “RINASCITA”.

I socialisti nazionali sono l’avanguardia del movimento per “l’umanesimo moderno”, nel quale viene riproposta la sintesi della vita intellettuale e letteraria e vita civile, sociale, politica nel quadro dell’autentica civiltà europea. Il valore suggestivo dell’Idea di un “nuovo umanesimo”  deve rappresentare lo stimolo a ripensare un’altra Europa, un vero “Rinascimento”, cioè tornare protagonisti di un’epoca di grandi trasformazioni nella vita intellettuale artistica fiIosofica sociale insomma della civiltà dell’Italia e sul modello italiano dell’Europa. La crisi, quindi come oportunità per “liberarci dai liberatori”.

Stelvio Dal Piaz.

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Una risposta a NOI PENSIAMO AD UN’ALTRA EUROPA .

  1. emilio ha detto:

    Una sola razza una sola EUROPA una sola TRADIZIONE e un solo DIO … ODINO !!
    EUROPA NAZIONE.. NAZIONE SARA’ !!! SOCIALNAZIONALISMO O NAZIONALSOCIALISMO E’
    L’UNICA NOSTRA VIA DA SEMPRE !!!! S.H.

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