D.S.N.: LE MOLESTIE SUL LAVORO

La problematica degli abusi subiti dalle donne sul posto di lavoro è una tematica sensibile per gran parte della società che all’unanimità condanna questo fenomeno senza tuttavia affrontarlo concretamente. La prima Direttiva del Consiglio, risalente al 9 febbraio 1976, relativa all’attuazione del principio di parità di trattamento fra le donne e gli uomini (per quanto riguarda l’accesso al lavoro, le condizioni di lavoro e la sicurezza sociale) ha portato alla stesura della Raccomandazione della Commissione, 27 novembre 1991, sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini sul lavoro, con allegato il Codice di condotta relativo ai provvedimenti da adottare nella lotta contro le molestie sessuali. Ciò nonostante la realtà dei fatti c’informa come le donne molestate sul lavoro siano circa un milione e 224mila. Pochi sanno tuttavia che l’80% delle vittime non denuncia la violenza subita, dettaglio molto trascurato che però rivela la natura subdola del fenomeno stesso che vede l’abuso come evento normalmente concepito ma soprattutto tacitamente impunito. Troppe sono le donne che hanno subito vere e proprie molestie e abusi sessuali da parte dei loro superiori, che successivamente sono state indotte al silenzio a causa di minacce e mobbing esplicito, sotterrando questi reati subiti sotto uno strato di omertà che oltre a ledere la dignità personale tolgono loro la voglia di lavorare, comportando una serie di disturbi sia a livello psicologico che a livello fisico, con conseguenze negative per la salute come ad esempio la privazione del sonno.

Questi episodi si verificano frequentemente ed è vergognoso vedere quanto sia difficile per la vittima denunciarli in una società spesso connivente e assuefatta a queste situazioni.

Vittime che talvolta poi percorrono il processo mentale che porta alla giustificazione dell’abuso stesso, alla sua soppressione e silenziosa accettazione. Tutto ciò ci mostra come sia inutile agitare il dito per esigere condanne più dure per chi commette l’abuso quando poi non si promuove una cultura informativa di condanna, un pensiero di giustizia, l’idea che il nessun tipo di queste violenze debba rimanere impunito, non solo dalle istituzioni ma ancor prima dalla società.

A tutte le donne vittime di molestie sul lavoro ricordiamo che non sono sole e le invitiamo a rivolgersi alle organizzazioni di aiuto ed assistenza preposte come le associazioni femminili o quelle sindacali tramite le quali si può fare ricorso alla Magistratura- Le invitiamo inoltre a lottare e a reagire per la diffusione di un corretto atteggiamento di condanna di questo tipo di episodi. Nella prospettiva di denunciare gli abusi sul posto di lavoro consigliamo di mantenere un corretto comportamento. Ecco cosa fare:

• Non nascondere l’evento, minimizzandolo o colpevolizzando se stesse per quanto accaduto;

• Evitare reazioni fisiche o comportamentali che possano portare al licenziamento o alla denuncia da parte del molestatore;

• Non affrontare in solitudine la situazione cercando di coinvolgere i familiari, gli amici e se possibile i colleghi di lavoro, per sapere se anche loro sono stati vittime di episodi simili;

• Annotare i particolari degli episodi riportandone la data e l’ora, indispensabili nel caso in cui si debba dimostrare la veridicità della violenza subita in sede legale.

Se vuoi raccontarci la tua esperienza e contribuire all’approfondimento di questa tematica contattaci: donne.sn@gmail.com

http://donne-socialiste-nazionali.blogspot.com/2011/12/le-molestie-sul-lavoro.html

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Una risposta a D.S.N.: LE MOLESTIE SUL LAVORO

  1. wids72 ha detto:

    Non indietreggiare davanti all’abuso, questi mentecatti che si mascherano dietro a una falsa sicurezza determinata da un incarico o ruolo professionale, sono gente senza attributi vittime di un’insicurezza interiore-psicologica frutto di una manca elaborazione della propria personalità, una patologia ricorrente fra i decerebrati…In alto i cuori!!!!

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