LA BELLEZZA DELLA DIVERSITA’

La bellezza della diversità !

Questo la natura ci ha sempre insegnato e ci insegna tutt’oggi che non esistono due soggetti uguali in natura… basta con la fandonia dell’eguaglianza.
Se parliamo di un cane, quante razze ne cataloghiamo ? E nell’ambito della stessa razza, possiamo affermare che tutti i cani siano IDENTICI ? Fortunatamente non lo sono nè dal punto di vista antropologico, nè dal punto di vista estetico, nè da quello comportamentale; si parla tranquillamente di razza-canina senza che nessuno gridi allo scandalo.
Sulla base di questo piccolo esempio, e ve ne sarebbero a migliaia da fare, ci chiediamo per quale motivo ciò non dovrebbe valere anche per noi uomini ? Anzi, soprattutto proprio per noi uomini (e donne) che essendo dotati di una ragione, abbiamo molte più sfaccettature e molte più peculiarità che ci diversificano. Proviamo ad immaginare come sarebbe triste vivere in un mondo di cyborg tutti identici, camminare in un viale con alberi tutti uguali, avere in casa dei gatti tutti uguali, vivere in mezzo a persone identiche a noi come di fronte ad uno specchio semovente. Sarebbe come vivere in un film dell’orrore che tanto di moda vanno adesso. Ma noi amiamo la vita, la natura, e preferoa vivere a colori !

L’umanità si è evoluta proprio grazie alle differenze; eppure oggi il solo dichiarare questo è considerato un tabù, ed il rischio concreto è quello di farsi additare come razzisti (nel senso più spregevole e antilegale del termine).
Più che di eguaglianza, sarebbe giusto parlare di PARI DIGNITA’, valore ben più importante di una eguaglianza che non esiste nemmeno nell’ambito scientifico.
In realtà dietro la fandonia dell’eguaglianza, c’è la volontà di voler massificare le popolazioni mondiali, come è negli obiettivi di quei globalizzatori oggi rappresentati dalle “civiltà” che REGNO UNITO e USA (quest’ultima proprio la “Nazione” dove è stato inventato il razzismo) impone con la forza delle armi e con le menzogne in tutto il mondo. Non esiste una popolazione mondiale uguale ad un’altra; ogni popolo ha una sua cultura anche millenaria, tradizioni che rispetta, una sua storia UNICA. Ed è proprio la forza di un popolo, la coscienza di essere popolo, l’unica arma che si può e si deve utilizzare contro la globalizzazione !

A questo punto ci chiediamo perché i No-global, non riescano e non vogliono percepire questo aspetto e continuino a strillare contro la visione identitaria di alcune forze politiche, additandole come di “Estrema Destra”, usando la solita etichetta dispregiativa.

Eguaglianza, per i globalizzatori, fa rima con multirazzialità. Questo binomio non è un caso ma un preciso progetto; un popolo che perde la sua identità, non potrà opporsi a quelle tresche lobbyste dell’alta finanza che prediligono uomini “egualmente consumatori”, come allo stesso tempo la Chiesa predilige uomini “egualmente devoti e donatori”. Quindi favorire una società multirazziale, equivale a distruggere quelle caratteristiche che tengono compatte le persone appartenenti allo stesso popolo. Come enunciato nella nostra tavola dei valori, questo è un aspetto da tenere in seria considerazione e che non riguarda le caratteristiche biologiche e di purezza di razza, coglionerie che lasciamo ai malati mentali, argomento che viene usato invece per demolire chi si vuole opporre all’omologazione dei popoli.
Oggi l’Italia e l’Europa sono meta di incessanti flussi migratori; flussi provocati dall’impoverimento di quelle terre sfruttate dalle multinazionali che a NOI occidentali permettono di vivere negli agi, a danno delle popolazioni locali costrette ad emigrare nel nostro continente. L’emigrante, se non fosse vessato nella sua patria, non emigrerebbe ! Questo è un concetto facile da far capire anche a chi urla e parla di Xenofobia…proprio noi che ci battiamo per la Sovranità Nazionale a tutte le latitudini del globo.

Noi siamo per la salvaguardia della nostra cultura, della nostra identità, che un immigrazione selvaggia contribuisce a distruggere proprio perchè “veicolata” dalle lobby economiche globalizzatrici. Noi puntiamo il dito non contro il povero immigrato sbarcato sulle coste italiane alla ricerca di una vita migliore (e poi sfruttato da imprenditori senza scrupoli e relativa criminalità organizzata), ma contro quelli che vengono per delinquere in un paese allo sbando, dove il buonismo e la sindrome del razzismo li lascerà impuniti.

Puntiamo il dito ed alziamo la voce soprattutto contro chi è la causa di questi flussi migratori, le multinazionali, le banche e la finanza internazionale apolide; è la stessa finanza che presiede il FMI, la BCE; è la stessa finanza che ha ucciso la democrazia in Grecia, la stessa finanza che ci ha imposto il GOVERNO DEI TECNOCRATI in Italia ! A ben guardare, sono loro i veri razzisti, quelli che non rispettano la dignità dei popoli e li violentano, riducendoli in povertà (come ben espresso da John Perkins nel suo “Confessioni di un Sicario dell’Economia“) !!!

Non può esservi dignità più grande per un popolo che non sia quella di vivere nella propria terra natia, coltivando le proprie tradizioni ed usanze, e conquistando e mantenendo la propria SOVRANITA’ NAZIONALE !

L’eguaglianza, per favore, lasciamola ai robot delle catene di montaggio tanto care alle Corporation usuraie!

RISPETTO PER IL DIVERSO

PAURA PER L’UGUAGLIANZA.

Uff. Formazione

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Commenti e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a LA BELLEZZA DELLA DIVERSITA’

  1. LordKefka ha detto:

    Concordo in toto tranne con questa frase:USA (quest’ultima proprio la “Nazione” dove è stato inventato il razzismo). Gli inventori del razzismo furono gli spagnoli ben 5 secoli orsono.

  2. marco80 ha detto:

    Direi invece che gli inventori del razzismo sono gli ebrei… a quando risale il talmud?

  3. wids72 ha detto:

    Quando ci si addentra nel tema dell’immigrazione ecco sorgere da molteplici parti discussioni e dibattiti tra i più disparati. E’ un tema indubbiamente che suscita tensione e furore tra le varie fazioni politiche nelle tornate elettorali che ne strumentalizzano sia gli aspetti positivi in ragione di un senso solidaristico opportunistico elettorale, sia gli aspetti negativi ingigantendoli per fare del populismo finalizzato al raggiungimento dell’altrettanto mero consenso di voto, suscita scontri quando la questione viene sottoposta alle argomentazioni parlamentari e giornalistiche per un disegno di legge in merito, provoca paure e avversione tra la gente quando è fonte di reati soprattutto quando è associata al termine clandestinità e si grida di conseguenza a un inasprimento delle sanzioni e alle espulsioni immediate per gli autori dei reati, ci si è commossi quando uomini e donne sbarcavano tremanti, affaticati e disidratati sulle coste lampedusane, è una risorsa strumentale o meno per l’imprenditoria finalizzata, a parere di quest’ultimi, alla crescita economica del Paese, rispetto e carità chiede la Chiesa cattolica e le organizzazioni umanitarie nostrane nei confronti degli immigrati. Esempi calzanti, quelli appena esposti, delle considerazioni più o meno accese che provengono dalla quotidianità alle quali ormai tutti ne siamo a conoscenza. Precisiamo innanzitutto che l’Italia, definendosi una nazione democratica tra le più moderne al mondo, ha il dovere, in ragione dei suoi principi fondativi costituzionali e della sua storia, di coniugare l’immigrazione in un contesto sia di solidarietà e sicurezza, un binomio che deve essere nel suo DNA istituzionale. Certamente questi due aspetti conseguenti sono la miccia che alimentano l’operare politico e non attorno al tema ed è fondamentale affrontarlo in tutti i suoi aspetti sia essi politici, economici, sociali e di garanzia della sicurezza nazionale . E’ una questione che lo Stato ha regolato negli ultimi vent’anni legislativamente parlando con norme e disposizioni che hanno avuto poca applicazione facendo sì che l’immigrazione diventasse un’emergenza continua ad uso e consumo da chi ne ha sempre voluto trarne dei vantaggi. Storicamente è provato che quando un paese vive in uno stato di povertà o di guerra immancabilmente i suoi abitanti cercano di recarsi con tutti i mezzi possibili leciti o meno verso quelle aree del mondo più ricche o dove vige un sistema democratico che assicuri la pace e un livello di sussistenza dignitoso. Obiettivamente l’Italia da una decina d’anni a questa parte da un punto di vista della sicurezza non è che sia riuscita a gestire l’immigrazione in un modo soddisfacente vuoi per mancanza di risorse interne, vuoi per una, come già abbiamo sottolineato, legislazione poco adeguata e vuoi in ultimo per i dettami dell’Unione Europea che hanno dettato l’agenda dei vari governi in merito. L’Italia, notoriamente, fra gli immigrati costituisce un approdo sicuro sia dal punto di vista geografico, sia dal punto di vista della convivenza per via di un garantismo di legge impostato su valori democratici. Dell’aspetto garantista ne hanno approfittato per molto tempo le organizzazioni criminali e i singoli immigrati intenzionati abitualmente alla delinquenza e anche la politica ha gestito opportunisticamente e irresponsabilmente per quanto le concerne in modo altamente approssimativo il fenomeno dal punto di vista delinquenziale e di conseguenza sulla sicurezza del Paese. Uno stato democratico come il nostro dovrebbe porsi degli obiettivi nell’ambito dell’immigrazione approntare un chiaro panorama e nel perseguimento degli scopi prefissati creare delle leggi ad hoc. Cosa vuol dire tutto ciò. Se il clandestino giunge all’interno del nostro paese è innanzitutto motivato a farlo per via di una mentalità perbenista, borghese, garantista e permissiva di cui abbiamo già accennato la ragione pocanzi. La clandestinità certamente non costituisce un pregiudizio e non vuol significare disonestà, semmai la condizione induce non per assoluto, per ovvi motivi, al delinquere. Si è tentato tra le varie leggi sull’immigrazione stabilire delle condizioni da soddisfare per l’ingresso, ma in seguito, cavilli burocratici hanno fatto sempre in modo che si aggirassero i postulati della legge. A questo punto, è lecito affermare che se ci fosse una reale volontà politica nazionale per affrontare il fenomeno seriamente e nel rispetto e nella dignità della persona sia esso immigrato e non, l’Italia non presenterebbe la situazione ambigua e irrisolta come lo è attualmente. Gli organi di polizia insufficienti sia nei mezzi, non solo materiali, ma anche legislativi, che negli organici non riescono a fronteggiare compiutamente e nelle intenzioni la criminalità sia essa italiana che extracomunitaria. La sicurezza di un Paese è un bene fondamentale e la politica non dovrebbe essere divisa nei vari partiti per via delle loro posizioni in merito. Il cittadino ha sicuramente una percezione più diretta della sicurezza e da chi viene violata. Il popolo chiede allo stato da chiunque fosse governato un sistema di regole certe, sanzioni immediate, quindi una legislazione che possa disciplinare il fenomeno in ragione dei principi di solidarietà e sicurezza. Le condizioni di sussistenza per un immigrato sono necessarie per il suo ingresso e da ciò non bisogna prescindere, forse da quest’ultimo aspetto si è generato un’idea del nostro paese dove tutto anche l’impensabile è attuabile ed è necessario che si ponga fine a un interpretazione delle nostre libertà democratiche estremizzandole, strumentalizzarle senza alcun principio. Sarebbe opportuno, in una apposita e composita disciplina legislativa sull’immigrazione che lo Stato predisponga con la collaborazione dei ministeri degli interni, della giustizia, del lavoro, delle attività produttive, del welfare e con le organizzazioni sociali un quadro annuale sulle quote d’ingresso in base alle effettive capacità di accoglienza e in relazione ai posti effettivi di lavoro disponibili nei vari settori dell’economia. A tal fine si dovrebbero, nell’ambito di una probabile legge, creare delle agenzie del lavoro controllate dallo Stato che siano presenti sia in Italia che nei paesi di provenienza dell’immigrato in costante collegamento affinché il lavoratore extracomunitario venga garantito uno status di dignitoso per la sua permanenza sul nostro territorio. Questa legge dovrebbe prevedere una serie di sanzioni chiare e più o meno aspre a seconda dell’illecito commesso che preveda anche l’espulsione immediata. Principio base, fondamentale di una legge sull’immigrazione dovrebbe essere la non permanenza sul suolo italiano senza regolari documenti che accertino l’identità. Certamente quanto affermato non vuole paragonarsi a un disegno di legge o una proposta verso gli organi demandati istituzionalmente a gestire il tema, ma una presa di posizione riflessiva in base a quanto la realtà del nostro Paese esprime. Non si gridi al razzismo se questo argomento viene affrontato con una serietà e un certo approfondimento propositivo, sarebbe da sciocchi eludere la realtà e disconoscere volutamente che il tutto dovrebbe regolarsi sui principi di rispetto e solidarietà, ampiamente dichiarati a più riprese, in nome della dignità della persona. Non si facciano falsi e retorici moralismi in tal senso, come è uso nel nostro paese, o nascondersi dietro un dito di fronte alle problematiche in quanto uno Stato democratico ha il dovere di affrontare nell’equità di tutti gli aspetti i temi che più influenzano la vita dei cittadini e non lasciare da parte delle istituzioni che i problemi vengano rinviati nel futuro evitando che questi diventano endemici a discapito delle generazioni del domani.

    wids72

  4. Anonimo ha detto:

    Per marco80 volevo dare uan delucidazione circa il talmud e il suo significato sostanziale con queso breve approfondimento che segue e per tutti che ne sono interessati alla questione….

    Il termine ebraico Talmud (“insegnamento” o “studio”) designa un vasto compendio della Legge e delle tradizioni giudaiche che costituisce il seguito e il completamento della Bibbia ebraica e la base della vita religiosa ebraica. Il Talmud comprende la MISHNAH e il prolisso (ma anche divagante) commentario detto Gemara (termine aramaico che significa “erudizione” o “tradizione”). Vi sono due Gemara – la palestinese (redatta nei secc. III e IV d.C:) e la babilonese (completata verso il 499, anche se vi furono fatte aggiunte successive) – e quindi due Talmud: Il Talmud gerushalmi e il Talmud babli.

    Quest’ultimo, il Talmud babilonese, resta per gli ebrei tradizionali l’autorità definitiva sulla Legge. La Mishnah è scritta in gran parte in ebraico, così come la Gemara sono in aramaico. In aggiunta alle sottili disquisizioni sulla legge civile, penale, familiare e rituale, i Talmud contengono materiali chiamati haggadah (“narrazione”) esposizioni in materia di fede e di morale, spiegazioni di versetti biblici, parabole e racconti storici leggendari.

    Nelle sue due redazioni, il Talmud rappresenta il prodotto della fase culminante di rielaborazione giudaica della Legge quale si era venuta sviluppando nei secoli, nelle varie scuole, a partire dai FARISEI fino agli AMORREI. Nonostante, o in virtù delle difficoltà del suo linguaggio e del suo complesso contenuto, il Talmud è stato per secoli il soggetto principale dello studio ebraico. Tra i molti commenti che lo accompagnavano il più importante era quello di RASHI, studioso del sec. XI.

    Il Talmud fu al centro di numerose controversie fra cristiani ed ebrei, poi sfociate in vere e proprie persecuzioni antisemite: dal fanatismo medioevale che nel 1242 a Parigi, portò al rogo di 24 libri ebraici, fino alla propaganda nazista degli anni trenta. Gli studiosi moderni, anche cristiani, riconoscono unanimamente il valore culturale e storico del Talmud; in particolare gli esegeti neotestamentari hanno ricavato molto materiale interessante dal Talmud e dalla correlata letteratura del MIDRASH per comprendere meglio le origini del cristianesimo.

    Dall’Enciclpedia Italiana grolier. Vol. 19 pagg. 19 – 20

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...