USN LOMBARDIA: LA DISOCCUPAZIONE DILAGA

La “CRISI” della capitale economica

Milano è definita la capitale economica del nord Italia; l’importante e famoso centro economico e finanziario è stato per anni ed è tutt’ora meta di persone in cerca di occupazione.
Le opportunità che offriva fino a poco tempo fa Milano erano numerose nei più svariati settori. C’è da dire quindi che anche qui, il periodo di crisi ha lasciato il segno. Il comune ha messo a disposizione 4 dei 10 milioni di euro del fondo anticrisi comunale per incentivare le assunzioni. Il piano anticrisi milanese prevede infatti un incentivo pari a 12.000 euro per le aziende che assumeranno disoccupati sopra i 45 anni o laureati sotto i 30 anni. Secondo gli esperti la disoccupazione a Milano deve fare ancora grandi passi, tant’è che la città non è ancora uscita dalla crisi e a quanto pare la strada è ancora lunga.

Per stato di disoccupazione si intende la posizione di colui che risulta:

  • privo di lavoro;
  • immediatamente disponibile allo svolgimento di attività lavorativa;
  • immediatamente disponibile a seguire il percorso per la ricerca di una nuova occupazione proposto dal Centro per l’Impiego.

Potrai essere destinatario dei servizi che il Centro per l’Impiego offre per chi è in cerca di occupazione se rientri in una delle seguenti categorie:

  • adolescenti, i minori di età compresa fra i quindici e diciotto anni, che non siano più soggetti all’obbligo scolastico;
  • giovani, i soggetti di età superiore a diciotto anni e fino a venticinque anni compiuti o, se in possesso di un diploma universitario di laurea, fino a ventinove anni compiuti, ovvero la diversa superiore età definita in conformità agli indirizzi dell’Unione europea;
  • disoccupati di lunga durata, coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un’attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di una nuova occupazione da più di dodici mesi o da più di sei mesi se giovani;
  • inoccupati di lunga durata, coloro che, senza aver precedentemente svolto un’attività lavorativa, siano alla ricerca di un’occupazione da più di dodici mesi o da più di sei mesi se giovani;
  • donne in reinserimento lavorativo, quelle che, già precedentemente occupate, intendano rientrare nel mercato del lavoro dopo almeno due anni di inattività.

1.000 euro al mese? magari!

In italia ci sono 1,2 milioni di disoccupati con meno di 35 anni. E’ uno dei drammi della crisi, che colpisce ancora più i giovani e li condanna ad una situazione senza prospettive. Secondo una ricerca emerge un dato che parla da solo: prima del 2007, 1000 euro al mese era considerato un cattivo stipendio; oggi sarebbe una manna per molti; ma invece ci troviamo con una generazione senza presente né futuro, sospesa tra uno stage perenne e la disoccupazione, dovuta anche dal fatto che ormai le imprese cercano solo gente esperta nel proprio mestiere (per poi sottopagarli giustificando la crisi) e non danno la possibilità a chi ha voglia di imparare, di farsi l’esperienza e nemmeno così la possibilità di realizzare i propri  progetti, costringendoli a vivere ancora a casa con i genitori, per mancata indipendenza.

A questo punto viene da chiederci:

“E’ peggio essere disoccupati o fare un brutto lavoro?

L’effetto più grave della crisi economica è senz’altro l’aumento della disoccupazione, che ha raggiunto negli ultimi due anni cifre record. secondo i dati di marzo, aprile e maggio, diffusi dalla banca d’italia, la distruzione di posti di lavoro sembra essersi fermata. oggi i disoccupati in italia sono 2.170.000 persone. Cosa ci aspetta per i prossimi mesi?

Dall’inizio della crisi, cominciata ormai quasi quattro anni fa, la disoccupazione è diventata il grande problema del mondo occidentale e gli effetti di una disoccupazione prolungata sono terribili, non solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche per la salute, fisica e mentale, delle persone. ma cos`è peggio, essere disoccupati o fare un brutto lavoro?

Beh….. la risposta è semplice “fare un brutto lavoro”. Con i tempi che corrono però anche riuscire a trovare un brutto lavoro è diventata un’ impresa ardua, ormai moltissima gente si è “quasi” rassegnata al fatto che non si riesca a trovare un lavoro. Domande di lavoro alle quali l’unica risposta ricevuta è “grazie le faremo sapere ” ormai il collasso artigianale ed industriale  è alle porte e la disoccupazione cresce.

La notizia non è delle migliori, il 2012 sarà peggio del previsto,  a dirlo è il Centro studi della Confindustria.;  l’economia crescerà poco, la disoccupazione non migliorerà e solo dal 2015 si potrà davvero parlare di ritorno ai livelli pre-crisi. Una vera doccia fredda. Un’inchiesta congiunta de il sole 24 ore e la banca d’italia vede ancora un panorama economico difficile per i prossimi mesi. il pericolo più temuto è una staticità generale che non porterà miglioramenti. anzi, molte imprese pensano che dovranno ridurre ulteriormente il personale. E come se non bastasse  ecco la notizia che più ci fa arrabbiare,” l’istat sotto accusa: i disoccupati sono più di quelli dichiarati”, si si avete capito bene, sembrerebbe che il tasso di disoccupazione in italia, in particolare al sud, sarebbe molto più elevato di quello calcolato dall’istat. stando ai dati della cgia di mestre, infatti, a livello nazionale si colloca al (10,2%), quasi 2 punti in più sull’istat (8,4%).  il tasso medio al meridione si attesta al (17,2%).

Beh allora che dire in conclusione????

Forse la frase ideale sarebbe questa, se qualcuno ci aveva promesso mare e “MONTI”…qui siamo ancora in aperta tempesta, tutto volge al peggio nell’intera nazione e l’alba del nuovo orizzonte è soltanto una chimera per “abili parolai!!”

Luca C.

USN LOMBARDIA

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