L’ONDA LUNGA DELLA REPRESSIONE

Mentre a Montecitorio abbiamo appena assistito allo squallido teatrino del Governo dei Tecnocrati, che sta affannosamente ma convintamente macellando la Nazione Italia con le movenze tipiche da Basso Impero, le cronache dello scorso 13 Dicembre sono state invase da un tragico evento accaduto a Firenze. Un pazzo omicida (non conosciamo altre parole per definire il Sig. Casseri) ha massacrato a freddo 2 Senegalesi, ferendone gravemente altri tre, per poi pensare bene di suicidarsi all’interno di un parcheggio sotterraneo. Un fatto di per sé inquietante comunque da confinare fra le colonne degli atti di cronaca, è diventato (per le sue chiare peculiarità antropologiche) il gesto di un razzista xenofobo, ed una ovvia enfasi mediatica ha messo in moto alcuni sottili meccanismi. Per il solo fatto che il folle avesse frequentato il movimento politico di Casa Pound, l’equazione (Folle = Xenofobo = Repressione) è avvenuta in maniera istantanea e sta inondando tutti i palinsesti. Questo luttuoso evento è stata la cartina di tornasole per certificare una strategia che avevamo individuato da tempo, avendo già notato come l’Onda Lunga della Repressione si sta muovendo su 3 livelli ORIZZONTALI ben definiti che ora andiamo ad analizzare.

Primo Livello. Traslazione delle pulsioni xenofobe di origine sociologica verso la repressione contro l’Estrema Destra

Ecco come il Corriere Fiorentino definisce il profilo del folle omicida Casseri[1]:

Dai padri dell’estremismo di destra e del neonazismo italiano ai fumetti Tex e Tin tin. Gianluca Casseri, l’uomo che ha ucciso due senegalesi, ferito altri tre e poi si è sparato, era iscritto a Casa Pound, movimento della destra radicale. E aveva anche più volte scritto sull’Ideodromo, dove ci sono le linee teoriche del gruppo. Un passato da cui prende le distanze Casapound Firenze che precisa: «Non abbiamo nulla a che fare con il killer». Poi l’avvertimento: «Chi ci accosta ad un tale personaggio verrà querelato».”

A quel punto l’ingranaggio è stato subito ben oliato. La Gendarmeria Mediatica de La Repubblica, al secolo Marco Pasqua, all’indomani dell’eccidio si è messa subito in moto[2]:

Conoscevano Gianluca Casseri. “E’ dei nostri”, scrivono quando la notizia della sua morte ha già iniziato a circolare sui forum dei neonazisti italiani. Per lui hanno già pronta la patente di “eroe”. E’ riuscito a fare ciò che, sulle pagine dell’odio di Stormfront, uno dei principali covi virtuali dell’estrema destra italiana, quella più pericolosa e violenta, molti predicano ormai da tempo. (…) Deliri razzisti sui quali da tempo indaga già la polizia postale. Scrive N.“E’ il prezzo che ha pagato un eroe. Una situazione ormai figlia dell’esasperazione di chi ha creato questa società multietnica che è una bomba a orologeria pronta a esplodere, perché la storia insegna che tante etnie non possono coesistere insieme”. (…) Alcuni azzardano la tesi di un non meglio precisato “complotto”, ordito addirittura dai servizi segreti italiani o dalla polizia. “Consiglio a tuti di stare attenti, cautela al massimo, è possibile che siano i primi episodi di una strategia della tensione utilizzata dai poteri forti per schiavizzarci, per imporre le case ai rom e agli extracomunitari facendo leva sui sensi di colpa per i poveri senegalesi morti e i poveri rom di Torino – osserva C. – E’ già successo negli anni 70, adesso c’è una crisi economica spaventosa, è come il 1929 o la II guerra mondiale. L’Italia andrà in default entro 6-8 mesi, ma prima deve pagare il debito a inglesi e americani. Scorrerà il sangue” (…)Anche qui torna la tesi del complotto, stavolta ai danni dei “fascisti del terzo millennio”: “Come si suol dire cade proprio a fagiolo. Casa Pound Italia stava crescendo troppo. Quale miglior occasione per delegittimarla un po’ magari facendo di tutta l’erba un fascio e facendo capire ai timorati borghesucci moderati che l’estrema destra è violenta, razzista, xenofoba e via discorrendo”.

A parte i deliri suprematisti da tastiera degli utenti del forum Stormfront (che certamente facilitano i novelli Torquemada), è bene evidenziare come uno degli Indagatori della Rete si sia immediatamente messo in azione per confezionare un “instant dossier” a sugellare le tesi del gesto premeditato di uno Xenofobo (per giunta Antisemita).

La strategia è sottile, e da taluni burattinai si fanno manipolare pure alcune frange di disperati[3]:

Numerosi gli immigrati a prendere la parola, tra questi, tanti senegalesi ma anche algerini, marocchini e peruviani. «Non vogliamo questa politica, non vogliamo le istituzioni, non vogliamo Palazzo Vecchio siamo stufi», ha detto uno dei migranti. «Vogliamo la chiusura di Casapound – ha ribadito Diaw – e se la manifestazione di sabato non basterà porteremo la nostra protesta davanti alla sede di Casapound di Pistoia». Una frangia di manifestanti sostiene però una linea più intransigente: «Via i fascisti da tutte le città – hanno gridato alcuni partecipanti al presidio – Firenze medaglia d’oro della resistenza ricacceremo i fascisti nelle fogne.”

Non entriamo nella polemica di tipo antropologico che non ci tange, né ci interessa inserirci in beceri dibattiti che hanno visto protagonisti alcuni politici di terzo livello troppo interessati ad Etnonazionalismi antidiluviani, ma rileviamo comunque che lo Stato (se così si può chiamare) ha voluto immediatamente dare un segnale forte (di garanzia) a poche ore di distanza dalla tragedia[4]:

Alle prime ore del giorno, cinque arresti e una decina di perquisizioni da parte del Ros dei carabinieri della Capitale contro esponenti di Militia, organizzazione di estrema destra, tutti accusati, tra l’altro, di associazione per delinquere e di azioni contro la comunità ebraica romana e il suo presidente, oltre che contro la figura del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dei presidenti di Senato e Camera, di George Bush e di cittadini romeni. L’operazione “Lama”, che costituisce lo sviluppo di un’indagine precedente, è stata coordinata dal pool Antiterrorismo della Procura di Roma. Gli arresti e le perquisizioni hanno riguardato persone inserite tutte nell’estremismo politico di destra: ai militanti di Militia è stata contestata anche la violazione della legge Mancino, quella che riguarda la diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico, l’apologia del fascismo, il deturpamento di cose altrui, il procurato allarme e le minacce alle istituzioni e ai loro rappresentanti.”

Indipendentemente dall’esito delle indagini sul movimento Militia e sulle accuse rivolte agli arrestati, su cui non vogliamo entrare minimamente in merito, non può certo apparire come un caso, se non invece un vero e proprio processo sicuramente consequenziale, l’immediato innalzamento del livello di guardia del Sistema, e l’arresto di alcuni indagati in un’inchiesta assolutamente scollegata, “risposta dello Stato” giunta quando ancora i cadaveri dei poveri senegalesi giacevano all’obitorio.

Dei 3 livelli questo è sicuramente il più facile da gestire in quanto l’equazione

Razzismo ==> Estrema Destra ==> Fascismo

(equazione già abbondantemente tutelata dalla Legge Mancino) è già nelle corde della repressione mediatica da molti anni.

Secondo Livello: Traslazione delle Critiche ad Israele in Antisemitismo

Alcune settimane fa, le Commissioni I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio ed interni) e III (Affari esteri e comunitari) hanno pubblicato il “Documento conclusivo dell’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo (2011)”[5] sotto la guida dell’eminenza grigia Fiamma Nirenstein[6]:

Si tratta di un rapporto, frutto dei dati e delle considerazioni ricavati nel corso delle decine di audizioni tenute dal Comitato, alla cui stesura abbiamo lavorato intensamente negli ultimi tre mesi, con lo straordinario contributo degli uffici. E’ un documento allarmante e innovativo rispetto alla letteratura esistente in materia, che crediamo possa costituire un utile punto di studio e di riferimento soprattutto per i nostri giovani. I dati che abbiamo esaminato mettono in luce la crescita verticale della piaga dell’antisemitismo, che nel 2009 ha raggiunto un picco senza precedenti dalla seconda guerra mondiale. Il Documento descrive numerosi aspetti della questione esaminandoli da tutti i punti vista: si parte dal dato secondo il quale il 44% degli italiani dichiara di non provare simpatia per gli ebrei, per arrivare al nuovo dilagante fenomeno dell’antisemitismo online, che è probabilmente responsabile del fatto che il 22% dei giovani italiani ha un atteggiamento variamente ostile verso gli ebrei.”

Da una lettura attenta del documento (semplici 36 pagine) si evince quale siano i cardini presenti e futuri di questa attività di repressione nei confronti del dissenso verso la politica e le attività dello Stato d’Israele[7] che viene traslata (e quindi denunciata) in Antisemitismo, e liquidata così come da copione:

“L’antisionismo contraddistingue chi contesta radicalmente il movimento sionista, nato a fine Ottocento, imperniato sul diritto all’autodeterminazione dei popoli e finalizzato alla costituzione di uno Stato d’Israele sul territorio che divenne parte del Mandato britannico in Palestina. L’antisionista non riconosce al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione; nega fondamento giuridico al Trattato di Sanremo del 1920 e alla Risoluzione n. 181 dell’Onu del 1947 alla base della nascita di Israele; nega il diritto al ritorno agli ebrei della diaspora e, dunque, sulla spinta di tale non riconoscimento, solleva obiezioni radicali alla stessa presenza ebraica in Israele.

L’antisionista contemporaneo muove peraltro dal falso convincimento che la nascita dello Stato di Israele rappresenti una rivalsa rispetto alla Shoah ed un risarcimento europeo al popolo ebraico ai danni delle impotenti comunità arabe stanziate in Palestina, dimenticando l’ampiezza e le ben più risalenti origini del movimento sionista. (…) Nella realtà gli attuali sostenitori dell’antisionismo esprimono per lo più autentiche posizioni antisemite, per cui l’antisionismo appare rientrare nelle forme del nuovo antisemitismo. Questa affermazione trova riscontro negli studi condotti, ad esempio dal CDEC[8], sul tema: esiste una correlazione tra pregiudizio antiebraico ed antisionismo; non tutti gli antisionisti sono antisemiti però una parte di coloro che esprimono atteggiamenti di critica a Israele aderiscono anche agli stereotipi antiebraici. E i siti antisemiti tendono a sostituire il termine “ebreo” con “sionista”, anche se tra gli ebrei vi sono critici e detrattori del sionismo. I temi dell’antisionismo forniscono un formidabile collante a formazioni estreme di destra e di sinistra che fondono la questione negazionista con la cancellazione dello Stato di Israele. Se è agevole condurre una differenziazione sul piano teorico, nella realtà le manifestazioni dell’antisemitismo si sovrappongono e si saldano in un indistinto atteggiamento negativo nei confronti degli ebrei. Sostenendo che lo Stato di Israele non ha diritto di esistere si legittimano altre due dimensioni dell’antisemitismo, quella apparentemente e solamente etnica e quella apparentemente e solamente religiosa. Se poi a livello internazionale uno Stato come l’Iran legittima l’idea che è possibile cancellare Israele, questo comporta una saldatura con i temi classicamente antisemiti a partire dalla negazione della Shoah. (…) Nel corso dei lavori dell’indagine è apparso centrale il quesito sul confine tra antisemitismo e legittimo diritto alla critica nei confronti dello Stato di Israele, come nei confronti di qualunque altro Stato, con particolare riferimento alle sue politiche nel quadro della crisi mediorientale. In presenza di quali circostanze la critica nei confronti di Israele assumerebbe connotati antisemiti?”

 

Leggendo con attenzione questi passaggi non è difficile capire come la corrispondenza “Critica allo Stato di Israele = Antisemitismo” sia montata ad arte per svolgere in pieno quell’attività di inibizione che tali documenti vogliono sicuramente suggerire. Di tale strategia sono piene le cronache ed i giornali. Proprio di recente il militante di Stato e Potenza, Stefano Bonilauri, è stato oggetto di un feroce attacco mediatico da parte del solito Marco Pasqua, il quale da buon gendarme ha tuonato[9]:

“Negli stessi giorni in cui la repressione delle proteste pacifiche contro il presidente Bashar al Assad si concretizzava con l’assassinio, da parte delle forze armate, di decine di oppositori del regime, un italiano è sceso in piazza, in Siria, per difendere l’operato del dittatore. Lo ha fatto parlando ai manifestanti lealisti riuniti a Tartus, con un intervento nel quale ha attaccato Stati Uniti e Israele, a suo dire i veri responsabili di oscure operazioni volte a provocare la caduta di Assad… si chiama Stefano Bonilauri e collabora con una casa editrice italiana, vicina alla destra radicale, nota per la sua produzione antiebraica e negazionista. (…) In Siria è stato inviato per conto del “Coordinamento Progetto Eurasia” (CPE), una controversa organizzazione che – come recita il sito, ricco di contenuti antisemiti , attacchi ad Israele e anche al ‘dogma olocaustico secondo la peggiore tradizione negazionista – raccoglie associazioni e persone, “che hanno compreso come la crisi finanziaria, sociale, economica e militare attraversata dal colosso statunitense costituisca l’occasione storica per la nascita di un mondo in cui l’Europa, affiancandosi ai grandi spazi geopolitici nei quali si articola il Continente eurasiatico, potrà finalmente recuperare la propria indipendenza”. Dietro al cosiddetto “progetto Eurasia” c’è l’idea di una nuova entità, libera dal “dominio americano e israeliano”, e il cui cuore “sarà rappresentato da Iran, Russia e Turchia” (…) Per Bonilauri, l’informazione occidentale non sarebbe libera: “L’Occidente è controllato militarmente dall’America: solo in Italia abbiamo più di 130 basi degli americani e della Nato. Ciò rende impossibile una informazione indipendente. Qualsiasi tg e gruppo editoriale deve comunque fare riferimento alla lobby sionista e americana. Chi non fa parte di queste lobby non può accedere all’informazione pubblica nazionale e non può andare in tv”. (…)  Lo scorso mese di giugno fece discutere un convegno, patrocinato dalla stessa rivista, a Reggio Emilia, dal titolo “Stati non allineati e sionismo”: a moderarlo era stato chiamato un esponente del PRC. Questi venne però sospeso dal partito per aver dato la disponibilità a prender parte al convegno insieme a figure legate notoriamente al negazionismo, insieme ad una casa editrice di estrema destra.”

Rileggendo con estremo disagio i vaneggiamenti appena riportati (ed abbiamo preferito usare un eufemismo), ci ricolleghiamo subito all’episodio accaduto poche settimane prima a Marco Costa, militante del partito di Rifondazione Comunista (e quindi non certamente tacciabile di simpatie di estrema destra), allontanato dal movimento PRC all’indomani di un convegno a Reggio Emilia[10]:

E’ notizia recente la sospensione da Rifondazione Comunista del Dott. Marco Costa per aver moderato la conferenza del 10 giugno scorso sul sionismo[11]). Lasciamo a voi, senza alcun commento nostro, il giudizio sul comunicato di Rifondazione: Il collegio di garanzia del Prc dell’emilia Romagna valutato il ricorso presentato dalla segreteria regionale del PRC avente come oggetto la partecipazione del componente del Comitato Politico Regionale Marco Costa al convegno organizzato dall’associazione “Ultimo Baluardo”, dalla rivista “Eurasia” e dal “Master Enrico Mattei in Medio Oriente” dal titolo “Stati non allineati e sionismo”; ascoltato il componente del Cpr Marco Costa in merito alla partecipazione a tale iniziativa; ritenuta grave, dannosa e incompatibile con il progetto politico del nostro partito la partecipazione di un dirigente del Prc ad un’iniziativa con figure legate notoriamente al negazionismo e ad una casa editrice di estrema destra come Edizioni all’Insegna del Veltro; SOSPENDE, AI SENSI DELL’ART. 63 DELLO STATUTO DEL PRC, MARCO COSTA FINO AL 31 DICEMBRE 2011. Bologna, 5/9/2011.

A parte il lato comico-italiota della questione dove un partito come Rifondazione Comunista vorrebbe scimmiottare l’efficienza di passati Politburo, le puerili motivazioni portate per giustificare un’azione “pilotata” sono facilmente riscontrabili anche ad un lettore non particolarmente avvezzo taluni “meccanismi di tutela”. Una volta Rifondazione Comunista avrebbe difeso con le unghie la propria posizione ideologica a favore della Palestina; adesso preferiscono passare alla tutela del più forte…attività sicuramente meno faticosa !

Terzo Livello: Traslazione dell’Antiamericanismo e dell’Antimperialismo in “Rossobrunismo come Nuovo Male Assoluto”, verso la repressione alla Sinistra Radicale non omologata

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’uscita di diversi saggi tesi ad accostare in maniera sempre più pedante i termini Islam-Nazismo-Fascismo con saggi di indubbia partigianeria politica (e peraltro di dubbia preparazione storica), fino ad arrivare perfino all’attività di zelanti autori che si sono cimentati in questa attività delatoria nei confronti dell’informazione e della politica “non allineata”. Ecco quindi che già nel 2006 Magdi Allam pontificava (è proprio il caso di dirlo) in questo modo[12]:

La guerra in Medio Oriente sta consacrando la nascita di un «fronte internazionale antimperialista », formato da gruppi terroristici e Stati islamici, nonché da Paesi sudamericani, europei e asiatici che s’ispirano al comunismo. L’immagine emblematica è di appena due giorni fa, ritrae il presidente venezuelano Hugo Chavez che, abbracciando l’iraniano Mahmud Ahmadinejad all’aeroporto di Teheran il 29 luglio, paragona Israele ad Adolf Hitler sostenendo che «gli ebrei stanno facendo la stessa cosa con i libanesi, uccidendo bambini e centinaia di persone innocenti». (…) Si sta così completando il quadro complesso di una rete di contropotere globalizzato che coniuga il fanatismo religioso islamico con l’odio ideologico comunista contro l’America e Israele. In una prima fase c’è stata la saldatura tra il movimento terroristico islamico sunnita palestinese Hamas e il movimento terroristico islamico sciita libanese dell’Hezbollah, realizzatasi con l’attentato del 12 luglio scorso (8 soldati israeliani uccisi e due rapiti) che ha provocato l’estensione della guerra in Libano, dopo l’iniziale deflagrazione nei territori palestinesi a seguito dell’attentato del 25 giugno (2 soldati israeliani uccisi e uno rapito). In una seconda fase c’è stato l’immediato sostegno dell’Iran e della Siria, confermando il loro ruolo di sponsor del terrore di Hamas e dell’Hezbollah, e rendendo manifesto il rapporto tra burattinai e burattini. In una terza fase c’è stata la discesa in campo di Al Qaeda con il discorso di Ayman Al Zawahiri diffuso il 27 luglio, in cui annunciando che «non possiamo guardare la pioggia di razzi che cade sui fratelli musulmani a Gaza e in Libano e rimanere in silenzio». Ebbene ciò ha segnato l’avvio della saldatura tra il terrorismo islamico globalizzato di Al Qaeda, il terrorismo autoctono palestinese e libanese e la strategia del terrore di Iran e Siria. Infine si sta assistendo alla quarta fase che indica la formazione di un fronte internazionale accomunato dall’ideologia dell’odio e della guerra all’America e a Israele. Adesso aderiscono tre capi di Stato sudamericani, il venezuelano Hugo Chavez, il cubano Fidel Castro e il boliviano Evo Morales che partecipano a un patto chiamato Alba (Alternativa bolivariana per le Americhe), in chiave anti Stati Uniti. (…) A quest’asse aderisce anche il dittatore bielorusso Alexandr Lukashenko, che dopo aver ricevuto negli scorsi giorni Chavez a Minsk, ha elogiato Hitler: «L’ordine tedesco si è sviluppato in secoli, ma sotto Hitler ha raggiunto il suo culmine. Ed è così che io interpreto una repubblica presidenziale e il ruolo di leader». Il fronte internazionale antimperialista include necessariamente il dittatore nordcoreano Kim Jong Il che ha appena minacciato la guerra globale contro gli Stati Uniti.”

Come ben si evince dalle parole di Magdi Allam la paura principale dell’Occidente è che vengano messi in discussione i cardini dell’Imperialismo:

–          Potere e Libertà Interventista Imperialista

–          Ruolo egemonico di Israele nello scacchiare mediterraneo/mediorientale

–          Riconoscimento dei Valori morali occidentali.

Alexandre Del Valle ci da un saggio di cosa stia a significare questo tipo di strategia[13]:

Dopo lo scatenamento della seconda Intifada Al Aqsa, in settembre del 2000 ; dopo l’11 settembre 2001 (qui si conferma la fine dell’inviolabilità del santuario strategico americano), e innanzitutto, dopo la crisi in Iraq, la quale si saldava allo smantellamento del regime di Saddam Hussein, è stato possibile constatare in tutto l’Occidente, l’emergenza di un’asse Rosso-Bruno-Verde (il Rosso della estrema sinistra, il Bruno della estrema destra, ed il Verde dell’islamismo). I suoi diversi elementi hanno come unico obiettivo in comune, quello di combattere le nuove figure del Male, le quali sono: l’America, Israele, “l’imperialismo” e perfino l’Occidente nel suo collettivo. Le alleanze obiettive fra queste tre ideologie non datano da ieri, ma non possiamo neanche negare che gli avvenimenti occorsi all’inizio di questo secolo, hanno contribuito a loro scontro frontale. In effetto, l’utilizzo del termine “ crociate” di George W. Bush il giorno dopo l’11 settembre, fu preso come una vera provocazione, altrettanto nei movimenti dell’estrema sinistra ed estrema destra, come in quelli del mondo islamico, e fu proprio lì dove emergessi un approccio sempre più rilevante tra: da una parte le nostalgie dei due primi totalitarismi; i Bruni e i Rossi, e dall’altra parte, i protagonisti dell’islam rivoluzionario. (…) E’ vero che l’islamismo, terzo totalitarismo dopo il nazismo ed il comunismo, risponde in un certo modo alle aspirazioni dei suoi precedenti; preconizzare la lotta delle civilizzazioni e delle religioni, dichiarandogli la guerra al mondo giudeo-cristiano in nome dei “diseredatati” del resto del pianeta, seducendo ugualmente alle nostalgie del III Reich pagano, determinati a divellere il giudaismo ed il cristianesimo, e anche sui partigiani del fucile y del martello, determinati a scucire l’Occidente “borghese” e “capitalista”. (…) E’ evidente che questo asso Rosso-Bruno-Verde dell’odio « antiegemonico » ed « antimperialista » si sia rinsaldato fra gli inizi degli anni 90 e la caduta dell’unione Sovietica. Tale raggruppamento paradossale e neototalitario ha conosciuto il suo apogeo il giorno dopo l’11 settembre, ma innanzitutto durante l’inverno e la primavera del 2003, a favore della vasta campagna antiamericana condotta nel mondo occidentale per gli opponenti alla guerra contro il regime di Saddam. La congiunzione di questi tre totalitarismi; Rosso, Bruni e Verdi (intorno alla causa dei martiri Palestinesi, Iraquieni ed Afghani, quale la figura rivoluzionaria d’Osama Bin Laden), conferma la preminenza incontestata dell’islamismo rivoluzionario. Questo fatto esercita, a partire di questo momento, un fascino reale sopra le altre scelte totalitarie vinte dalla storia (il nazismo ed il comunismo), ed a partire da qui, condannati a dover riciclarsi, oppure, a dover allearsi assieme alla rivoluzione islamica, per poter continuare loro combattimento contro le democrazie liberali. (…) Dall’11 settembre fino alla seconda guerra del Golfo, se si segue il filo Rosso dell’opposizione verso “l’imperialismo yankee”, si può percepire che i più grandi antisionisti ed antiamericani, i quali si sono trovati davanti a delle circostanze attenuanti al comando dell’11 settembre, sono gli stessi che oggi segnalano d’asso il terrorismo islamico – sia che ciò riguardi il gesto Binlamista nel mondo intero, oppure quello dell’Hamas e del Djihad islamico in Palestina -. Ipnotizzati dalla caduta delle Torri Gemelle – terribile illustrazione del potere islamico radicale -, gli ideologi del terzo mondo e gli antimperialisti dell’estrema sinistra, quale altri “alter-mondialiste”, furono molto di più veementi nel fustigare l’intervento americano nell’Afghanistan. Questi sono gli stessi che un anno più tardi hanno organizzato le più grandi e virulente manifestazioni “pacifiste” contro l’intervento in Iraq, delle manifestazioni ugualmente condotte nel nome delle “vittime del sionismo”. “

In questo minestrone religioso, geopolitico ed ideologico, appare evidente la necessità di Del Valle di confutare tutte le critiche ai dogmi occidentali quali:

–        Tutela del Sionismo e dell’Americanismo

–        Riconoscimento morale dell’Occidente nella “R2P (responsibility to protect)”[14]

–        Critiche alle ideologie del 900 che possano creare rigurgiti di sovranità nazionale

La natura geopolitica, antimperialista e antisionista di taluni settori della Sinistra vuoi che siano Intellettuali, vuoi che si parli di Movimentismo serio e preparato (parliamo di quella non omologata al potere, che in Italia è praticamente tutta, tranne pochissimi eccezioni numeriche), viene ormai giornalmente messa alla berlina tramite il meccanismo di avvicinamento alla parola “fascisti” (con tutte le conseguenze diffamatorie del caso percepite dalla collettività) proprio per disinnescarne l’efficacia, che in taluni casi, specialmente in ambiti culturali, geopolitici e metapolitici, riveste seria preoccupazione, sia da parte degli ambienti della Sinistra Radicale (conforme al potere) sia da parte del Sistema che teme che frange antagoniste di diversa “collocazione politica” possano venire a contatto in maniera sinergica.

La natura di questi attacchi è facilmente intuibile. Il sistema, che in questo momento si sta attrezzando per nuove forme di coercizione mediatica e legale, si sente comunque infastidito dalla possibilità che le “estremità del recinto” vengano a contatto, magari trovando addirittura punti di accordo politici o programmatici che spariglierebbero le carte in tavola di chi da almeno 6-7 decenni ha diviso il mondo, a seconda delle sue polarità politiche e geografiche, nella tenuta dei “buoni” e nel recinto dei “cattivi”. Nel Dossier sull’Antisemitismo citato prima si legge[15]:

“Una specifica attenzione al tema, cui hanno dato particolare rilievo l’on. Corsini e l’on. Volpi, è da porre in relazione alla preoccupazione per le nuove forme dell’antisemitismo, che contraddistinguono i settori politici per lo più di estrema sinistra e di estrema destra, schierati a favore della causa palestinese partendo da un pregiudizio antiebraico.“

Abbiamo in questo paragrafo VOLUTAMENTE evitato di menzionare taluni parossistici Cacciatori della Rete o Inquisitori dell’Incubo che si muovo in maniera diffamatoria e delatoria, con la nostra chiara intenzione di non dare spazio alle loro posizioni talmente fanatiche da aver coniato un neologismo (a cui subito è stata data un’accezione negativa) denominato “Rossobruni”. Su questo tema specifico torneremo successivamente ma per i delatori di professione (pennivendoli) questa strategia potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang mediatico in quanto privo di nessun fondamento. Dobbiamo rilevare comunque, che il sistema di Repressione mediatica in questo ultimo livello supera indubbiamente sé stesso, usando e nebulizzando le tematiche del 1 e 2 livello appena, accostandole all’estremità Sinistre del panorama anti sistemico in una sorta di Internazionale Trasversale che, de facto, ancora non esiste.

Denunciandola preventivamente in maniera temibile, vogliono forse darci suggerimenti involontari ?

Amare conclusioni

Concludiamo questo articolo condividendo in toto le parole del Prof. Cardini[16]:

Nel 2002 – vedete quanto lontane sono le radici della violenza? -, quando il governo Bush e i suoi complici stavano preparando l’aggressione all’Iraq, tra Manhattan e Firenze la giornalista e scrittrice Oriana Fallaci seminava generosamente i semi dell’odio descrivendo un immaginario Islam tutto proteso a distruggere la nostra civiltà e reagendo – come allibito denunziava Tiziano Terzani, che della Fallaci era pur amico ed estimatore – con calci e sputi dinanzi alle repliche di chi non era d’accordo con lei. In tale occasione, intellettuali come Franco Zeffirelli si schierarono senza se e senza ma al fianco di Oriana minacciando addirittura d’incatenarsi sul Ponte Vecchio finché non fossero cessate manifestazioni “vergognose” come quelle degli extracomunitari che avevano drizzato una tenda di fronte al palazzo arcivescovile, a fianco del bel battistero di San Giovanni, identificando nel primate della Chiesa fiorentina colui che naturalmente avrebbe potuto difenderli, magari da solo, contro gli intollerabili soprusi dei  quali erano vittime e che provenivano loro, spesso, da amministratori e da politici. Che quelle intollerabili offese alla dignità della persona umana fossero ben più gravi dell’attentato alla bellezza della più nobile piazza fiorentina costituita da quell’accampamento di senza-dimora, non sfiorò nemmeno per un istante né la coscienza cattolica di Zeffirelli, né quella laica e democratica della Fallaci…

Come ci insegnava la Fallaci evidentemente adesso esiste perfino un Razzismo Buono e tollerabile di stampo occidental-borghese che non è perseguibile dalle leggi vigenti.

K.R.


[2] Marco Pasqua, Forum neofascisti e razzisti sul web: “Casseri è un eroe”, http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/13/news/forum_razzisti_sul_web_casseri_un_nostro_eroe-26554728/?ref=HRER3-1

[7] Documento conclusivo dell’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo, pag. 18 e seg.

[8] Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, http://www.cdec.it/

[9] Marco Pasqua, Un italiano in Siria per osannare il dittatore Assad, La Repubblica, http://www.repubblica.it/esteri/2011/11/14/news/attivista_pro-siria-24987027/

[12] Magdi Allam, La Prima Internazionale dell’odio, Corriere della Sera, 31.07.2006

[13] Alexandre Del Valle, I rossi, i bruni ed i verdi, 19.04.2008, http://blog.alexandredelvalle.com/archives/281-I-ROSSI,-I-BRUNI-ED-I-VERDI.html

[15] Documento conclusivo dell’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo, pag. 18 e seg.

[16] Franco Cardini, Il caso fiorentino e la crisi europea,  13 Dicembre 2011, http://www.francocardini.net

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Una risposta a L’ONDA LUNGA DELLA REPRESSIONE

  1. wids72 ha detto:

    Il meccanismo mediatico liberal-democratico traducendosi nell’emanazione del “politicamente corretto”, fissa i punti cardine dentro i quali, stampa, televisione, dibatiti e approfondimenti devono escusivamente convergere, pena l’etichettamento appena espresso nell’articolo. Ci chiediamo di fronte a tutto il ciarpame il semplice cittadino quale caos e senso di frustrazione vive intimamente aggiunto oltretutto da una crisi che esprime la fine di un sistema che tocca l’uomo in tutto il suo insieme. Non può essere tollerata una vita fondata sull’insabbiamento della coscienza e della conduzione della stessa tramite un sistema eterodiretto; a un certo punto a forza di vivere nel pantano della povertà non solo materiale, ma anche spirituale deve tornare normale la ribellione della propria identità verso un senso di verità che incontrovertibilmente appartiene a qualunue persona. Il Sistema stesso ha ben oleato in un sessantennio la sua azione condizionatrice delle coscienze creando masse di persone ingnare di ciò che le accade attorno e che insensatamente si avvicinano al baratro. Il quadro è drammatico indubbiamente, visti gli scenari economici e geopolitici nell’ottica del cosidetto politicamente corretto. Fin quando la libera coscienza di ancora pochi uomini liberi, non per molto dal nostro punto di vista, ha la forza e l’intento di affermare con il proprio agire e il comportamento quotidiano quali siano i veri valori di una storia, di un popolo, di una tradizione, questo sistema avrà sempre un argine per quanto non considerato, che non permetterà che la verità obiettiva storica-culturale-sociale abbia il suo termine…A tutti gli uomini liberi Buone Feste e in alto i cuori!!!!

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