ELOGIO DELL’ERESIA.

Ci piace l’eresia, mentre l’ortodossia a forme e contenuti preconfezionati ci sta come un paio di belle scarpe troppo strette per poterci camminare. Ma non per questo ci atteggiamo a bohemien scapestrati che ambiscono scandalizzare a tutti i costi. Siamo atei, spiritualisti, cristiani tradizionalisti, pagani o semplicemente agnostici, ma amiamo tanto conoscere, capire ed elaborare concettualmente le cose del mondo che ci circonda. Nelle questioni dello spirito siamo libertari a tutto tondo, come lo erano gli imperatori di Roma prima di Costantino o come lo fu Federico II, perché ognuno prega il suo Dio come e quando vuole; così come nelle cose degli uomini non diamo per scontato nulla se non i valori che riteniamo intangibili e per i quali siamo e saremo sempre disposti alla tenzone, come altri prima di noi hanno fatto sui campi di battaglia di tutto il mondo, avendo di fronte, in un’alleanza inconcepibile, il diavolo e l’acqua santa.

Non chiediamo di essere capiti anche se ci piacerebbe fossero in molti a farlo. Se non altro perché siamo convinti che la nostra “formula” sarebbe oggi vincente sul piano dell’organizzazione socio-politica e rappresenterebbe un momento di rilancio delle forze vive di intere nazioni, da decenni sottomesse alla logica dell’economicismo usurocratico di matrice liberista. Dicevamo di non chiedere comprensione, consci come siamo che in sessanta anni la cupola di potere che gestisce ogni e qualsiasi forma di attività umana ha compiuto un’opera mirabile di intossicazione delle menti per la qual cosa serviranno vaccini formidabili, che solo eventi epocali saranno in grado di produrre.

Non aspiriamo ad essere compresi perché siamo consapevoli che il nostro è un linguaggio che pretende incessantemente e pervicacemente di parlare dell’Uomo all’Uomo:all’Uomo nella sua completa ed intima essenza di figura bisognosa di strumenti materiali come di apporto trascendente e metafisico, laddove oggi il materialismo più infimo e volgare pervade ogni azione della stragrande maggioranza di uomini, donne e bambini, ridotti ad essere delle unità di consumo a tutto tondo.

Chi, oggi, può dire con assoluta sincerità di conoscere una religione, più o meno dogmatica che sia, o una filosofia dell’esistenza o una più terrena fede politica che riesca ad attecchire solo grazie alla forza intrinseca del suo messaggio? Il relativismo di tutto e su tutto ha reso ogni esplicazione umana suscettibile di elaborazione o pronunciazione contraria o asimmetrica. La “democrazia” senza più demos – come ama dire il nostro maestro Dal Piaz – rende oggi tutto possibile: ciò che per te è una menzogna, per il tuo vicino di casa è oro colato, a prescindere dal ragionamento sulla materia del contendere! Già, perché meno si ragiona meglio è; meno si pensa, meno problemi incontri. Perché in fin dei conti ognuno può trovare la scappatoia giusta o la giustificazione palese alle sue teorie.

Finisce così che anche il sacro dovere dell’Eresia e dall’Anticonformismo risulta essere banalizzato, reso qualunque da un sistema valoriale che è onnivoro, in base al quale vale il ragionamento che tutto è lecito e nulla è certo. E’ questo un meccanismo di standardizzazione sul quale hanno lavorato tutti: le chiese, la politica con i partiti, le multinazionali, la finanza, per non parlare dei mezzi di comunicazione, che spesso se non sempre sono al servizio di uno dei soggetti testè menzionati.

Siamo dunque arrivati al punto che dire una cosa scomoda od eretica, purchè resti limitata ad un numero di persone ragionevolmente ristretto che non rappresenti un fisiologico pericolo per il sistema, fa giustamente parte di quel diritto di “tribuna” che va “democraticamente” riconosciuto a tutti.

E allora in occasione di questo Natale ci piace continuare ad essere scomodi, se non altro perché è pure difficile farne a meno. Lo spunto ce lo da questa volta una istituzione sempre meno credibile ed ormai del tutto secolarizzata, quella chiesa cristiana,i cui capi hanno da tempo perduto ogni minimo segno di sacralità del loro ministero. Cosa sono i vescovi che esortano la nascita di un governo al posto di un altro se non faccendieri e politicanti? Cosa è un Papa che rifiuta ad una famiglia la verità sulla scomparsa di una ragazzina o sulla sepoltura di un delinquente in una basilica vaticana, se non un vero e proprio capo di Stato con obblighi ed impegni propri di un qualsiasi uomo politico? Cosa è un ordine religioso come quello francescano che mette vigilantes in divisa alla porta d’ingresso del Sacro Convento di Assisi per far desistere i barboni dal chiedere un alloggio, se non l’ennesima forma di ipocrisia di chi veste una tonaca?

Da ex cristiano non pentito, da profondo spiritualista, quantunque laico convinto, mi chiedo come la gente comune della strada possa ancora regalare un minimo di fiducia ad una istituzione umana che è lontana anni luce dal messaggio rivoluzionario del Cristo o dall’esempio di Francesco d’Assisi. Da eretico rompiscatole e contestatore mai domo mi domando se sono matto io oppure ciechi gli altri a non vedere nel signor Joseph Ratzinger uno che con il Cristo del Tabor o con il Francesco del Cantico delle Creature non ha proprio nulla da spartire! Più che Cristo in terra il signor Ratzinger (e tutti i suoi vescovi) è Caifa, pronto a far immolare chi rappresenta uno scoglio troppo arduo da affrontare. Invece di autoproclamarvi santi l’un l’altro, non sarebbe forse miglior cosa cominciare a prestar fede alle parole di cui vi riempite la bocca, cominciando voi stessi a dare l’esempio?

Potreste e dovreste iniziare ad aprire veramente i vostri conventi a coloro che bussano per la disperazione, memori del detto “bussate e vi sarà aperto” e non mettendo delle guardie fuori della porta come in una sede diplomatica. Potreste e dovreste iniziare a vendere molte delle vostre immense proprietà per fare del bene in giro per il mondo, memori della spoliazione che Francesco fece nella pubblica piazza. Potreste e dovreste abbandonare ogni impegno politico ed economico e riprendere veramente la cura delle anime, memori delle parole del Cristo al Sinedrio. Potreste, ma non lo farete.

Ed è per questo che l’eresia diventa oggi più che mai un dono di Dio.

FERNANDO VOLPI

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Una risposta a ELOGIO DELL’ERESIA.

  1. wids72 ha detto:

    E proprio come Lui, il Cristo, subì l’infamia per aver dichiarato che erano dei sepolcri imbiancati e delle vipere condannò quel tradizionalismo asettico che si allontana dallo Spirito di Dio, dal comandamento di verità che richiama l’uomo alla stessa essenza e somiglianza di Dio…La verità vi renderà liberi, quale messaggio più che mai ci viene esortato nell’intento di dimostrare e di vivere in sintonia con ciò che di più reale appartiene all’uomo…la sua vita. Non ci curiamo di coloro che falsamente ed ipocritamente hanno spodestato la vera autorità di Dio con la loro igmominia e infamità suggellata da 1600 anni di storia il frutto di un sincretismo ideologico pagano cristianizzato rendendo con ciò milioni di generazioni di persone ebeti sottoposte al loro lavaggio del cervello per poter lucrare e rendere le società asservite ai poteri forti di cui ne sono gli alleati più sodali. Noi andiamo oltre, veniamo da esperienze le più svariate, cercando il senso della verità e crearne un costrutto ideale per una società prospettivamente libera. Ribelli e rispettosi con chi della vita ne vuole succhiare il midollo e la pienezza, mai domi di fronte alla realtà alle ingiustizie che siano queste traformate in normalità, perchè di una Linea Retta ne facciamo una filosofia che si sposa con un identità libera sociale e nazionale…In alto i cuori!!!

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