GIORGIO BOCCA: IL PARTIGIANO.

I commentatori intervenuti in occasione della morte di Giorgio Bocca, hanno usato una parola di troppo, a cominciare dallo stesso presidente della Repubblica: COERENZA.

No, questa proprio non possiamo lasciarla passare. La coerenza è altra cosa rispetto alla vita e al comportamento di questo signore.
Non vogliamo dedicargli troppo spazio, bastano pochi riferimenti che tiriamo fuori da “Rosso e Nero” di Beppe Niccolai:

“E’ il 14 agosto 1942. Le Armate dell’Asse dilagano nel Caucaso e in Africa. Sul settimanale di Cuneo “La Provincia Grande” compare un articolo dal titolo: “Documenti dell’odio giudaico: i protocolli dei Savi anziani di Sion. Il sovvertimento mondiale attuato dagli ebrei, prima con le istituzioni liberali, poi con il collettivismo, ha ricevuto un colpo tremendo dal sorgere del movimento fascista che ha denunciato la inconsistenza pratica della parola libertà in campo politico dove gli uomini sono in tal modo costruiti da trasformare la libertà loro accordata in anarchia. Una rabbia immensa deve aver riempito il cuore degli anziani di Sion, nel sentire dei non ebrei dire che il comunismo è una utopia irraggiungibile e che le sue applicazioni pratiche sono costruzioni meccaniche e crudeli dove milioni di schiavi lavorano per una minoranza. L’odio di chi vede svelati i suoi piani è enorme, l’odio di chi vede rovinare i propri piani è tremendo. Questo odio degli ebrei contro il Fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia: in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere in un tempo non lontano essere schiavo degli ebrei ? Da ciò la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porlo in stato di schiavitù”
“Chi è l’autore di questa nota ?” si chiede Niccolai. “Provate ad indovinare. E’ il giornalista più coccolato della sinistra radical-chic. E’ il giornalista più intervistato d’Italia. E’ il giornalista, senza il quale, la Televisione non dà avvio a dibattiti sulla libertà, l’antifascismo, il terrorismo”. Prosegue sempre Niccolai: “Si chiama Giorgio Bocca. E’ stato comandante partigiano della decima Divisione Giustizia e Libertà, vice comandante politico nel cuneese. Lo ricordano spietato e crudele. La cosa non sorprende: la necessità di dover far dimenticare il suo passato in camicia nera, quando la sorte delle armi cambiò in sfavore dell’Asse, lo portava ad essere feroce. I voltagabbana si caratterizzano sempre così.”

Fin qui Niccolai. Noi Vogliamo aggiungere che spietato e crudele lo è stato davvero, fino al punto di uccidere a sangue freddo con un colpo alla nuca prigionieri di guerra catturati dalla sua banda.
Quando la sua repubblica, quella nata dalla resistenza, ha mostrato il suo volto corrotto e violento, allora egli è diventato il “fustigatore” implacabile dei costumi.
Sempre Beppe Niccolai su “Rosso e Nero” riporta quanto Giorgio Bocca pubblicò su “Repubblica” del 21 luglio 1982:
“Banditi – giustizieri( la camorra) e banditi – ideologici (le Br), si ritrovano insieme a Napoli, dopo il ventennale black-out del fascismo. La camorra del 1944, come l’attuale, è al tempo stesso sovversiva e conservatrice, delinquenziale e paralegalitaria. Allora (1944) lavorava insieme al colonnello Poletti, proconsole americano che si è scelto, opportunamente, come consigliere d’affari Vito Genovese, un patriota di cosa nostra. Sono tempi d’oro, la camorra alleata controlla la stazione circumvesuviana di Scafati, il mercato ortofrutticolo, la Shanghai street vicina al porto; ma neppure oggi 1982 le cose vanno poi tanto male, la pioggia di miliardi del dopo terremoto cade in gran parte nella cosiddetta “famiglia” vecchia o nuova che sia e spiega le sanguinose lotte per la spartizione.” Cosi scrisse Giorgio Bocca.
Commenta Niccolai: “E’ un’analisi esatta, il partigiano, l’antifascista purissimo, il democratico Giorgio Bocca lo fa in modo spietato. Quell’analisi ha un solo difetto: di essere tardiva e di non andare alle origini, alle cause.”

Proprio vero diciamo noi, ha dimenticato che anche lui, il partigiano Bocca, ha beneficiato dei lanci di denaro del colonnello Poletti e anche lui ha contribuito a edificare questa repubblica dei malaffare, nata dalla resistenza.

Comunque noi siamo generosi; riposi in pace !
(Stelvio Dal Piaz)

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3 risposte a GIORGIO BOCCA: IL PARTIGIANO.

  1. Anonimo ha detto:

    Si Siamo generosi e rispettosi, perchè Noi non siamo soliti sparare alla schiena di nessuno. Tanto meno di uno che è passato oltre. Quello che pensavamo e pensiamo su certa gente lo diciamo quando ancora hanno e avrebbero fiato per rispondere e non quando non possono farlo più. Per quanto mi riguarda è morto un altro un voltagabbana della venticinquesima ora!! E lo ha fatto fino a 91 anni suonati……il Grande Spirito ha dato molto ad uno che meritava tanto di meno.

    FERNANDO VOLPI

  2. emilio ha detto:

    ….. NO !! PER I TRADITORI ,E’ COSI’ CHE SI CHIAMANO, NESSUNA PIETA’…. NOI SIAMO DIVERSI CONOSCIAMO LA LEALTA’ E SIAMO DISPOSTI A MORIRE PER ESSA !! … CI IDENTIFICHIAMO ANCHE NEL SACRO ANIMALE … IL LUPO !!.. E ALLORA IMPARIAMO DA LUI !! QUESTO NATALE GLI DEI COME REGALO CI HANNO PORTATO LA GIUSTA MORTE DI UNO SPORCO ARROGANTE TRADITORE….. ORA SARA’ DI FRONTE A TUTTE LE PERSONE ONESTE CHE HA TRUCIDATO .. CHE PAGHI PER TUTTA L’ETERNITA !!!!!

    MEINE EHRE HEIßT TREUE’ Emilio Mangiarotti S.H.88

  3. wids72 ha detto:

    Quel monito che ha l’ardore di libertà che si chiama libertà non permette all’igmominia che venga repressa facendo vedere ciò che non si è, ma soltanto quell’essere sepolcri imbiancati emerge verso coloro che conoscono e concepiscono quella vità fatta di coerenza e libertà perchè discernimento e spiritualità sono il pane quaotidiano….In alto i cuori!!!!

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