COMUNICATO DI FINE ANNO.

Stasera un presidente di una repubblica con “democrazia sospesa”, nata dall’odio di parte e servilmente disposta a subire ordini eterodiretti si metterà a fare la solita litania di un discorso di S.Silvestro che mai come quest’anno apparirà inconcludente, ipocrita e mellifluo tutto proteso a ipnotizzare gli italioti disposti ad ascoltarlo. Noi agli Italiani – chi ne ha ancora dignità di appartenenza identitaria – invece, inviamo questo semplice ma diretto e reale comunicato.

Ufficio Politico U.S.N. – RSI

Cari Camerati e compagni di lotta socialisti nazionali, iscritti militanti, o semplici simpatizzanti che ci auguriamo presto annoverare tra le nostre schiere, un anno importante sta per concludersi; un anno che ha visto compiuta l’evoluzione del nostro Centro Studi in una realtà politica a tutto tondo che ha un fine strategico chiaro e coerente ampiamente documentato nel progetto politico.

E’ evidente che nel panorama partitocratico attuale di un “paese” alla deriva come è purtroppo oggi la colonia “italya”, la forza prorompente di tale progetto politico e di chi lo propone è forse – e crediamo non sia nemmeno un  male – ancora poco evidente ma chi ha scelto con spirito volontario di ritornare ad essere un Soldato Politico e non un semplice “tesserato di qualcosa”, un “fiancheggiatore del sistema” o un “ingranaggio di macchina elettorale” è conscio che il formarsi della nostra azione politica oltre la meta politica ha una grandezza che emergerà nei momenti dovuti e nella contingenza necessaria al ritorno di una “Nazione” degnamente chiamata Italia.

La profondità del sisma finanziario e socio-economico è tale per cui le fondamenta stesse dell’architrave del (sotto) modello di sviluppo liberalcapitalista, plutocratico, usuraio e apolide, saranno inevitabilmente divelte come e più di quanto non avvenne per il contro riflesso di stampo marxista del modello “socialista reale”; più fragoroso sarà certo il crollo del Muro delle “city” che non di quello fatiscente di Berlino e sopra quelle rovine dovremo marciare con la nostra bandiera al vento !

E guai a credere che ci si salva “dividendoci” in esperienze “indipendentiste” di tipo localistico che anzi sono un ulteriore passepartout per le mire mondialiste. Noi difenderemo anche l’italianità nel suo complesso (con le buone ed anche con le cattive se sarà necessario !), qualora lo sciattame leghista-padano o certo inutile revanchismo pseudo identitario meridionalista pensasse di trovare scorciatoie di tipo balcanico o mitteleuropeo alla……”ceka”….!

Ci hanno infilato in un tunnel di cui non si vede la fine anche perché, nella maggioranza degli italiani, manca il coraggio di mettere in discussione principi e concetti che sono stati accettati acriticamente come Vangelo rivelato.

In primis occorrerebbe prendere consapevolezza che la vera storia del “sogno americano” nel quale sono state cresciute e fatte vivere intere generazioni post belliche, è una colossale menzogna. Per uscire dal tunnel non c’è altra strada che ribellarsi al suo perverso sistema mercantile, egoistico e, in ultima analisi, anche distruttivo.

La cronaca della marcia verso l’impero globale mostra adesso la sua vera faccia ed è una storia tragica di debiti, inganni, schiavitù, sfruttamento, saccheggio, aggressioni, guerre preventive come non si era mai verificato nella lunga storia dell’umanità. E’ una storia che ha inquinato la mente, il cuore, l’anima della gente di tutto il mondo che, adesso, ha il sacrosanto diritto di ribellarsi anche perché ha assunto dimensioni terrificanti, tanto a causa della sua estensione in questi tempi di globalizzazione, quanto a causa della cinica pianificazione con cui viene realizzata. Alcune tappe di questa lunga marcia di “predazione”, mondiale, vanno ricordate perché importanti e significative.

Nel nr. 21 della rivista “HISTORICA” del Centro Studi di Storia Contemporanea, il Combattente R.S.I., dottor Toni Liazza, scrive:

“A Bretton Woods, New Hampshire (USA), il 22 luglio 1944 fu proposto il sistema della convertibilità di ogni moneta nel dollaro e della convertibilità del solo dollaro in oro. Contemporaneamente furono poste le basi del Fondo Monetario Internazionale, con lo scopo di aiutare le monete in difficoltà nel sostenere la parità fissata a Bretton Woods. Gli accordi entrarono in vigore il 27 dicembre 1945.

A Camp David il 15 agosto 1971, Nixon abrogò unilateralmente gli accordi di Bretton Woods e svincolò il dollaro dalla parità con l’oro. Questa data segna lo scioglimento definitivo di ogni legame tra le monete cartacee e un metallo prezioso. Da allora le Banche Centrali (in massima parte private, N.d.R.), hanno continuato a stampare moneta di carta fondata sul nulla. L’attribuzione della proprietà della moneta alle banche che la emettono, le Banche Centrali, crea quello che viene chiamato “debito pubblico “, conseguenza primaria della truffa. Il sistema bancario, appropriandosi della sovranità monetaria negli Stati Nazionali e nelle Unioni Federali, si è indirizzato verso una sovranità globale. Chi pensa che la gestione della moneta sia roba da banchieri continuerà ad essere truffato finché camperà.”

In queste poche righe è spiegato l’arcano del debito pubblico che grava come una spada di Damocle sui popoli e sulle nazioni, come pure risultano evidenti le motivazioni e le responsabilità della 2a Guerra mondiale ( la guerra del Sangue contro l’oro ! ) dal momento che i tre stati che gestivano direttamente l’emissione della moneta erano l’Italia, la Germania e il Giappone.
Accertata questa verità, c’è ancora qualcuno che vuole continuare a seguire le litanie soporifere del professor Monti e sodali, ritenendole salvifiche ?

Ed allora occorre una bandiera che non ha conosciuto onta di abiure, tradimenti e rinnegamenti, che ci viene consegnata dal Sangue dei Martiri e dei Combattenti dei Popoli d’Europa che hanno cercato di opporsi all’invasione atlantica, e che ha dunque Storia e Tradizione alle spalle ma che nello stesso modo ha una dinamica visione del futuro per il risveglio sociale e nazionale.

Dunque un nuovo anno drammatico ci appare nelle prossime ore ma nella consapevolezza che è proprio dalle catarsi più sconvolgenti che può nascere una vita rinnovata e finalmente degna di tale nome.

Non siamo catastrofisti ma realisti; non amiamo il “tanto peggio, tanto meglio”, ed anzi siamo consapevoli che solo “Più buio che a mezzanotte non viene, ma consci che per cogliere l’alba occorre essere svegli, pronti ed organizzati.

Ecco allora che il nostro 2012 dovrà essere caratterizzato da volontà indomita, spirito combattente e capacità disciplinata di promuovere la conoscenza del socialismo nazionale anche con lo stile e la forma che ci sono propri per “diritti araldici”, come ama ricordare il nostro Senator Stelvio Dal Piaz.

Non temiamo alcun giudizio – interessato o meno – che vorrà provare a disarticolare, a ghettizzare, ad annacquare le nostre tesi, i nostri principi etici e dottrinari; marceremo senza sosta imperturbabili, pronti anche a fare pure pezzi di strada assieme a chi si vorrà affiancare con spirito costruttivo, ma non perdoneremo mai alcun attacco proditorio e vile di mentecatti e meschini destri come di “sciancati della storia” sinistri.

E canteremo al sole i nostri canti belli……………” !

Buon Anno Socialista Nazionale.

Il Presidente U.S.N. – RSI

Maurizio Canosci.

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