L’ARMA DELLA DESTRA E’ CARICATA A SALVE.

destravC’é un suo perché se da tempo rifiutiamo ogni etichetta che prefiguri l’accostamento del Socialismo Nazionale con qualsivoglia elemento del panorama politico italiano che sia collocabile giornalisticamente, semanticamente, socialmente e culturalmente “a destra” in tutte le declinazioni più o meno compatibili.

Da quello che si evince dai fatti risulta sempre più evidente che l’arma della “destra” é – di fatto – caricata…..a salve, cioé é incapacitata a offendere nel senso più politico del termine naturalmente.

Da situazioni imbarazzanti di richieste istituzionali alla massima carica di questo stato “democratico ed antifascista” per essere in qualche modo tutelati, alla pretesa di farsi carico della protesta di piazza per la sovranità nazionale continuando viceversa a voler flirtare con l’indigeribile “popolo delle libertà”, fino ad arrivare all’urticante ammasso del “terzo polo” é ormai evidente come “la destra” italiana nel suo complesso abbia derubricato il concetto di “radici che non gelano mai” a semplice mozione degli affetti da bancarella di fiera paesana.

Ma il male non viene mai tutto per nuocere se finalmente il concetto di appartenenza sociale ed identitaria per troppo tempo occultato dietro il paravento storicamente contingente del bipolarismo geopolitico dei blocchi contrapposti oggi ha la libertà di esprimersi senza più condizionamenti ed infingimenti e purché si laceri ogni residua ambiguità con il sottobosco del potere.

La situazione é estrememante chiara; il mondo non é più diviso artatamente tra “comunismo” ed “anticomunismo” ma é omologato – salvo rare eccezioni –  nel suo totale asservimento alla sub-cultura economicista controllata dall’oligarchia usurocratica dei detentori della sovranità di emissione dei mezzi monetari. Questo riflette, in ogni latitudine contaminata da tale metastasi, l’immagine plastica di una artefatta conflittualità “destra” vs. “sinistra” in cui gli attori predisposti devono recitare a soggetto secondo un copione la cui sceneggiatura ha ricevuto il preventivo placet della “censura” eterodiretta.

L’Italia non é da meno, considerata anche la sua perenne valenza geostrategica oggi più che mai valoriale nel controllo dell’area vicino orientale, e si adegua supinamente; d’altra parte come “commedianti” non abbiamo da imparare da nessuno.

Ed allora il nostro volersi “NON ADEGUARE” socialista nazionale diventa fatalmente la cartina di tornasole con cui tutti avranno da confrontarsi, soprattutto in quelle realtà melmose che continuano a volersi fare del male da sole rimanendo ancorate al termine “destra”.

Perché ormai é evidenza; chi crede di proseguire nell’inganno dell’uso ambiguo di atteggiamenti, parole d’ordine, enfasi ed accostamenti impropri si ridicolizza da solo quando le azioni non corrispondono ai pensieri e verrà ridicolizzato definitivamente quando di fronte all’opzione “ludi cartacei” o ribellione sceglierà la prima cercando affannosamente un posto in lista per la “riffa parlamentare”.

Lupo Alfa.

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2 risposte a L’ARMA DELLA DESTRA E’ CARICATA A SALVE.

  1. wids72 ha detto:

    Questo manipolo di combattenti del pensiero e dell’idea socialista nazionale, da tempo oramai, spaziando in quell’aurea di verità che concepiamo e tentiamo di radicalizzare sul territorio, abbiamo abbandonato la melmosa dicotomia destra/sinistra avanzando in quelle istanze sociali che le oligarchie del potere finanziario usocratico tentano progressivamente di abbattere sotto la scure di un’economia virtuale. Noi siamo qui più vivi che mai nel porre in essere un contributo fattivo e risolutivo per la rinasciuta nazionale. In alto i cuori!!!!

  2. Anonimo ha detto:

    Da come si evince dagli ultimi fatti di queste ore poi a quanto sembra non pare che qualche “lettera aperta” a Napolitano abbia sortito l’effetto desiderato…….anzi !!!

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