LE MENZOGNE GOLPISTE

E’ prassi ormai giornaliera che i cittadini italiani vengano bombardati da una cannoneggiamento continuo di notizie economiche catastrofiche, in maniera virulenta e subdola, con strategie mediatiche di indubbia intelligenza che non permettono ai fruitori di formarsi un ragionamento sereno, ma con l’intento ben specifico di arrivare dritti al nervo scoperto degli uditori: il portafoglio e la paura.

Lungi da noi santificare l’operato del precedente governo, un similare burattino in mano delle lobby transnazionali, al quale è stato sufficiente agitare la minaccia di “requisizione” dei gioielli arcoriani di famiglia per farsi da parte. Ma è obbligo constatare, soprattutto per spiegare il meccanismo mendace che ha portato al governo questi “tecnocrati bianchi”, che evidentemente le ultime finanziarie progettate da Tremonti (comunque ricordiamolo appartenente all’Aspen Institute, ossia a uno dei think tank più influenti) qualche risultato l’avevano portato. 

Mentre le scorse giornate hanno sancito questo risultato per l’ultima asta dei titoli di stato: “Bot annuali e semestrali a ruba: le aste dei titoli sono andate molto bene con rendimenti crollati. Il ministero del Tesoro ha collocato bot annuali per 8,5 miliardi di euro: il tasso è stato più che dimezzato a 2,735% dal 5,95%. Sono stati collocati tutti i titoli offerti a fronte di una domanda più elevata pari a 12,523 miliardi. Il Tesoro ha inoltre collocato bot semestrali per 3,5 miliardi con un rendimento in netto calo a 1,644%. I titoli offerti sono stati tutti collocati a fronte di una richiesta quasi doppia pari a 6,485 miliardi di euro. La Borsa di Milano corre, mentre lo spred è in forte calo. Il differenziale di rendimento tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti crolla a 472 punti, dopo l’asta dei Bot. Il Tesoro ha dunque collocato tutti gli 8,5 miliardi di Bot a 12 mesi (gennaio 2013) nell’asta di giovedì con rendimenti in picchiata al 2,735% dal 5,952% dell’ultima asta, quella del 12 dicembre. Assegnati per intero gli 8,5 miliardi di Bot messi in asta. Forte la domanda: sono state ricevute richieste per 12,523 miliardi.”

Altri due dati tutto sommato confortanti sono arrivati negli ultimi giorni.

RAPPORTO DEFICIT PIL: “Nei primi nove mesi 2011 il rapporto tra deficit e Pil è stato pari al 4,3%, inferiore di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2010 (era al 4,6%). Lo comunica l’Istat, diffondendo i dati grezzi sull’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche. È il miglior dato dai primi nove mesi del 2008. Ad influenzare il dato sul deficit/Pil è stato soprattutto il terzo trimestre 2011, quando il rapporto si è attestato al 2,7%, inferiore di 0,8 punti percentuali sullo stesso periodo del 2010 (era al 3,5%).

FABBISOGNO DELLO STATO: “Nel 2011 il fabbisogno annuo del settore statale ammonta, con i dati provvisori al 31 dicembre 2011, a circa 61,5 miliardi: 5,5 miliardi in meno rispetto all’anno precedente che aveva chiuso con un fabbisogno annuo di circa 67 miliardi. Lo rende noto il Tesoro. A dicembre si registra un avanzo del settore statale provvisoriamente determinato in oltre 8 miliardi, inferiore di circa 2 miliardi rispetto a quello realizzato nel dicembre 2010 che fu di oltre 10 miliardi. Lo rende noto sempre il Tesoro precisando che in termini omogenei, tenuto conto dell’erogazione a favore della Grecia e della riduzione della percentuale di acconto Irpef, l’avanzo del mese si attesterebbe a oltre 12 miliardi.

Senza dubbio dati positivi. Ciò sta a significare che le finanziarie precedenti, seppur emanate da un governo pittoresco, liberale, lobbista, e politicamente NULLO (come si è visto al momento della dipartita), sono andate a toccare una parte consistente di spesa pubblica, con i conseguente tagli agli enti territoriali, tagli che hanno portato labili ma comunque minimi risultati.

Giusto anche rilevare che tali tagli, seppur positivi per lo Stato, hanno toccato la sfera dei cittadini in maniera tangibile, essendo stati razionati in molti comuni e regioni i servizi per la comunità, provocando anche dolorosi disagi sociali. In questa sede, non possiamo aprire un capitolo (che sarebbe doveroso) circa gli sprechi della macchina statale e sul lobbismo degli enti territoriali, che spesso invece di “essere posti al servizio del cittadino” sono dei meri Consolati al servizio dei grandi partiti.

La Battaglia Euro – Dollaro.

Quello che sta invece accadendo sullo scenario europeo è proprio una guerra intestina fra Dollaro ed Euro;  o meglio un attacco mirato e continuativo da parte della finanza a stelle e strisce contro la sovranità europea.

E’ sufficiente vedere i corsi Euro-Dollaro e il grafico dello Spread Btp Bund degli ultimi mesi per accorgersi di quanto sta succedendo.

I meccanismi principali di questo attacco sono diversi:

– Coercizione attraverso la manipolazione e la conseguente drammatizzazione del debito pubblico attraverso l’uso di strumenti finanziari (spread, aste titoli pubblici, corsi azionari, derivati, beni rifugio)

– Il meccanismo di manipolazione del corso delle valute

– L’uso delle agenzie di rating come martello per “incanalare” l’andamento dei mercati e dei debiti sovrani

E l’Italia, in questo simpatico panorama, è stata scelta come vittima sacrificale, insieme a Grecia, Portogallo, Irlanda…e adesso probabilmente anche la Francia.

Ecco le notizie di ieri che certificano quanto sopra riportato: “Ore drammatiche nell’ Eurozona colpita dalla scure di Standard & Poor’s in chiusura di una settimana che aveva fatto sperare nell’allentarsi della crisi del debito e intravedere i primi segnali di fiducia sui mercati. La Francia perde la tripla A e analogo declassamento è atteso per l’Austria mentre ancora più severo è il taglio che colpisce Italia, Spagna e Portogallo che scendono di due gradini alla tripla B. Il taglio, scrive S&P nel comunicato separato con il quale formalizza il doppio taglio al rating dell’Italia « riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell’Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche». Da Palazzo Chigi trapela l’idea che la decisione di S&P va letta come «un attacco all’ Europa e che la risposta deve essere europea e collettiva».  A Parigi, ha preso posizione ministro francese delle Finanze Francois Baroin ha già preso posizione, assicurando che «non ci saranno nuove manovre». «Non è una catastrofe – ha affermato – non ci faremo dettare la politica dalle agenzie di rating». Di «un’azione politica» contro l’Europa ha parlato anche il governatore della Banca centrale dell’Austria e membro della Bce, Ewald Nowotny.  (…) Non bastasse, è arrivata da Atene la notizia della pausa impressa dalle banche al negoziato sul debito. L’Institute of international finance (Iif), che rappresenta i creditori privati, ha annunciato in una nota la sospensione delle trattative sulla ristrutturazione del debito pubblico. «Sfortunatamente, nonostante gli sforzi della leadership greca – si legge – la proposta elaborata dal comitato di creditori e investitori privati, una riduzione nominale senza precedenti del 50% dei bond sovrani greci da loro detenuti, non ha prodotto una risposta costruttiva coerente da entrambe le parti». In queste circostanze, prosegue l’Iif, «le discussioni con la Grecia sono interrotte per una riflessione».

Le piovre mondiali di area atlantica vogliono la disgregazione della moneta Euro, e conseguentemente dell’Unione Europea, per salvare l’economia statunitense ormai divorata da un gigantesco debito pubblico e con le riserve valutarie detenute in gran parte da Cina e Giappone. Proprio il Washington Post ha comunicato poche ore fa che l’Amministrazione Americana (come preannunciato da Obama alcuni giorni fa) intende diminuire le spese militari: immediata la diminuzione di soldati americani sul suolo europeo attraverso il ritorno sul suolo patrio di 2 armate. I soldati in Europa passeranno da 560,000 a 490,000, cifre comunque spaventose per un’Europa che vuol definirsi, de facto, Sovrana. Per una più completa analisi della strategia americana dei prossimi anni rimandiamo al nuovo documento pubblicato alcuni giorni fa dallo stesso governo americano (http://osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/2012/01/10/dipartimento-della-difesa-degli-stati-uniti-sustaining-us-global-leadership-project-for-21st-century-defense/).

Questi eventi sono giustificati dal fatto che nel 2012 le battaglie non si combattono con i fucili ma con gli strumenti finanziari. E sono proprio questi strumenti finanziari che riescono ad assoggettare interi stati sovrani, che divorati dal debito pubblico, sono obbligati a chiedere aiuto alle autorità mondiali sovranazionali come BCE o FMI (vedi John Perkins, Confessioni di un Sicario dell’Economia).

Il piano definitivo dovrebbe prevedere la creazione di due monete europee: il SuperEuro (Germania, Olanda, Lussemburgo e poche altre monete vicine del Nord Europa) e l’Euro dei Poveri (Francia, Italia, Grecia, Spagna, etc…). In questo modo il controllo che le lobby dei banchieri avranno sul continente europeo sarà pressochè totale.

Il risultato geopolitico, amministrativo e sociale potrebbe essere quello tragico, che più o meno umoristicamente, l’Economist ipotizzò nel 2010 in un articolo giustappunto intitolato “Redrawing the Europe Map“; osservato a 2 anni di distanza, ci fa quasi rabbrividire.

I burattini del golpe

La “tragedia greca” messa in atto in Italia nelle ultime settimane del 2011 è sintomatica di ciò che asseriamo. Il meccanismo dello spread, o per meglio dire, “il mercato manipolato”, ha permesso ai Banchieri Europei di defenestrare il burattino di Arcore, ed inserire in tutta tranquillità al comando del carrozzone Itaglia un governo di tecnocrati. La strategia è servita a “mettere in amministrazione controllata” la casta politica italiana, tra derive neodemocristiane, massonerie compiacenti, e piduisti profittatori. Questo sarà il governo dei Liquidatori, delle Tasse vampiresche, della distruzione dello stato sociale, dei licenziamenti di massa, della povertà, della perdita definitiva della Sovranità Nazionale.

A chi invece, vorrebbe mettere sul piatto i dati tragici sulla disoccupazione: (Male l’occupazione negli ultimi mesi dell’anno scorso. Il tasso di disoccupazione a novembre è all’8,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua. Lo rileva l’Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie. È il livello più alto da maggio 2010. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è al 30,1%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. È il tasso più alto da gennaio 2004 (anno dell’inizio delle serie storiche mensili). È allarme disoccupazione poi per le giovani del Mezzogiorno. Nel terzo trimestre del 2011 il tasso di disoccupazione delle giovani d’età compresa tra i 15 e i 24 anni che vivono al Sud è al 39%: sono senza lavoro, dunque, quasi quattro ragazze su dieci di quelle che partecipano attivamente al mercato del lavoro) giunti qualche giorno fa, sarà bene ricordare che sono il prodotto, non di scellerati e pittoreschi bunga bunga dell’ultima ora, ma bensì il risultato di 50 anni di scellerate politiche neoliberiste a livello globale, che, una volta imploso il circolo vizioso del “consumismo sfrenato” stanno richiedendo il loro tributo di sangue alla popolazione lavorativa.

Parafrasando un diffuso modo di dire: siamo passati dalla “Padella dei Nani e delle Ballerine” alla “Padella dei Cyborg Tecnocratici”. Una padella diversa, antipolitica, viscida, pericolosa e assolutamente distruttrice, in quanto la politica italiana ha totalmente abdicato. Dopo 17 anni di teatrini berlusconiani, l’opposizione si è rivelata quello che diciamo da tempo: un bluff al servizio delle lobby apolidi.

E’ dunque nostro dovere DENUNCIARE L’INTERO ARCO PARLAMENTARE ITALIANO (compresi i novelli oppositori dell’ultim’ora come Lega e IDV) senza se e senza ma, e soprattutto senza calare la scialuppa di salvataggio per nessuno.

E’ dunque nostro dovere denunciare anche quei movimenti antagonisti (parimenti di Destra e di Sinistra) che ancora si fanno allettare dai “seggioloni del potere”, pur sapendo di essere totalmente irrilevanti ai fini della tutela dei cittadini.

Tutti colpevoli: i passati immorali politicanti, i presenti tecnocrati mondialisti, e i movimenti guidati dai Novelli Savonarola, dai Vetero Marxisti del 2000 o dai Neofascisti del Terzo Millennio. In special modo, proprio chi è adesso fuori dall’arco parlamentare, HA IL DOVERE DI NON PARTECIPARE AI PROSSIMI LUDI CARTACEI, che serviranno soltanto per “certificare” il governo dei NeoGuelfi Democristiani.

Errore imperdonabile che compieranno…

E’ dovere di ogni cittadino “informato”, a sua volta “informare” i compatrioti ignavi di quello che sta succedendo. Noi continueremo nella nostra opera di denuncia senza sosta nella speranza di essere una goccia in mezzo al mare, e nella speranza che altre realtà si avvicinino a noi per condividere le nostre battaglie, tese ESCLUSIVAMENTE a tutelare la Comunità Nazionale, ormai totalmente indifesa.

G.R.

***

I dati riportati sono estrapolati dagli articoli del Corriere della Sera

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2 risposte a LE MENZOGNE GOLPISTE

  1. wids72 ha detto:

    Ottime ed esaustiva analisi alla quale ci dobbiamo attenere nella consapevolezza che la battaglia del sangue contro l’oro è in atto e si gioca esclusivamente nel campo del virtuale sui display di computer, nel più completo disconooscimento del popolo italiota, inghirlandato di pseudo democrazia gossippara. Noi più che mai chiamiamo a raccolta quelle forze vive del paese che in coscienza si rifanno nei loro programmi o che intendono accogliere nei loro intenti, gli ideali fulgidi della patria, nella speranza di perseguire all’unisono un senso di rinascita a questa italia sfiduciata e sfiancata da questi beceri tecnocrati-banchieri despoti a capo delle lobby finanziarie. In alto i cuori!!!!

  2. Suggerisco di leggere un interessante libro, dal titolo “Il Golpe Inglese”, di Mario Jose’ Cereghino e Giovanni Fasanella. Altro non è che un interessante analisi di come lo Stato italiano sia stato oggetto di una forma di sudditanza continua, nei confronti dell’ imperialismo brittannico, sin dai tempi che precedettero il clima irredentista della prima guerra mondiale, fino a Monti. E’ semplicemente uno spaccato di una società, o meglio, di una civiltà, sempre suddita di chi ha sempre voluto orientare e condizionare la politica in Italia, a vantaggio di scelte economiche degli inglesi. Quindi, una sorte di golpe continuo, che dura da oltre un secolo! Ora c’è Mario Monti che, per compiacere amministratori europei ed americani, sul fatto che se la colpa della crisi non deve ricadere sull’ Italia, per “azzerare” il debito pubblico e fare “ripartire l’ economia” deve sparare una raffica di tasse, aumentare il costo della benzina e dei prodotti alimentari e liberalizare alcune categorie lavoratrici! La genuflessione nei confronti dei partners politici oltr’alpe ed oltre oceano è il solito atteggiamento, ci va bene, è di moda, l’ inchino verso chi non può omettere di interferire su adozioni economiche interne, che non hanno autonomia decisionale. Ogni volta che gli italiani hanno provato a decidere da soli, sono sempre intervenuti gli altri: inglesi per primi, francesi, tedeschi, americani. La posizione geografica dell’ Italia è molto appetibile perchè interessi economici vengano veicolati a scapito di un interesse nazionale, verso chi, del potere politico, ne ha fatto un segno distintivo di civiltà. Il petrolio, come lo spauracchio del comunismo, sono sempre stati per queste nazioni motivo di massacranti interferenze, da contrastare con ogni mezzo un pericolo di arricchimento indipendente e l’affermazione di un potere politico destabilizzante sui mercati mediterranei.

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