USCIRE DALL’EURO: UNICA VIA

Il potere politico nasce dalla canna… dei moduli F24!

Nel mio editoriale sullo scorso numero di Novum Imperium, il trimestrale di storia e geopolitica da me fondato, in relazione all’insediamento del Governo Monti e al ruolo avuto in merito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, avevo parlato chiaramente di golpe istituzionale, descrivendo nei dettagli chi è Mario Monti e quali sono i suoi legami a doppio filo con le lobby bancarie e finanziarie mondialiste, con il Gruppo Bilderberg, con la Commissione Trilaterale, con la Coca Cola Company e la Goldman Sachs, spiegando come l’introduzione (leggasi imposizione) di questo Governo rientrasse chiaramente in un preciso piano prestabilito. Avevo anche annunciato, come i fatti stanno dimostrando, che un simile Governo non avrebbe certo fatto gli interessi del popolo bue, ma bensì di quelle organizzazioni plutocratico-mondialiste delle quali è espressione, e che sarebbe stato sicuramente ben accettato a livello internazionale, a quei tavoli dove viene giocata da anni una subdola partita a scacchi sopra le nostre teste.

Alcune sere fa, in seguito alla recente visita di Mario Monti a Berlino, siccome sono solito confrontarmi spesso con le poche menti libere che ancora in questo desolante quadro politico e culturale continuano a far sentire con coraggio la propria voce, ho avuto una lunga chiacchierata telefonica con l’amico Marco Della Luna, autore di coraggiosi saggi di denuncia contro la casta della politica, l’Euro e i poteri occulti della finanza. Ebbene, Marco mi ha fatto notare che sono stati in tanti, recentemente, ad aver gridato alla democrazia sospesa, o interrotta, e al colpo di stato, e che giornali nazionali ed esteri hanno raccolto molti elementi e indizi che l’impennata dello spread, la destituzione di Berlusconi, la nomina di Monti e l’instaurazione del suo Governo siano l’esecuzione di un piano preordinato, in cui la Germaniaha giocato un ruolo chiave, da un lato mettendosi a vendere massicciamente i BTP per farne impennare il rendimento, e dall’altra esigendo la sostituzione di Governo mediante un colpo di palazzo (un’estorsione politica internazionale, insomma). Mi ha anche fatto notare che molti, in questi giorni, vanno accusando Monti, e talvolta anche Napolitano come suo mentore e spalla, di tradire gli interessi nazionali perché fautore di una politica recessiva, diretta all’avvitamento fiscale, insostenibile già nel medio termine, e di tutto favore della Germania, e mi ha riferito che gira voce che qualcuno abbia sporto denunce penali contro Monti e forse anche contro Napolitano, vagheggiando addirittura l’alto tradimento. In linea teorica questo discorso regge: i fatti parlano chiaro e sono sotto gli occhi di tutti. Ma devo dare atto a Marco Della Luna di aver ancora una volta ben centrato e messo a fuoco il nodo del problema: è inutile parlare di golpe istituzionale e di messa in stato d’accusa dei vertici dello Stato se ci dimentichiamo che questi signori non avevano alcuna libertà di scelta e che non avrebbero potuto agire diversamente. Perché? Perché talvolta ci dimentichiamo, o fingiamo di non ricordare, che dal 1945 siamo un Paese a sovranità limitata, senza alcuna libertà di scelta in settori chiave come quelli dell’esercito e dell’economia. E tendiamo ingenuamente a dimenticarci del ruolo obbligato che il Capo dello Stato di un paese a sovranità limitata (perché vinto e occupato da 130 basi militari) svolge, nell’ordinamento internazionale, ossia quello di assicurare che il paese a sovranità limitata ottemperi ai suoi doveri verso paesi e potentati finanziari gerarchicamente sovrastanti. Un ruolo che va svolto per garantire l’unica forma realmente possibile di relativa autonomia e relativo benessere o non malessere. E soprattutto per  preservare la pace, la stabilità in primis rispetto al rischio di  una destabilizzazione interna.

In effetti la Germania è ben contenta che l’Italia resti nell’Euro e che si sveni per raggiungere i parametri che essa stessa le pone come condizione per rimanervi abbarbicata. E’ come se la Germania ci dicesse: “Restate nell’Euro, maccheroni, e per farlo tagliate i redditi, colpite il risparmio, svenate l’economia reale, andate in recessione, come gli altri popoli inferiori, mentre noi alle nostre imprese diamo credito a basso costo per fare investimenti, espansione, innovazione e prenderci le fette di mercato che le vostre imprese lasciano libere, cessando l’attività per eccesso di tasse, di insoluti, di interessi passivi. La Germania resterà l’unica potenza industriale del continente, controllando anche l’industria francese che essa finanzia col suo attivo commerciale”. Ci immaginiamo la Merkel mentre dice: “Bravo Monti, hai fatto fare all’Italia salti mortali, torna presto a Berlino, quando tutto sarà finito ti daremo la Croce di Ferro. Intanto ti diamo un poco di ossigeno per il Fondo Salvastati, ti abbassiamo un poco lo spread, ti esoneriamo dall’obbligo di ridurre del 20% l’anno la quota di debito pubblico eccedente il 60% del PIL, però in cambio le nostre banche, finanziandosi all’1% presso la BCE, comperano i BTP che rendono a noi, e costano a voi, il 5,6, 7 %, così vi dreniamo tutto il reddito che altrimenti potreste usare per risollevare la testa, voi popolo inferiore, negri bianchi!”.

Ho voluto riportare per intero queste frasi e questi esempi fattimi da Marco Della Luna per farvi capire la gravità del problema e la situazione in cui ci ritroviamo. Che dire? Marco ha ragione. E’ stato proprio questo è il risultato dell’incontro berlinese Monti-Merkel: Monti, con la sua manovra, ha tagliato i garretti all’economia italiana, così che la Germania è rassicurata che essa non possa risollevarsi e farle concorrenza o semplicemente recuperare una qualche autonomia strategica. Ottenuto ciò,la Merkelconcede  fondi per sostenere i BTP, e insieme solleva la mannaia del vincolo di riduzione forzata del debito. In questo modo tiene in vita il Governo italiano, evita che la situazione precipiti per l’Italia, ossia che lo spread rimanga troppo alto, insostenibile, e che Monti debba fare manovre da 40-45 miliardi l’anno per ottemperare all’obbligo di riduzione del debito. La Merkel non ha concesso un aiuto all’Italia, ma ha semplicemente dato ossigeno al Governo per consentirgli di portare a termine una politica che, col pretesto del rigore di bilancio, sta deindustrializzando l’Italia e così facendo gioco alle mire di Berlino. E presto, per far cassa, dovrà aggredire ulteriormente i risparmi delle categorie non forti. Perché l’Italia in recessione potrà tirare avanti entro l’Euro solo mangiandosi il risparmio con le tasse, e vendendo i beni e le aziende di pubblica proprietà. Ma il bello è chela Germaniastessa non si sta rendendo conto che è l’intero sistema Euro ad essere pesantemente sotto attacco da parte di potentati e lobby finanziarie d’oltreoceano e d’oltremanica e che, prima o poi, anche ai “virtuosi” Tedeschi verrà chiesto di pagare il conto. A meno che la stessa Germania non abbia già da tempo, come molti stanno già sostenendo, un piano di riserva strategico che la conduca ad abbandonare a sorpresa la moneta unica e a ristampare Deutsche Mark.

Tornando a noi, se si fosse andati avanti con lo spread in salita nonostante i tagli e le tasse, e in più con un’ulteriore manovra di 40-45 miliardi, in fase già recessiva, il Paese si sarebbe trovato, in pochi mesi, sottoposto a tali traumi e a tali minacce, che avrebbe potuto insorgere e portare le masse ed esigere l’uscita dall’Euro prima che sia ultimato il processo di eliminazione dell’industria nazionale, e a chiedere il ritorno alla sovranità monetaria nazionale nel senso di una Banca d’Italia come era prima del 1982, ossia tenuta a comperare il debito pubblico a rendimenti modici e sostenibili, proteggendoci sia dall’aggiotaggio (speculazione ribassista) internazionale, come quello fatto da banche tedesche per scatenare l’impennata dello spread, che dal peso di tassi come quelli che paghiamo adesso. E gli Italiani avrebbero potuto spingersi a pretendere che la banca centrale nazionale fosse pubblica, anziché privata, e magari fare come gli Islandesi, ossia imporre di non pagare i debiti verso gli speculatori stranieri.

Monti avrebbe potuto fare altro da ciò che sta facendo? Napolitano poteva fare altro? Semplicemente, no. Il vertice della piramide dei poteri aveva già deciso e pianificato tutto.

Certo, in teoria Monti, come mi ha spiegato Marco Della Luna, avrebbe potuto in teoria tagliare i grandi sprechi della spesa pubblica e della politica, i carrozzoni inutili, l’assistenzialismo, le 25.000 poltrone di amministratori di società partecipate, avrebbe potuto destinare una parte del risparmiato a ridurre lo stock di debito, e una parte a finanziare la ripresa, lanciando in tal modo un segnale forte e strutturale. Ma in realtà tutto questo non lo poteva fare, perché altrimenti avrebbe perso il consenso e il sostegno di quella partitocrazia che gli sta garantendo una schiacciante maggioranza in Parlamento. Potrebbe farlo soltanto un vero dittatore, che non avesse bisogno del consenso o non-dissenso partitico, clericale, mafioso, che si appoggiasse direttamente al popolo e alle forze armate. Ma questo è al momento impensabile. Nella morsa dei due vincoli – quello dei potentati stranieri dominanti, e quello delle caste interne condizionanti – l’Italia e i suoi governanti non hanno scelta, e il Paese, irriformabile, se resta nell’Euro è condannato senza mezzi termini al marasma e alla liquidazione.

E’ paradossale che questi soloni dell’economia europea, per intimorire i risparmiatori italiani (fra le poche galline dalle uova d’oro che ancora gli restano da depredare) agitino lo spauracchio dell’uscita dell’Italia dall’Euro e dall’Unione Europea come unica alternativa plausibile (e possibile) all’accettazione incondizionata dei loro parametri capestro e dei loro diktat economico-finanziari. In parole povere essi dicono: “O sostenete le pesanti manovre che abbiamo imposto di fare al nostro uomo a cui abbiamo permesso di guidare il vostro Governo, o per voi sarà il tracollo, il default e, per punizione, vi butteremo fuori dalla moneta unica europea”. Un po’ come se a un grave ammalato a cui un’equipe di medici propinasse deliberatamente con la forza dei farmaci nocivi sapendo che questi lo condurranno inevitabilmente alla morte, o, nell’ipotesi migliore, lo renderanno – una volta completamente lobotomizzato e privato delle energie – totalmente in loro potere, minacciassero di somministrargli quella che sarebbe l’unica medicina capace di guarirlo, l’unica cura che lo rimetterebbe presto in salute e che gli permetterebbe, una volta guarito e ristabilito, di tornare ad essere libero e sovrano, cosciente della propria forza e della propria libertà, e perciò totalmente immune ai loro farmaci velenosi e mortiferi.

Non so se sia chiaro, ma le nostre imprese stanno chiudendo a raffica, mandano una pioggia denunce di cessazione ai Comuni. L’uscita dall’Euro e il ripristino della sovranità monetaria rappresentano l’unica cura. Dalla moneta unica europea magari, in un prossimo futuro ne usciremo in ogni caso, ma facendolo adesso lo faremmo a testa alta, con una struttura produttiva ancora abbastanza consistente, mentre se ci sottoponiamo alla chemioterapia di Monti per restare nell’Euro, tireremo avanti ancora per qualche anno, ma poi ne cadremo fuori senza più un tessuto produttivo decente e vitale.

Può essere realistico ed attuabile, in questo momento, un abbandono da parte dell’Italia della moneta unica europea? In tutta obiettività non lo è con questo Governo in carica. Questo Governo deve quindi cadere e, partendo dal presupposto che soltanto un pieno default economico potrebbe portarci fuori dal tunnel dell’Euro-dipendenza, occorre adoperarsi affinché ciò possa avvenire nei tempi più rapidi possibili. E i Cittadini hanno una sola arma a disposizione: la rivolta fiscale di massa. Mai come oggi chi evade il fisco è stato tanto criminalizzato, con incessanti e martellanti campagne pubblicitarie televisive tese a paragonare chi evade le tasse, magari per necessità contingenti o semplicemente solo per sopravvivere, a un “parassita della società”, a un criminale, a un mostro tentacolare da abbattere senza pietà, magari sui cancelli di Equitalia. Ciò significa che si tratta di un nervo scoperto del “sistema” e l’esperienza storica delle rivoluzioni ci ha ben insegnato a saper individuare i nervi scoperti di un sistema che si vuole colpire ed abbattere e ad agire di conseguenza.

Sosteneva Mao Tse Tung, parlando di Rivoluzione, che “il potere politico nasce dalla canna del fucile”. E se questa volta, in pieno 2012, potesse nascere invece dalla canna dei moduli F24?

 Nicola Bizzi

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Una risposta a USCIRE DALL’EURO: UNICA VIA

  1. non si doveva proprio entrare nell’ euro! Questa moneta ha contribuito a diminuire il potere di sovranità nazionale, a vantaggio, ora, di banche e finanzieri che, se possono speculare, lo fanno, ovviamete, a loro vantaggio. Avere esteso a ben 27 Stati una moneta comune, solo perchè lo scambio di questa moneta renda più facili transazioni di beni e servizi, a mio avviso, ha messo in luce solo le enormi discrasie economiche che ciascuno Stato europeo ha. Differenze di ricchezza, ma anche di cultura, hanno portato ad indebolire il valore di acquisto di questa moneta nei confronti del dollaro, dello yen e della sterlina. Queste monete hanno banche di riferimento solide, l’ euro nessuna! Peratnto, chi ha potuto approfittare speculando con l’ uso di questa moneta, nell’arco di un decennio, ora, rischia di fare la fame! L’ Europa si doveva tenere le sue monete locali, quantomeno, per garantirsi più salde le proprie identità nazionali. Invece il libero mercato, le liberalizzazioni, il libero scambio di capitali, altro non ha fatto che rendere più difficili i controlli ed aumentare illegalità e malcostume. Tornare indietro, idealmente, nostalgicamente, per forma di sentimento romantico ad un valore di pura distinzione identitaria, sarebbe molto bello, ma allo stato pratico non lo consiglierei, ormai! Sarebbe come dire che l’ Italia segua l’ Inghilterra, anche con questa scelta e quindi di isolazionismo totale. La Gran Bretagna sa di contare sull’appoggio degli americani, l’ Italia su di chi…?

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