SOSTENIAMO IL MERCATO ITTICO

Mentre l’Italia è attraversata dall’onda del Movimento dei Forconi, ricordiamo parallelamente anche lo sciopero dei pescatori siciliani letteralmente devastati dallo sconsiderato aumento della benzina e, non ultimo, che in tale periodo di crisi molte qualità di pesce vengono IMPORTATE dall’estero, in nome di non si sa quale utilità economica.

Compito di un governo SERIO sarebbe quello di rilanciare immediatamente l’attività ittica in un paese come il nostro circondato dal mare con migliaia e migliaia di chilometri di coste, e con decine di migliaia di posti di lavoro irrimediabilmente perduti negli ultimi anni.

Senza esaltare gli scioperi di categorie PRIVILEGIATE che in questo momento non ci interessano, dobbiamo rilevare ce denunciare che l’attività di questo governo sta completamente penalizzando il tessuto industriale di PMI, microaziende e artigiani, che sono il nerbo forte dell’economia italiana, e che fino ad ora, hanno permesso alla Comunità Nazionale di vivere ancora dignitosamente.

Soltanto poche ore fa esponenti del governo tecnocratico (appoggiati da illustri e mendaci economisti) esaltavano la necessità di innalzare fino a 100 dipendenti la “mancanza di tutele lavorative” (tradotto: la possibilità di licenziare) in nome di una non precisata flessibilità.

Con la perdita di nuovi posti di lavoro, il crollo di mercati importanti come quello ittico, la crisi del settore agricolo, per non parlare del settore industriale, l’Italia è diretta non verso la recessione, ma verso l’impoverimento sociale.

Per questo il nostro movimento vuole ricordare anche lo sciopero dei pescatori siciliani che stanno lottando dal profondo sud una battaglia che dovrebbe riguardare tutto lo stivale.

Uff. Politico USN

 

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2 risposte a SOSTENIAMO IL MERCATO ITTICO

  1. Anonimo ha detto:

    Le squallide vicende che riguardano uxoricidi, gossip intrecciati di bassa necrofilia, non sempre riescono a distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi del paese. Nulla togliendo agli sventurati di cui sopra, spesso gli scribacchini del nostro ex-belpaese, prezzolati e al soldo del sistema (tutto) vengono baciati da una strana e perfida fortuna, o se vogliamo, quasi la vanno a cercare. In un momento così tragico, che investe ogni settore del nostro tessuto sociale, dove se da un lato si vede un governo operoso (a parole), austero e così preoccupato a salvare l’Italia, e dall’altro un popolo in lotta, che si sta svegliando e sta finalmente chiedendo a gran voce ciò che gli spetta, ecco spuntare come “deus ex machina” il naufragio della Costa Concordia. Da questo momento tutto il meccanismo mediatico si mette in moto. TG, rotocalchi, programmi stomachevoli del primo pomeriggio, sono impegnati a commentare e seguire da vicino la triste vicenda. Non che l’accaduto non sia degno di menzioni, anzi questo ha fatto vedere, a chi ancora non lo sapesse, come l’Italia stia cadendo in basso, ma da qui a sottacere del tutto i fatti importanti che riguardano i nostri fratelli siciliani in lotta ce ne passa. Pochi passaggi nellle reti pubbliche e private, salvo il fatto di metter in cattiva luce questa massa di trasportatori, contadini, pescatori e adesso anche studenti per:
    1) Possibile collusione con ambienti mafiosi
    2) Scarso approvigionamento di prodotti alimentari nei supermercati
    3) L’operato di qualche imbecille che ha ritenuto opportuno bruciare il tricolore.
    Per il resto nulla. E ciò la dice lunga su come vengano gestite le notizie dai signori del giornalismo asservito. Durante i giorni delle violenze a Roma da parte dei black-block, durante le manifestazioni della “primavera araba” (ma la chiamerei inverno inoltrato) e della morte del Rais, non si parlava d’altro, in quanto manifestazioni non spontanee ma pilotate dal sistema, e ci si doveva sorbire cazzate sparate da nulla facenti sul libro paga dei contribuenti ed essere informati sulla famiglia “der Pelliccia” (ma chi è?) e sulle sue abitudini. Adesso che la lotta non ha una connotazione partitica, che è sppontanea e nasce dall’incazzatura della gente, (e per questo fa paura) viene nascosta e oscurata del tutto, se non infagata in nome di non so quale unità d’intenti. Ora camerati e compagni di lotta mi rivolgo a Voi in attesa che la rivolta si estenda a tutta la penisola, cominciamo a combattere, in primis, visto che si avvicina il 31 gennaio, Vi invito a non pagare l’abbonamento alla rai, vi vinvito a leggere (ma lo fate gia) solo notizie sulla retee per quanto possibile (ma lo fate gia) fatele girare.
    Scusate per la lunghezza del mio intervento.
    Con i fratelli in lotta fino alla vittoria.
    Antonio Faro

  2. Anonimo ha detto:

    Già a Latina operiamo con le nuove proteste ed anzi per il 10 febbraio faremo un incontro allo scopo. Ed andiamo avanti così fino alla LIBERAZIONE !!! (quella vera !).
    Eja.
    Lupo Alfa

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