L’IPOCRISIA DI CHI ANCORA SI MERAVIGLIA.

Io non so se l’Italia vera di oggi è quella che emerge dal concitato colloquio telefonico tra il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino ed il comandante della capitaneria di porto di Livorno De Falco. Come non so se è sempre l’ Italia di oggi quella dove è scoppiata una linea di un metanodotto come se ci trovassimo in un qualsiasi paese del terzo mondo. Eppure è Italia, eccome se è Italia! Per la precisione siamo all’Isola del Giglio (dove ho trascorso una bellissima vacanza appena qualche mese fa) e nei dintorni di Massa Carrara. E come se non bastasse, le televisioni ed i giornali te lo ricordano impietosamente dalla mattina fino alla cena e poi anche nel dopocena.

Non c’è nulla da fare, te ne devi fare una ragione:  purtroppo questa è l’Italia di oggi. Non bastavano le consorterie mafiose che da interi decenni gestiscono e grassano una quantità spropositata della ricchezza e del Pil nazionale, sottraendolo al fisco e a circuiti legali fatti di aziende sane che invece sprofondano nell’insolvenza e nelle mani usuraie legalizzate e non. Non bastava una politica stracciona, figlia di una casta di papponi strapagati e straincensati, che non è stata in grado di fare il suo mestiere e ha lasciato in mano agli uomini della “Supercupola” le sorti di una Nazione, come Schettino ha fatto con la sua nave dopo che l’aveva schiantata contro gli scogli. Non bastava un debito pubblico fantasmagorico, generato per creare un’ economia drogata e per oliare il sistema della corruttela e del fancazzismo. Tutto questo, e molto altro ancora non bastava. Ci potevamo far mancare la ciliegina sulla torta?

E siccome siamo sempre più “fichi” degli altri, quelli che non hanno nulla da imparare da nessuno, perché da noi si vive bene, <<se magna anche mejo e c’avemo pure la Madunina e er Colosseo >>(che cade a pezzi…..), poteva mancare una figura come Schettino? Non sia mai ! A qualcuno, che ancora confida nello stellone italiano, non pare il vero di veder confermate certe teorie idiote che ancora balenano qua e là a proposito di genio e sregolatezza degli italiani. Ma la verità, molto meno rosea ed altrettanto meno pietosa, è davanti a noi. Ed ha il linguaggio crudo delle comunicazioni perentorie del comandante De Falco a Schettino: <<….comandante, cosa vuole fare? Andarsene a casa? Torni a bordo….cazzo>>.

E allora non si può fare a meno di elaborare mentalmente un collegamento tra il comportamento di Schettino e quello dell’intera classe politica italiana: nel modo di condurre la sua nave, Schettino non ha fatto altro che imitare i vari Alfano, Bersani, Bossi, Fini e compagnia cantante. Al momento del naufragio del loro paese, di cui essi stessi sono stati unici responsabili, per primi se la sono data a gambe pur di mettersi in salvo. Nel comportamento del comandante della Costa Concordia ci sta tutta l’Italia di oggi, niente di più e niente di meno!

Cosa fare? Prima di tutto disconoscere queste istituzioni e soprattutto chi le rappresenta. A cominciare da un governo che di fatto rappresenta solo gli interessi di pochi e non certo la comunità nazionale. E poi cominciare ad appoggiare politicamente e logisticamente tutte quelle insorgenze antisistema che, con serietà e rettitudine di principi, si propongono di eliminare la gramigna che appesta ogni forma di vita organizzata presente in Italia.

La terra di mezzo, la palude tanto cara all’italiano medio, non c’è più. O si sta con la gente, con il popolo e con i suoi bisogni, o si contribuisce a perpetuare il sistema che ha generato i Berlusconi, i Monti e …..gli Schettino.

FERNANDO VOLPI

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