DRAGHI AMMETTE L’USO COERCITIVO DELLO SPREAD

Ormai i “Poteri Forti” (binomio linguistico che grazie a taluni pittoreschi complottardi è diventato sinonimo di “marionette”) non si nascondono più. Indipendentemente dal fatto che questi signori lavorino per le lobby transnazionali o a favore dei soliti poteri geopolitici di stampo atlantista, il risultato per il nostro paese rimane lo stesso. Soltanto ieri il Corriere della Sera pubblicava queste dichiarazioni di Mario Draghi rilasciate a Davos dove è intervenuto al Forum Economico Mondiale: «È sbalorditivo. Se fate un raffronto tra la situazione di oggi e quella degli ultimi cinque mesi, la zona euro e tutto un altro mondo». Secondo Draghi, «per molti anni gli spread non hanno assolutamente rispecchiato i diversi livelli di rischio dei vari bond governativi» perché erano «nel complesso tutti molto bassi». Ma, in 0gni caso è stato «un potente motore di riforma». Ma Draghi avverte tutti che non si fermeranno qui: «Il Fiscal Compact, questa serie di regole a livello di trattato, è molto importante perchè di base sottrae dalla sovranità nazionale parte della discrezionalità della politica fiscale». «È necessario affinché i Paesi dell’euro area tornino ad avere fiducia l’uno nell’altro. Ed è importante perchè è un primo passo, anche se timido, verso un unione fiscale». 

Quando Draghi parla di Unione Fiscale, per chi non lo avesse capito, si riferisce ad un meccanismo dove le istituzioni finanziarie europee (BCE, ESM, ed il futuro Fondo Monetario Europeo) saranno quelle che decideranno il destino degli stati membri ed interveranno direttamente sulle singole scelte delle nazioni (ex) sovrane, influenzando quindi le politiche fiscali e sociali, ed indirettamente la vita dei singoli cittadini europei.

Siamo rimasti allibiti da tale impunità e vogliamo vedere nei prossimi giorni quanti denunceranno queste dichiarazioni.

Ora più che mai in trincea dalla parte della Comunità Nazionale.

G.R.

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5 risposte a DRAGHI AMMETTE L’USO COERCITIVO DELLO SPREAD

  1. Speriamo ora diventi chiaro anche per chi ancora non ha capito, o non ha voluto capire. L’eurodittatura avanza incessantemente, le limitazioni di sovranità continueranno progressivamente e in maniera sempre maggiore…almeno fino a che non prenderemo in mano la situazione, e memori degli eroi dai quali discendiamo, lotteremo nuovamente contro gli invasori per la libertà e l’indipendenza dell’Italia. Una volta erano i francesi e gli spagnoli, poi gli austriaci e gli slavi, ora gli americani e la plutocrazia massonica apolide mondialista. Da Pellico a Manara, da Monti e Tognetti a Cesare Battisti, da Nazario Sauro a Carmelo Borg Pisani, noi siamo gli eredi del Risorgimento e degli irredentisti, e 151 anni dopo la sua proclamazione, l’Italia non è ancora completamente unita nè libera. Resistenza, liberazione, rinascita.

  2. Franz ha detto:

    noi due ne abbiamo parlato tempo fa.nella nostra interminata serie di problemi, le terre irredente sono tra gli ultimi. intanto pensiamo a riprenderci la nostra terra è già tanto quello

  3. Giacomo ha detto:

    Temo che la maggior parte degli Italiani non abbia ancora capito in che situazione ci troviamo,
    o non lo vuole capire! La maggior parte di essi è e rimarrà legata alla partitocrazia e al suo
    servile clientelismo. L’interesse personale domina su quello nazionale! Un vantaggio enorme dei
    poteri forti.
    In alto i cuori!

  4. wids72 ha detto:

    Il dramma dell’antipolitica è una spinta notevole per i banchieri-burocrati fautori del sovranazionalismo affinchè loro stessi possano manovrare illecitamente attraverso le crisi economiche il completo controllo degli Stati con conseguente perdita della sovranità da parte dei popoli. Quali rovine, quale futuro per le coscienze nazionali se non movimenti autentici e liberi da preconcetti di sorta che facciano opera di denuncia a tale sistema. Noi siamo qui e chiamiamo tutti a raccolta gli uomini liberi che non accettano la sottomissione al sovranazionalismo….In alto i cuori!!!!

  5. Antonio Faro ha detto:

    Staremo a vedere, ma quello che mi preoccupa maggiormente è il fatto che non vedo una vera spinta rivoluzionaria e antisistema. I fatti siciliani, per quanto coraggiosi e positivi, non hanno avuto un seguito importante. C’è bisogno di azioni concrete, c’è bisogno che gli italiani capiscano la situazione in cui ci troviamo. Non basta dire “I politici devono dimezzarsi lo stipendio”, bisogna avere chiaro il nocciolo della questione. Si è ancora troppo legati al gioco delle votazioni e dei partiti. Cominciamo a fare lotta antagonista a partire dal nostro pianerottolo, per arrivare poi nelle strade e alla fine chissà.
    In alto i Cuori

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