CASUS BELLI.

In questo momento l’Iran è sotto attacco con il pretesto dello sviluppo di una attività nucleare a scopo bellico, nonostante che le varie ispezione dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica non siano riuscite ad individuare elementi tali che giustifichino questi sospetti. Occorre ricordare che l’Iran ha sottoscritto il Trattato Internazionale di non proliferazione  nucleare e che nei suoi ultimi duecento anni di storia non ha mai aggredito alcun paese confinante. Ciò nonostante gli Stati Uniti, Israele e l’Unione Europea, hanno decretato durissime sanzioni nei confronti di questa nazione sovrana. A quanto pare le fantomatiche armi di distruzione di massa di Saddam Hussein non  hanno insegnato alcunchè. Però, nonostante l’embargo l’Iran resiste.

Gli Stati Uniti e Israele vogliono costringere l’Iran ad un confronto di forza nello stretto di Hormutz alla ricerca di un “casus belli” per poter dare inizio alla tanto attesa guerra contro l’Iran, e inoltre cercano di fare in modo che sia l’Iran stesso ad iniziare le ostilità affinchè sia poi politicamente molto difficile per la Russia e la Cina poter sostenere il regime di Teheran.

Va ricordato che Israele nel passato ha attaccato e cercato di affondare una nave militare americana, per forzare gli Stati Uniti ad entrare in guerra contro l’Egitto. L’attacco israeliano alla USS “Liberty” dell’8 giugno 1967 durante la famosa guerra  dei “ SEI GIORNI” doveva servire a questo scopo. I particolari di questo attacco per la loro importanza e complessità meritano sicuramente un approfondimento che sarà oggetto di un prossimo articolo.

Attualmente la portaerei statunitense  “USS Enterprise”, la più vecchia unità della flotta alla fine della sua carriere e il cui disarmo è previsto nel prossimo anno, si trova nei pressi dello Stretto di Hormutz. Mettere in disarmo una portaerei a propulsione  nucleare è un’impresa molto costosa. L’apparato propulsore è composto da otto reattori nucleari e questo comporta un costo enorme, sia per lo smaltimento delle scorie radioattive che per la componentistica di tutto l’apparato. La Marina americana economizzerebbe una ingente somma se la portaerei dovesse affondare nel Golfo Persico e gli eventuali danni ambientali da contaminazione riguarderebbero tutti i paesi costieri del golfo stesso. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché inviare una unità in prossimo disarmo nella zona strategica attualmente più calda e pericolosa del globo ? Risposta: per lo stesso motivo per cui Roosevelt fece spostare da San Diego alle Hawai le navi da guerra più vecchie ed obsolete, mentre le portaerei e le navi di costruzione più recente erano ben lontane da Pearl Harbour il 7 dicembre 1941. A completare il quadro va ricordato che Israele possiede tre sommergibili classe “Dolphin” ceduti dalla Germania. Tali unità sono state viste recentemente transitare attraverso il canale di Suez,  e potrebbero attualmente operare nel golfo di Oman e, perché no, anche nel golfo Persico, in attesa di una vecchia unità da guerra ormai obsoleta, più utile come agnello sacrificale che come sistema d’arma, una nave con equipaggio statunitense da attaccare così come venne attaccata la “USS Liberty” per poi scaricare la responsabilità sul nemico di turno e cioè l’Iran. Il tutto, naturalmente con la complicità dei media.

La storia degli interventi militari degli Stati Uniti è costellata di episodi simili ormai storicamente accertati.

Come dice il Grande vecchio, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca !

      Stelvio  Dal Piaz

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2 risposte a CASUS BELLI.

  1. Anonimo ha detto:

    Leggete e diffondete!

  2. wids72 ha detto:

    Ormai i nodi del capitalismo arrembante stanno venedo al pettine e la sua voracità predaoria si deve alimentare con una guerra, un’altra ancora sulla coscienza di unì’alleanza che per noi costitiusce l’asse del male, quell’antro nefasto e diabolico che nel democraticismo d’accatto che ha sempre dettato i tempi della storia. Non dureranno in eterno questi infami, verrà il tempo in cui la verità e coloro che la sostengono nelle loro gesta e nelle loro idee porranno un fine all’ignominia in atto…In alto i cuori!!!!

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