ESSERE O NON ESSERE.

Disgraziati quei popoli che non sanno serbare dignità nella sventura. (Giosuè Carducci)

Sul piano morale, in Italia, la cosiddetta “liberazione” ha avuto riflessi e conseguenze particolarmente gravi. Come sempre, nei momenti della “verità”, si sono confrontate  le due modalità di comportamento: essere o non essere. Nel nostro caso essere ITALICI (cioè appartenenti alla stirpe) o non essere e quindi appartenere alla categoria di coloro afflitti dalla sindrome catalogata come “libidine di servilismo”. Abbiamo voluto fare questa breve premessa perché, anche quest’anno, si sono risvegliati dal torpore i cosiddetti nostalgici della guerra civile raccolti sotto la sigla ANPI con il corollario della variegata fauna antifascista della sesta giornata. A tutti costoro vogliamo dedicare la riproposizione di un “accordo mercenario” che può essere titolato:  LA RESISTENZA AL SOLDO DELLO STRANIERO. Questo documento  testimonia che la cosiddetta “resistenza” era al servizio dello straniero per la somma di lire centosessanta milioni (160.000.000) mensili:

“1) Il Comando Supremo Alleato desidera che la più completa cooperazione militare sia stabilita e mantenuta fra gli elementi che svolgono attività nel movimento di resistenza. Il C.L.N.A.I (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) stabilirà e manterrà tale cooperazione in modo da riunire tutti gli elementi, che svolgono attività nel movimento della resistenza, sia che essi appartengano ai partiti antifascisti del CLNAI o ad altre organizzazioni antifasciste.

2) Durante il periodo di occupazione nemica (sic!) il Comando generale dei volontari della libertà ( e cioè il comando militare del CLNAI) eseguirà per conto del CLNAI tutte le istruzioni date  da Comandante in Capo A.A.I. il quale agisce in nome del Comandante Supremo Alleato. Il Comandante Supremo Alleato desidera, in linea generale, che particolare cura sia dedicata a salvaguardare le risorse economiche del territorio contro gli incendi, le demolizioni e consimili depredazioni del nemico ( quest’opera, evidentemente, se la erano riservata gli “alleati” con le loro forze aeree!. N.d.R.).

3) Il capo militare  del comando generale dei volontari della libertà, deve essere un ufficiale accetto  al Comandante in Capo A.A.I., il quale agisce per conto del Comandante Supremo Alleato.

4) Quando il nemico si ritirerà dal territorio da esso occupato, il CLNAI farà il massimo sforzo per mantenere la legge  e l’ordine e per continuare a salvaguardare le risorse economiche del paese in attesa che venga istituito un Governo Militare Alleato. Subito, all’atto della creazione del Governo Militare Alleato, Il CLNAI  riconoscerà il Governo Militare Alleato e farà cessione a tale Governo di ogni autorità e di tutti i poteri di governo locale  e di amministrazione precedentemente assunti. Con la ritirata del nemico, tutti i componenti del comando generale dei volontari della libertà nel territorio liberato passeranno alle dipendenze dirette del Comandante in Capo A.A.I. ed eseguiranno qualunque ordine dato da lui o dal Governo Militare Alleato in suo nome, compresi gli ordini di scioglimento  e di consegna delle armi, quando ciò venisse richiesto.

5) Durante il periodo di occupazione nemica dell’Alta Italia, verrà data al CLNAI, insieme con tutte le altre organizzazioni antifasciste, la massima assistenza per far fronte alle necessità dei loro membri, che sono impegnati nel contrastare il nemico nel territorio occupato; un’assegnazione mensile non eccedente i 160 milioni di lire verrà consentita per conto del Comandante Supremo Alleato per far fronte alle spese del CLNAI e di tutte le altre organizzazioni antifasciste. Sotto il controllo del Comandante in Capo A.A.I. tale somma sarà attribuita alle zone sotto indicate nelle proporzioni sotto indicate: Liguria 20 ;Piemonte 60; Lombardia 25; Emilia 20; Veneto 35. La somma complessiva e le singole allocazioni succitate saranno oggetto di variazioni a seconda delle esigenze della situazione militare: la cifra massima sarà ridotta proporzionatamente man mano che le province saranno liberate.

6) Missioni Alleate addette al CLNAI , al comando generale volontari della libertà o a qualsiasi dei suoi membri, saranno da loro consultate in tutte le questioni riguardanti la resistenza armata, le misure antincendi e il mantenimento dell’ordine. Gli ordini emanati dal Comandante in Capo A.A.I.  e trasmessi per tramite delle competenti commissioni  saranno eseguiti dal CLNAI   e dal comando volontari della libertà e dai loro componenti.

                                                              F.to  Generale Comandante Supremo Alleato

                                                                                  Maithland Wilson

Per accettazione da parte italiana CLNAI: Pietro Longhi, Maurizio, Mare,  Sogno (nomi di battaglia N.d.R.)

N.B. Nei pseudonimi delle firme bisogna leggere in ordine: Pizzoni, Parri, Sogni, G.C. Paietta

Cos’altro aggiungere se non una domanda retorica, anche in considerazione di tutto quanto sta accadendo in questo momento: esiste il “popolo italiano”? Ma d’altra parte è solo verso il 1300 con Dante che Italia e italiani entrano nella storia dell’umanità. Ma come tutti sanno, questo sogno di una Patria unitaria costò al Sommo poeta l’esilio fino alla morte e tutta la sua amarezza è condensata nella nota invettiva:

Ahi serva Italia, del dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia, ma bordello !

L’eredità spirituale di Dante verrà poi raccolta dal Petrarca che, sognando con Cola di Rienzo il Grande Stato italiano, insorgerà contro la dominazione straniera con rime roventi:

Vertù  contra furore prenderà l’arme; e fia ‘l combatter corto: che l’antiquo valore ne l’italici cor non è ancor morto.

Poi il Rinascimento farà dono all’umanità dei più grandi nomi e dei più grandi capolavori dell’arte che siano mai esistiti. Ma l’Italia è ancora lontana ; essa è soltanto un sogno e una speranza di cui si parla solo nelle rime dei poeti. La lingua ha conquistato la penisola e l’italiano ha ormai sostituito quasi completamente il latino, ma duchi, principi e signorotti continuano a dilaniarsi e il Papa,  per imporre ai riottosi la sua volontà, non fa che ricorrere alle armi straniere. E così francesi, spagnoli, tedeschi, svizzeri, inglesi, ungheresi, saraceni, turchi, regolari o mercenari di tutto il mondo conosciuto, invadono le nostre terre, bruciano e uccidono, devastano le nostre campagne, distruggono città e villaggi, oltraggiano le nostre donne per cui dal ceppo originario romano s’è cancellato perfino il ricordo ad eccezione di alcune zone impervie dell’Abruzzo e della Ciociaria – gli antichi ernici – che alimentavano le più belle Legioni di Roma. Dovranno passare sei secoli prima che su tante rovine sorga l’aurora del Risorgimento. Sei secoli durante i quali le aspirazioni di libertà furono, come abbiamo detto, soprattutto invocazioni di poeti. Quanti combatterono e morirono per il Risorgimento furono una minoranza. Durante i venti anni del regime fascista,  Mussolini, nella realistica visione del suo nazionalismo, tentò con ogni forza di avviare la formazione unitaria del popolo italiano. Con la sconfitta militare e la restaurazione di un sistema politico imposto dai vincitori, gli italiani, privi per secoli di coesione, sono ritornati individualisti e come tali – lo abbiamo verificato in guerra e in pace – capaci di innalzarsi in una misura sconosciuta agli altri popoli o sprofondare nei più inimmaginabili abissi dell’abiezione.

Comunque, sappiano gli “italioti”, cioè coloro del “non essere”, che NOI, viceversa,  SIAMO, perché apparteniamo alla “stirpe” e la stirpe può attraversare anche lunghi periodi storici di percorso “carsico”, ma la stirpe non muore, e dopo il percorso carsico RISORGE e farà vendetta attraverso la VERITA’.

Stelvio Dal Piaz

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3 risposte a ESSERE O NON ESSERE.

  1. lupoalfa ha detto:

    Notizia in Pillole
    Come avevamo previsto in tempi ancora non sospetti l’Ufficio Affari Riservati del Viminale, nella sezione al servizio della CIA e del Mossad, è già entrato in azione . La ” gambizzazione ” di Genova ne è la prova provata. Attraverso il ritorno del “terrorismo” si tratta di mettere in allarme tutta quella parte di popolazione moderata schifata dalla politica politicante e pronta, quanto meno, a disertare le urne. Viceversa, per riflesso condizionato, tornerà a turarsi il naso e continuerà a votare per i soliti noti manigoldi al servizio dello straniero. Torneremo prossimamente con un approfondimento sull’argomento.
    Stelvio Dal Piaz

  2. Dario Werwolf ha detto:

    NOI Siamo,Ci Siamo,Ci Saremo!
    Noi Soldati Politici,ultimo avamposto di Resistenza Nazionale
    Noi legionari,fiera stirpe di Civiltà e Cultura,in marcia da millenni
    Noi,nel nome di ROMA : HIC MANEBIMUS OPTIME !!
    « Nel segno del Littorio, noi abbiamo vinto. Nel segno del Littorio, noi vinceremo domani. »
    SVRSVM CORDA

  3. wids72 ha detto:

    Chi di verità si nutre, d’amor patrio vivo nell’animo il motore del suo agire….La verità rende l’uomo libero!!!

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