AMMINISTRATIVE 2012: ANALISI DEL VOTO

Nulla di nuovo sul fronte occidentale. O meglio: solo vagiti e belati da basso impero. La temuta vittoria dell’astensionismo (ahinoi) non c’è stata anche se l’emorragia di votanti è un processo che appare soltanto all’inizio e avrà sicuramente un incremento in occasione delle prossime politiche, grazie purtroppo anche all’incipiente crisi economica che l’Italia dovrà soffrire nel prossimo autunno, a cui le sciagurate scelte di questo governo contribuiranno sicuramente (una su tutte l’aumento dell’IVA al 23% che avrà effetti devastanti sul processo dei consumi già pesantemente pregiudicato) . Era sicuramente improbabile aspettarsi che gli elettori italiani, dopo decenni e decenni di battaglie dentro il recinto politico bipolare, decidessero improvvisamente di prendere una posizione radicale e di stare a casa, anche se le tesorerie dei partiti avevano creato tutti i presupposti per una debacle elettorale generalizzata.

IL MOVIMENTO A 5 STELLE.

Quasi parossistico che il P.D.R. Re Giorgio stamani se ne sia uscito con una frase tra il ludibrio e il preoccupato: «Di boom ricordo quello degli anni 60, altri non ne vedo». Evidentemente l’esimio PDR teme che i suoi piani di “salvaguardia dell’atlantismo” siano rovinati dal populismo demagogico del Movimento 5stelle, un po’ come nel caso di Berlusconi che fece saltare i piani ideati sul Britannia nel 1992, all’indomani di Tangentopoli.

Ma veramente si può aver paura del “Grillismo” ?

A nostro modo di vedere coloro che dovrebbero e dovranno temere l’affermazione di un web-party come quello 5stelle sono, in primis, i cittadini stessi. Un partito che in assenza di un programma su scala nazionale, cerca di intercettare il voto di protesta (attingendo fra l’altro a mani basse nel bacino leghista), convogliandolo sul proprio partito di cartone mediatico, grazie agli anatemi lanciati dal novello Savonarola Beppe Grillo. Un partito che avrebbe la pretesa di coinvolgere i cittadini in tutte (sic) le decisioni che gli enti territoriali sarebbero chiamati ad effettuare in una sorta di Grande Democrazia Digitale; neodottrine che farebbe rivoltare nella tomba perfino gli originari Democratici Ateniesi da cui questi signori avrebbero molto da imparare. Il movimento a 5stelle, con una solida e capillare presenza mediatica (notori sono i supporti di web marketing che foraggiano il fenomeno Beppe Grillo) ha saputo convogliare il malcontento anticasta dando l’impressione a chi li segue di poter influire sui destini della Nazione, tramite innovativi meccanismi protodigitali mentre sono gli Influencer che li stanno manipolando.

Ci siamo soffermati sul Grillismo perchè in molti ci chiedono lumi sul movimento 5stelle, perchè esistono dei cittadini svegli che percepiscono che qualcosa in questo partito non quadra: e non hanno torto. Per comprendere cosa stiamo dicendo è sufficiente visionare questi 2 comodi video e sarà facile intendere qual’è il mondo a cui stanno lavorando (taluni anche incosciamente) i grillini:

IL CROLLO DEL PDL E DEI DESTRO TERMINALI

Un crollo del PDL, oltre che auspicabile, era ampiamente prevedibile. Qualche settimana fa, proprio il segretario Angelino aveva preannunciato una corposa novità riguardante il partito, probabilmente avendo già odorato la Caporetto che si prospettava nelle Amministrative di domenica scorsa. Il ducetto di Arcore ha pensato bene di defilarsi a casa dello Zar Putin. Sicuramente qualcosa bolle in pentola. La nostra analisi prevede la formazione di un Polo di Centro Destra che comprenda anche tutte quelle formazioni di Destra Terminale (Storace, Romagnoli e destre sociali varie) racchiuse in un unico calderone in stile ex Alleanza Nazionale che possa presentarsi in maniera “decente” alle prossime elezioni politiche. Un enorme serbatoio che includa Liberali, Missini, Neofascisti, Conservatori, e quant’altro possa garantire la continuità politica di tutti coloro che erano saltati sul carrozzone di Arcore.

Sulle percentuali da ZEROMENOVIRGOLA dei partiti di destra (nazionale, sociale, terminale) come quello di Storace, o dall’ennesima e inutile presenza ai ludi cartacei di fiammelle o residuati del briconeofascismo, si può anche stavolta stendere un velo pietoso. Il comportamento mendace delle dirigenze dei cosiddetti movimenti identitari è qualcosa che i militanti non dovrebbero perdonare. Sono decenni che sentiamo parlare di Comunità Nazionale, ma all’atto pratico, esiste soltanto la soddisfazione dei ducetti di turno, che ingannano i propri militanti. Si urla alla luna come oppositori e poi ci si accoda in impresentabili alleanze partitiche che sbugiardano quanto propinato ai propri militanti. Il Redde Rationem arriverà anche per loro.

L’UMILIAZIONE DEL PD E LA SINISTRA RADICAL PACIFINTA

Ci troviamo di fronte a una situazione parossistica che forse tutti gli elettori del Partito Democratico ancora non hanno percepito bene. Questo partito nato dalle ceneri del PDS e della MARGHERITA è un partito mai decollato all’interno dei cuori dei propri militanti, ed è un partito che non ha mai pienamente convinto anche i suoi elettori; prova concreta le percentuali che sono riusciti ad ottenere in tutte le ultime tornate elettorali. A questo giro, oltretutto, si aggiunge anche l’umiliante beffa di essersi lasciati scippare il governo del paese, agognato e belato durante l’Era Berlusconi, ora occupato da un governo di Tecnocrati evidentemente considerato da Re Giorgio più affidabile all’uopo per cui è nato, ossia lo smembramento della nazione. Era troppo chiedere di svolgere questa funzione al PD che avrebbe perso palesemente consenso in poche settimane visto il suo Dna progressista e socialista che dovrebbe detenere. Bersani ha preferito in questi mesi lasciarsi cullare dalla nave a timone Mario Monti, essendo “de facto” in aspettativa per le politiche 2013, che però potrebbero riservargli brutte sorprese.

In primis proprio dalla sua parte politica. Il probabile successo di Orlando a Palermo, la ritrovata freschezza che la sinistra radicalpacifinta ha ritrovato grazie al Vendolismo, il movimento 5stelle che sgomita, potrebbero essere delle spine nel fianco decisive per la riscossione della cambiale politica che il PD pensa di avere in mano. In secondo luogo non siamo così certi che i Tecnici (veri padroni della sovranità nazionale) decideranno di rivolgersi al centrosinistra per il futuro governo dell’Italia, in quanto ritenuto inaffidabile per portare a termine la vampirizzazione dell’Italia, magari in presenza di disagi sociali o di disgregazione dell’Euro. Insomma, umiliati e per ora, accantonati. In terzo luogo, non è così certa l’asse UDC – PD che solo pochi mesi fa veniva data per certa.

IL CROLLO DELLA LEGA NORD

Tutto come previsto. La vittoria di Tosi a Verona, ovviamente enfatizzata da Maroni al grido “la Lega riparte da Tosi” non ha potuto lenire l’emorragia di voti che tutti gli analisti si aspettavano. Sono crollate roccaforti simboliche ma è certamente presto per dire che la Lega è destinata all’oblio. Ricordiamo che si tratta di un partito ben radicato sul territorio, che nei prossimi mesi tornerà a beneficiare dei voti di protesta dei cittadini del Nord stretti nella morsa della crisi. Non è la prima volta che la Lega è sull’orlo di una crisi di nervi, ad un passo dal crollo, ed è troppo presto per vedere le nuove strategie del Carroccio, che saranno più chiare dopo l’elezione del nuovo segretario.

IL NEOGUELFISMO DEMOCRISTIANO NON DECOLLA

Per fortuna una buona notizia è arrivata dalle urne. Non c’è stata l’affermazione dell’UDC e del Polo della Nazione. Anzi il leader Casini si è subito affrettato a dire: «I partiti tradizionali sono stati sconfitti e i moderati sono sotto un cumulo di macerie» Evidentemente gli elettori più giovani non hanno nessuna intenzione di votare questo ammasso di Occidentalismo Cattolico e di infognarsi in residuati da Prima Repubblica, mentre i più anziani sono sinceramente stufi di vedere Scudicrociati a giro; il nocciolo duro cattolico non mancherà sicuramente nelle future tornate elettorali ma, visto il risultato, Casini sarà obbligato a mutare la strategia politica in maniera decisa; forse liquiderà l’ibrido Terzo Polo, forse dovrà virare più chiaramente vero un Neoguelfismo Bianco, forse dovrà coinvolgere Passera, Luca Cordero di Montezemolo o qualche altro fuoriclasse atlantista che si metterà a disposizione. Da seguire con attenzione gli sviluppi di questo progetto politico perchè di qui potrebbero seriamente passare le sventure dell’Italia del futuro. Una visione futura della Casa dei Moderati potrebbe essere possibile, eventualmente in alleanza con la nuova Destra Nazionale che abbiamo menzionato sopra. E’ sintomatico notare che tutti i progetti politici a cui partecipa Gianfranco Fini sono destinati a sconfitta: cognomen-omen ?

FRONTE ANTAGONISTA DI LIBERAZIONE

Fin qui la nostra analisi.

Il nostro movimento politico, nato ufficialmente il 28 Ottobre 2011, data sicuramente simbolica, ha dato già prova da tempo della sua “propensione politica” alla formazione di un fronte nazional-antagonista che riesca laddove centinaia di progetti politici hanno precedentemente fallito. Non riusciamo ancora a comprendere tutto quel movimentismo antagonista, nazionalista, identitario, che ancora rincorre la partecipazione ai ludi cartacei, magari saltando di volta in volta su carrozzoni addobbati al momento. Non comprendiamo ancora la posizione di partiti che una volta si sarebbero chiamati rivoluzionari, che dopo anni e anni di (pur meritori) ma infruttuosi tentativi non hanno il coraggio di rimettersi in gioco, fermandosi ai box, e cercando di costruire un progetto su basi solide, che lavori per la Comunità Nazionale e non per l’ego e la carriera politica dei propri dirigenti. Non capiamo ovviamente nemmeno la posizione di tutto quel movimentismo antagonista che ancora mette in cima al proprio programma talune pregiudiziali ideologiche, senza capire che si può combattere nella stessa trincea senza essere fratelli o amici, ma semplici compagni di lotta del medesimo Fronte di Liberazione.

Nel rispetto delle nostre origini e della nostra storia, noi ci siamo levati di dosso da diverso tempo la polvere che il Sistema vorrebbe imporci, e abbiamo deciso di intraprendere un cammino, certamente impervio per chi come noi opera esclusivamente con il lavoro dei propri militanti.

Il nostro programma è chiaro e cristallino.

Appare chiaro che i partiti dell’arco costituzionale non potranno mai presentarsi con un programma così innovativo e rivoluzionario, Grillo compreso. Ognuno dei punti da noi presentati va a cozzare pesantemente contro gli interessi delle caste e delle lobby nazionali e contro gli interessi geopolitici che l’Occidente ha riservato per l’Italia: in poche parole la SCHIAVITU’.

Il nostro programma prevede la riacquisizione della totale Sovranità Nazionale: economica, monetaria, militare, culturale.

Noi liberi, sociali, nazionali.

G.R.

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Una risposta a AMMINISTRATIVE 2012: ANALISI DEL VOTO

  1. wids72 ha detto:

    Analisi che condivido in pieno, aggiungendo soltanto che l’accordo tra le attuali forze politiche in campo si studieranno sempre, come accade da 67 anni a questa parte fino adesso, nelle segrete stanze delle logge nelle quali aderenti più o meno di varia fattura economica e politica si incontreranno in barba al malcapitato cittadino che vessato da una costante ed endemica crisi economica disconosce quasi totalmente il senso di nazione che noi soltanto,fautori di un movimentismo d’avanguardia, umilmente, ma con fierezza e ardimento nell’animo esaltiamo come unica ricetta risolvibile per assicurare e perseguire la rinascita di questo Paese…In alto i cuori!!!!

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