ALBA DORATA O GOLDEN DAWN ? IL POLVERONE GRECO

Dopo le elezioni della scorsa settimana l’Europa politica e sociale è in pieno tumulto. Il movimento greco Alba Dorata (definito anche impropriamente neonazista) con i suoi oltre 750,000 voti ha alzato sicuramente un polverone mediatico in tutta Europa. E’ di oggi la notizia che riporta le dichiarazioni di  David Saltiel, presidente del Consiglio Centrale delle Comunità ebraiche greche, che ha affermato: ”la comunità ebraica in Grecia sta esaminando la situazione. (…) “Alba dorata per ora ha nel suo mirino solo gli immigrati clandestini – ha notato ancora Saltiel; “non ha manifestato ostilità contro gli ebrei. Sta di fatto che abbiamo a che fare con estremisti di destra;  abbiamo bisogno di valutare la situazione e vedere come la democrazia greca la affronterà. Per ora, comunque, non ci sono motivi di preoccupazione. (…) Quelli di Alba dorata ora si sentono forti; non si può ignorare il fatto che stiamo cadendo in un’atmosfera dagli accenti neonazisti. Qualcuno per la strada mi ha fermato dicendomi ‘Voi ebrei controllate ogni cosa’. Per ora la violenza dei sostenitori di Alba dorata si rivolge principalmente contro gli immigrati dall’Africa e dai Balcani. Non sembrano avere alcun interesse o rancore nei confronti degli ebrei”. Dello stesso tono le dichiarazioni di Nelly Capon, esponente di spicco della comunità di Salonicco, ritiene che “il successo di Alba dorata e degli estremisti di destra in generale,  sia da attribuirsi alla rabbia dei greci contro gli immigrati clandestini. Ciò non toglie che questa gente sia da temere. Non hanno espresso ostilità contro gli ebrei, ma rimangono esponenti di un partito neonazista e non fanno nulla per nasconderlo”.

Qui ci troviamo davanti ad un particolare paradosso. Il successo elettorale di Alba Dorata sembra aver creato più turbe politiche fuori dalla Grecia che all’interno della nazione ellenica. Tra l’altro il Sole24ore ha pubblicato un interessante articolo dove veniva riportata una interessate analisi sul voto greco, estrapolata direttamente da un settimanale locale. Il risultato di tale analisi è clamoroso: più del 50% dei poliziotti greci ha votato per il partito Chrysi Avghì (Alba Dorata). La cifra si avvicinerebbe intorno ai 5000 poliziotti in servizio nella capitale greca. Ma non basta. In altri quattro seggi che si trovanovicino alla sede del corpo di polizia antisommossa (Mat), dove vanno a votare gli agenti di stanza in quella sede, Alba Dorata ha raggiunto percentuali tra il 13 e il 19%.  Tale particolare è di non poco conto visto che è di estremo interesse capire l’accreditamento di questo partito (definito impresentabile in Italia) all’interno del panorama greco.

Anche i giornali italiani si sono occupati ovviamente della vicenda. L’analisi del Tempo è addirittura macchiettistica e perfettamente aderente alle superficiali analisi che solitamente vengono fatte in Italia quando si tocca l’argomento dell’estremismo di destra: “Il nazionalismo esasperato è alla base del loro statuto. Dodici comandamenti in cui vengono espresse anche le loro idee rispetto all’economia e al ruolo della persona nella società. Alba dorata si rifà al concetto evoliano – Julius Evola è uno dei capisaldi della loro ideologia – di demonìa dell’economia ovvero la tirannia del capitale. Condanna senza riserve per i partiti tradizionali. Dito puntato contro la «plutocrazia» delle banche e della finanza straniera. Lotta senza quartiere alle oligarchie che minacciano il «popolo». Alba dorata in Grecia, il Front National in Francia, i partiti populisti in Olanda e Danimarca: tutti aspetti del malessere che la crisi economica sta diffondendo in Europa. Un variegato insieme di partiti a forte caratterizzazione identitaria, sia essa su scala nazionale o locale, generalmente «anti-tasse», accomunati dall’ostilità verso il dirigismo dell’Unione europea, le misure di austerità figlie di una crisi «provocata dall’«avidità delle banche e dei poteri forti» e le politiche per l’immigrazione imposte da Bruxelles.

Qualsiasi movimento o partito che contesti le lobby usuraie europee è automaticamente definito complottista, se non addirittura, neonazista e xenofobo. Pertanto dopo queste brevi letture ci vengono spontanee alcune riflessioni.

Il successo di Alba Dorata (vista la presenza delle forze dell’ordine tra i votanti) è quindi da considerarsi un’affermazione “pilotata” per fare in modo che ancora una volta si innalzi ed imperi il pericolo di derive xenofobe e antisemite ?

Per rispondere a questa domanda è sufficiente analizzare la situazione economica e sociale di un paese come la Grecia completamente devastato. Mentre noi pensiamo a Grillo e alle sue cicale, osserviamo un partito estero che ha preso in mano la partita estremamente sul serio. Il fatto che nemmeno la Comunità Ebraica sia palesemente in contrasto con loro, deve far riflettere.

Mentre stiamo scrivendo è fallito l’ennesimo di formare il governo. Qualcuno potrebbe pure sentenziare che c’è ARIA DI GOLPE MILITARE in Grecia. Molto probabilmente si andrà verso una seconda tornata elettorale che non sappiamo quali esiti darà, ma si da ormai per certa l’uscita dalla zona Euro della Grecia e il ritorno alla Dracma.

Nel caso avvenisse davvero un golpe militare con tutte le conseguenze del caso a livello europeo, o nel caso si andasse comunque verso un regime reazionario (quindi non certamente nazionalsocialista) di stampo “cileno-americano”, Alba Dorata come si porrà ?

Tra l’altro, più di una volta, a chi li ha accusati di essere dei neonazisti appena mascherati (nemmeno poi tanto visto il simbolo), i militanti di Chrysi Avri hanno risposto dicendo di essere “semplici nazionalisti greci e che molti dei loro padri fecero la Resistenza contro i nazisti.”

E, nota a latere, aggiungiamo per chi non lo sapesse che in origine il nome Golden Dawn (traduzione inglese di Alba Dorata) rappresentava un ordine della fine del XIX secolo e dell’inizio del XX secolo, che praticava una forma di teurgia e sviluppo spirituale e che ebbe una grande influenza sull’occultismo occidentale del XX secolo. In pratica la Golden Dawn era Società iniziatica fondata sulla tradizione della Qabalah ed orientata al recupero della più autentica tradizione d’Occidente, adottò l’immagine dell’Alba come simbolo del risveglio spirituale, dell’illuminazione alla consapevolezza.

Ma può essere soltanto un caso.

E  intanto Grecia è nel caos…potrebbe partire un domino, che sommato ai prossimi e venturi disordini in Medio Oriente, potrebbe provocare tali sconvolgimenti che gli Italiani nemmeno si immaginano.

N.A.

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3 risposte a ALBA DORATA O GOLDEN DAWN ? IL POLVERONE GRECO

  1. wids72 ha detto:

    L’esplodere della tensione sociale in Grecia è la spinta per l’espressione di movimenti cosiddetti estremisti insiti in se una sorta di rivoluzionarismo versato contro il sistema plutocratico. Certamente rimane inteso che va osservato il movimento Alba Dorata, ma considerate le origini storico-costitutive, l’olezzo di società segrete e quant’altroè dietro l’angolo. Come dice l’articolista è un caso, sicuramente la Grecia come l’Italia necessita di una rinascita e immagini di soli che sorgono diventano emblematici. Ciò che lascia un pò di amaro in bocca è la falsa, consueta ed ipocrita stampa di regime nostrano di stampo capitalista-democratico che assurdamente filtra il successo del suddetto movimento, impastandoci le coscienze con il neo-guascone Grillo di cui ampiamente in un precedente post abbiamo inteso in quali contesti si è determinata la sua azione pseudo-politica. Staremo a vedere, la nostra battaglia culturale di rinascita nazionale continua integerrima, proclamando la nostra vicinanza al popolo greco vittime sacrificali delle oligarchie plutocratiche usocratiche…In alto i cuori!!!!

  2. gherardo maffei ha detto:

    Secondo me il fatto che numerosi poliziotti greci votano Alba dorata è possibile, ma la cosa viene ampliata talmente dai mass media da farne quasi una bufala. Mi riferisco soprattutto al fatto che i media sostengono che i poliziotti fornirebbero ai militanti di AD, manganelli e gas.I poliziotti di tutto il mondo, così come gli eserciti, per forma mentale si schierano sempre per lo status quo, per il governo in carica,entrambi sono elementi d’ordine intrinsicamente.Diceva il rivoluzionario bolscevico: Leon Trosktzy “i governi cambiano la polizia rimane”.I poliziotti difendono l’ordine costituito sia esso monarchico,repubblicano,democratico,fascista,nazista,comunista, sono certo che difenderebbero pure un governo di anarachici, una volta al potere.Ma per i benpensanti sia democratici che marxisti, sempre esisterebbe un immaginario connubio tra polizia e neofascisti. Poco importa ricordare loro i precedenti storici, ma anche i giovani militanti di estrema destra uccisi in scontri con la polizia. Per non parlare delle centinaia di arresti, delle migliaia di perquisizioni domiciliari, che durante gli “anni di piombo” non furono di certo risparmiati ai c.d. neofascisti. Ma è tutto inutile per essi scatta un riflesso mentale condizionato, questo vale anche per i greci che siano poliziotti che militanti di AD.

  3. Anonimo ha detto:

    QUANTO ACCADE IN GRECIA, la cui situazione -per la frammentarietà storica degli Ellenici- difficilmente troverà una soluzione concordata fra le parti, è la conseguenza logica dell’assalto predatorio alla cultura ed all’economia greca sferrato dalla BCE, che si è servito della solita Germania (serva sciocca dell’usura mondialista) e della sua imposta politica di austerità all’Europa. Intanto, la stessa Germania, da oltre venti anni, raggira i trattati di Maastricht non ascrivendo al bilancio passivo dello Stato il passivo del KfW, grazie al manualetto ESA95 con il quale gli “onesti” Tedeschi si sono autoattribuiti l’esenzione, la cui moralità ricorda i canoni che hanno hanno provocato lo sfascio della Lehman (su ciò rimando al mio articolo sulla crisi finanziaria ed il ruolo della Germania, che ho postato su lintellettualedissidente.it). Non dimentichiamo che la Germania deve alla Grecia ancora decine di miliardi di euro per i danni di guerra (calcolando gli interessi, oggi siamo a circa 100 mld di E., che la Germania della Merkel si rifiuta di pagare); eppure, la strafottente Germania continua più o meno apertamente, a dire che se la Grecia vuole stare in Europa lo può fare alle condizioni della Merkel, o può vendersi -come aveva suggerito la Finlandia (pensa un po’!)- il Partenone (dopo avere subito nel 1812 il furto dei suoi marmi ad opera di quel ladro di lord Elgin, ambasciatore britannico alla Sublime Porta). Ordunque, sic rebus stantibus, sarà inevitabile una dura presa di posizione del popolo greco. ALBA DORATA dovrebbe dialogare, a mio avviso, con la Sinistra antieuro ed insieme, uniti soltanto dalla bandiera greca, agire per creare uno stato sociale, anticapitalista. In tutte le proteste popolari di questo livello, occorre che il popolo tutto (TUTTI I CITTADINI, INTELLETTUALI ED OPERAI) si attivi per riportare equità e salute alla nazione sofferente. Ieri come oggi, la dicotomia destra-sinistra- si rivela l’arma vincente per lo Stato imperialista multinazionale, esattamente come il favorire i separatismi regionali (e Jean Thiriart lo scriveva già nel 1964). Ricadere negli stessi errori, in Italia ed in Europa, sarebbe tragicamente fatale. Lo Stato Sociale è uno stato che coniuga la sovranità nazionale/monetaria con la coscienza della cittadinanza e con i diritti del popolo: Roma la sintetizzò nell’endiade SPQR, e l’unione fra il popolo ed il senato fu il segreto con cui la Repubblica Romana costruì l’Impero a difesa della sua esistenza, unificando le genti del mondo con le sue rispettate leggi e di tutti riconoscendo i casti culti nel Pantheon. ROMA è ancora l’esempio vivente dell’equilibrio di Luce per il mondo.

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