RIFLESSIONI A MARGINE.

NE’ DESTRA, NE’ SINISTRA: SOLO LA REPUBBLICA SOCIALE E’ ITALIA.

La riflessione che sorge spontanea quando si va a Rovetta a commemorare i 43 Martiri della Legione Tagliamento trucidati a guerra finita, e dopo che avevano deposte le armi, è capire perché quei giovani sono morti. Noi di USN che siamo stati presenti con nostre rappresentanze dei Raggruppamenti – sia fisicamente partecipate che spiritualmente vicine – da tempo questa riflessione la viviamo giornalmente nella nostra volontà di distinguerci dalle rovine che ci stanno intorno.

Essi rappresentavano il futuro di una Italia sociale e repubblicana che è ben lungi da questa realtà immorale in cui siamo costretti a vivere definita democrazia e che invece è un letamaio di interessi e di pulsioni invereconde.

Il disegno progettuale socialista nazionale non prevedeva infatti il collassamento in fazioni partitocratiche schematicamente bloccate in una contrapposizione bipolare destra/sinistra sterile e incapacitante ma, al contrario, vedeva nella definizione dell’architettura socializzatrice il compendio dinamico della integrazione collaborativa delle categorie del lavoro nel fine ultimo della grandezza della Patria quale risposta concreta ai bisogni del singolo nella sua appartenenza identitaria alla Comunità Nazionale.

Questo semplice ed immediato concetto fa subito comprendere come e quanto perciò dobbiamo essere distanti anni luce – se realmente continuità ideale di quell’esperienza – dalle pastoie delle divisioni fittizie che si contendono i ludi cartacei (quelli che in gergo vengono definite “elezioni democratiche”), per rimarcare invece con sempre più forza la necessità di una alternativa globale e sistemica che si fondi sulla partecipazione organica di tutte le competenze alla realizzazione dello Stato Nazionale del Lavoro.

Non si deve più cadere nel tranello del canto delle sirene del “vota Antonio……” che ogni sigla partitica accampa come soluzione a tutti i mali; non hanno in realtà alcuna ricetta taumaturgica, sono tutte colluse e parte integrante della decadenza assembleare ormai incartata solo su formalismi senza futuro.

Tutte insieme queste sigle, dalle più datate alle più innovative (ma che possono nascondere pericolosi mandanti), dalle moderate alle estreme, sono solo funzionali al disegno strategico della usurocrazia senza volto e senza nome che gestisce di fatto il potere come il contropotere.

Noi crediamo che per rompere questo cerchio diabolico non bisogna essere “anti-politica” ma avversari feroci della melma partitocratica, ed anzi occorra invece essere Politica nel senso più originario del termine tornando a rappresentare la dialettica concreta delle necessità comunitarie nazionali e non affabulazione e inganno contro i cittadini.

Nei prossimi mesi vedremo il solito valzer di incontri, riunioni, riavvicinamenti, tentativi di riunificazione di sigle soprattutto in quella oscura palude che qualcuno ancora definisce “area”, perseguita da meschini che non si vergognano di essere stati tra i rinnegati di Fiuggi ed il nostro compito di distinguerci con sempre maggior chiarezza e fermezza da ogni velleitarismo elettoralistico deve divenire sempre più evidente e chiaro se siamo realmente consapevoli per che cosa sono morti i Caduti di Rovetta (che rappresentano idealmente tutti i Caduti R.S.I.); altrimenti li uccideremmo per la seconda volta se come loro Continuità Ideale non avessimo compreso il grandioso messaggio che ci hanno lasciato nella tragica testimonianza.

Noi al contrario non possiamo che iniziare la lotta di Popolo, Noi non possiamo che essere Avanguardia politica, Noi crediamo nella necessità di iniziare lo scontro e lo possiamo fare da subito, civilmente, con l’astensionismo attivo alle prossime elezioni politiche generali perché se riusciremo a portare il 50% degli Italiani + 1 a rifiutare la logica impostaci dalle salmerie anglo-americane con il supporto dei sicari prezzolati del C.L.N. inizierà la frana della delegittimazione di ogni istituzione artatamente concepita secondo un modello di (sotto)sviluppo che ci sta uccidendo giorno dopo giorno sotto il peso dell’usura e della speculazione finanziaria apolide e che non ci può e non ci dovrà mai appartenere.

Dobbiamo ritornare alla Civiltà che ci insegna che il Lavoro non è un diritto ma un Dovere sociale, che il denaro non è il fine ma solo uno strumento, che la solidarietà non è un fattore opzionale ma una esigenza etica.

La Presidenza USN-RSI

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7 risposte a RIFLESSIONI A MARGINE.

  1. pierleone ha detto:

    sono assolutamente d’accordo!
    ho però una domanda, forse banale: qualora l’astensione fosse superiore al 50%, cosa che auspico, aldilà della palese delegittimazione, sostanzialmente e dunque concretamente cosa potrebbe accadere? quali scenari potremmo intravedere?
    intendo dire: ho timore che chi dovesse ritrovarsi nuovamente eletto, di certo non avrebbe l’onestà intellettuale per ammettere l’evidente sconfitta ed andarsene a casa, ma se ne starebbe li a rubare (lo stipendio e non…) come i vergognosi predecessori!
    ve lo chiedo perchè sostengo l’astensionismo come unica vera forma di protesta nei confronti di questo schifo di partitocrazia, ma trovo difficoltà nell’immaginare un cambio radicale, che, ripeto, fortemente invece desidererei.
    grazie
    SURSUM CORDA!

  2. WERWOLF ha detto:

    Pierleone da semplice iscritto di USN è ora importante..creare la comunita’ politica…astensionista…e portare avanti il nostro progetto politico e di continuita’ ideale…quando potremo dovremo fare il salto ma da soli con i nostri Principi Politici sani..senza marmellate preconfezionate dal sistema o di area……un mio semplice parere da tesserato…IN ALTO I CUORI! (PIzi Alessandro)

  3. Fernando Volpi ha detto:

    Caro presidente, dopo anni e decenni di lotta condivisa fianco a fianco, spalla a spalla, sempre supportati dal sostegno ideale del nostro Stelvio, rinnovo il mio piu’ fermo, indefesso, monolitico ed intransigente convincimento che il Socialismo Nazionale ha in nuce le risposte che un mondo in disfacimento attende ormai da tempo. La presunzione di essere una voce messianica ci viene dall’esperienza fatta in questi ultimi anni, nel corso dei quali le macerie morali e materiali di un sistema putrefatto (ma artatamente puntellato dai peggiori nemici dei popoli) stanno ormai invadendo ogni angolo del pianeta! Per questo rinnovo con forza la mia volonta’di umile testimone di un’Idea che chiede sacrifici ed amarezze ma che lascia un senso di compiutezza che nessuna altra esperienza civile potra’ mai dare.
    Invito tutti a condividere con fermezza questa esperienza che deve diventare un verp e proprio pellegrinaggio di fede per il raggiungimento di una meta non impossibile! LA STRADA E’ APERTA!

    Fernando Volpi – vicepresidente USN

  4. pierleone ha detto:

    caro Alessandro, hai perfettamente ragione, mi domandavo solo quale potrebbe essere lo scenario che ci troveremmo di fronte in caso-ben venga!- di un’elevata percentuale di astenuti.
    quesito non relativo all’eventuale operato di chi, come Voi (anzi, Noi: me compreso) crede nell’onestà ed è avverso ai compromessi, bensì ai putridi fantocci prezzolati che da anni ricoprono ruoli strategici ed occupano i “gangheri” del potere.

    sia chiaro che condivido con Voi l’obiettivo, non facile da raggiungere, ma soprattutto il cammino che prelude alla meta, ancor più insidioso e che mette alla prova le coscienze.

  5. lupoalfa ha detto:

    caro Pierleone semplicemente avremo un diritto in più acquisito per disobbedire civilmente alle istituzioni senza autorità popolare perché non rappresentative della maggioranza reale e relativa !
    Sempre in Alto !

  6. wids72 ha detto:

    I primi segni di cedimento del sistema lo constatiamo in rete nel momento in cui sul web si rileva che notorie rappresentanze politiche trite e ritrite del teatrino nostrano d’avanspettacolo, ci imitano negli slogan e ci boicottano strenuamente chiaramente rinfocolando la logica dicotomica destra/sinistra, il giochetto partitocratico che questa becera democrazia assembleare ci offre impunemente come ricetta esecutiva della vita politica. Da qui comprendiamo il senso della nostra battaglia culturale che intende rinnovare dalle radici il paese, mentre manigoldi di ogni risma e colore destroide/sinistroide, noncuranti dello stato di cose attuale, ci attacca senza alcun senso, arrovellandosi nell’ignoranza socio-politico-culturale che li contraddistingue; chiaramente non raccogliamo le provocazioni proseguendo a testa alta nel perseguimento della Linea Retta che identifica il nostro pensiero…In alto i cuori!!!

  7. Fernando Volpi ha detto:

    In merito a quanto dice giustamente Pierleone invito Nicola Abate (responsabile questioni legali del movimento) ad accertarsi dell’esistenza di una norma (di cui ho sentito parlare) di svariati anni fa secondo la quale la rappresentanza parlamentare andrebbe commisurata alla effettiva consistenza dei voti espressi o quanto meno alla consistenza di chi è andato a votare.
    Potrebbero venir fuori delle sorprese!!!!

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