IL TAVOLINO NON SI E’ MOSSO.

Ieri 12 giugno, in tarda serata, si è svolta a Palazzo Chigi in Roma una seduta spiritica. Convocati con urgenza dal professor “Mortimer” si sono diligentemente presentati i noti QUI, QUO’, QUA’, disponibili come sempre ad una obbedienza “pronta, cieca ,assoluta”. In un’atmosfera di forte tensione emotiva, i quattro si sono posti intorno ad un tavolino ed hanno congiunto le loro mani in catena medianica. Nel silenzio ovattato della stanza, sorvegliata da un’imponente apparato di sicurezza, si sentiva soltanto il loro respiro affannoso mentre il professor Mortimer, con la fronte imperlata di sudore freddo, invocava con voce profonda e ritmata la presenza di una signora, una signora dal nome alquanto strano: CRESCITA. La seduta è andata avanti per un pezzo  ma, nonostante l’impegno intenso del medium (il professo Mortimer, ovviamente), il tavolino non si è mosso e la signora tanto evocata non ha risposto alla chiamata.

Alla fine, i quattro, stremati per l’intensità dell’impegno profuso e per le energie consumate, si sono guardati in faccia sconsolati ed affranti prendendo atto del fallimento dell’iniziativa.  A questo punto Mortimer ha intravisto negli sguardi di QUI, QUO’, QUA’ significativi segnali di dubbio sulle sue effettive capacità medianiche, per cui si è affrettato a fare ai tre compari una proposta: domani in parlamento confermatemi la fiducia e tutti insieme assicuriamo alla massa degli onorevoli “peones” che la “crescita” evocata è dietro l’angolo e gli effetti positivi si vedranno già nel breve periodo. E  così è stato, e così sempre sarà alla faccia del “popolo bue” chiamato culturalmente, in questo momento, a fare ricerche filologiche accurate per tentare di scoprire l’origine semantica della parola “frocio”.

Forse, nella realtà, ieri sera le cose non si sono svolte esattamente così, ma nella sostanza il risultato è lo stesso per cui non è proprio detto che non ci abbia “azzeccato”. Anche perchè nessuno può più negare che la farsa si sta trasformando in tragedia e stiamo vivendo le ore più buie degli ultimi tempi tanto che siamo chiamati a dover decidere se scegliere la libertà o la schiavitù:  la libertà in una Nazione che deve ritrovare la sua identità, le sue tradizioni, la sua cultura, la sua missione civilizzatrice, o la schiavitù sotto la livrea della demoplutocrazia apolide che ha nel suo programma la miseria e l’abolizione delle idee di famiglia, di religione, di patria.

L’articolo 11 della costituzione è stato ripetutamente violato nello spirito e nella lettera dalle massime cariche istituzionali che sono pertanto imputabili dei delitti contro la personalità internazionale dello stato (alto tradimento ) e condannabili ai sensi dell’articolo 241 del C.P. E’ giunto il momento di denunciare unilateralmente il trattato di pace impostoci il 10 febbraio 1947, occorre uscire dal complesso della sconfitta e del tradimento, e ritrovare l’orgoglio dell’appartenenza alla stirpe italica.

Sono state scritte, dal 1943 in poi, pagine vergognose in questo paese chiamato ancora Italia e ritenere  che un maggiordomo della lobby usuraia Bilderberg, della Commissione trilaterale e della famigerata banca criminale Goldman & Sachs, possa ridare, autonomia, prestigio ed autorevolezza all’Italia, è pura follia suicida. Il cammino della redenzione e della rinascita sarà lungo e faticoso anche perchè partiamo da una considerazione internazionale pessima sotto l’aspetto etico-comportamentale.

Nel merito – come esempio significativo – voglio riportare alla memoria dei miei connazionali quanto ebbe ad affermare nell’immediato dopo guerra il Lord inglese Sir Edmund S. Parson:
” L’Italia è divenuta antifascista non appena la guerra prese ad andare male. Le vostre città accolsero allora con infami grida di giubilo l’entrata prepotente dell’esercito straniero trionfante. Ebbene: che cosa ha fruttato all’Italia il sacrificio dell’onore consumato dalla resa dell’8 settembre 1943 ? Deporre mestamente le armi davanti alla preponderante forza materiale di un nemico, può essere nel destino di ogni nazione; ma schierarsi sfacciatamente al fianco dell’avversario, è un’onta che merita e che raccoglie solo lo scherno. Dal piagnucolare schifoso dei vostri politicanti al servilismo osceno del vostro popolo è tutto un quadro ripugnante per chi nutriva delle illusioni sulla grandezza latina”.

Parole che bruciano come il fuoco e che dedico in particolare all’attuale presidente di questa repubblica nata sulla menzogna e sul disonore nonchè ai nipotini di quei mercenari che si posero al soldo del nemico sparando alle spalle di coloro che vollero riscattare il disonore dell’8 settembre.

Stelvio Dal Piaz

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3 risposte a IL TAVOLINO NON SI E’ MOSSO.

  1. wids72 ha detto:

    Anche per noi è rimpugnante quella valutazione del Lord inglese, di cui ne rifuggiamo strenuamente il significato perchè non ci appartiene e personalmente ho sempre rifiutato tale etichetta verso il popolo a cui appartengo e ai valori che la mia famiglia mi ha sempre ispirato nell’educazione…in considerazione del quadro mesto delineato dalla storia scritta dagli infami sono felice di esserne uno sconfitto di quella ufficiale, ma nell’onore e nella fede, tracce indelebili, nello spirito che nessuno può intaccare o giudicare…riscriviamo la storia con le nostre gesta quotidiane e facciamo vedere, la tenacia, il fulgore valoriale del vero italiano!!!! In alto i cuori!!!

  2. Vincenzo ha detto:

    SE IL POPOLO ITALIANO VUOLE ESSEREANCORA DEGNO DI STORIA, DEVE AFFRONTARE LA REALTA’ QUALE SI DELINEA NEL GIOCO FERREO DELLE CIRCOSTANZE, E QUESTA REALTA’ E’ DOMINATA DALLA NECESSITA’ IMPERIOSA DI UNA RIVOLUZIONE!!!
    IL POPOLO O SI SVEGLIA O E’ DESTINATO A SUBIRE!
    EJA!

  3. WERWOLF ha detto:

    TORNIAMO AL 9 SETTEMBRE A SERRARE I RANGHI… E RIPRENDERCI CIO CHE CI APPARTIENE…AVANTI USN! LIBERI SOCIALI NAZIONALI!

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