L’EUNUCHERIA.

“ Agire è facile, pensare difficile, agire secondo il pensiero, incomodo.” GOETHE

Una forma patologica di comportamento si è diffusa tra i popoli europei fino a diventare una vera e propria ideologia dominante: l’eunucheria. Si tratta – a nostro avviso – di una situazione grave di “ impotenza d’animo “ che, nelle sue fasi evolutive, ha comportato una trasformazione antropologica fino ad assumere tutte le caratteristiche della forma congenita. Cioè, l’uomo europeo adesso, nasce “eunuco”. Le manifestazioni più evidenti sono il servilismo verso il cosiddetto mondo anglo-sassone dominato dalla cupola giudaico-massonica, la negazione della propria storia millenaria con tutte le sue lotte, le sue conquiste, i suoi travagli, il rifiuto di tutto il proprio bagaglio culturale, l’abbandono di ogni manifestazione che faccia riferimento alla tradizione, l’omologazione al pensiero unico, l’adorazione dogmatica al nuovo dio: il mercato. I canoni imposti dalla nuova liturgia sono ispirati dal vangelo delle borse finanziarie, dallo spread, dalla carta moneta e dai suoi surrogati. Il sistema nervoso centrale è in anestesia e l’uomo europeo agisce solo sugli impulsi del neurovegetativo. Praticamente è un automa , crede di pensare ma si muove su impulsi predeterminati, è il “ cane di Pavlov “ e, in prospettiva  tutta la sua vita – compresa quella affettiva – sarà guidata e programmata dalla nanotecnologia che sta già sperimentando il “grande fratello globalizzatore”. Nell’affermazione e nella diffusione di questa nuova ideologia, di questa “eunucheria”, l’italiano medio, il cosiddetto moderato, il benpensante, il borghese, il destrorso come il sinistrorso, detengono una primogenitura  e un primato inarrivabili.

La società italiana è attualmente il paradigma di quella “società fluida”, informe, senza identità, eticamente amorale, una società che non ha più alcuna capacità reattiva perché “impotente”, una società fuoriuscita dalla Storia. A questo punto la domanda sorge spontanea: abbiamo già oltrepassato il punto di non ritorno, il declino è irreversibile, ogni speranza di “rinascita” è perduta ?

Fortunatamente, in questo desolante panorama di annientamento dell’ “uomo integrale europeo”, in questo deserto ideale e spirituale, in questo inferno satanico, sopravvivono ancora piccole comunità di “appestati”, di uomini veri e di stirpe sana ma considerati malati dalla cosiddetta “opinione pubblica”, uomini e donne che – per le loro caratteristiche – la polizia del pensiero vuole isolare nei “lazzeretti” in attesa della “soluzione finale”. Ci proveranno, e se ci proveranno !

Comunque sappiano che queste piccole comunità di “lazzaroni”, questi socialisti nazionali, hanno ancora le “palle” e le difenderanno con le unghie e con i denti.

Stelvio  Dal Piaz

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11 risposte a L’EUNUCHERIA.

  1. wids72 ha detto:

    In spirito di verità, anche se l’apparenza degli eventi vedono una storia di altrettanto apparenti “vincitori”…noi ci siamo, perchè semplicemente siamo e non demordiamo; questo il segreto della vittoria…la fede!!!! In alto i cuori!!!

  2. Vincenzo ha detto:

    NON E’ CON LE CONFERENZE A GETTO CONTINUO CHE IL MONDO RITROVERA’ LA SUA SALUTE. MENO CONFERENZE E PIU’ DECISIONI! MENO ORDINI DEL GIORNO E PIU’ AZIONI! E’ SOLO L’AZIONE CHE GUARISCE. E’ SOLO L’AZIONE CHE DA’ LA TEMPRA ALLE ANIME.
    EJA!

  3. Anonimo ha detto:

    chi saranno i sopravvissuti? i combattenti? gli eunuchi?…….porte inferi non prevalebunt…..

  4. DBSN ha detto:

    Finchè ci sarà anche un solo uomo libero in grado di rendersi conto di ciò che stanno facendo il “dio denaro” non vincerà.
    Per quante battaglie possa aver vinto il “moloch” la guerra non è ancora finita.
    Quando il popolo si unirà compatto come un “Fascio”, l’erbaccia dell’usura sarà tagliata con la “Falce” e la macchina del capitalismo verrà distrutta col “Martello”.

  5. lupoalfa ha detto:

    Vincenzo, se magari ci dici che “azioni” si dovrebbero fare ne possiamo discutere perché é anche più semplice scrivere che realizzare convegni……….

  6. francesco ha detto:

    La sensazione forte, netta, e’ che l’era della globalizzazione digitale “di mercato”abbia reso le masse decerebrate e debosciate. Unicamente pronte a rispondere agli impulsi del consumismo indotto che ha trasformato le popolazioni in tubi digerenti. Il chip sottocutaneo e’ormai alle porte

  7. Vincenzo ha detto:

    CARO LUPOALFA, L’AZIONE E’ DA INTENDERSI COME ELABORAZIONE DI ALCUNI PRINCIPI E VALORI CARDINE DA PROPAGANDARE CON L’ATTIVITA’ EDUCATRICE NEI CONFRONTI DEL POPOLO (CHE ATTUALMENTE E’ BUE) E CON UNA PRESA IMMEDIATA DI POTERE CHE SI CHIAMA RIVOLUZIONE… FATTA CON IL POPOLO E PER IL POPOLO.
    EJA!

  8. WERWOLF ha detto:

    PROGRAMMA CARDINE OLTRE LA TAVOLA DEI VALORI ESISTE ED è BEN CHIARO….IN USN PER CHI LO CONDIVIDA E LO ABBIA LETTO CHIARAMENTE …..VINCENZO……..PER LA PRESA DI DI POTERE ATTRAVERSO UNA RIVOLUZIONE…..SONO 20 ANNI CHE NE SENTO PARLARE……E RISPONDO SEMPRE..CON COSA?…CON LE FIONDE E LE CERBOTTANE…MA FATEMI IL PIACERE!……..PIZI ALESSANDO ISCRITTO E TESSERATO AD UNIONE PER IL SOCIALISMO NAZIONALE UN ITALIANO INCAXXATO MA NON FRUSTRATO!

  9. WERWOLF ha detto:

    IL PIU’ BELL’ARTICOLO CHE HO LETTO IN USN…..O SI HA LE PALLE PER ESSERE….O SI è EUNUCHI…..PER RIEMPIRSI LO ZAINO DEL FARE PER IL NULLA!

  10. Vincenzo ha detto:

    CARO WERWOLF, CAPISCO E COMPRENDO IL TUO SCETTICISMO SULLA RIVOLUZIONE…IN GENERE, TUTTE LE RIVOLUZIONI HANNO AL LORO INIZIO, UN ANDAMENTO CONFUSO. COME TUTTE LE CREAZIONI DELLO SPIRITO, LE RIVOLUZIONI NON HANNO IMMEDIATAMENTE LA COSCIENZA DI SE STESSE, DELLE LORO POSSIBILITA’ E DELLE LORO NECESSITA’. NELL’INIZIO DEL PASSAGGIO DAL VECCHIO AL NUOVO – PASSAGGIO CHE DA LE CARATTERISTICHE EBREZZE E DEDIZIONI DELLE EPOCHE RIVOLUZIONARIE – LE LINEE DI SVILUPPO APPAIONO INCERTE E LE METE IMPRECISE. E’ NECESSARIA UNA SCELTA…O SI INSORGE O SI MUORE. SOFFIA IL VENTO…
    EJA!

  11. Alessandro 53 ha detto:

    Analisi “nuda e cruda” quella del Prof. Dal Piaz, purtroppo oggi la realtà è proprio e solo questa. Per restare nel campo delle citazioni, Goethe disse anche «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo».
    Ed infatti oggi sotto l’ esclusiva azione degli “impulsi neurovegetativi”, l’ italiota medio sempre più si cala nel ruolo assegnatogli di schiavo ignorante ed idiota e qualche volta anche un po’ contento (infantilismo indotto).
    Mi rendo conto che il tempo a disposizione non è molto, ma qui, prima qualsiasi altra cosa, c’è da RICREARE UNA STIRPE di UOMINI che, consapevoli ed orgogliosi del proprio passato (errori compresi), possano edificare una NUOVA, vera Comunità Sociale, una Nazione.
    Alessandro 53

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