GENESI DI UN COLPO DI STATO.

Genesi di un colpo di Stato sobrio e permanente; si anche permanente, perchè l’operazione di “killeraggio” contro lo Stato-nazione Italia è tuttora in corso e i suoi effetti negativi continueranno nel lungo periodo. Andiamo per gradi,  cercando di analizzare – sia pure per sintesi – come si sono svolti i fatti ed il ruolo svolto dai singoli gruppi o i singoli personaggi. Intanto occorre premettere che la stessa legge elettorale ha favorito  l’operazione perchè, come sosteneva il grande Totò con una battuta efficace, “è la somma che fa il totale”. E  così la somma delle varie componenti assemblate solo per vincere le elezioni, ha concesso una larga maggioranzo a chi le ha vinte, ma non ha poi dato una politica sostenta da un progetto condiviso. Una volta ottenuti i numeri in parlamento, le differenze sono riemerse e gli egoismi di parte hanno finito per portare allo “stallo”.Sono così iniziate  le prime schermaglie che si sono col tempo trasformate in agguati e vere e proprie congiure che hanno trasformato il parlamento in un “mercato delle vacche” nel tentativo di cercare una sopravvivenza di facciata. Nel frattempo il “leader” del centro-destra ci ha messo abbondantemente del suo con un comportamento “clownesco”,  che ha finito per determinare il famoso fenomeno definito “berlusconismo”, contro il quale il centro-sinistra si è accanito in maniera ossessiva e maniacale, attribuendogli tutti i mali possibili fino a farlo divenire una “ideologia” malefica da abbattere ad ogni costo anche a costo – e scusate il bisticcio – di perdere lucidità e orientamento politico e con esso, credibilità e funzione di opposizione. Coisa ben diversa dalla nostra puntuale denuncia analitica del fenomeno nella visione di lotta al sistema nel suo complesso (destri e sinistri pari sono e servi rimangono !).

Nella circostanza, magistratura politicizzata e circolo mediatico, hanno a loro volta svolto una funzione in parallelo di stampo “moralistico” e moralizzatore,  creando così i presupposti per una riprovazione generale che, in questi casi, finisce per eccitare gli istinti più bassi del popolo bue. Sono queste reazioni istintive e prevedibili, ampiamente studiate dalla “psicologia delle masse”. In questo contesto di “disarticolazione” istituzionale e di congiure di palazzo, è entrato in campo il partito “american-sionista” formato dai giornali “Repubblica” e “Corriere della Sera” , che ha messo in piedi una ben articolata e documentata campagna mediatica contro la “casta”, iniziando in tal modo una delegittimazione, non solo di una classe politica corrotta e senz’altro tesa soprattutto alla difesa dei propri privilegi, ma della “politica” in senso lato,  preparando così il terreno favorevole al ” governo dei tecnici ” sostenuto da una parlamento pavido, invigliacchito, impaurito e sotto ricatto, un governo che – guarda caso – era pronto con i suoi uomini in livrea per svolgere il ruolo di “salvatore della patria” ma al servizio della usurocrazia apolide, nemica della nazione e del popolo.

Adesso la prima parte della “commedia” si è conclusa drammaticamente e possiamo così meglio definire i ruoli (consapevoli e inconsapevoli): il centro-destra con i suoi complementi ci ha messo abbondatemente del suo e ha fornito il personaggio che ha impersonato “giuda”, il quale – dobbiamo riconoscere – ha svolto con grande cinismo il suo compitino di consumato traditore.

Il centro-sinistra parlamentare con il corollario di tutto il “sinistrume” di complemento, ha ritenuto di svolgere il ruolo del  “cavallo di Troia” per conquistare senza troppa fatica la cittadella del potere, mentre – in realtà e diciamolo con tutta chiarezza e senza offesa – ha fatto solo la “troia” e adesso gli è sempre più difficile uscire da questo ruolo quanto meno imbarazzante. Basti ricordare che, sul piano scenico, l’uscita di Berlusconi e l’ingresso di Monti ( mortimer per gli amici!), venne da tutti loro salutato stappando bottiglie al canto di “bella ciao”.

Il regista dell’operazione, che siede pro-tempore al Quirinale, ha obbedito ai suoi attuali padrini atlantici svolgendo con diligenza e disciplina il compitino che gli era stato affidato. Insomma, consapevolmente o meno, tutti, compreso il popolo bue, hanno finito per lavorare per il “re di Prussia”.  E adesso ?

Adesso, cari italioti, son cavoli amari, perchè tutti si ritrovano prigionieri delle loro menzogne e i proclami del “salva Italia, del “cresci Italia” per giustificare manovre lacrime e sangue,  si rivelano per quello che sono in realtà: proclami di personaggi che devono il loro potere alla “crisi” permanente e perversa – come da loro stessi più volte ammesso e confessato – perchè è la crisi che provoca il debito sovrano il loro terreno di coltura nella stessa misura e con le stesse modalità in cui vivono e prosperano le “blatte” (per chi non lo sapesse, nella merda !).

Stelvio Dal Piaz

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7 risposte a GENESI DI UN COLPO DI STATO.

  1. wids72wids72 ha detto:

    Nella melma ormai vive il popolo italiano divenuto una massa informe che di tutto si abbevera come una spugna, insensato nell’essere quella società liquida voluta e artefattamente creata dal potere tecnocrate…Noi ci ribeliamo perchè crediamo oltre ogni umana fattezza della cose attuali!!!! In alto i cuori!!!

  2. Vincenzo ha detto:

    DIAMO AL MONDO L’ESEMPIO, MAI VISTO NELLA STORIA, DI UNA RIVOLUZIONE COSTRUTTRICE CHE CONTINUA, SI SVILUPPA E SI SVOLGE COME CREAZIONE QUOTIDIANA DELLO SPIRITO E DELLA VOLONTA’ DI UN POPOLO.
    I TEMPI SONO ORMAI MATURI…SOFFIA IL VENTO SEMPRE PIù FORTE.
    EJA!
    RICORDATE….”SE AVANZO SEGUITEMI, SE INDIETREGGIO UCCIDETEMI, SE MI UCCIDONO VENDICATEMI”!!!
    EJA..SEMPRE EJA..FORTISSSIMAMENTE EJA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. “L’autorità dello stato fine a se stessa non è ammissibile, perchè in tal caso ogni tirannia sarebbe inattaccabile e sacra. Ma quando con i mezzi del potere statale un popolo venga condotto alla rovina, la ribellione di ogni singolo diventa non soltanto un diritto, ma dovere!.”
    IN ALTO I CVORI

  4. gabriele ha detto:

    in realtà io provengo da una cultura di sinistra, ma leggendo l’articolo non posso che rovarmi in sintonia con l’autore. penso che l’idea di creare un fronte anticapitalista con una forte connotazione nazionalistica, sia l’unica via d’uscita per far tornare l’italia indipendente e sovrana.
    però per far si che la dispora dei veri socialisti finisca, è necessario eliminare gli elementi che nel passato hanno creato divisioni e concentrarsi solo sui gli aspetti fondamentali della poltica attuale!
    io vorrei che l’italia uscisse dalla nato, dalla moneta unica eruropea e tornasse ad essere un paese sovrano a tutti gli effetti, cominciando dall’emissione della moneta. spero che questo modo di pensare diventi trasversale, ne abbiamo assolutamente bisogno. tra l’altro ho letto la tavola dei valori e posso dire di condividere tutto, a 100% per 100%.

  5. wids72 ha detto:

    La nostra battaglia caro Gabriele riparte proprio dai punti da te focalizzati in una rinascita culturale che riporti la nostra patria che è il bene supremo di tutti coloro che vi si riconoscono nella sovranità monetaria, politica, sociale, militare ed economica fronteggiando quell’unico nemico dei popoli e della loro identità che si esprime nel potere demoplutocratico!!!! in alto i cuori!!!

  6. Anonimo ha detto:

    quello che scrive il buon STELVIO è la verità. Nuda e cruda. Siamo pronti, con le nostre anime, ad affrontare quello che l’avvenire ci porra dinanzi, Usque tandem?

  7. sinistranazionale ha detto:

    Vi leggo quasi regolarmente. Leggo pure altri siti: il blog di Grillo ad esempio. Oramai trovo che la confluenza verso la vecchia casa Socialista da cui si dipartirono le varie anime fratricide per poi dissolversi alla fine del secolo scorso, stia diventando, giorno dopo giorno, sempre più massiccia ed eterogenea. In alcuni blog o siti Comunisti, per la prima volta si accenna ad un approfondimento verso le tematiche di coloro che ancora oggi, vengono bollati sic et simpliciter come “infiltrati nel movimento operaio e nella sinistra”: l’area dei socialisti nazionalitari, intendo. Piuttosto, il guaio dell’anacronistica divisione fra queste anime socialiste, pare risiedere proprio nel simbolismo novecentesco: secondo me il movimento di Grillo lo ha inteso e sarebbe ora che le competenze politiche, ideologiche e di esperienza governativa mutuate dalla storia che ad esempio, nel caso di Sinistra Nazionale, possono offrire una fonte inesauribile di idee per la ricostruzione dell’Italia, siano messe a disposizione di tutti magari proprio tramite il suo movimento 5 stelle, perchè no? Ho pensato: in tutto il mondo occidentale ed americanocentrico abbiamo visto, durante l’ultimo trentennio, rompersi gli steccati ideologici che separavano le varie visioni del Liberismo, fino a rendere compatibili fra loro il comunismo trockijsta e la reazione imperialista e plutocratica repubblicana negli USA. Abbiamo visto trionfare il Sistema Liberistico, quale unico sistema possibile ed imporlo in barba a qualunque velleità democratica a tutti i paesi che si trovassero in qualche modo nella sfera d’influenza statunitense. In Italia, in particolare, abbiamo visto scomparire dalla memoria storica di ciascun erede dei Partiti storici i loro referenti socialisti che per cinquant’anni hanno nobilitato ciò che si è via via trasformato in contenitori di merda liquida: la DC di Dossetti, Fanfani e La Pira, il MSI di Ruinas e Niccolai, il PSI di Nenni, il PCI di Togliatti…Trasformati nella merda liquida, appunto del: PD-CL di Forminchioni e Lupi, nel PD-AN di Fini e Ronchi (il privatizzatore dell’acqua pubblica), nel PD-PSI di Cicchitto e Sacconi, nel PD-PDS di D’Alema, Letta cugino, e Renzi! Perchè ciò che hanno fatto loro sotto l’egida del dio denaro, dell’apolidismo e dell’individualismo sarebbe poi tanto difficile farlo noialtri Socialisti sotto l’egida del Lavoro, della Patria e della solidarietà di Popolo? Perchè non trovare un luogo politico dove poter sintetizzare i tanti postulati che ci accomunano?

    grazie dell’attenzione e buona giornata

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