LE PARTI E LA COMMEDIA.

Ormai si recita a soggetto e anche Mister Monti è entrato di diritto nella categoria dei “politicanti” per cui le sue uscite (lo Statuto dei Lavoratori come responsabile della disoccupazione !) sono  calibrate secondo un piano concordato precedentemente sia con i suoi sostenitori che con i finti oppositori. E’ un vecchio trucco sperimentato da sempre nel clima di un parlamentarismo che  istituzionalizza la commedia dell’ipocrisia  per meglio turlupinare le masse dei cittadini-sudditi. In un articolo pubblicato sul “Il Popolo d’Italia” del 3 gennaio 1920 Mussolini, denunciava la commedia dell’arte messa in piedi dal partito socialista per giustificare il suo immobilismo di fronte ad una situazione di degrado generale, situazione in cui si rimpallavano le responsabilità tra “riformisti” e “massimalisti”.

Mussolini così conclude l’articolo: “Diranno i riformisti: se non fossimo rimasti insieme coi rivoluzionari, chissà quali cose da pazzi avrebbero combinato gli estremisti; e costoro di rimando: se non fossimo stati insieme coi riformisti, chissà dove ci avrebbero condotto colla loro smania <realizzatrice>. Può darsi – è una semplice ipotesi – che il <proletariato> alla fine mangi la foglia  e si metta a fischiare senza pietà e i riformisti che non gli danno l’arrosto della riforma e i rivoluzionari che non gli danno nemmeno il fumo della rivoluzione: la commedia e i commedianti. Quel giorno rideremo noi ! “

Come si vede i sistemi demoparlamentari sono il naturale brodo di coltura in cui possono liberamente proliferare gli speculatori e i mistificatori che riescono a ridurre le stesse funzioni legislative alla libidine delle interpellanze, delle polemiche e delle logomachie dottrinali. Le deficienze e le insufficienze del sistema appaiono adesso in tutta la loro gravità perchè la crisi economico-finanziaria importata dagli Stati Uniti si è estesa rapidamente in Italia e in Europa.

Tutti i mali del disordine politico ed economico accumulati negli anni e cospiranti alla rovina dello Stato-Nazione insieme all’intreccio malefico dei rimedi improvvisati  o teleguidati dall’esterno  vengono adesso a suppurazione E’ un vero miracolo che la tradizionale operosità e genialità di una parte del popolo italiano  riesca ancora a tenere a galla il paese Italia e che essi possano ancora provvedere oltrechè al proprio mantenimento, a quello di tutti i parassiti e ladri che vivono a loro spese.

Ma è arrivato il momento di denunciare  con forza e determinazione che l’attuale governo, con i provvedimenti presi, ha cessato ormai di mantenere quelle che sono le condizioni necessarie per lo svolgimento di ogni attività produttiva. La mancanza del lavoro porta inevitabilmente alla miseria e alla disperazione. Cade fragorosamente, in questi momenti, lo schema dottrinario di una società economica separata dallo Stato.

L’attuale crisi economico crea pericolosi squilibri non solo finanziari, ma politici e sociali ed impone con maggiore ampiezza l’intervento dello Stato anche perchè una società meramente economica non sta in piedi. Ma per uscire dal “tunnel” occorre una classe dirigente autenticamente e patriotticamente legata al bene comune del popolo e della nazione.

Stelvio Dal Piaz

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4 risposte a LE PARTI E LA COMMEDIA.

  1. wids72 ha detto:

    E’ una lotta all’ultimo alito di vita tra il male e il bene…solo chi ha fede resiste e possiede capacità valoriali, intellettuali, spirituali, che, consentendogli di leggere nel profondo gli eventi e il loro evolversi riesce a soppravvivere nel contesto attuale, è in grado di non cedere alle misere mistificazioni che alimentano il caos attuale e porre in atto tutte quelle difese culturali e valoriali da distinguere di conseguenza dove cammina e vive la verità….In alto i cuori!!!!

  2. Egeo Francois ha detto:

    Questo sistema giudodemoplutocratico ci sta rendendo tutti in miseria.
    Io provengo da una famiglia benestante appartenente all’aristocrazia nera.
    Il Mio trisavolo Principe Achille Francois de Banon de Arras era notaio della dataria Apostolica e pagò lo scotto ai Piemontesi che occuparono Roma poichè rimase fedel al Papa.
    Il mio Bisnonno Ingeger Roberto Francois lavorò duramente e ridiede un certo benesere alla famiglia,che era sta depredata dei propri beni dai Piemontesi perchè rimasta fedele al Papa.
    Naturalmente il mio bisnonno ,malgrado i torti subiti si sentiva Italiano e non papalino servi l’esercito nella brigata Aosta e fu commilitone del Re Umberto primo ,con il quale strinse un buon rapporto er il Re in ricordo di ciò gli diede una medaglia commemorativa.
    Poi finito il servizio militare incappò in uno strozzino Ebreo e perse tutto quello che aveva potuto guadagnare onestamente.
    Naturalmente venne aiutato dalla famiglia ,della moglie Contessa Elvira Quojani.
    Successivamente mio nonno e mia zia si rimboccarono le maniche ,come suol dirsi e ritirarono su le sorti della famiglia.
    Mio nonno Dr Commendator Fernando Francois divenne il più grande gestore di immobili e patrimoni di Roma e mia zia Clara la sorella ,fece carriera nella Romana eletrricità.
    Poi perse la vista e non potè andare oltre.
    Mio nonno i ha lasciato un discreto patrimonio.
    Ma a causa dell’Equitalia e del mal funzionamento della Giustizia Civile rischio di perdere tutto.
    Equitalia per una questione ,alla quale ero completamente estraneo mi ha ipotecato tutto per milioni di Euro .
    Per questo motivo la banca mi ha tolto il credito e la mia azienda di allevamento dianimali in via di estinzione è al fallimento.
    Questi porci che ci governano vogliono che il sistema Italia non funzioni perchè così possono intrallazzare meglio.
    Ora sta diventando impossibile pure difendersi perchè quel mezzo pisello tagliato di Monti ha alzato i contributi unificati per l’iscrizione al ruolo delle cause e io devo far mangiare gli animali se no fallisco definitivamente e non riesco a far fronte alla vita di tutti i giorni .
    Non ho nemmeno i soldi per incassare i crediti vinti poichè l’esecuzioni costano in quanto il demoniaco succhia sangue Monti ha alzato i contributi unificati pure per l’esecuzioni.
    Per concludere questi laidi servi delle plutocrazie massonich e sioniste stanno distrugendo le piccole e medie imprese e le famiglie ,la mia è distrutta mia madre e mio fratello ed io stesso siamo completamente esauriti.
    Echi sà quanti altri stanno nelle nostre condizioni.
    L’elezioni non cambieranno nulla vinceranno i soliti ladri e l?italia andrà sempre peggio.
    Caro Signor Del Piaz Le chiedo ,se può , di darmi un consiglio per uscire da questa tremenda situazione in cuimil regime succhia sangue con equitalia e per mezzo delle banche dei Piselli tagliati,mi hanno tolto il credito e presto inizieranno l’esecuzione contro i miei beni.
    La ringrazio se potrà consigliarmi una soluzione e La prego di continuare la lotta al sistema con ogni mezzo legale possibile
    Egeo Francois
    !7/09/2012

  3. Fernando volpi ha detto:

    Egeo, mi dispiace per i problemi che stai attraversando e a nome dell’intero movimento ti trasmetto tutta l’umana solidarieta’ a te e alla tua famiglia. Purtroppo i tempi sono duri per tutti e forse solo un ritorno ad una economia di sussistenza potra’ riportare tutti ad una dimensione di umanita’ e di comunanza che abbiamo perduto! In alto i cuori e a testa alta!!

  4. Paolo gherdovich! ha detto:

    Come la penso io ..la violenza alla quale siamo sottoposti,mi impone di valutare che “porgi l’altra guancia “non esiste..Per me esiste solo una cosa:la difesa..un vecchio detto dice..la miglior difesa è l’attacco…questo le persone con i coglioni me l’hanno sempre insegnato e “dimostrato”.Un saluto a tutti i CAMERATI!!

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