LA GRATITUDINE DEI SIRIANI PER L’ITALIA.

Nessuno si meravigli per il concetto espresso nel titolo di questo articolo. Nonostante  il problema “Siria” sia un argomento caldo e all’ordine del giorno,  non lo troverete in alcuno dei giornali dell’attuale regime partitocratico anche perché, viceversa, il popolo siriano – in questo momento – non ha proprio alcun motivo per esprimere gratitudine all’Italia. Anzi, ha più di un motivo per lamentare un atteggiamento ostile che non ha alcuna motivazione valida se non il servilismo e la sudditanza nei confronti dell’asse american-sionista.

Questo riportato è il titolo di un articolo firmato Benito Mussolini e pubblicato su “Il Popolo d’Italia” del 14 luglio 1922. Si, avete letto bene, 14 luglio 1922. A questo punto non rimane che riportare il contenuto dell’articolo stesso, e non solo per l’attualità che riveste, ma anche per far arrossire di vergogna ( se ne sono ancora capaci ! ) tutta quella “fascisteria  destronza” che è schierata pedissequamente contro popoli che combattono per la loro libertà e a difesa della loro sovranità, ai  quali – noi socialisti nazionali  in continuità ideale con le nostre radici – esprimiamo tutta la nostra incondizionata solidarietà e vicinanza:

“ L’atteggiamento assunto dal Partito Nazionale Fascista sulla questione dei mandati che viene a maturazione in questi giorni a Londra, ha suscitato la migliore impressione in tutto il mondo dell’Islam. Il Comitato che dirige il movimento nazionale arabo dei paesi bagnati dal Mediterraneo orientale, ha mandato la seguente simpatica, importante, significativa circolare a tutte le organizzazioni politiche siriane. Riproduciamo su queste colonne il documento. Basta leggerlo e scorrere l’elenco delle organizzazioni cui è stato  mandato in tutte le parti del mondo, per convincersi che non esageriamo chiamandolo <storico>:

< Vi abbiamo informati del benevolo appoggio e della simpatica accoglienza che la nostra causa ha incontrato presso la stampa e in alcuni partiti politici in Italia. L’attitudine del popolo italiano al nostro riguardo, nel momento in cui lottiamo per la nostra libertà è per noi tutti un debito di riconoscenza che dovremo saldare con tutti i mezzi in nostro possesso. La nostra Delegazione di Roma ha trovato il più benevolo appoggio presso uomini di stato, giornalisti ed alcuni personaggi che presiedono ai destini politici dell’Italia e le lettere che i nostri delegati ci hanno indirizzato menzionano questo fatto; essi ci scrivono di sentirsi sensibili  e riconoscenti verso l’Italia. I popoli, come gli individui, devono saldare i loro debiti e le nazioni che lottano per la loro libertà devono, in modo particolare, manifestare la più larga gratitudine a coloro che hanno manifestato simpatia. In queste condizioni noi vi preghiamo di voler rispondere al bene che l’Italia ci ha dimostrato, con ciò che può dimostrargli che la nostra Nazione è degna del suo interessamento. Noi vi invitiamo, in modo speciale, a dare ai giornali della vostra organizzazione  come pure a quelli che difendono lo stesso principio e servono la stessa causa, le istruzioni necessarie per fare alla politica, al commercio, all’industria ed all’arte italiana, la più larga propaganda. Vi lasciamo inoltre la cura di apprezzare se converrebbe di esprimere ai capi della colonia italiana nelle città della vostra residenza la riconoscenza della vostra organizzazione per la nobile attitudine del popolo italiano a nostro riguardo >.

La lettera circolare venne inviata ad un  centinaio di organizzazioni sparse in tutto il mondo, organizzazioni elencate nell’articolo. Prosegue Mussolini :

“Siamo lieti di averi provocato, col nostro atteggiamento, questa grande ondata di simpatia verso l’Italia. Come si vede, noi abbiamo delle buone carte da giocare nel Mediterraneo orientale. C’è solo da deplorare  che la politica estera ufficiale dell’Italia sia ancora una volta in contrasto con quella vagheggiata dagli elementi più vivi e fervidi della nazione. L’Italia ufficiale appare, soprattutto nel Mediterraneo orientale, come rimorchiata dall’Inghilterra. (non è cambiato nulla ! N.d.R.) L’Italia ha già dato il suo assenso alla ratifica dei mandati francese e inglese sulle terre di Siria e di Palestina. Le salvaguardie che l’on. Schanzer ha chiesto a tutela dei <Luoghi Santi> non sono che un elemento secondario del problema. Il quale problema va posto nei termini seguenti: conviene all’Italia appoggiare una politica – quella inglese – destinata, presto o tardi, a scatenare la rivolta dell’Islam ? Può l’Italia seguire la Francia nel considerare <colonie> la Siria e il Libano ? Può l’Italia sposare la causa del sionismo palestinico, anche soltanto nelle formule rivedute del Libro Bianco testé pubblicate a Londra ? Si sa o non si sa a Roma che la ratifica dei mandati potrà segnare l’inizio di gravi avvenimenti in quei paesi ? C’è un nazionalismo arabo che è in pieno, vigoroso sviluppo e col quale bisogna fare i conti. Nella Palestina il cozzo fra i due nazionalismi appare inevitabile ed ha già avuto preludi sanguinosi a Gerusalemme e a Giaffa. Il successivo periodo di quiete lo si deve al fatto che fu limitata l‘immigrazione ( sionista, ovviamente! N.d.R.)  Del resto non vi è chi non veda l’enorme ambiguità della dichiarazione di Balfour. La < National Home > è una frase priva di senso comune, se non significa l’inizio di una vita nazionale autonoma  e quindi statale. Così è stata interpretata dai zelatori del sionismo, i quali governano già direttamente la Palestina.  Di fronte agli immigrati stanno l’elemento indigeno arabo musulmano, arabo cristiano, gente di altre religioni e sette, uniti nella battaglia che ha aspetti politici, economici, etnici, religiosi. Nel concetto inglese, lo Stato giudaico di Palestina deve rompere la formidabile continuità del mondi islamico che va dalle Indie al Marocco. Soltanto c’è da chiedersi se una piccola Palestina anglo-giudaica potrà resistere lungamente alla pressione a tenaglia dell’elemento arabo, gonfio di orgoglio di razza e pronto alla guerra. Comunque, il Fascismo, forza e speranza della Nazione italiana, deve seguire attentamente le fasi della travagliata politica dei popoli orientali e avere a bussola guidatrice gli interessi dell’Italia e il rispetto alla libertà dei popoli che della libertà sono degni.”

L’attualità dell’articolo e della visione geostrategica di Mussolini è riproponibile ancora oggi. Noi non abbiamo nulla da aggiungere.

A cura di: Stelvio Dal Piaz 

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3 risposte a LA GRATITUDINE DEI SIRIANI PER L’ITALIA.

  1. WERWOLF ha detto:

    GRANDE COME SEMPRE IL NOSTRO STELVIO EJA!

  2. Anonimo ha detto:

    Null’altro da aggiungere veramente se non che, come ebbi a scrivere in un articolo di qualche anno fa su Gerarchia, l’origine del male e’ la famosa Dichiarazione Balfour!! Per il resto a dirigere l’orchestra sono sempre i Grandi Orienti di Londra e Parigi oltre alle lobbies a noi tutti ben note.
    Fernando Volpi

  3. Anonimo ha detto:

    Un caro saluto a Stelvio Dal Piaz: concordo e condivido in pieno, come ho anche scritto sul mio sito http://www.robertobevilacqua.it – Saluti Romani – Roberto

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