POVERA PATRIA

Ce lo siamo chiesti molto spesso, ridendo, ma quella che poteva sembrare un’innocua battuta adesso prende tutto l’aspetto di un INCUBO. Vi siete domandati mai se un alieno atterrasse ora in Italia (e rimanesse qui una settimana) quale potrebbe essere la sua reazione alla fine della visita ? I cittadini italiani, completamente alla deriva, sono ormai mediaticamente bombardati da una tale quantità di notizie che non riescono a discernere e valutare con serenità la situazione che si prospetta catastrofica per il futuro dei nostri figli. Cosa penserebbe il nostro amico alieno a questa raffica di disgrazie ?

NAPOLITANO SVENDE L’ITALIA

 (ASI) L’Italia ha bisogno di rinunciare anche a quel poco che resta della propria sovranità nazionale. Una frase che risuona spiacevole alle orecchie dei cittadini, oltremodo sbalorditiva se pronunciata da Giorgio Napolitano, massima carica dello Stato. Egli sostiene che per “tornare a crescere è indispensabile ma non sufficiente l’impegno tenace dei Paesi maggiormente in crisi”.”Le innovazioni comportano ulteriori trasferimenti di poteri decisionali e di quote di sovranità”; in questo senso si pone la questione “dell’integrazione politica dell’Unione europea”. Napolitano ha espresso questi pareri in un video-messaggio per il Convegno a Napoli della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. La chiosa finale del presidente della Repubblica è la seguente: “Sono certo che il vostro Convegno, ben progettato e caratterizzato dall’alto livello degli interventi, contribuirà ad elevare la consapevolezza di questi temi fondamentali e offrirà importanti approfondimenti e spunti propositivi”.

DEBITO PUBBLICO RECORD

Ancora un record per il debito pubblico italiano. Secondo quanto reso noto dall’Eurostat, nel secondo trimestre del 2012 il dato è schizzato al 126,1% del Pil. Nel primo trimestre aveva già raggiunto il picco di 123,7%, il più alto dal ’95 quando era al 120,9%. L’Italia si conferma seconda solo alla Grecia. Considerando l’intera area euro, il debito ha raggiunto il 90%, in salita rispetto all’88,2% del primo trimestre. La crescita del rapporto debito/Pil riguarda tutti i Paesi sotto programma di assistenza finanziaria dell’Eurozona. La Grecia ha visto risalire il suo debito al 150,3%. Balzo in avanti anche per il debito portoghese, passato dal 112% al 117,5%, e quello irlandese, cresciuto dal 108,5% al 111,5%. Anche il rapporto debito/Pil della Spagna è in netto aumento: dal 72,9 dei primi tre mesi del 2012 al 76% di fine giugno. I cinque debiti più alti, che hanno oltrepassato la soglia psicologica del 100% del rapporto con il Pil, sono quindi la Grecia (150,3%), l’Italia (126,1%), il Portogallo (117,5%), l’Irlanda (111,5%) e il Belgio (102,5%).

MENTRE GLI ITALIANI PERDONO IL LAVORO C’E’ CHI SI DIVERTE…

A tutto questo dobbiamo aggiungere l’arco partitocratico che ormai è POLITICAMENTE AZZERATO e la cui umiliazione ha raggiunto livelli mai riscontrati prima. Il Partito Arcoriano è completamente alla deriva, deriva dalla quale emergono eminenze come la Santanchè; quel che resta di Alleanza Nazionale è sempre ormai più tentato di riformare la cosiddetta Destra Nazionale antistorica e reazionaria; Casini, spiazzato dall’asse Bersani-Vendola, rimane il solito incompiuto; Gianfranco Fini è alla fine della sua carriera politica; Vendola, dopo anni di sermoni, ha anch’esso problemi di giustizia; la banda Disney del Partito Democratico è in piena lotta intestina, dove, con tutta probabilità, prevarranno le Ruspe Atlantiste della Rottamazione ossia il NULLA POLITICO; i movimenti antagonisti vengono adombrati dal Movimento 5Stelle; i movimenti delle estremità sinistre e destre non pervenuti.

Ormai i sondaggisti crescono come funghi e propongono scenari da incubo; la politica in Italia è ormai LIQUEFATTA e quelle che abbiamo davanti sono prospettive che soltanto i più avveduti potevano prospettare.  La disperazione dei partiti che stanno rincorrendo le poltrone per le prossime elezioni 2013 appare evidente. Tutti, ma proprio tutti, anche i partitini dallo ZEROVIRGOLA, finiranno nel calderone dei Ludi Cartacei, e contribuiranno alla SVENDITA ITALIA. Ad uopo, le oligarchie e gli Usurai allora gongoleranno di nuovo nella prospettiva di controllare in modo TOTALITARIO quel poco che resta del nostro paese. Un arco costituzionale partitocratico diviso in 10 rivoli è facilmente manipolabile dalle oligarchie tecnocratiche.

Quali saranno le conseguenze ?

  • Depauperamento generalizzato
  • Disoccupazione a livelli stellari
  • Probabili sommosse di piazza e recrudescenza delinquenziale
  • Distruzione del tessuto industriale ed artigianale delle PMI
  • Commissariamento definitivo del Ministero degli Esteri e delle Forze Armate
  • Privatizzazioni sfrenate in favore delle oligarchie private
  • Cessione DEFINITIVA della Sovranità Nazionale alle Oligarchie Transnazionali
  • Deriva morale ed etica della comunità

Soltanto un’ASTENSIONE DI MASSA potrebbe far crescere i germi di quella che noi chiamiamo LIBERAZIONE NAZIONALE.

Ora capirete perchè gli Alieni non atterrano mai in Italia.

J.G.

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Una risposta a POVERA PATRIA

  1. RICCARDO ha detto:

    A proposito di svendita di sovranità, ricollegandomi a ciò che avevo scritto qualche giorno fa a proposito dell’articolo “Uomini in divisa è tempo di decidere” aggiungo uno stralcio di quello in gran parte “pensano” (si pensiamo anche noi….) gli uomini in divisa a proposito dei “banchieri” al governo.
    “”Ormai non abbiamo più niente da chiedere e nulla possiamo ottenere da un Governo che ci sta svendendo e riducendo alla fame.
    Ricordiamoci chi siamo. Ricordiamoci che Noi abbiamo sempre prestato fede al giuramento verso la Patria e la Bandiera. Ricordiamoci di coloro che sono caduti e che continuano a cadere per una Repubblica ormai matrigna per i suoi figli migliori. Quegli stessi figli che oggi, dopo le comparsate di facciata, vengono dimenticati o, peggio, insultati nelle piazze.
    I tecnici, abilmente capitanati da Mario Monti, nel silenzio generale e nell’impotenza di una classe politica vorace e corrotta, ci stanno distruggendo.
    Stanno portando i lavoratori italiani alla disperazione, hanno quasi sterminato le piccole imprese, hanno ulteriormente falcidiato il welfare, hanno aumentato le tasse sui peones oltre il limite sopportabile e, cosa ancor più grave, continuano a ripeterci che l’Italia deve continuare a cedere la propria sovranità nazionale.
    Scusate la domanda impertinente: cari tecno-banchieri e professori, visto che non siete così bravi come millantate, avuto riguardo per il fatto che il debito pubblico è aumentato e noi stiamo peggio di prima, a chi e perché, di grazia, dovremmo cedere la nostra sovranità nazionale?
    Diteci qual è la via che dobbiamo percorrere per emanciparci da queste tribolazioni? Diteci cos’altro ancora dobbiamo sopportare «perché l’Europa ce lo chiede»? Chi ce lo chiede? Perché ce lo chiede? Cosa dobbiamo dare ancora a voi e all’Europa?
    Cari Delegati è ora di finirla con questa commedia. Le Nostre pur legittime aspirazioni si infrangeranno inesorabilmente sugli scogli degli interessi contrapposti di coloro ai quali questa ridondante, sprecona ed inutile politica da diporto ci ha lanciato.
    Abbiamo fatto le Nostre proposte, serie e rispettose degli equilibri che una società in crisi esige e merita. Ci siamo assunti l’onere di sopportare tagli e pesanti sacrifici, condividendoli con le Nostre famiglie. Stiamo lavorando al massimo delle Nostre possibilità, senza contratto, senza aumenti stipendiali, senza alcuna garanzia sulle future pensioni, senza anticipi di liquidazione, senza turn-over e senza prospettive per un riordino delle carriere il cui fondo è stato saccheggiato dal precedente governo per perequarci. Non possiamo nemmeno permetterci di fare di più. Non ci sono più soldi ed ora arriva anche l’ultima rata dell’IMU.
    Sull’equità dell’IMU mi sono già espresso e, francamente, non vorrei ripetermi al fine di evitare cadute di stile e querele. È uno schifo, punto! Altro che luce in fondo al tunnel!
    Ma se Noi stiamo piangendo tutto il resto del Paese, fatta eccezione per quel 10% che vive bellamente alla faccia Nostra, è con le pezze al culo.
    L’Istat ha, infatti, confermato, ancora una volta, che il Paese è avvitato in una crisi dalla quale non riesce ad uscire. Trentacinque giovani su cento sono senza lavoro e la disoccupazione generale è drammatica. La politica di rigore del governo, senza equità e senza giustizia, crea solo depressione che toglie lavoro ai cittadini. Le riforme della Fornero sulle pensioni e sul lavoro ci hanno condotto alla “buccia”.
    In questo clima di disorientamento e sfiducia sono veramente contento di apprendere (fonte Asca) che: «Alla ripresa mancano pochi mesi. Lo ha detto il premier Mario Monti al forum della Coldiretti a Cernobbio. Monti ha parlato di “pochi mesi, spero pochi, che ci mancheranno all’emergere chiaro di segni di ripresa. Il paese ha dimostrato capacità di affrontare provvedimenti restrittivi”, ha aggiunto. I consigli dei ministri – ha dichiarato Monti – sono “lunghi ma nessuno può accusarci di aver preso poche decisioni se mai ne abbiamo prese troppe. L’Italia è tra i Paesi che desiderano che vengano quote di sovranità crescente a Europa per governo globale dei beni comuni, ma stavamo rischiando di avere una asimmetrica perdita di sovranità.”»
    Ora, alla luce di tale affermazione, senza voler essere eccessivamente volgare mi viene in mente solo un epiteto: “Fottiti!”.
    Capisco che i problemi dei peones d’italica stirpe non riguardano l’universale presidente del consiglio non eletto dal popolo ma quelle parole, purtroppo, pesano come macigni.
    Caro tecno-presidente-banchiere, indipendentemente dalle locuzioni che usa, non può mica deciderlo lei che gli italiani vogliono cedere la sovranità nazionale all’Unione Europea nell’intento di raggiungere un governo mondiale?
    Anche se state smantellando tutte le norme poste a presidio del welfare e del lavoro con la complicità di alcuni politici da gozzoviglio e da diporto, mi punge rilevo evidenziare che l’art. 1 dalla Nostra Costituzione sancisce che l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
    I Nostri Padri costituenti hanno pensato e scritto quell’articolo proprio per rimarcare il fatto che nella Nostra Repubblica democratica la sovranità appartiene al popolo ad imperitura memoria di tutti coloro che si sono immolati per quegli ideali e per quei principi. Ergo lei non è nessuno!
    Anche se l’art. 11 della Costituzione consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo, le “limitazioni di sovranità” non hanno nulla a che vedere con lo svuotamento della sovranità popolare e con il sovvertimento dell’ordinamento repubblicano-democratico sancito dall’art. 1.
    L’art.11, infatti, fu concepito per consentire l’ingresso dell’Italia nell’ONU e nelle altre organizzazioni internazionali che nacquero dopo la seconda guerra mondiale e non per consentire a lei di svenderci ai suoi amici del gruppo Bildemberg e della Trilateral Commission o della BCE che, come sappiamo bene, è composta da membri nominati a titolo individuale e secondo una procedura assolutamente antidemocratica.
    Inoltre, vorrei ricordare alla Professoressa Fornero che ancora oggi, nonostante la svendita in atto, la Repubblica:
     riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto;
     tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni;
     cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori;
     promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro;
     garantisce al lavoratore il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro che deve essere, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
    Infine vorrei ricordare al ministro dell’economia e delle finanze che la Repubblica:
     incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme;
     disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito;
     favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese;
     stabilisce che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e che il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
    Atteso che Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi, rilevato che i cittadini ai quali sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge, concludo con quattro semplici domande da peones:
    1. Ma siamo davvero sicuri di appartenere Tutti alla stessa Repubblica?
    2. Ma se la difesa della patria è sacro dovere del cittadino, se il servizio militare non pregiudica la posizione di lavoro né l’esercizio dei diritti politici e l’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica, perché Noi siamo sommersi da doveri senza diritti?
    3. Se l’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti, perché il governo non eletto dal popolo continua a legiferare, di fiducia in fiducia, in nome e per conto dell’Europa che ce lo chiede?
    4. Di quale governo mondiale parla il Professor Monti con buona pace dei nostri politici e di un Parlamento ormai esautorato? Siamo, forse, giunti alla fine della democrazia reale, per sopraggiunta impossibilità di decidere poiché decreta tutto Bruxelles?
    Per ovvi motivi, vestendo un’uniforme, cari Camerati o Compagni, mi firmo solo con il Nome.

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