LABORATORIO USN. GABELLE E DEPAUPERAMENTO SOCIALE TRA IMU E DISOCCUPAZIONE

Ultimamente ci siamo spesso soffermati sulla “dottrina delle gabelle” che il governo dei Tecnocrati sta mettendo in atto nei confronti dei Servi della Gleba Italioti. Ora più che mai ci tornano in mente le parole di Ennio Doris (deus ex machina di Mediolanum) quando lo scorso anno affermava: “Gli Italiani sono ricchi. Saranno loro a salvare lo Stato“. Doris, evidentemente ben informato, chiosava: “Altro che rischio Italia. Il Paese è ricco. Più di quanto si pensi. Ed è proprio questa ricchezza la migliore garanzia del fatto che lo Stato non fallirà. In barba alla letteratura del declino che continua a imperare. Per abbattere il debito pubblico ci sono vie più semplice. Lo Stato ha sì cambiali da pagare ma anche molti beni da vendere. Cito le Poste, Ferrovie, la Cassa Depositi e Prestiti e decine di municipalizzate. Non solo c’è un patrimonio immobiliare stimato in 700 miliardi di euro. Molti sono cedibili altri valorizzabili. Basterebbe liquidarne la metà, incassando 350 miliardi, per portare il debito dal 120% al 100% del Pil. Poi con l’avanzo primario che è il più alto d’Europa abbattere metodicamente l’intero stock. Si potrebbe anche mettere in fondo tutto quello che ha un valore e piazzare le quote tra tutti i risparmiatori con un rendimento certo. La ricchezza come detto non manca.”. Lungimirante. Privatizzazioni, dismissioni e…gabelle. Ricetta semplice ed efficace per affamare il Popolo. L’argomento su cui vogliamo soffermarci oggi nell’area del nostro Laboratorio, riguarda la povertà incipiente e il depauperamento sociale, che lento ma inesorabile, sta colpendo gli strati medio bassi della società italiana. La tecnica delle Gabelle (e non quella di fantomatiche quanto inutili tasse patrimoniali che andrebbero a colpire solo poche migliaia di italiani) è semplice ed efficace fin dai tempi del Feudalesimo ed oggi prende il nome di Imposte e Tasse. La tecnica con cui Stato ed Enti Territoriali (i Vassalli) colpiscono i Servi della Gleba prende forma sotto il nome di IMU, TASSE DI PROPRIETA’, ADDIZIONALI REGIONALI E COMUNALI e va a colpire una Comunità Nazionale le cui entrate reddituali sono alla massima contrazione rispetto agli ultimi decenni.

Sfatiamo subito una leggenda. La propensione al risparmio degli italiani è ormai un triste ricordo di anni passati. Questi i dati della scorsa primavera: “Nel 2011 la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 12%, il valore più basso dal 1995, con una diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Lo ha rilevato l’Istat che ha diffuso l’indagine su “Reddito e risparmo delle famiglie e profitti delle società. Cala anche il potere d’acquisto delle famiglie italiane dello 0,5% poichè nel 2011 i loro redditi sono cresciuti meno dell’inflazione. Nel 2011 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è aumentato del 2,1%. Nell’ultimo trimestre dell’anno esso ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% rispetto a quello orrispondente del 2010. Tenuto conto dell’inflazione, pertanto, il potere di acquisto delle famiglie nel 2011 è diminuito dello 0,5%. Nell’ultimo trimestre dell’anno la riduzione è stata dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% rispetto al quarto trimestre del 2010“. Dati peraltro che non tengono conto della situazione peggiorativa del 2012 in cui il mito degli italiani “formichine” verrà definitivamente accantonato.

In particolare, i meccanismi dell’IMU che finalmente si sono palesati pochi giorni fa,  provocheranno un meccanismo a cascata che sarà devastante per i settori IMMOBILIARE – EDILIZIA e andrà ad incidere in maniera tangibile sui portafogli della cittadinanza. Sarà bene essere subito chiari che il nostro non è un discorso populista tanto caro ai ducetti che gravitano (o meglio dire gravitavano) intorno ad Arcore ma l’analisi di un meccanismo economico abbastanza facile da comprendere. Innanzitutto partiamo dalla notizia: “Aumenti di imposta, rispetto all’Ici, fino al 207% per i contratti liberi (Milano) e al 2.330% per quelli concordati (Venezia). È quanto dovranno aspettarsi i proprietari di immobili locati facendo i conti dell’esborso complessivo della nuova imposta sugli immobili, l’Imu, rispetto alla vecchia, l’Ici. Secondo i calcoli effettuati dall’Ufficio studi della Confedilizia, sarà proprio l’applicazione della maggiore aliquota deliberata dai vari Comuni, rispetto a quella base uniformemente adoperata per la prima rata e pari al 7,6 per mille, ad avere effetti molto pesanti, soprattutto per chi ha affittato con contratti «liberi», per i quali gli aumenti percentuali sono tutti a tre cifre e 13 capoluoghi su 20 hanno scelto l’aliquota massima.”

L’aumento dell’IMU, in particolare quello sulla seconda casa, provocherà forti contrazioni nel meccanismo immobiliare, e oltretutto, ove accompagnato dall’aumento dell’IMU sulla prima casa e sulla forte diminuzione da parte delle banche nella concessioni di mutui immobiliari, provocherà un’ulteriore diminuzione di compravendite immobiliari, e quindi delle relative ristrutturazioni.

Ma dove si estrinseca materialmente il depauperamento ?

Il depauperamento lo troviamo in particolare:

  • nella diminuzione del valore delle abitazioni (e quindi dei patrimoni familiari trasmessi dai genitori ai figli)
  • nella diminuzione del risparmio familiare dovuto alle eccessive spese per il mantenimento degli immobili (tassazioni, ristrutturazioni)
  • nella diminuzione di compravendite immobiliari e quindi della possibilità di smobilizzare patrimoni ed eventualmente reinvestire il capitale ottenuto in altri immobili
  • nella diminuzione di reddito disponibile dai cittadini dovuto alla minor occupazione lavorativa dei comparti edilizi ed immobiliari.

Proprio ieri l’Istat ha certificato quanto stiamo affermando: “Disoccupazione record, retribuzioni quasi ferme, contrazione dei consumi e Pil in calo. È un quadro a tinte fosche dell’economia italiana quello tratteggiato dall’Istat in un rapporto sulle prospettive dell’economia 2012-2013. L’istituto di statistica prevede un «rilevante incremento» del tasso di disoccupazione per quest’anno, al 10,6%. Il prossimo anno poi il tasso continuerebbe a salire raggiungendo l’11,4% «a causa del contrarsi dell’occupazione», unito all’aumento dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata. Nel biennio 2012-2013 le famiglie italiane continueranno «a sperimentare significative riduzioni del reddito – si legge nel rapporto -, con conseguenze negative sul tasso di risparmio». I consumi subiranno dunque per tutto l’anno in corso una forte battuta d’arresto, mentre nel 2013 il calo si attenuerà. Quest’anno, previde l’istituto, la spesa privata per consumi registrerà una contrazione del 3,2% e sarà ancora in leggero calo nel 2013 (-0,7%), «a seguito delle persistenti difficoltà sul mercato del lavoro e della debolezza dei redditi nominali». Secondo l’Istat inoltre, «la crescente situazione di disagio finanziario dichiarata dalle famiglie porterebbe, in un primo tempo, ad un proseguimento nell’utilizzo del risparmio, cui potrebbe seguire una evoluzione in negativo dei modelli di consumo». Gli investimenti fissi lordi diminuiranno del 7,2% nel 2012, per effetto di una forte riduzione da parte delle imprese e delle amministrazioni pubbliche. Nel 2013, le prospettive di una ripresa del ciclo produttivo e il graduale miglioramento delle condizioni di accesso al credito porteranno ad un rallentamento della caduta (-0,9%).”

Per restare in tema “feudale”, corre l’obbligo di spiegare il perchè uno stato VASSALLO è costretto ad alimentare le gabelle per sottostare al cappio del debito pubblico che ha raggiunto cifre da capogiro. I Tecnocrati, messi ad uopo nelle posizione di predominanza amministrativa, sono i Proconsoli nominati dagli Imperialisti che lavorano per il controllo della nostra sovranità e soggiacciono alla scure del Meccanismo di Controllo del Debito Pubblico, che già qualche anno fa John Perkins aveva spiegato in un suo illuminante libro chiamato “Confessioni di un sicario dell’economia“.

Pertanto, l’unico modo, ossia l’unico strumento che uno STATO che si possa definire libero (se ancora esiste), può utilizzare per scrollarsi di dosso questa Spada di Damocle è quello unico e tangibile del RIPUDIO DEL DEBITO PUBBLICO CONTRATTO CON LE OLIGARCHIE USURAIE, debito che viene “manovrato o alterato” tramite meccanismi coercitivi come lo Spread, debito che viene “certificato e controllato” tramite meccanismi parassitari di delegittimazione della Sovranità Nazionale quali il M.E.S. In tal senso, il nostro programma parla chiaro: “Il successivo passo intermedio sarebbe quello del ripristino di una Moneta Corrente Nazionale (inizialmente unicamente destinata alla circolazione interna e quindi senza debito) da affiancare alla moneta europea utilizzabile solo per transazioni estere. Tale provvedimento aiuterebbe la ripresa produttiva attraverso l’investimento in infrastrutture di pubblica utilità e per il sostegno alle famiglie ed alla produzione, e soprattutto di uscire da quella morsa creditizia e finanziaria adesso in mano alla Banca Centrale Europea. Verrà impedita la conversione in euro della  moneta di nuova emissione da parte dello Stato. Solo la Zecca di Stato, alle dipendenze del Ministero del Tesoro, avrà la facoltà di battere moneta. Tale provvedimento iniziale sarà il primo passo graduale ma deciso verso l’abbandono dell’euro che dovrà avvenire nell’arco di 24 mesi dall’inizio del nuovo conio. A completamento di tale provvedimenti lo Stato Italiano si svincolerà progressivamente dalle regole del Trattato di Maastricht e ripristinerà dazi doganali sull’importazione a difesa dei prodotti e del lavoro nazionale. La Borsa Italiana diventerà di proprietà del Ministero del Tesoro, al pari della Consob, che ritornerà ad avere le sue iniziali funzioni di organo controllore, di un mercato azionario che deve rispecchiare il reale andamento dell’economia reale, e non, come adesso, essere un ignobile strumento al soldo della speculazione dei grandi interessi lobbystici internazionali. Le operazioni finanziarie allo scoperto saranno vietate e pure saranno vietati gli strumenti derivati, ossia tutto quel crogiuolo di immorali prodotti finanziari che non sono rappresentativi della produzione reale di beni e servizi, vero e proprio strumento della cupola usurocratica mondialista, ossia mero espediente con il quale hanno soggiogato e messo in ginocchio intere Comunità Nazionali. (…)  Meccanismi di prevenzione e disincentivazione dell’evasione fiscale, con un programma di “cultura e moralità fiscale” dove lo Stato non sia più censore o Grande Fratello, ma rappresenti il punto di riferimento certo e cristallino dove far confluire la tassazione dei cittadini e delle imprese della Comunità Nazionale. Al contempo i grandi evasori fiscali verranno perseguiti con tutta la severità permessa dalla legge, in maniera repressiva. Totalmente esclusa la possibilità di procedere a condoni fiscali o immobiliari retroattivi. Verranno implementate politiche di controllo sul gettito fiscale destinato agli enti territoriali, che verrà adeguatamente ripartito fra DTO e Comuni in base alle loro nuove funzioni Armonizzazione delle imposte tributarie e locali Divieto per gli enti locali di tassare la prima casa. Verranno studiate politiche di lotta e misure di repressione contro la piaga sociale denominata Usura.”

I Servi della Gleba (cittadini italiani) che foraggiano la copertura del debito pubblico, che finanziano le guerre imperialiste del padrone occupante, che vedono i loro risparmi erosi quando non azzerati, che vedono abbassarsi a dismisura la soglia della povertà, e che, nonostante tutto, vengono giornalmente bombardati da messaggi massmediati di consumo indotto, sono gli inconsapevoli “colpevoli”. Inconsapevoli perchè “addormentati” o “mal informati”. Colpevoli perchè ancora sostengono il sistema andando a votarlo, senza comprende che il vero diritto da esercitare è quello “di non votare”.

Lasciamo il lettore con questa citazione: “La grande guerra dei contadini fu la prima rivoluzione sociale e nazionale della storia della Germania ma anche dell’Europa. I contadini tedeschi avevano anticipato i programmi rivoluzionari dei secoli seguenti. Avevano formulato la loro visione in un modo più ingenuo, ma anche più audace di quello che faranno le classi borghesi e proletarie dopo di loro. Avevano sollevato le fondamentali questioni dell’esistenza sociale e nazionale.” (W. Venohr, H. Diwald, S. Haffer in “Documente Deutschen Dasein: 1445 – 1945: 500 Jahre deutsche Nationalgeschichte“, Krefeld, Sinus Verlag, 1983.)

R.B.

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3 risposte a LABORATORIO USN. GABELLE E DEPAUPERAMENTO SOCIALE TRA IMU E DISOCCUPAZIONE

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Senza riconquistare la sovranità monetaria non si riuscirà ad evadere dalla morsa dell’usura. E’ un cappio che finirà per strangolare tutti noi; ogni sforzo per abbattere il debito sarà inutile. E’ questa una verità elementare ma difficile trasmetterla alla gente sempre più disinformata. L’euro è divenuto una divinità !

  2. Francesca Romana ha detto:

    Pienamente d’accordo, anzi, è il denaro che è assurto a divinità senza precedenti nella Storia…Quando l’economia era solo di produzione e pochissimo finanziaria ed era basata soprattutto sullo scambio delle merci, la gente “a stipendio” era poca e viveva tranquillamente senza i bisogni opprimenti generati dal consumismo e dai media. All’epoca il denaro in circolazione era pochissimo e l’usuraio e il banchiere avevano vita difficile, data la loro natura parassitaria e più si va indietro nel tempo più era così. Adesso al parassita basta da un qualunque punto lontanissimo sulla Terra, fare un click al PC per spostare milioni di denaro da un titolo all’altro, rischiando di ridurre in misera intere comunità umane….

  3. Daniela Roccella USN ha detto:

    Ottimi e pertinenti i contenuti dell’articolo….
    Argomenti che continueremo a divulgare e cavalcare con potenza di fuoco, in uno scenario che vede l’asse del Potere Politico dei Paesi (e soprattutto della Nostra Nazione) spostato sulle figure di “tecnici in economia e potenti entità finanziarie”; manovra non avvenuta casualmente, essa riesce a condizionare il sentire comune verso la paura nei confronti di una materia complessa….creando un fenomeno quasi di reverenza nei confronti della famigerata figura del “tecnico” e di narcosi sulla capacità di critica e di ribellione dei cittadini…
    Non bisogna fermarsi, occorre divulgare senza sosta contenuti riferiti ai subdoli meccanismi economico/finanziari che si stanno muovendo nella nostra epoca….continuando, come nel caso del nostro articolo, ad utilizzare una comunicazione concreta, immediata, dinamica ed accessibile anche a coloro che “tecnici” non sono….

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