NAZIONALIZZAZIONE E SOCIALIZZAZIONE.

COMUNICATO 27.XI.2012

Lo sviluppo negativo imposto da atti dovuti della magistratura (che non comprendiamo però con quale tempistica “ad orologeria” sono stati messi in atto !) nei confronti dell’industria ILVA impone ormai una riflessione concreta riguardo al tema inserito nel nostro progetto politico relativo alla NAZIONALIZZAZIONE dei comparti industriali strategici ed alla realizzazione concreta della SOCIALIZZAZIONE delle imprese in un quadro normativo generale e statuale. L’Unione per il Socialismo Nazionale si pone al fianco della categorie produttive di Taranto, Genova, Torino che devono decidersi una volta per tutte di delegittimare i sindacati ed ogni altra autorità che sta portando al dramma migliaia di famiglie che orbitano nel contesto ILVA ma che in realtà riguarda l’intero sistema economico italiano. Con la NAZIONALIZZAZIONE lo Stato esautora le inadempienze private, assicura le metodiche di salvaguardia ambientale e pone l’industria strategica nazionale in una strategica trincea protezionistica contro ogni ingerenza internazionale salvaguardando il lavoro in tutte le sue componenti.

Con la SOCIALIZZAZIONE pone finalmente la categorie produttive nell’ambito delle scelte gestionali ridistrubendo i profitti in una logica compartecipata anche nelle scelte operative.

Non si azzardi il ministero dell’interno a ritenere la cosa solo un  problema di “ordine pubblico” perché così non é.

Al prof. Monti dichiariamo che la Comunità Nazionale é al limite della sopportazione e certe sue dichiarazioni in merito anche alla possibile “privatizzazione sanitaria” dimostrano palesemente il suo completo asservimento totale ai Nemici dell’Italia.

NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO !

M.C.

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9 risposte a NAZIONALIZZAZIONE E SOCIALIZZAZIONE.

  1. Giovanni Garotti ha detto:

    Assolutamente contrario sia alla socializzazione, che a qualsiasi intervento dello stato, laddove può intervenire il privato, anzi, lo stato non si deve permettere di fare concorrenza al privato e deve costruire un assetto legislativo tale da incentivare l’ imprenditoria ad evolversi (l’ opposto di ora) ed assumere dipendenti (l’ opposto di ora). E’ lunga e temo sia impossibile con gli attuali politici, quindi mi fermo.

  2. lupoalfa ha detto:

    Quindi gentile Garotti lei NON é socialista nazionale. Grazie.

  3. WERWOLF ha detto:

    SIGNOR GAROTTI LEI NON APPARTIENE AL NOSTRO MONDO…..RESTI NELLA SUA ITALIOSITA’! NOI ANDIAMO AVANTI VERSO LA TERZA VIA …..IN ALTO I CUORI LIBERI SOCIALI E NAZIONALI!

  4. Dario Capasso ha detto:

    “Assolutamente contrario alla socializzazione” Garotti, come diceva Totò: “Ma mi faccino il piacere!”

  5. patriotarosso ha detto:

    Sinceramente non capisco il motivo che la spinge a scrivere sul nostro sito Sig. Garotti: essendo lei un liberale perchè deve scrivere dove sa che non troverà pareri favorevoli? Mi sa tanto di provocazione…..

  6. Cursus Honorum ha detto:

    Caro Garotti…”stato concorrenza al privato” ma ha capito cosa vuol dire NAZIONALIZZARE E SOCIALIZZARE ?
    vuol dire che l’ACCIAIO ITALIANO sarebbe TUTTO IN MANO ALLO STATO e non alle corporation usuraie…
    un altro Renziano…andiamo bene…

  7. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Caro Garotti “nomen homen” per chi non lo sapesse la “garrotta” era lo strumento in uso in Spagna per eseguire condanne a morte attraverso tortura. E’ ciò che il capitalista Riva ha preparato per i dipendenti ILVA e per la popolazione di Taranto. Complimenti, signor Garotti !!!!!

  8. Avanguardia ha detto:

    Fabbriche come quelle dell’ ILVA vanno nazionalizzate, non le possiamo lasciare chiuse in balia degli agenti atmosferici e dei topi.

  9. lupoalfa ha detto:

    In questo momento intanto esprimiamo il nostro cordoglio per la vittima – che ci auguriamo rimanga una – dell’ultima tragedia accaduta per colpa delle avverse condizioni metereologiche ancora su Taranto e sullo stabilimento Ilva ed il sostegno verso le maestranze rimaste ferite dopo il passaggio della tromba d’aria che si é accanita in un momento già così difficile.

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