LABORATORIO USN. DONNE PALESTINESI PRIGIONIERE DI ISRAELE

52375_107111579454550_54552177_oLo slancio a trattare l’argomento delle Donne Palestinesi rinchiuse nelle carceri israeliane (per reati di opinione od in quanto attiviste in difesa della loro Terra e del loro Popolo) è scaturito da alcune parole che ho letto e che esprimono irresponsabilmente un falso mito, ovvero:  “E` riconosciuto che Israele sia l’unica democrazia compiuta dell’intera regione Mediorentale e lo Stato più avanzato in termini di diritti civili “… Io rispondo…E’ UNA MENZOGNA! … Lo testimonierò descrivendo alcune delle modalità di azione dei sionisti riguardo alla detenzione delle Prigioniere Politiche Palestinesi che vengono detenute in carceri collocate fuori dal territorio amministrato dalla stessa Autorità Palestinese, in totale violazione dell’art. 76 della Convenzione di Ginevra che vieta simili allontanamenti dal territorio occupato.


Iniziamo con lo specificare che le carceri israeliane hanno sfondo politico ed i reclusi sono quasi nella totalità palestinesi accusati (o semplicemente sospettati) di attivismo, pacifico e non, sulla base di confessioni estorte sotto coercizione; occorre aggiungere che, anche se il numero delle donne risulta essere inferiore rispetto a quello degli uomini, le loro condizioni di permanenza sono sicuramente peggiori. La strategia psicologica sionista consiste nell’arrestare sempre più donne, anche per periodo brevi ed in assenza di accuse, per sottoporle anche a violenti interrogatori; tali reclusioni possono variare da 8 giorni a diversi mesi.

Una volta giunte in carcere le donne vengono isolate e sottoposte quotidianamente ad abusi ed angherie programmate che consistono in umiliazioni, dure condizioni detentive, interrogatori violenti, sanzioni punitive e immotivate di ogni tipo, perquisizioni continue delle celle comprese quelle corporali, denudamenti, isolamento, pestaggi, che hanno il sadico scopo di impedire che in futuro possano tornare a condurre una vita normale.

Gli spazi carcerari non rispondono al benché minimo rispetto delle basilari norme igienico/sanitarie. Le celle sono infestate da topi e scarafaggi, le lenzuola e gli asciugamani vengono cambiati rarissimamente e gli scarichi fognari sono sempre intasati; peraltro gli aguzzini addetti alla loro sorveglianza abusano costantemente della loro privacy.

Il Comitato per i Diritti Umani Femminili delle Nazioni Unite ha denunciato le inaccettabili condizioni di detenzione in cui vengono costrette a vivere; le donne recluse nelle prigioni sioniste continuano ad ammalarsi e ad aggravarsi, proprio a causa dell’assenza di cure specialistiche che non vengono loro concesse; viene fornito soltanto un medico generico che prescrive loro soltanto antidolorifici o tranquillanti per qualsiasi tipo di patologia.

Anche nei confronti del Diritto alla Maternità, il regime israeliano non dimostra alcuna civile umanità; neanche le donne in gravidanza ricevono nessuna assistenza ginecologica e partoriscono con le manette ai polsi che non vengono loro tolte neanche dopo il parto. I loro bambini vengono costretti a vivere in ambienti malsani e disumani fino al compimento del secondo anno di vita quando vengono loro strappati senza giustificazione o chiarimento. Anche durante le visite dei figli più grandi, la madre detenuta non può avere nessun contatto fisico, non può nemmeno abbracciarli.

In occasione del ricevimento dei familiari, le detenute vengono ancora boicottate in quanto le carceri sono distanti e situate sul territorio israeliano; tra il viaggio ed i vari posti di blocco, i parenti finiscono per riuscire a permanere poche decine di minuti peraltro separati da pareti di plastica trasparente. L’isolamento dal mondo viene ad essere l’ulteriore aspetto drammatico della loro detenzione anche perché, in quelle uniche due occasioni mensili, viste le difficoltà di collegamento, nessuno riesce ad andarle a trovare.

In base a quanto riportato si può concludere soltanto affermando che: “la mano israeliana/sionista rappresenta semmai esempio di ferocia, di attitudine predatoria, di negazione di diritti, di intento colonizzatore e di volontà di annientamento, umiliazione e genocidio del popolo palestinese

PER UNA PALESTINA UNICO STATO.

GERUSALEMME E’ TERRA DI PALESTINA.

Daniela Roccella

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7 risposte a LABORATORIO USN. DONNE PALESTINESI PRIGIONIERE DI ISRAELE

  1. Nicola Sallustio ha detto:

    Dicono che gli Israeliani sono il popolo di Dio,ma di quale Dio non credo che esista un Dio che permette queste crudeltà e inciviltà.Erano un popolo di schiavi ora vogliono schiavizzare il popolo Palestinese dopo che si sono appropiati dei loro territori e della loro sovranità con il beneplacido dell’ONU,degli Americani e degli Inglesi.

  2. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Lo stato israeliano è uno stato razzista protetto dalla vigliaccheria internazionale. Sono stato in Israele alcuni anni fa in occasione di un congresso internazionale e ho notato l’anomalia di una entità estranea al territorio e all’ambiente. Una vergogna tollerata anche dalla chiesa cattolica !

  3. luca pozzi ha detto:

    Carissima Daniela,
    non possiamo pensare che tutto il popolo d’ ISDRAELE sia così , io per motivi di volontariato ne conosco diversi e posso dire che ci sono delle brave persone anche tra loro . Ma sicuramente il popolo Ebreo ha una storia millenaria , purtroppo a mio modesto parere è rimasto volontariamente per mottivi storici e culturali isolato dal mondo. Continuando a credere solo nel Vecchio Testamento e rifiutando il rinnovamento della Parola di Gesù ……………. purtroppo comportandosi come si è comportato .. .. i risultati sono sotto gli occhi di tutti anche quelli di DIO……….

  4. francesca romana ha detto:

    Questo femminismo da sinistra sessantottina è veramente ridicolo, cosa c’entrano adesso “le donne” palestinesi? Il problema è di tutti i Palestinesi e non solo delle donne. Ho l’impressione che Daniela sia vittima di un grossissimo equivoco: crede cioè che la parola “socialismo” di Socialismo Nazionale, voglia dire qualcosa che lei forse cerca da altre parti, visto la sua provenienza politica di pura razza finiana: femminismo, diritti della donna in salsa non violenta…..ma non è che stai un po’ mal interpretando quello che è veramente USN? prima leggiamo articoli che inneggiano a Gandhi, poi a Nelson Mandela, poi ai “diritti delle donne” in una peraltro molto ignorante interpretazione distruttiva della famiglia, di Dio e della Patria……….staresti meglio forse nel partito radicale della Bonino e di Pannella anzichè qui…forza Daniela, vediamo come interpreti il pensiero Usn: a quando il sì alla liberalizzazione della marjuana? E alla società multietnica? E dicci: cosa ne pensi dell’immigrazione in Italia?

  5. Daniela Roccella Usn ha detto:

    Rispondo a Francesca Romana:…ahahahahah prima rido…poi ti rispondo seriamente.
    Chi mi conosce, sa bene che non appartengo al mondo sessantottino, che non sono femminista (ma per la complementerietà tra uomo e donna, a volte pure maschilista) e che la mia “Anima Sociale” proviene dal puro sansepolcrismo e dal primo fascismo….
    Riguardo ai Popoli, sappi che sono per l’Autodeterminazione di Ognuno di Essi “Se ami la tua Identità manco ci pensi a calpestare quella Altrui”…e poi ti ricordo i gruppi Littori del Mondo Arabo … Eja!
    Chi parla soltanto di Dio/Patria e Famiglia come etichette da incollarsi in fronte è destroide e non ha capito nulla di USN.
    Sono entrata in Fli perché vi erano nomi che un tempo avevano firmato la mozione “Segnali di Vita” del mio Beppe Niccolai….appena mi sono resa conto che, senza ormai più speranza, il progetto era divenuto tutt’altro, mi sono dimessa pur avendo incarichi…
    Reputo che le sostanze psicoattive siano armi di controllo di massa, pertanto sono contro le liberalizzazioni.
    Bonino e Pannella te li ciucci tu in quanto radicali, liberisti e filoatlantici.
    L’immigrazione così come è pilotata e gestita, rappresenta distruzione per ospitanti ed ospitati..

    Io sto dalla parte degli oppressi e mi contrappongo ad atlantici e filoatlantici; parafrasando il mio Beppe Niccolai, così come rispose a dei provocatori “Il mio Essere Sociale, è molto di più della sinistra di ingrao”

    PALESTINA LIBERA! EJA!

  6. wids72 ha detto:

    Ecco chi è il vero “male assoluto”, facciamolo presente, proclamandolo fin dalle vette delle montagne, ai fautori dell’atlantismo democratico assembleare di ogni risma…ogni altra considerazione non serve!!!! In alto i cuori!!!

  7. Anonimo ha detto:

    con la Palestina, sempre e comunque! Israele sionista, capitalista, reazionario e sanguinario!

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